rimarchevole…

meglio riassumere…

Archivio perrappresentanza politica

rovesciare la piramide della politica, 2

La sinistra italiana è vittima, internamente, della stessa “balcanizzazione” che vive la società e sulla quale prosperano i padroni dello spettacolo mediatico della politica. Anzi, proprio il fenomeno Beppe Grillo, portavoce unico dell’opinione di tanti, seppure positivo, simboleggia la nuova abitudine di fare politica in maniera frammentaria, come se la politica potesse consistere solo nel lancio periodico di questa o quella battaglia. Mentre i movimenti, i comitati, i centri sociali, i meet up, le associazioni però fanno le loro piccole battaglie, infinite e spesso presto dimenticate, la nomenklatura politica continua a tramandare gli stesso sistemi ed anzi mina il meccanismo stesso della rappresentanza e molte delle garanzie costituzionali che ritenevamo inattaccabili.
Occorre concentrarsi sui metodi della politica, per uscire dall’impasse degli schieramenti che si confrontano a suon di slogan e frasi senza in realtà modificare nulla del meccanismo della delega e della non-partecipazione e non-informazione degli elettori.
Di recente si è aperto il dibattito sulle piccole liste: è giusto che si aggreghino ad uno dei due poli, invece di correre da sole?
E’ ben difficile dare una risposta sensata, visto che il meccanismo della rappresentanza politica non dà comunque agli elettori alcuna garanzia circa il rispetto degli obiettivi prefissati nei programmi e non offre nessuno spaziodi partecipazione ai teatrini della politica, al di là delle liste elettorali, né nelle piccole né nelle grandi liste. A voto concluso, la politica non è più decisa dai cittadini ma dai professionisti della politica.
Per riflettere su questo abbiamo pubblicato il documento propositivo
contro le liste elettorali in Piano nobile
http://rimarchevole.wordpress.com/2/
Di recente, vista la crisi del sistema democratico, molti comitati, circoli e associazioni sono tornati a interessarsi attivamente di politica, proponendo Carte programmatiche su cui confrontarsi con i partiti. Anche i comitati per la difesa dell’ambiente presenti sul territorio, e associati nel Coordinamento dei comitati, hanno deciso di chiamare a confronto i candidati alle elezioni amministrative della provincia di Pesaro con una Carta dei diritti e delle rivendicazioni.
Ciò è segno della volontà della gente di proporre programmi di governo meno scipiti e vaghi di quelli elettorali. Sarebbe bello anche se i cittadini
organizzassero la lettura ed analisi dei bilanci consuntivi e di previsione dei comuni per confrontarsi concretamente sulle possibilità di realizzazione dei programmi, … a proposito, abbiamo cercato sui siti istituzionali ma non ne abbiamo trovato traccia.
Il bilancio partecipato comunale, sull’esempio di quello nazionale scritto tutti gli anni da Sbilanciamoci, dovrebbe essere la base di ogni discussione sulle scelte politiche proposte. 

Qui di seguito riportiamo il documento per un Programma locale scritto dagli associati fanesi al Movimento radical socialista dopo parecchie riunioni e consultazioni.
Per leggere invece il più complesso documento scritto collettivamente dal Coordinamento provinciale dei comitati:
http://www.comitatinrete.it

sulla questione morale in provincia: http://www.spettatorimaipiu.it/2008/12/questione-morale-a-pesaro-esiste-2/

