rimarchevole…

un blog di provincia…

Carnevale di Fano e Nestlè: aggiornamento

11/03: Finalmente l’Assessore Francesco Cavalieri ha risposto all’interpellanza sull’ipotizzato ritorno della Nstlè al Carnevale di Fano, scrive Carlo De Marchi che aveva presentato l’interpellanza:
“…
senza particolare preavviso l’assessore Cavalieri ha risposto alla nostra interrogazione sulla questione del Carnevale e la Nestlè… L’assessore Cavalieri, pur convinto della necessità di approfondire se ancora sussitano le premesse per il boicottaggio,  si è dichiarato d’accordo nella necessità di applicare norme che sono presenti, per il momento, nello statuto del Comune di Fano ed in alcune direttive regionali e quindi non ha potuto che concordare con la nostra posizione. E’ dispiaciuto peò perchè questo neghi la possibilità di mantenere quel  binomio carnevale di Fano/ Perugina che secondo lui è nel cuore e nella tradizione di tutti i fanesi. Rimarca la necessità di avviare un ulteriore processo di promozione di Carnevale etico attento anche alla presena di prodotti derivanti dalla Cina o da altri paesi che abbiano condizioni di sopruso nelle regole del lavoro. ”
A  breve il testo completo della risposta. Per adesso ossiamo sol dire: Dalla Nestlè (finché non cambia le sue politiche sullo spaccio del latte i povere nei paesi poveri) ci guardi lo Statuto comunale e per la Cina, signori consiglieri, vedete un po’ voi cosa fare (domanda: ma le “regole del lavoro” non le sta anche insidiando questo governo in Italia? ) 🙂

Dopo i BACI,  i tradimenti

 

  In data 17 febbraio ’09 è stata rinviata l’interrogazione consiliare urgente sull’ipotetica ripresa dei rapporti tra il comune di Fano e la multinazionale Nestle’. Gia’ nel consiglio comunale del 12 febbraio ’09 l’interrogazione verbale del consigliere De Marchi non trovo’ risposta a causa della momentanea assenza in aula dell’ass. Cavalieri, arrivato però subito dopo la verbalizzazione del rinvio dell’interrogazione da parte della presidenza del consiglio.

Ci chiediamo per quale motivo venga ritardata una semplice risposta chiara e concisa a numerosi cittadini fanesi che si sono dimostrati sensibili e interessati ad una questione etica tutt’altro che chiusa e superata.

Come Gruppo Carnevale Etico chiediamo fermamente che venga dimostrata trasparenza, da parte dell’amministrazione comunale e degli enti coinvolti, sulla questione della reintroduzione dei prodotti del gruppo Nestle’ alla manifestazione carnevalesca della citta’, fiduciosi che si evitino ulteriori rinvii e invitando l’ammministrazione ad esprimersi nelle sedi opportune a dimostrazione di un corretto atteggiamento istituzionale.

 

Comunicato stampa del Gruppo Carnevale Etico

http://www.carnevaleeticofano.wordpress.com

Il 24 febbraio il consiglio comunale non si è tenuto in quanto “martedì grasso”, quindi sono ormai passate tre settimane da quando è stato fatto il “sondaggio” di Fanotv sul ritorno della Nestlè,…ma ancora nessuno dice CHI e COME ha proposto il ritorno della Nestlè al carnevale di Fano.
Consiglio comunale del 17 febbraio: la risposta all’interrogazione URGENTE  😦 è stata di nuovo RIMANDATA con la motivazione che è in atto la discussione del Prg. Ora si attende il consiglio comunale del 19 o del 24 febbraio: è così difficile e laborioso rispondere a questa interrogazione?
Consiglio comunale del 12 febbraio: la risposta all’interpellanza presentata dalla opposizione eventuali contatti tra Giunta comunale, Ente manifestazioni e Nestlè, è stata rimandata al consiglio comunale di martedì 17 febbraio alle ore 18.30, poiché l’assessore che doveva dare risposta, Cavalieri, è arrivato in ritardo.

