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Noi “no-global” avevamo ragione…

Venerdì 13 febbraio si è tenuta a Fano la presentazione del dvd “Fare un golpe e farla franca”, film documentario sul massacro del G8 2001 di Genova. L’incontro era presieduto dall’avvocato A.Italia e vedeva la presenza dell’autore Beppe Cremagnani.
http://video.unita.it/?video=397
Erano presenti e sponsorizzavano l’iniziativa associazione Agorà, Meet up Grillo di Fano, ass. Lupus in fabula, Stazioni mobili.
Alcune certezze ed alcune domande:
1)
 l’allora ministro dell’interno Scajola non sa parlare italiano
2) ma chi  è “l’avvocato Italia”, cosa fa oltre a presentare gli incontri con Marco Travaglio e cosa c’entra col movimento di allora?
3) perché i centri sociali locali e gli anarchici, pure presenti (pacificamente) alle manifestazioni di Genova, e successivamente alle iniziative di sensibilizzazione, non sono stati invitati?
4) Berlusconi, durante l’incontro, è stato paragonato a tanti: da Franco a Hitler… peccato che non sia venuto in mente l’unico paragone forse valido: Peròn.
5) Perché quando Cremagnani definiva senza mezzi termini i poliziotti, tutti, come fascisti, ci sono venute in mente le riflessioni di Pasolini sugli studenti riccotti che ce l’hanno coi proletari carabinieri? Se è vero che nelle forze di polizia c’è una grande componente di destra, non è utile generalizzare, e neanche dimenticare che tanti lavoratori della Polizia proprio in questi giorni contestano il Decreto sicurezza. Perché non dire allora che il nostro Paese stesso ha tutt’ora una cultura clerico-fascista?
5 bis) perché quando Cremagnani ha affermato che la vera opposizione sociale ora in Italia la fa Famiglia Cristiana ci è sembrato così altrettanto snob, soprattutto perché in Italia appena un prete esce un attimo dal seminato governativo si grida al miracolo?
6) Certamente il G8 di Genova è stata per le forze reazionarie al governo una prova di forza nei confronti dei manifestanti. E’ evidente che alla scuola Diaz le squadracce non cercavano i colpevoli di teppismo, che del resto sapevano bene non essere lì, ma volevano punire e schedare chi aveva osato manifestare. Da allora i meeting dei G8 si tengono in fortezze blindate e non più nelle città, per evitare le contestazioni dirette. Questa sconfitta dei potenti del’economia è stata pagata dai ragazzi e dalle ragazze pestate. Però si tratta comunque di una vittoria: non sono riusciti a tacitare le contestazioni. Infatti …ora gli organi di governo stanno legiferando per rendere impossibile manifestare. Nel Decreto sulla sicurezza, che trovate nelle nostre pagine, si prevede l’obbligo ad una garanzia assicurativa da versare per chi organizza manifestazioni: è chiaro che in questo modo chiunque faccia accadere disordini ad una manifestazione provocherà danni economici agli organizzatori, questa si chiama “strada aperta ai provocatori”.
7) Cremagnani ha ricordato che tutt’ora viene  sospeso il diritto fondamentale a manifestare: succede a Vicenza dove si vuole imporre la base militare nonostante la contrarietà dei cittadini, succede in Campania dove si vuole imporre una gestione dei rifiuti militaresca e mediatica senza tener conto delle volontà dei comuni.
8-Nessuno però ha ricordato che la polizia picchiò anche durante i governi di centro sinistra appena precedenti: come a Napoli, quando era ministro dell’interno Napolitano, evidentemente il potere logora chi ce l’ha. E Andreotti, come sempre, ha torto.
9) l’intervento più realista all’iniziativa è stato quello di Daniele Falcioni del centro sociale Oltrefrontiera, che ha paragonato l’attuale impegno di quella sinistra istituzionale italiana ora “extra-parlamentare” a denunciare il golpismo berlusconiano a quello di “cavalcare i movimenti” dentro i quali in realtà in precedenza non si è impegnata. In effetti, avendo parlato senza essere stato invitato, le sue parole sono sembrate fondate.
10) una sola cosa non ha convinto dell’intervento di Daniele: l’affermazione secondo cui occorre rammentare che  il movimento Black block era presente alle riunioni organizzative della contestazione al G8, che  sembrava preludere a un “dovevate aspettarvelo che succedevano casini e prepararvi, come abbiamo fatto noi”.
10 bis) altro intervento interessante è stato quello di Lara, che ha ricordato che, mentre la gente dei Ds saliva sui pullman per andare a manifestare a Genova dopo l’assassinio di Carlo Giuliani… il partito ritirava l’adesione ufficiale alla manifestazione. Chi ha fatto più danni in Italia, la repressione di Genova o la politica verticistica di d’Alema? O la retorica di di Pietro, che si oppose a che venisse approvata una commissione parlamentare d’inchiesta sulle violenze poliziesche di Genova?
11) c’è una cosa che bisognerebbe spiegare ai maschi nostrani dei movimenti e dei partiti: che non bisogna imporre agli altri la reazione ai propri comportamenti e che è definitivamente ora di scegliere la non violenza invece che la pseudo-battaglia (del resto fatta a fini mediatici?), la creatività e la lotta popolare invece che l’antagonismo che copia i metodi e l’abbigliamento di chi reprime. Scudi, maschere antigas, bastoni… se dobbiamo essere così allora abbiamo già perso.
12) invece la crisi globale dimostra che noi no-global avevamo ragione: il capitalismo distrugge e affama. Ora occorre pensare a come cambiare un mondo governato da gente che si rifugia dentro fortezze blindate a dirigere un mondo che non conosce e non ama.

Sulla critica al neoliberismo “global” vedi anche alla pagina Rassegna stampa la segnalazione dell’articolo di susan George, http://ww.rimarchevole,wordpress.com/1/

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 16, 2009 da in politica locale con tag , , , , , .
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