rimarchevole…

un blog di provincia…

contro Facebook /2

– Da Le monde, trad .Internazionale, 18 febbr.: Le regole di Facebook.
“tutto è cominciato due settimane fa, dopo che Facebook, il primo sito di social networking del mondo, con discrezione ha cambiato le condizioni generali d’uso del suo sito. Chiunque si iscriva cede al sito  il “diritto irrevocabile, perpetuo, non esclusivo, trasferibile e mondiale” di usare tutti i contenuti che deposita. Almeno finché non chiede esplicitamente di revocare l’iscrizione.
Facebook ha voluto così sopprimere il cosidetto diritto all’oblio, sfruttando per sempre i dati raccolti. Ma di fronte alla levata di scudi negli Stati Uniti e in Europa, il giovane inventore del sito, Marck Zuckerberg, ha avuto l’intelligenza di fare marcia indietro. (…)

– su Facebook vedi anche l’articolo di Isabel Hummel “Quel che è tuo è mio”
sul sito di Attac Italia
http://www.italia.attac.org/spip/spip.php?article2565

Dopo il recente episodio di censura, da parte dei gestori di Facebook, di alcune foto di donne che allattano,
considerate offensive per alcuni utenti secondo le spiegazioni fornite da Facebook stessa, molti si fanno domande sulla opportunità di usare un mega-contenitore come Facebook per i propri rapporti sociali nel web:
infatti Facebook non solo non garantisce alcuna privacy (contrariamente alla maggior parte dei siti e server che comunque hanno delle regole di privacy) ma gestisce i dati pubblicati in modo verticistico, senza che gli utenti possano comunicare in alcun modo tra loro se non già “amici” .

Questo sistema della canalizzazione dei contatti tramite “l’essere nel gruppo degli amici” in realtà è molto pericoloso ed è dannoso per chi invece tenta di gestire i contatti e le informazioni sul web in maniera democratica:
quanti blog, siti d’informazione e di contatti stanno chiudendo perché la gente si diverte con Facebook?
Il “Grande Amico”,  cioè Facebook, è il solo che possa accedere a tutti i profili, i commenti, i dati, e li usa per…
riportiamo parti di un articolo poco conosciuto ma molto istruttivo:

Da “Contro Facebook” di Tom Hodgkinson, The Guardian. Tr. Internazionale 29 febbraio ’08.

 

Mi sento solo nella mia battaglia. Facebook ha 59 milioni di utenti, Cinquantanove milioni di coglioni che hanno fornito dati anagrafici e preferenze d’acquisto ad un’azienda di cui non sanno niente. Ogni settimana si iscrivono al sito due milioni di persone: tra un anno Facebook avrà più di duecento milioni di utenti, se andrà avanti a questo ritmo. Ma il tasso di crescita è destinato ad accelerare.

… Anche se il progetto è nato da un’idea di Mark Zuckerberg, il vero volto di Facebook è quello di Peter Thiel, investitore e filosofo futurista della Silicon Valley. Nel consiglio d’amministrazione di Facebook siedono solo tre persone: Thiel, Zuckerberg e Jim Breyer.

…Nella silicon Valley molti considerano Thiel un genio libertario. E’ il fondatore e amministratore delegato di Paypal, che eBay ha comprato per 1,5 miliardi di dollari (a Thiel sono andati 55 milioni). Gestisce anche un hedge fund da tre miliardi di dollari, il Clarium Capital Management, e la società di venture capital Founders Fund. … Thiel ha fatto i soldi scommettendo sull’impennata dei prezzi del petrolio e sull’indebolimento del dollaro. Fortune ha ribattezzato lui e i suoi ricchi soci “the Paypal mafia”.

…Thiel non è soltanto un capitalista abile e avido. E’ anche un filosofo futurista e neocon. Si è laureato in filosofia a Stanford e ha scritto a quattro mani The diversity mith, un libro che attacca l’ideologia libera e multiculturale della sua ex università. La tesi di fondo è che la cosiddetta “società multiculturale” porta ad una riduzione delle libertà individuali. Thiel è membro di Thevanguard.org, un gruppo neocon nato per contrastare Moveon.org, un’associazione progressista attiva sul web.

…Ci si può fare un’idea più precisa della sua visione del mondo leggendo questo testo pubblicato sul sito: “Thevanguard.org è una comunità di americani convinti che i valori conservatori, il libero mercato ed un governo con funzioni ridotte al minimo siano i mezzi migliori per dare speranza e offrire opportunità a tutti, soprattutto ai più poveri”. L’obiettivo è “cambiare l’America e il mondo”. Thevanguard.org descrive la sua linea politica come “reaganiana/tatcheriana”. Così recita il messaggio di Martin sul sito: “Daremo a Moveon.org, a Hillary Clinton e ai mezzi di informazione di sinistra una lezione che neanche s’immaginano”.

…Tra i più recenti finanziatori di Facebook c’è la Greylock Venture Capital, che ha investito 27,5 milioni di dollari. Uno dei suoi soci è Howard Cox… . Cox è membro del consiglio di amministrazione di In-Q-Tel, il ramo della Cia che, come spiega il sito web dell’organizzazione, “individua e sostiene le imprese tecnologiche che sviluppano soluzioni utili a tutta la comunità dell’intelligence statunitense”.

…Anche se non vi convince l’idea che Facebook sia un incrocio tra un’appendice del programma imperialista americano e un gigantesco strumento di raccolta di informazioni, non si può negare che dal punto di vista imprenditoriale sia un colpo di genio. …

I creatori del sito non devono fare quasi niente. Se ne restano seduti mentre milioni di “Facebook-dipendenti” caricano spontaneamente dati anagrafici, fotografie e liste dei prodotti preferiti. Dopo aver costruito questo immenso database di esseri umani, Facebook non deve far altro che rivendere le informazioni agli inserzionisti…

E poi, cari utenti, avete letto la dichiarazione del sito sulla riservatezza dei dati? In sostana vi dice che la privacy non esiste. Facebook si dichiara a favore della libertà ma in realtà somiglia a un regime totalitario, virtuale e ideologicamente orientato… .

