rimarchevole…
meglio riassumere…Archivio per zoe microfestival pesaro
La nostra “indagine” allo Zoe microfestival
Si è chiuso domenica sera, con i suoi concerti e spettacoli, lo Zoe microfestival di Pesaro, il festival organizzato dalle realtà sociali aggregative, della cooperazione, eque e solidali, d’impegno civile, con il sostegno dell’Ambito territoriale 1 - Pesaro, e della Provincia di Pesaro e Urbino.

L'installazione "pica-pica" di Anna Mantovano
A questa terza edizione di uno dei pochi momenti sul territorio ad unire arte e socialità, arte e impegno civile, abbiamo voluto donare 14 scene della nostra installazione “Csi: un’indagine femminista”, nella quale ironizziamo sul delirio necrofilo e guardone dei serial televisivi che offrono quotidianamente una visione delle donne come vittime.

CSI: Anna Politkovskaja
Abbiamo allestito 14 “scene Csi” riportando immagini e suggestioni di donne vere e importanti per il loro contributo alla filosofia, all’arte, alla scienza, e troppo spesso dimenticate o messe in secondo piano.
Abbiamo anche usato una delle scene, quella dedicata alla fondatrice italiana della storia delle donne, Annarita Buttafuoco, per creare uno spazio in cui mandare in onda il documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi.

CSI: "il corpo delle donne"

CSI: "Le origini del totalitarismo", Hannah Arendt
Il nostro impegno è stato quello di riproporre una forma d’arte fortemente misurata sul contesto e di replicare a forme d’arte retoriche come quella dell’artista cinese Xing Xin, che per “protestare contro il controllo delle nascite in Cina” si è chiuso per 49 giorni in una scatola alla Biennale di Venezia. La nostra domanda è: come mai Xing Xin non sottolinea il fatto che in Cina il controllo delle nascite viene fatto abortendo selettivamente le femmine, e pone invece l’accento solo sulla sua libertà di maschio?
Solo di recente l’aborto selettivo delle femmine è stato incluso nella lista delle azioni criminali, ma tutt’ora mancano all’appello 19 ogni 100, e molte vengono praticamente “gettate” anche dopo la nascita.
La risposta è banale: l’arte è politica, e la nostra vuole stare dalla parte delle bambine e delle donne.

- CSI: il dna rubato a Rosalyn Franklin dai due premi Nobel…
Dada Knorr.
Zoe microfestival, Pesaro, 16/19 luglio: noi ci siamo!
Saverio Feligini e Dada Knorr parteciperanno allo Zoe microfestival di Pesaro con la loro installazione ironica “CSI, un’investigazione femminista” che mette in evidenza storie di donne geniali.

Il titolo e la tecnica di questa installazione richiamano il bombardamento di corpi femminili che ci propinano i mass media, nella loro continua compiaciuta narrazione di donne come vittime.
Ma il fine ironico di “Csi”è svelare la presenza, suggerire profili di donne che hanno contribuito a costruire, o incarnano, il nostro tempo. Alcune… tra le tante che ogni giorno cercano di non farsi cancellare in un mondo quasi sempre costruito su misura delle esigenze, dei punti di vista, del potere del genere maschile.
(Aleramo/ Anderson/ Arendt/ Butler/ Buttafuoco/ Franklin/ George/ Hill/ Hopper/ Irigaray/ Luxemburg/ Montalcini/ Navratilova/ Politkovskaja /Satrapi/ Shiva/ Solanas/ Smith /Waters/ Weil/ Woolf/ Zambrano …)
Usando materiali di recupero e vernici a base di tempere naturali, i due artisti, l’uno esperto nell’arte del collage e del decoupage, l’altra grafica e copy, creano un’atmosfera irreale disseminando nel suggestivo spazio degli antichi Orti Giuli di Pesaro, area del festival, delle vere e proprie ironiche piccole “scene del crimine”, nelle quali però gli indizi, gli oggetti e le parole suggeriscono le qualità e la personalità delle donne evocate, scelte a caso dallo sterminato elenco di donne molto note, di donne poco conosciute, di artiste, scrittrici, scienziate e filosofe sia contemporanee che non.
Dalla prima a fotografare la struttura a doppia elica del Dna, all’inventrice del linguaggio Cobol per computer, alla fondatrice degli studi di storia delle donne in Italia, Annarita Buttafuoco, della quale quest’anno ricorre il decennale della scomparsa, i due artisti giocano con le suggestioni di personaggi importanti ma quasi dimenticati o di donne geniali e scomode.
In omaggio alla coreografa Pina Bausch, recentemente scomparsa, e per evocare il clima insopportabile di abuso dei corpi femminili, gli autori hanno chiesto ad una delle autrici del documentario “il corpo delle donne”, Lorella Zanardo, di poterlo inserire nell’installazione. Il documentario, della durata di 25 minuti, riporta proprio nella sua parte finale un brano di uno dei balletti della Bausch, Kontakthof.