6 febbraio: comunicato del comitato Carnevale Etico:
(con appuntamento per un volantinaggio durante il pomeriggio del Carnevale dell’8 febbraio, con partenza del gruppo da via Da Serravalle 16 alle ore 14). Ultim’ora: la Nestlè-Perugina fa sapere con un comunicato di non essere stata contattata per il Carnevale di Fano e che comunque, viste le proteste, non avrebbe intenzione di esservi presente. “Nel 2001 è entrato a far parte dello statuto comunale l’art. 9 “Sviluppo Sociale” dove al punto 10 si afferma che” il Comune non tiene rapporti con imprese che abbiano ottenute condanne da parte di organismi delle Nazioni Unite per il non rispetto di codici etici internazionali”, precedentemente un ordine del giorno dello stesso Consiglio comunale aveva preso il solenne impegno di non accettare nel carnevale di Fano una azienda come la Nestlè-Perugina che ancora oggi è accusata della morte di migliaia di bambini che muoiono a causa delle promozioni scorrette dei sostituti di latte materno nel Sud del mondo. Nello stesso anno anche la provincia di Pesaro e Urbino si è espressa con un o.d.g. dai contenuti molto simili, con il quale la Giunta Provinciale si impegnava a manifestare il proprio disappunto per le sponsorizzazioni derivanti dalla Multinazionale Nestlé al Carnevale di Fano.
…  il Gruppo Carnevale Etico, che in questi anni ha sempre vigilato sul comportamento delle giunte comunali in ordine alla presenza della Nestlè al carnevale, ha deciso di promuovere una serie di iniziative per opporsi a questa grave decisione della giunta fanese. Anzitutto promuovendo iniziative di informazione presso la cittadinanza, chiedendo ai mezzi di informazione di fare altrettanto.

 

Chiediamo a Fano TV, di far sapere ai suoi spettatori quali sono i veri comportamenti della Nestlè nei paesi poveri del sud del mondo che con politiche scorrette di promozione del latte in polvere provoca tante gravi conseguenze su migliaia di bambini fino ad arrivare alla loro morte

Chiediamo al Consiglio Comunale di Fano e all’Ente Manifestazioni di ribadire l’opposizione alla presenza della Nestè al Carnevale di Fano.

Invitiamo i cittadini a sostenere queste iniziative facendo sentire la loro voce di ferma opposizione alla decisione della giunta fanese.”
http://carnevaleeticofano.wordpress.com
mailing list per partecipare e essere informati:
carnevaleetico-subscribe@altraofficina.it

3 febbraio
: è finito il sondaggio sul ritorno della Nestlè-Perugina nel carnevale di Fano, proposto la scorsa settimana dall’emittente confessionale Fanotv, ed è bastato che solo per poche ore alcuni lettoridel metablog Rimarchevole votassero, per giungere ad un 38% di voti contrari. riteniamo che la immediata successiva dichiarazione rilasciata dal sindaco Aguzzi, che presenta il ritorno ufficiale della Nestlè al getto carnivalizio come scontato sia quindi poggiata a torto sulla certezza che il “sentimento popolare” fanese voglia questo ritorno.
innanzitutto perché molti fanesi ricordano i motivi della campagna
anti-Nestlè (vedi sotto) che venne condotta contro questa multinazionale per motivi che travalicano l’ambito cittadino ma certo non le coscienze.
in secondo luogo perché questa presunta unanimità non esiste, e lo
dimostrano i dati di un sondaggio che, seppur presentato in modo non imparziale (e tramite lo strumento ben poco partecipativo degli sms), non ha consentito egualmente ai propositori di ottenere una vittoria realmente significativa.
i cittadini che partecipano al lancio dei dolciumi del carnevale hanno già la possibilità di scegliere il marchio da acquistare, perché quindi il Comune dovrebbe tornare a sponsorizzare Nestlè, senza tenere conto della volontà popolare che si è espressa in passato anche in consiglio comunale, e oggi torna a farsi sentire in maniera massiccia?
non è bello governare in nome dei “sentimenti popolari” creando false e prescritte unanimità. su questo metablog approfondiremo la questione Nestlè, andando a verificare la politica attuale della multinazionale e se necessario  contattando i lavoratori della Nestlè-Perugina e gli attivisti della campagna mondiale per informare tutti su ciò che questo marchio fa nel campo del monopolio del latte in polvere. Sosterremo il comitato per il  Carnevale etico che già sta tornando al lavoro.
intanto chiediamo:
– è possibile che l’amministrazione comunale voglia separare il sentire delle persone anche in un momento di festa?
– qual’è l’aspetto finanziario della faccenda Nestlè a Fano?
– il ritorno della Nestlè non è stato discusso in consiglio comunale, la politica a Fano si fa ormai solo nei corridoi?
– come spiegherà il sindaco Aguzzi il ritorno della Nestlè a Fano, quando la maggior parte del mondo cattolico (Agesci, Nigrizia, vescovi e parrocchie) si è schierata da tempo in posizione critica verso la multinazionale? Il sindaco vuole farsi votare  dai cattolici…lefevbriani? 🙂
– c’è chi vuole giustificare il ritorno della Nestlè al Carnevale con lpamore per la tradizione e per i Baci Perugina… possibile che ormai si sia così ottusi dai marchi da non riuscire a vedere dietro all’apparenza (i Baci) la realtà attuale (la Perugina non è più italiana da un pezzo)?

