rimarchevole…

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Cosa fa Penelope?

Un titolo in forma di domanda, un po’ tradizionalista, per chiedersi cosa fanno le donne dei piccoli paesi della Provincia di Pesaro e Urbino. Presentata a Fossombrone, ed a Mondavio il 3 aprile, e promossa dalla Provincia di Pesaro e Urbino, Assessorato alla Formazione professionale e Politiche del lavoro. Nella domanda c’è già una risposta: facciamo la tela in attesa che torni Ulisse? Sembra proprio di no, visto che la percentuale di donne occupate in provincia è superiore alla media nazionale (56% il tasso di occupazione contro un 46,6% nazionale). Però il lavoro, l’attività fuori dalla famiglia, la realizzazione professionale e quindi anche l’autonomia come persona e come donna sono ancora lontane dall’essere prive di problemi per noi donne, quasi sempre sobbarcate della maggior parte di lavori domestici e di cura all’interno della famiglia, e prive di tempo per noi stesse.
Ma passiamo a fornire qualche dato dalla Sintesi del rapporto di ricerca redatto da due delle studiose del Gruppo di ricerca che ha condotto Penelope: Fatima Farina e Alessandra Vincenti dell’Università degli studi di Urbino.
La ricerca è stata condotta su 13 comuni: Barchi, Cartoceto, Fossombrone, Isola del Piano, Mondavio, Montefelcino, Montemaggiore, Orciano, Piagge, Saltara, San Giorgio di Pesaro, Sant’Ippolito, Serrungarina.
Sono stati distribuiti  1941 questionari dei quali 1060 questionari alle donne con figli fino a 10 anni e svolte 3 interviste di gruppo a donne senza figli con età compresa tra i 18 e i 45 anni.
L’autonomia delle donne con figli è ovviamente dipendente dalle cure parentali, e dalla presenza degli asili sul territorio: la Provincia di Pesaro e Urbino spende il 23,1% della spesa sociale per questi.
La vita nei piccoli comuni segnala però un permanere delle donne all’interno dei nuclei familiari e la scarsa presenza di donne single: l’89,4% è coniugata e solo l’1,% nubile, il 3,6% separata o divorziata, lo 0,4% vedova, il 4,8% convivente. Dato interessante è che la maggior parte delle intervistate detiene un titolo di studio di norma superiore a quello del partner.
Ma è il dato dell’occupazione quello preoccupante: il 22,7% delle intervistate è “solo” casalinga ed il 3,9% disoccupata.
Una grande percentuale delle occupate ha una forma di assunzione a part time (part time orizzontale 31,3% e verticale 6,6%). La maggior parte delle occupate deve usare l’auto per raggiungere il posto di lavoro: 87,9%.
La maggior parte delle intervistate non lavora perché deve accudire i figli o perché hanno altri incarichi familiari (anziani): eppure la maggior parte delle intervistate dichiara che il lavoro è importante sia per sentirsi utile che per avere autonomia.
Considerando che i nuclei familiari in provincia sono composti prevalentemente da un 2,5 ad un 2,7 di media di componenti per ogni nucleo, vediamo bene che spesso le donne non lavorano e non hanno tempo per sé a causa del comportamento tradizionalista dei partner, che affidano loro in toto la cura della casa e dei bambini oltre che degli anziani, e a causa della inadeguatezza delle strutture di servizio sociale e dei loro orari.
Molto interessanti le risposte sulla quantità di tempo dedicata alle varie mansioni in casa e famiglia (pulizia, preparazione dei pasti, inserimento dei figli a scuola ecc.). Le donne dei 13 comuni oggetto puliscono la casa da sole nell’83,5% dei casi, e seguono i bambini a scuola da sole nel 77,7% dei casi.
Ma…guarda caso, sono i mariti che amministrano da soli i soldi di famiglia nel 34,2% dei casi (sempre)  e nel 38,8% (spesso).
Per finire, alla domanda “Quanto tempo dedica a se stessa durante la giornata”, la risposta è stata “Poco” nel 74,6% e “Per niente” nel 12,3%.
453 intervistate hanno fornito suggerimenti alle amministrazioni locali, ne tengano conto i candidati maschi che in questo periodo si riempono la bocca di parole come “famiglia” e “denatalità”:
-Dare maggiori opportunità al lavoro, flessibilità negli orari
-Individuare migliori opportunità di lavoro per le mamme
-Più servizi disponibili per accudire i figli di chi lavora
-Retribuzione per le casalinghe almeno fino al terzo anno di età dei figli
-Strutture a basso costo tipo asili nido
-Personale per assistenza agli anziani a costo zero
-Armonizzazione degli orari dei servizi
-Più informazione
-Più Ludobus e scuole a orario pomeridiano per i figli

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