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bene comune? madde ché, aò?

Leggo costernata una lettera pubblicata sul sito della formazione politica Bene comune di Fano, sulla vicenda di Eluana, nella quale si presenta la storia come un tentativo di “togliere la vita”. Vedo poi nella pagina dei “valori” propugnati da questa lista civica, il richiamo alla “difesa della vita sin dal concepimento” (leggi: vogliamo cambiare la legge 194 e togliere alle donne il diritto d’abortire legalmente, nascondendo ciò sotto la retorica dell’aiuto) e la difesa della famiglia come nucleo “fondato sul matrimonio”, con la contrarietà al riconoscimento delle famiglie di fatto.
Già conoscevo per fama uno degli animatori della lista, Samuele Giombi, che qualche anno fa aveva presentato a Fano il libro “Preti uccisi dai partigiani”, alla presenza di tutto lo stato maggiore del neofascismo nostrano, un libro che tende semplicemente a denunciare alcuni omicidi come fatto politico nel tentativo di screditare le formazioni partigiane comuniste. Lo stesso Giombi del resto dimostrava di avere già problemi con le preposizioni, essendo stato animatore di una iniziativa, la “Cattedra dei non credenti” (ora Cattedra del dialogo) che semmai dovrebbe essere chiamata “per” i non credenti, visto che presenta solo iniziative incentrate sul primato dell’etica religiosa.
Eppure, guardando il sito di “Bene comune” è tutto un florilegio di “etica”, di “solidarietà sociale”, di “un altro mondo è possibile”, di poster con la solita faccia formato piano-brufolo del candidato sindaco con la frase scimmiottata da Obama, come se questa lista proponesse valori nuovi e condivisibili. Si tratta invece della solita mistificazione di chi vuole negare la realtà che non gli appartiene, della retorica di chi  sempre stato contro le lotte per i diritti delle donne a gestire la gravidanza, quella antiabortista di chi ritiene che una blastocisti abbia più diritti di una donna, quella di chi vuole mettere in un angolo le famiglie non tradizionali, quella di chi vuole impedire alle persone di morire dignitosamente perché abusa del concetto di “vita” anche a costo di andare contro il buon senso.
Cari signori di Bene comune, cambiate nome alla vostra lista! Siate sinceri perlomeno come lo è Ratzinger, non fate come Forza nuova, che presenta vecchi valori come nuovi. Riconoscete che la vostra lista è semplicemente una lista confessionale, varata in base a principi di etica cattolica conservatrice, se non reazionaria, e che un po’ di ambientalismo e di solidarietà sociale non maschererà la vostra visione del mondo, certamente non comune al 10% della popolazione gay e lesbica, alla maggioranza delle donne, ai tanti fanesi che ancora non vogliono sdoganare il fascismo ed i cappellani militari proDux col pretesto che anche i partigiani erano “cattivi”.

Dal sito di Bene Comune:
“Famiglia . Momento fondamentale dell’organizzazione e della articolazione della società civile, intesa come nucleo fondato sul matrimonio e non sull’individuo o su semplici aggregazioni di fatto di individui. ”
“Vita . Sintesi suprema della persona umana, ha natura intangibile e va tutelata sempre e ad ogni costo, ma soprattutto nei momenti e nelle forme in cui si presenta più debole ed indifesa, più ingombrante e scomoda. Oltre a preservare e difendere la vita dal concepimento alla morte naturale”
Da Lecco, esce una ambulanza muta, silenziosa che non lascia piu’ nemmeno riconoscere  il dolore incapace di gridare. Non lascia udire il dolore non pubblicizzato  di chi  questi 17 anni ha accudito Eluana in  silenzio, senza chiedere nulla in cambio perché comunque in quel corpo martoriato e apparentemente inespressivo c’è un mistero inviolabile.”
Se questi sono i valori di un sindaco che si presenta con lo slogan “un’altra politica è possibile”, chiediamoci:
madde ché aò?
Segnaliamo anche il post sulla laicità dal sito del Meet up Beppe Grillo di Fano, nel quale si cita un intervento del consigliere De Marchi contro la sperimentazione della pillola RU486
http://beppegrillo.meetup.com/189/it/boards/thread/6617851/

Francesca.

5 commenti su “bene comune? madde ché, aò?

  1. valtertoni
    febbraio 12, 2009

    Desumo che per Francesca persone come Enzo Jannacci, Alessandro Bergonzoni, o Peppe Sini siano fasciste e clericali… sempre ammesso che sappia chi è Peppe Sini.

    Saluti
    Walter

  2. dadaknorr
    febbraio 12, 2009

    non mi pare che i termini “fascista” e “clericale” siano presenti nel post, tranne che nel suo commento. in quanto alla mia ignoranza su pepe sini, anch’essa mi pare una sua fantasia. perché invece non replicare su ciò che esattamente è scritto?…ammesso che ci interessino le opinioni di un antiabortista, se sarà abbastanza interessante la pubblicheremo, altrimenti continui ad usufruire del tanto spazio che le è proprio, quello di tutta la stampa bigotta. 🙂

  3. valtertoni
    febbraio 13, 2009

    🙂 Ha ragione Francesca, ho fatto lo stesso suo errore di arrivare a facili e banali conclusioni sul pensiero di altri. 😦 Purtroppo so che non riuscirei in questo spazio a sostenere un confronto, anche perché non mi sento all’altezza della sua felice penna che oltretutto sento guidata da un forte astio verso chi non la pensa come lei. A me, a differenza di lei, le sue opinioni interessano molto. Ma questo è forse un mio “difetto”, ascoltare e leggere troppo le riflessioni diverse dal mio modo di pensare, a tal punto di trovarmi spesso a cambiare opinione, fino a passare da simpatizzante del partito radicale a una lista come BeneComune che per fortuna è orgogliosa di quei principi che lei deride, da abortista anni 80 ad una posizione che cerca di capire cosa sia la Vita e vedere come sia possibile difenderla dagli attacchi di una cultura violenta, a Gaza, in Georgia, in Afganistan, come in una struttura sanitaria che offre poche alternative ai possibili drammi di una donna.

  4. dadaknorr
    febbraio 13, 2009

    caro signor walter, il nostro metablog non è un tavolo di discussione dello stile di un forum ma un luogo di scambio di informazioni e opinioni dell’area della sinistra laica e femminista. quindi come moderatrice non approvo i commenti offensivi o che giudico propagandistici.
    è notorio che noi donne veniamo definite “astiose” quando cerchiamo di difendere i nostri diritti.
    per me la questione del dibattito con lei è chiusa fin dal suo primo commento, nel quale accennava alla mia possibile ignoranza di un personaggio così noto come beppe sini. comunque la rassicuro: sono non-violenta anch’io. io però, contrariamente a lei, rischio di ricevere una mazzata in testa quando me ne vado in giro perché sono riconoscibile come lesbica. e questo grazie anche al muro di astio e di diffidenza causato da anni di indottrinamento omofobo proprio della cultura religiosa cattolica italiana.

  5. valtertoni
    febbraio 13, 2009

    Mi scuso se sono stato offensivo, anche se non mi pare che lo stile con cui definisce le persone Giombi e DeMarchi possa aiutare a trovare tratti di percorsi comuni, come ad esempio quello della nonviolenza. Ad ogni modo, la saluto e spero che mi accetti almeno come lettore. Buon tutto, buone battaglie e tanta solidarietà per le mazzate in testa.
    Walter Toni

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