rimarchevole…

un blog di provincia…

Le p-ovvietà di Povia…

Leggendo (non ascoltando, per pietà) il testo “Luca era gay” mi sono chiesta: a chi pova giovia? Cioè, scusate a chi giova Povia? E’ ovvio che un testo come questo avrebbe creato offesa e contrarietà, poiché va ad incidere sulle sensibilità umane (sembra scritto da un ufficio per la propaganda) e sulle interpretazioni pro o contro una battaglia in corso: quella sacrosanta per i diritti civili di gay e lesbiche. Annunciando che a breve uscirà anche il suo libro, Povia non fa che confermarci d’aver strategicamente scelto questo tema e di aver voluto giocare proprio sullo scandalo, sapendo che la sua canzone avrebbe fatto incazzare, e ingrassare i ricavi di un cantautore semi-anomino.
Il fatto è che non possiamo credere alla “innocenza” ed alla imparzialità di Povvia, pardon, Povia, non solo per la sua decisione ovviamente presa a tavolino (chissà con chi…) e priva di riferimenti personali, ma anche perché nonostante egli dichiari che il testo vuole scavalcare i punti di vista di “psicologi, psichiatri, preti o scienziati” (com’è scritto nel testo stesso), il testo  si basa sulla summa delle ovvietà del Bignami proprio di psicologi, preti e scienziati old style, quelli che teorizzavano l’omosessualità come risultato di una cattiva o carente educazione, o addirittura di carenze biologiche e chimiche, e cercavano di addossare ad una sessualità differente da quella maggioritaria tutti i danni del loro secolo.
Veramente di ovvietà ne ho sentite parecchie anche in questi giorni, ricordo l’ultima: un biologo marino, il signor Coccioni, che ad una conferenza a Fano spiegava che nel fondale marino inquinato dal piombo i microrganismi non sono più sessuati nelle norma, da qui le iperboli per ipotizzare che forse anche negli esseri umani l’inquinamento incide sul comportamento sessuale (e qui ovviamente tutte le fantasie di persone che sarebbe meglio si dedicassero al loro mestiere senza sconfinamenti si scatenano)… e allora in Ucraina dopo Chernobyl in futuro sarà tutto un fiorire di drag queen, povvìa! Cioè, suvvia! Chiunque si sia dedicato all’argomento sa benissimo che l’omo-sessualità nelle società è sempre esistita,e non è il frutto di questo o quel fattore ambientale, storico, chimico, ormonale ma semplicemente una forma di sessualità minoritaria e perciò spesso perseguitata.
Tornando al testo di Povia, si parte col descrivere il personaggio come vittima di una educazione soffocante da parte della madre e debole da parte del padre: qui lo stereotipo è stato sicuramente tirato fuori da qualche vecchio manuale di psicologia, e non certo attribuibile ad un ipotetico Luca che “parla col cuore in mano”. Se le madri soffocanti fanno danni, l’Italia strariperebbe ben oltre il 5-10% di gay! E per ciò che riguarda i danni …consiglio quelli raccontati in Fracchia e la belva umana, sono più realistici.
Poi si passa alla separazione dei genitori, aggiungendo alla storia un’altra delle cause elencate in qualche manuale, ovviamente di quelli cattolici basati sul presupposto che l’omosessualità sia da “curare”. Si sa, di recente alcuni esponenti della Lega si sono gettati anche contro l’Organizzazione mondiale della sanità, dicendo che non riconosce l’omosessualità come una malattia perché è sospinta da una lobby di gay … tra un po’ diranno che l’OMS è composta solo da gay, così sono sicuri di poterla considerare nemica della “razza padana”.
Infine Povia passa al colpo di mano: “un uomo grande” circuisce il nostro imberbe e giovane Luca psicologicamente squinternato. E’ il solito discorso delle compagnie che traviano, dei grandi che fanno i “cattivi maestri”, le solite ovvietà. E così Luca “scopre di essere omosessuale”, e dice anche “il corteggiamento c’era e pensavo fosse amore”, frase che si potrebbe attribuire ad un sacco di eterosessuali, come anche questa che aggiungo io “il matrimonio c’era e pensavo fosse amore”.
P-ovvia dunque descrive Luca come un bisessuale (Luciana Litizzetto ha suggerito di cambiare il titolo in “Luca è bisessuale”) che fa del gran sesso gay ma non prova emozioni quando lo fa (“poi sembrava una gara a chi faceva meglio sesso”) con il suo uomo e invece poi (poi-vvia) si innamora di Lei. Una Lei che in realtà non sembra tanto distante da quella mamma di cui sopra, “lei mi spogliava, lei mi capiva”, e che ben presto nell’immaginario di alcuni ascoltatori diventa anche la Lei che gli fa una frittata e che sfornerà 4 bei figli. Peccato che quel “leggevo Freud” fatto dire a Luca prima della sua “conversione” non convinca: perché proprio Freud aveva una figlia psicoanalista anch’essa e lesbica, Anna, ed è noto per essere stato un grande castratore, altroché la mamma di Luca!
Quello che a Sanremo non sentiremo mai (anche se nell’età dell’Acquario non si puo’mai dire…) è che dobbiamo a Freud la teorizzazione del polimorfismo sessuale, e del contrasto tra principio del Piacere e principio della Realtà, a causa del quale la società si struttura in forme che possono penalizzare le sessualità. E’ proprio dalla rilettura critica di Freud che partono le teorie contemporanee che riconoscono all’omosessualità la sua dignità e la sua realtà.
Questo Luca invece vince il premio di personaggio più inventato della Terra, quello che se lo incontrano i piccioni di Povia non fanno neanche “oh!”!
Chissà se al prossimo Sanremo qualcuno scriverà una canzone sul tipo che ha telefonato qualche giorno fa ad una trasmissione di Rai2 dicendo che sua moglie è una cattolica integralista e “odia i gay”, e che lui prova una senso di rivalsa tutte le volte che esce con i suoi amici perché ha una seconda vita… gay. Prova che il sesto senso esiste, a volte è quello di una poveraccia che non ammette le ragioni “terra terra”del suo odio: avere sposato l’uomo sbagliato.
http://www.gruppoabele.org/Index.aspx?idmenu=2096
http://www.culturagay.it/cg/index.php