1 febbraio: Con un sondaggio tramite sms (il numero 339-1045124) l’emittente confessionale Fano tv (affiliata alla  rete Sat2000, di proprietà della conferenza episcopale italiana, grazie ai fondi del Giubileo) propone il rientro dei cioccolatini Nestlè-Perugina al Carnevale di Fano.  Senza ovviamente approfondire le ragioni del “boicottaggio Nestlè” a Fano, che erano partite dalla protesta contro la multinazionale del latte in polvere, ora proprietaria della Perugina, in quanto accusata a livello mondiale di monopolio e sfruttamento pubblicitario nelle regioni più povere del mondo.
Del sondaggio, effettuato solo tramite sms, l’emittente sta già publicizzando i dati senza specificare il numero dei votanti. E durerà sino a domenica 1 febbraio. Dopo, ovviamente, i risultati di questo sondaggio ” disinformante ” saranno positivi… invitiamo comunque tutti a votare, anche se appunto, trattandosi di sms, non sappiamo quanto ciò sia utile visto che questa iniziativa ha tutta l’apparenza di una iniziativa non corretta.

per info sulla capagna di boicottaggio Nestlè: http://www.ribn.it

da http://ww.nigrizia.it
Ci hanno messo tre anni a convincere l’amministrazione comunale e il comitato organizzatore del carnevale di Fano, città marchigiana in provincia di Pesaro, a interrompere ogni forma di collaborazione con la Perugina-Nestlé. Alla fine, l’associazione Crik e il Gruppo carnevale etico ci sono riusciti.

Ci hanno messo tre anni a convincere l’amministrazione comunale e il comitato organizzatore del carnevale di Fano, città marchigiana in provincia di Pesaro, a interrompere ogni forma di collaborazione con la Perugina-Nestlé. Alla fine, l’associazione Crik e il Gruppo carnevale etico ci sono riusciti e il carnevale 2002 si riappacifica con tutti i cittadini, in particolare con i bambini.

Infatti Fano, dichiarata “città dei bambini e delle bambine”, si caratterizza per il lancio di dolciumi dai carri allegorici; comprensibile perciò, anche per ragioni di vicinanza geografica, la collaborazione di lunga data con l’industria dolciaria Perugina. I problemi sono sorti quando nel 1998 la multinazionale svizzera Nestlé, che controlla una fetta cospicua del mercato mondiale del settore agroalimentare, ha inglobato anche la Perugina.

Molti si sono chiesti: è giusto che i soldi pubblici impiegati per organizzare il carnevale vadano a rimpinguare i bilanci di un’azienda da decenni oggetto di un boicottaggio internazionale perché promuove in maniera scorretta, in particolare nel Sud del mondo, il latte in polvere per neonati quale sostituto del latte materno, contravvenendo così al Codice internazionale di commercializzazione e causando così, seppur indirettamente, la morte di migliaia di bambini? E in molti si sono risposti: no, non è giusto. Forme di pressione sul consiglio comunale, battaglie sulla stampa, informazione porta a porta dei cittadini, incontri pubblici hanno portato a questo risultato. Buon carnevale, Fano

Trent’anni di boicottaggio. Ma il latte della Nestlé continua ad uccidere
Dopo trent’anni di boicottaggio nei confronti della Nestlé, accusata di promuovere il latte artificiale nei Paesi poveri o a basso reddito, la campagna contro il marketing aggressivo della multinazionale svizzera è ben decisa ad andare avanti [Adista].

