rimarchevole…

un blog di provincia…

elezioni: semiotica dei posteroni

Iniziamo oggi a pubblicare recensioni critiche ed analisi del look fotografico dei candidati alle amministrative della provincia di pesaro e urbino, chi vuole contribuire si colleghi e ci posti i suoi contributi!

1) l’uomo di grano duro: da questa foto tratta dal profilo facebook di stefano aguzzi abbiamo capito perché i fanesi e le fanesi votano per lui: egli ricorda loro le radici campagnole, ed è in atto il riscatto di coloro che, una volta inurbati, ricordano ancora con tristezza i tempi in cui i fanesi ricchi e borghesi si divertivano a tirar loro le cioccolate dall’alto dei carri direttamente dentro le merde dei buoi che trainavano gli stessi carri di carnevale.
aguzzi_sul_trattore

2) del resto, la nostra ipotesi è confermata dall’immagine dell’altro candidato, federico valentini, che ricorda nella sua biografia le sue origini fanesi altolocate (“mia madre è stata la prima miss fano”) 🙂 e si presenta nei posteroni come uomo estremamente ben pettinato ed estraneo ai rudi campi arati, anzi, abbastanza affaticato si poggia ad una tavola di buon design, confortato da un bicchier d’acqua lì posato. la sua appartenenza ad un ceto differente è palese anche nello show di presentazione della candidatura, che si svolge al teatro politeama anziché in luoghi più rudi… nella consapevolezza che la politica è teatro.

show1

3) comunque, aguzzi può contare sui suoi avambracci, i quali, scamiciati, potrebbero risultare anche minacciosi (è noto che l’avambraccio scamiciato è tipico del soggetto litigioso) soprattutto se allineati con il pensiero old style di alcune delle liste che lo reggono, purtroppo ancora legate a culti del superuomo. la sua tecnica pubblicitaria è quella appunto di mostrarsi al lavoro. per fortuna che non ha scritto “lasciatemi lavorare” ma, richiamandosi ai bisogni psichici più attuali, un “ti puoi fidare”…
ti_puoi_fidare

4) potremmo concentrarci sulle biografie romanzate dei candidati, sui viaggi “epici” sul territorio del candidato matteo ricci alla provincia (comunque sappiamo già che “è nato in un quartiere popolare di pesaro). preferiamo nel frattempo terminare la breve analisi semiotica dell’altro candidato fanese, carlo de marchi.
demarchi
in questo caso è facile riconoscere, nelle guance pittate da santino e nello sguardo ispirato da valori religiosi, il candidato adatto ad un utenza irrazionalista, emotiva e legata alle tradizioni delle feste celebrate nelle ricorrenze, del panino (ora biologico o adirittura equo e solidale), della semplicità  dei criteri dei buoni patriarchi. non si capisce però il ricorso a tutto quel “è possibile”, lo sappiamo benissimo che un mondo tutto casa e chiesa è possibile, è proprio quello che vige da secoli e che ha generato altri fenomeni “possibili”, sebbene meno euforici di questo candidato, quali l’omofobia e l’ipocrisia. Mah! tant’è…
si vede bene che le api del logo migrano da sinistra verso destra.

5) non abbiamo ancora nuove immagini di candidati di forza nuova da commentare, rimandiamo perciò ad una prossima puntata l’analisi dei poster di matteo ricci (“niente paura“) e di altri futuri politici locali…
paura

Seconda puntata: che il leaderismo di cui soffre la politica nostrana costringa a non sempre efficaci cure del look i candidati, quindi, è assodato, e lo provano del resto i capelli riportati di berlusconi, l’abbronzatura di fini, gli occhiali tondi di follini e le camicie operaie di bertinotti.
6) Nel mondo del marketing, puoi sconfiggere l’avversario se sei più in forma col fitness e se sei nella discoteca giusta al momento giusto, e nel nostro paese c’è una spiccata tendenza da sempre a fidarsi più delle parole che dei fatti. non è un caso che gli esponenti più giovanili della giunta comunale fanese si presentino alla kermesse estiva “Fano dei Cesari” con baldanzosa fisicità… pensate se invece avessero ritratto come centurione mirco carloni!
caligola
sappiamo bene quanto ha goduto Wojtyla da papa-verouomo nell’impressionare le folle, e Obama nel confrontarsi col decrepito Bush. senza dilungarci quindi in impietose critiche all’aspetto dei due “antichi romani”, vorremmo solo ricordare che la Fano dei Cesari dell’estate scorsa è stata dichiarata dagli stessi come ispirata a …Caligola. E’ proprio vero che in nome della fitness romana si passa sopra a tutto!

7) ed ecco spuntare da ogni muro il poster di matteo ricci, giovane dinamico e in camicia, che ci dice “niente paura”, senza specificare se la paura ci è venuta prima o durante la visione dei suoi poster.
perché i candidati si ostinano a tirarci verso la tentazione di esaminare lombrosianamente le grandezze dei crani e e forme dei nasi?
ricci

c’è un sms che circola tra i militanti del pd: “matteo ricci è il mio pastore, non manco di nulla, egli col suo bastone mi conduce…”, per sottolineare ironicamente la nuova linea democratica basata sulla fiducia nel candidato predestinato. noi vorremmo solo mostrarvi un altro poster, quello più realistico e sempre basato sulla immagine del politico, in questo caso il sindaco Borri, che ci proviene da Pergola:
borri

… se è lecito ai candidati invitarci, non si bene su quali basi, a non avere paura, non è forse lecito a noi cittadini far sapere di cosa abbiamo veramente paura? 🙂

8 –  “Dio, Patria e Famiglia”, con opportuni aggiornamenti, diventa “I valori che contano: Famiglia, Nazione, Vita” nel poster di Davide del Vecchio, del
quale ci aspetteremmo un ritratto stile vecchio patriarca contrario a tutto ciò che toglie dalla via maestra della società stile Biblico.
del_vecchio
invece appare un giovanotto dai lineamenti gentili ma…forse sarebbe stato meglio scegliere “valori” meno vaghi e retrò, ad esempio “Alma Juventus, Fano, stipendio”, valori più concreti, come la squadra locale, la cittadina e la panza, così per stare più coi piedi per terra.
Anche perché altrimenti si rischia di confondersi con quegli uomini politici nazionali e quei religiosi che predicano i sani valori del tempo che fu, ma solo per gli altri. Vedi ad esempio i politici cattolici savonarola, però divorziati e con varie amanti, o gli ideologi del primato della “nazione” che però fanno affari alle Cayman!

NEWS! è apparso in tutti i cinema della provincia il cartone animato elettorale del “prossimamente in provincia” candidato Pd, Matteo Ricci, già anche definito “il più giovane presidente di provincia”, uno spot totalmente privo di significato politico, intitolato “un viaggio straordinario” rispetto al quale soprattutto ci chiediamo:
ma se, essendo privo di candidati avversari credibili, è già sicuro di vincere, cosa li fa a fare i cartoni animati? e perché scegliere il tema wojtyliano del viaggio? non era meglio la videoconferenza? tanto… pare che i candidati amino molto solo gli incontri facili facili…
http://www.youtube.com/watch?v=rftncJKm3Po

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