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6 commenti su “contro Facebook /2

  1. prendofuoco
    gennaio 27, 2009

    Che Facebook sia contro il multiculturalismo mi sembra impossibile da sostenere, va contro ogni mio dato di esperienza. Quale cultura metterebbe infatti più in alto delle altre? L’ideologia nazionalistica non è quanto di più remoto ci sia da facebook? L’unica ideologia che esso può rappresentare è forse quella di un’assoluta razionalizzazione dei rapporti interpersonali, del controllo di ogni piccola azione ecc. Ma sono cose che si possono superare (volendo farlo) con un atteggiamento più intelligente nei confronti di questo mezzo. Va usato per quello che di bello offe, come la capacità di creare communities in cui lo stato di appartenenza, il credo politico e la confessione c’entrano ben poco. Mi sembra sia un grosso passo avanti verso il superamento dei particolarismi.
    L’idea dell’impero americano come mostro imbattibile e cattivo mi sembra ormai simbolicamente collassata orami da qualche anno. Se proprio bisogna riportare Facebook all’espressione di qualche fenomeno apocalittico che è nascosto ma agisce, beh, forse bisogna guardare un pochino più in là. E’ la razionalizzazione dei rapporti, la percezione distratta, la dittatura dell’immagine, un narcisismo privato di ogni conseguenza produttiva che porta alla ripetizione ossessiva di rituali sterili e insignificanti. Facebook mette a nudo tutto ciò, che è il suo alimento.
    Certo poi tutto ciò può essere anche strumentalizzato a fini di marketing, ma sarebbe solo la punta dell’iceberg…

  2. dadaknorr
    gennaio 27, 2009

    io penso che essere “contro facebook” dopo aver letto chi gestisce questo iper-strumento sia razionale
    e comprensibile… quanto al “superamento dei particolarismi”, se si tratta di farlo con uno strumentone
    creato per ciucciare i dati personali di chi lo usa, e di accettarlo solo perché è uno strumento potente in grado di archiviare e connettere milioni di persone… non mi sembra giustificabile. è ora di finirla col fine che giustifica i mezzi…

  3. prendofuoco
    gennaio 27, 2009

    Posso comprendere il tuo punto di vista ma:

    -mi sembra animato qua e là da un facile complottismo che riporta un fenomeno enormemente complesso (e ricco di conseguenze positive, oltre che di tante altre negative) ad un giocho di marketing gestito dal cattivone di turno. E’ una logica che mi sembra semplicistica, tutto qui, ciò non toglie che possa avere forse qualche fondamento.

    – dici che “gestisce i dati pubblicati in modo verticistico, senza che gli utenti possano comunicare in alcun modo tra loro se non già “amici”.
    Questo dipende solamente dall’utente. Se due utenti che nella vita non si conoscono decidono di contattarsi ciò non è affatto proibito. Non c’è nessun controllo verticistico in questo senso: è quasi spaventosa invece la tendenza ad orizzontalizzare, cosa per altro già vista con Myspace, in cui un gruppetto punk di cattabrighe ha gli stessi strumenti, le stesse armi (sta a loro casomai imparare ad usarle) per diffondere la loro musica che spettano ai Rolling Stones. CI sarebbero diversi esempi.

    -in quanto alla privacy: ogni utente è libero di trasmettere i dati che vuole. Se uno ci tiene ad aumentare le ricerche di mercato è libero di farlo. Mi sbaglio?

    – riguardo al “fine che giustifica i mezzi”: non è certo questo il ragionamento che stava dietro la mia critica, tuttavia spesso operazioni i cui fini sono abominevoli sono inseparabili da conseguenze positive: ad esempio il fatto che la scienza segua piste di ricerca dettate dalla politica e dalla guerra ha avuto conseguenze indirette utilissime (mi riferisco per esempio al rapporto tra bomba atomica e ricerche sulla microfisica). Direi piuttosto: prendere coscienza delle cose (in questo caso informarsi su chi sta a capo di facebook) e usare, laddove ciò sia possibile, il medium criticamente. Prendere il positivo criticando, senza buttare via il bambino con l’acqua sporca. Dovremmo rinunciare ai benefici della tecnologia perchè essa nasce spesso al servizio di fini non condivisibili?

  4. dadaknorr
    gennaio 27, 2009

    ah! che piacere ricevere commenti intelligenti! anche se questo metablog, coi suoi spazi pro-sintesi, non è proprio lo strumento adatto a ospitare lo sviluppo di un dibattito… 🙂 ti prometto che appena avremo costituito una redazione ben definita andremo a sviluppare gli argomenti trattati nell’articolo contro facebook, e magari potremo approfondire anche il problema della privacy dei dati personali e della gestione di altri strumenti captatori di dati e potenziali mezzi di controllo sociale: ad esempio la gestione dei motori di ricerca, o l’accesso alle e.mail personali da parte dei servizi statali di investigazione. tra non molto dovremo anche sapere che fine farà il disegno di legge sulla regolamentazione dei blog… (vedi articolo sulla netiquette in questo stesso metablog).

  5. prendofuoco
    gennaio 27, 2009

    Capisco. alla prossima allora.

  6. rapida
    marzo 7, 2009

    Et voilà. Grazie per l’informazione (segnalazione di lineadombre). Ricambio con questo mio intervento farsesco:

    bye

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 21, 2009 da in rassegna stampa, web community con tag , , , , , .

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