rimarchevole…

un blog di provincia…

otto marzo 2009: cambiamo copione!!!

Diciamocelo: quest’anno meno che mai abbiamo voglia di festeggiare l’otto marzo, quella che dovrebbe essere una data che ricorda il passato di sfruttamento e avvilimento psicologico e sessuale di noi donne occidentali…
valentino
(la recente immagine della campagna Valentino, con l’occhio-pesto).
Sono passati molti anni dall’otto marzo 1908, il Diritto di famiglia è cambiato, il delitto d’onore è stato cancellato, la Legge 194 dovrebbe garantire l’accesso alla contraccezione e la possibilità di rinunciare per tempo ad una gravidanza, c’è la parità (perlomeno presunta) di salario tra uomini e donne, c’è la libertà di divorzio, le donne accedono a tutti i gradi di istruzione… però. Però basta vedere la scarsa presenza di donne nei ruoli chiave della società (primarie, giudici, ordinarie all’università, ministre, dirigenti d’azienda) per capire che qualcosa non va. Si tratta da un lato del forte lavoro della massoneria maschile, che tende a svalutare o al massimo a sfruttare le idee e i talenti femminili, tenendole in ombra, o a rifilar loro, come fossero eternamente sguattere, i compiti più ingrati e irresolubili in politica, ad esempio. Dall’altro lato si tratta della ritrosia femminile a occuparsi della società con mezzi e sistemi ancora tipicamente maschili. Come se dovessimo impegnarci a usare strumenti forgiati con una ergonomia a noi estranea. E di qui le “donne di ferro”, le “virago”, le “condottiere” che si impegnano, con dosi inumane di coraggio, a svolgere ruoli creati per i maschi, circondate da maschi. Le divise con molte stellette sembrano proprio non interessarci, così come le cariche politiche e mediatiche che richiedano sovraesposizione, non ci omologhiamo..

E in questo momento di galli in battaglia, col vecchio gallo dalla cresta riportata che si vanta della sua attività sessuale tra un Consiglio dei Bargigli e un altro… ci stiamo veramente rompendo le uova.
Ma non facciamoci distrarre dai rimproveri di essere troppo combattive, di tentativi di rimetterci al nostro posto quando ci permettiamo anche semplicemente di prenderci lo spazio che ci spetta. Sostituiamo l’incazzatura con l’ironia, la rassegnazione con la sagacia e andiamo avanti, ragazze.
Non lasciamoci descrivere dagli altri, raccontare, legiferare, normare, ridurre: abbiamo subito il grave colpo della legge 40/2004 sulla procreazione assitita, attraverso la quale ancora una volta il mondo cattolico più tradizionalista ha voluto limitare la nostra libertà. Ora assistiamo ad un florilegio di retorica sulla Famiglia (come se ce ne fosse solo una tipologia…) e al ritorno della caccia allo straniero come capro espiatorio degli stupri. Ma guardiamo in faccia la realtà: è vero, molte situazioni di degrado hanno contribuito a rendere alcuni luoghi meno sicuri, ed anche l’arrivo di culture più giovani dal punto di vista dell’emancipazione femminile creano problemi di integrazione. Ma la realtà è che le violenze psicologiche, sessuali, fisiche contro noi donne avvengono per lo più ad opera di maschi italiani, di partner, e nelle famiglie.
Una breve occhiata ai dati della ricerca Istat “La violenza ed i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia”, compiuta durante l’arco del 2006 su di un campione di 25mila donne di età compresa tra i 16 ed i 70 anni.
Oltre il 31,9% delle donne hanno subito una forma di violenza nel corso della loro vita:
il 23,7% (quindi oltre 5 milioni di donne) violenza di tipo sessuale, il 18,8% violenza fisica, il 4,8% stupri o tentati stupri.
Nella quasi totalità le violenze non sono state denunciate: il 96% delle donne che subisce violenza dal partner non lo denuncia. Il 91.6% degli stupri non sono stati denunciati. Nel 33,9% le donne vittime non ne hanno parlato con nessuno.
Il 69,7% degli stupri è opera di partner, il 17,4% di un conoscente, il 6,2 % di estranei.

Le molestie sessuali sono per la maggior parte opera di estranei e non del partner (nel 20,4% contro il 6,1%) ma la violenza fisica è più spesso opera del partner che non di un estraneo (12% contro 9,8%). Quindi sono i rapporti sentimentali, il matrimonio e la famiglia il covo della maggior parte dei pericoli per le donne, e delle angherie, perché ci sono gli atti di violenza fisica domestica:

dei quali il 34,5% è grave e il 27,2% causa ferite e contusioni, ed il 12,3% fa sì che le donne chela subiscono tentino o il suicidio o l’autolesionismo. C’è poi la violenza psicologica, con il tentativo di isolare la donna (46,7%), di controllarla (40,7%), di lederne i diritti economici (30,7%), di s-valorizzarla agli occhi altrui e propri (23,8%), di intimidirla (7,8%).
Il 43,2% di queste forme di violenza sono opera dei partner. Due milioni e 77 mila donne hanno subito persecuzioni (stalking)dopo la separazione
Le donne separate o divorziate nel 63,9% dei casi dichiarano di aver subito violenza in più di una occasione nella loro vita.
Un milione e 400 mila donne hanno subito violenza prima dei 16 anni ad opera di parenti (23,8%) ed amici. Nel 53% dei casi non ne hanno parlato con nessuno.
Quindi non solo uscire da sole, ma anche semplicemente spostarsi per lavorare o per svago, o pretendere la libertà sentimentale dal partner sono rischiosi per le donne, ed è ancora purtroppo diffusa l’abitudine di attribuire alle vittime delle colpe. Si potrebbe partire dalle cose più essenziali : ad esempio spegnere la tv quando, come sempre, ci propina l’ennesimo sceneggiato poliziesco nel quale la prima vittima è una donna. Ecchecavolo! Cambiamo il copione.

non_abbassare_lo_sguardo

News: dopo la violazione del corpo e della mente, la violazione della privacy:
Da: Alessandra Vincenti
Inviato: giovedì 12 marzo 2009 22.05
A: ‘tg3net@rai.it’

Gentile Redazione,
nell’edizione delle 14,10 di oggi, durante il servizio sull’oramai così conosciuto “stupro alla Caffarella” parlando
del non certo riconoscimento di uno dei due rumeni fermati da parte di un’altra donna vittima di stupro è
stato detto dal giornalista (letteralmente):
“risulta sui tamponi il dna di un egiziano con cui la vittima ha avuto rapporti consenzienti la mattina dello
stupro”.
Mi e vi chiedo, questa informazione cosa aggiunge alla notizia?
Dal mio punto di vista, aumenta il grado di morbosità e toglie ulteriormente privacy a colei che già ha subito
una violenza terribile. Viene raccontato su un tg nazionale che la mattina di una giornata che non
dimenticherà mai ha avuto rapporti sessuali consenzienti e, udite, con un egiziano!
Devo,io donna di sinistra e che sceglie il tg3 per la qualità maggiore del suo giornalismo (ahimè qualità
relativa), ricordare il richiamo del Presidente della Camera Fini a non guardare al “carattere etnico” degli
stupri?
Grazie per aver rivelato a tutti particolari intimi di una donna che già ha subito una violenza terribile e ora si
trova sbattuta senza alcun rispetto, sulla cronaca televisiva nazionale, la sua vita privata.
Cordiali saluti
Alessandra Vincenti

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