per leggere il bilancio di Sbilanciamoci:
http://www.sbilanciamoci.org

PROGRAMMA DI GOVERNO LOCALE
In sintonia con le finalità generali su cui nasce il Movimento RadicalSocialista – unire in un unico progetto culturale e politico il ventaglio dei diritti civili, sociali, ambientali e democratici –l’obiettivo di questa bozza programmatica di governo locale consiste nell’innescare in ambito locale un processo di cambiamento e di “liberazione” partendo dalle risorse e dalle opportunità presenti, valorizzando il territorio attraverso l’autogestione, la democrazia partecipativa e diretta, l’impegno etico e solidale, il buongoverno e la trasparenza amministrativa, nell’interesse del bene comune, della vita e delle attività sociali dei cittadini.
1 – Territorio (cos’è? Di chi è?)
Occorre definire con la partecipazione dei cittadini le “risorse essenziali” e lo  “Statuto del Territorio”, ossia individuare gli elementi che costituiscono  l’identità locale come insieme di beni patrimoniali “comuni” e le regole per la  loro valorizzazione sostenibile: le risorse essenziali come l’acqua, la terra e  l’energia; l’ambiente naturale; il patrimonio storico, artistico e culturale; i  saperi, la cultura e la memoria storica del territorio, da tutelare e preservare  con cura. La gestione dei servizi connessi ai beni comuni deve avvenire  mediante la partecipazione diretta dei cittadini e deve escludere il ricorso a  forme privatistiche e di mercato. La “Consulta dei beni comuni”, in cui si  costituiscono Gruppi di lavoro progettuale (tipo Agenda 21), può assicurare la  valorizzazione e la gestione partecipata dei beni riconosciuti come comuni,  svolgendo funzioni di programmazione e di controllo dei relativi servizi pubblici.  Ciò significa anche mettere a disposizione della cittadinanza, da parte dell’ente  locale, spazi pubblici (dotati di strumenti informatici e connettività) per favorire la democrazia di base e la partecipazione alle attività del territorio.

 2 – Economia ecosostenibile che coniughi le attività produttive con la più scrupolosa difesa dell’ambiente e  della salute. Economia ed ecologia non si possono più separare. Termini come  “sviluppo” o “decrescita” possono essere coniugati insieme e graduati in maniera  intelligente se la variabile indipendente non è il profitto ma la tutela della natura e

della salute.

 

 

ECONOMIA E LAVORO: un altro ambiente è possibile se scegliamo  un’economia locale autosostenibile con tecnologie appropriate all’equilibrio

naturale.

 

COME?

 •Valorizzazione del lavoro umano

• Artigianato

• Piccole imprese

• Agricoltura

•Terziario avanzato

•Sistema cooperativo (nuove cooperative legate all’economia verde)

•Gruppi di volontariato

•GAS

•Consumo critico

•Commercio equo

•Microcredito

•Banca Etica

 •Agricoltura biologica attraverso l’incentivazione di metodologie innovative e di coltivazione a risparmio idrico ed aratura ridotta

•Show-room di prodotti locali

•Prodotti biologici da utilizzare nelle mense scolastiche, negli ospedali, nelle case di riposo.

•IMBROCCHIAMOLA, ovvero l’acqua del rubinetto al  posto delle minerali nelle bottiglie di plastica, negli esercizi pubblici e privati.

•Mercati locali di prodotti biologici offerti in aree dismesse  predisposte dalle Amministrazioni locali.

•Incentivazione agli esercizi commerciali, ristoranti, bar, che offrono prodotti a KM 0, reperibili cioè in loco

•SCEC, promuovere l’adozione di buoni locali di solidarietà complementari anche all’EURO

 

 

ECOLOGIA: praticare e incoraggiare il ricorso alle fonti rinnovabili di

energia, il risparmio energetico, la riduzione rigorosa degli sprechi; favorire

l’auto -produzione energetica con piccoli impianti diffusi sul territorio.

 •Snellire la burocrazia per l’installazione di fonti di energia rinnovabile. Incentivare la diffusione del solare, del fotovoltaico e della geotermia per la climatizzazione, con leva fiscale. Controllare le emissioni degli impianti produttivi

presenti

•Controllare il rispetto dei regolamenti edilizi relativi all’isolamento, alla percentuale di energia utilizzata prodotta da fonti rinnovabili, al recupero dell’acqua piovana. Ristrutturare dal punto di vista energetico il patrimonio edilizio secondo regole bioclimatiche..

•Assicurare il monitoraggio costante e pubblico in collaborazione con i medici di base con pubblicazione periodica obbligatoria dei dati. Procedere  verso l’obiettivo “EMISSIONI ZERO” attraverso la riconversione degli  impianti industriali, l’adozione di sanzioni amministrative fino alla  chiusura per le aziende che inquinano di più, la creazione – in collaborazione  con le stesse imprese -di laboratori di ricerca per favorire l’adozione di sistemi  produttivi ecologici.

 

 

•Verificare e determinare la presenza di elementi inquinanti nei corsi d’acqua e  nei terreni agricoli.

• Potenziare i servizi sul territorio, con la prevenzione come obiettivo  primario.

•Controllare gli sprechi su riscaldamento e climatizzazione.

•Favorire l’uso della bicicletta (piste ciclabili, mezzi pubblici a noleggio

temporaneo) e la diffusione di veicoli elettrici (attraverso parcheggi riservati ed  altre agevolazioni).