Maga Tutankamion (temporaneamente evasa dalla pagina de La posta del cuore..).

per leggere:

 

su youtube:
il parere della tiratissima Vladimir Luxuria

http://www.youtube.com/watch?v=LVNfEYmKluw

e la super volgare parodia di Povia  fatta in versione video (tanto lo so che guardate prima questa) da Carmine di Pancrazio su Radio Dejay
http://www.youtube.com/watch?v=KSKGUaHYcV8

 

Un commento su “Le p-ovvietà di Povia…

  1. joantodd
    febbraio 21, 2009

    Brava Tutankamion mi hai fatto venire in mente che la canzone “Luca era gay ” è talmente p-ovvia ma soprattutto falsa da aver recuperato anche il nome direttamente dalla canzone della Carrà … “Luca” … solo che la mitica Raffa, in tempi meno lugubri di questi, si chiedeva “Luca, dove sei adesso” e capiva che il ragazzo da lei desiderato aveva preso un’altra strada… e l’aveva lasciata per un ragazzo dai capelli d’oro…. oh! Il nome era di fantasia ma la trama di sicuro più realistica… W la Raffa

    ecco il testo e divertitevi un po’:

    Luca

    Non mi mandate a quel paese
    ma sono un poco fuori fase
    se non mi sfogo con qualcuno
    un giorno o l’ altro scoppierò

    Era un ragazzo dai capelli d’oro
    e gli volevo un bene da morire
    io lo pensavo tutto il giorno intero
    senza tradirlo neppure col pensiero.
    Ma un pomeriggio dalla mia finestra
    lo vidi insieme ad un ragazzo biondo
    Chissà chi era, forse un vagabondo
    Ma da quel giorno non l’ho visto proprio più

    Luca, Luca, Luca
    Cosa ti è successo?
    Luca, Luca, con chi sei adesso?
    Luca, Luca, Non si saprà mai!

    Credevo di essere attrente
    così mi ha detto tanta gente
    o lui non ha capito niente
    o c’è qualcosa che non va

    Eri un ragazzo dai capelli d’oro
    e ti volevo un bene da morire
    io ti pensavo tutto il giorno intero
    senza tradirti neppure col pensiero.
    Ma un pomeriggio dalla mia finestra
    Ti vidi insieme ad un ragazzo biondo
    Chissà chi era, forse un vagabondo
    Ma da quel giorno non ti ho visto proprio più

    Luca, Luca, Luca
    Cosa ti è successo?
    Luca, Luca, con chi sei adesso?
    Luca, Luca, Non lo saprò mai!

    Luca, Luca, Luca
    Cosa ti è successo?
    Luca, Luca, con chi sei adesso?
    Luca, Luca, Non lo saprò mai!

I commenti sono chiusi.

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