Era il quattro luglio 1977 quando scattò il boicottaggio dei principali prodotti della compagnia fondata da Henri Nestlé, (accreditato come inventore del latte artificiale nel 1867), in risposta a pratiche commerciali come la distribuzione gratuita di campioni di latte in polvere o la pubblicità diretta alle madri sui vantaggi del latte artificiale, propagandato come “sano quanto quello naturale”, anche nei Paesi poveri, malgrado la difficoltà di accesso all’acqua pulita per diluirlo e all’impossibilità per le donne di leggere le istruzioni in lingua straniera, con disastrose conseguenze sulla salute dei neonati.

Non è bastata l’approvazione di un Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del latte Materno, nel 1981, ad indurre la più grande multinazionale agroalimentare del pianeta a cambiare atteggiamento: malgrado l’impegno della compagnia, nel 1984, a rispettare il Codice, la pratica di inondare le strutture sanitarie dei Paesi poveri con campioni gratuiti e forniture a basso costo è stata portata avanti tanto dalla Nestlé quanto da altre compagnie.

Particolarmente drammatica, secondo un articolo pubblicato sul quotidiano britannico  Guardian il 15 maggio scorso, la situazione del Bangladesh, dove la Nestlé è accusata di violare sistematicamente il Codice distribuendo alle madri attraverso il sistema sanitario foglietti promozionali del suo prodotto (il Lactogen). Se in Bangladesh, “i pazienti neonati – come dichiara Iqbal Kabir, medico ospedaliero – rappresentano fino al 70% dei ricoveri”, la principale causa è proprio il latte artificiale, “perché i bambini – spiega – prendono la diarrea, in quanto la polvere è diluita con acqua sporca e i biberon non sono sterili”. Tant’è che “quasi nessuno” dei neonati allattati al seno è ricoverato per diarrea.

Stando al rapporto sull’industria del latte artificiale di Save the Children, in Bangladesh, dove il totale delle importazioni di latte artificiale ed altri alimenti per l’infanzia raggiunge i 24 milioni di euro l’anno, la mortalità infantile potrebbe essere ridotta di quasi un terzo, salvando le vite di 314 bambini al giorno, solamente migliorando i tassi di allattamento al seno. Ma quando le madri hanno problemi e vanno da un medico, viene loro consigliato “velocemente, troppo velocemente” di provare col latte artificiale. E non è poi possibile verificare se l’assunzione del prodotto avvenga in modo corretto e in condizioni igieniche ottimali.

La risposta ufficiale della Nestlé all’articolo del Guardian arriva il 22 maggio, attraverso una dichiarazione di Hilary Parsons, sulle pagine dello stesso giornale: il materiale informativo di Lactogen – spiega – viene distribuito agli operatori sanitari, e questo è permesso dal codice. I foglietti, è vero, sono fatti per essere consegnati alle madri, ma solo dopo prescrizione medica, e “come misura di sicurezza per assicurare che il prodotto giusto sia acquistato per un bambino di quell’età e che la madre capisca la frequenza di somministrazione”. E, assicura la Parsons, “in bella evidenza in cima al foglietto c’è scritto ‘Non esiste un sostituto o un equivalente del latte materno’”.

Ma l’autodifesa della Nestlé è contestata punto per punto dalla Baby Milk Action, che accusa la multinazionale di burlarsi del codice. È vero, afferma, che è consentito fornire informazioni scientifiche agli operatori, ma è esplicitamente proibito passarle alle madri, né è permesso che l’informazione sull’alimentazione infantile si riferisca a specifiche marche. Quanto ai presunti messaggi di promozione per l’allattamento al seno, “se la Nestlé afferma che i foglietti sono per madri che hanno bisogno di una foto o di una figura per riconoscere e acquistare il prodotto giusto, come aspettarsi che possano leggere e capire i messaggi?”. Nessun dubbio, dunque, conclude la Baby Milk Action, che “le strategie di marketing aggressivo della Nestlé siano contro il Codice e mettano a repentaglio l’allattamento al seno”. Ecco allora che, nella ricorrenza del trentennale della campagna contro la multinazionale svizzera, le associazioni promotrici della difesa dell’allattamento al seno e dei diritti dei bambini rilanciano il boicottaggio, invitando a non acquistare Nescafé e Nesquick (per i più volenterosi anche altri prodotti targati Nestlé) e, soprattutto, a farlo sapere alla multinazionale mediante la lettera che è possibile trovare sul sito della Rete Italiana Boicottaggio Nestlè (www.ribn.it).
Tratto da:
http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=34004

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