• Ammodernare l’illuminazione pubblica.

• Potenziare il trasporto urbano e attivare un servizio pubblico di taxi.

•Stop alla cementificazione selvaggia del territorio; tutela e sviluppo del verde  pubblico.

 

 

•PARCO AL CAMPO D’AVIAZIONE no alla pista in asfalto ed alla  superstrada.

•Reintroduzione dell’Ente Comunale di Consumo, per la vendita dei  beni essenziali alimentari a prezzi ribassati.

•Risparmio dell’acqua con efficiente monitoraggio e manutenzione  della rete idrica.

•Valorizzazione del patrimonio ambientale.

 

 

TURISMO: impegno per un turismo sostenibile, giovane ecologico,  ed intelligente, legato al patrimonio ambientale e culturale delle varie  località, in collaborazione con gli enti pubblici l’Università, e le  Associazioni di categoria.

 

Idee nuove che possano connotare gli indirizzi amministrativi all’insegna  di uno “stile” e di una programmazione consapevole e non affidata al caso, facendo attenzione che i flussi si distribuiscano per tutto il corso  dell’anno, potenziando i collegamenti tra mare, città d’arte, Comuni  storici e artistici dell’entroterra.

 

 

GESTIONE DEI RIFIUTI:

 

• RIDUZIONE

• RIUTILIZZO

• RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA,

• RICICLAGGIO

• RECUPERO ENERGETICO

• NO AGLI INCENERITORI

• Trasformazione della tassa in tariffa sul quantitativo di rifiuti prodotti centri di produzione compost no-profit con vendita a prezzi di favore alle aziende agricole operanti nel territorio;

•Scambio alla pari (baratto) di oggetti usati in buone condizioni agevolato dall’Amministrazione pubblica che metterà a disposizione appositi spazi per lasciare o ritirare oggetti.

 

 

3 – Democrazia partecipativa

 

 

DECIDERE INSIEME AI CITTADINI

 

• Priorità

• Modalità

• Contenuti dell’azione amministrativa.

 

•La Democrazia Partecipativa è intesa come partecipazione aperta a  tutti i residenti, con un ruolo importante delle associazioni, dalla  fase propositiva a quella decisionale, in cui le strutture rappresentative  e quelle tecnico-burocratiche delle istituzioni interagiscono  continuamente con la base popolare.

•PARTECIPAZIONE DIRETTA ed effettiva della popolazione  nell’assunzione di decisioni sugli obiettivi e la distribuzione degli  investimenti pubblici (BILANCIO PARTECIPATO).

•TRASPARENZA dell’azione amministrativa e delle procedure  collegate (pubblicazione su Internet), favorendo il contributo  progettuale dei comitati e associazioni che operano nella società  civile (con l’istituzione di gruppi di lavoro progettuali,  tipo Agenda 21).

 

SONDAGGI sui bisogni prioritari dei cittadini (tramite assemblee,  schede di rilevazione, internet, referendum consultivi, confermativi o  abrogativi) per STABILIRE e RIVEDERE costantemente le scelte  (economiche, sociali, ambientali) da inserire in bilancio.

 

 

4 – Trasparenza nelle PA

 all’insegna delle MANI PULITE e del controllo costante e integrale da parte

dei cittadini.

 • INCOMPATIBILITA’ fra l’essere membro di un’assemblea elettiva e  dirigente di un’azienda partecipata.

• ADOZIONE di criteri esclusivamente meritocratici, pubblici e  trasparenti, per tutti gli incarichi nel settore pubblico.

• ELEZIONE DIRETTA del Difensore Civico, al quale si dovrebbero  appellare i cittadini nel caso di controversie con la pubblica  amministrazione. Catasto degli appalti e garanzia sulla durata dei lavori, con pubblicazione dell’elenco di tutte le opere e forniture.

 

 

• CONTROLLO rigoroso sull’utilizzo delle finanze e  sull’amministrazione delle società municipalizzate e partecipate, che

devono essere gestite secondo criteri di totale trasparenza.

•TAGLIO DEI COSTI DELLE CONSULENZE esterne e valorizzazione  delle competenze interne. Totale trasparenza amministrativa.

• POSSIBILITA’ per ogni cittadino (tramite l’anagrafe pubblica degli  eletti) di conoscere l’operato di ogni singolo consigliere e assessore, e  di tutti coloro che sono stati nominati nei consigli di amministrazione  degli enti pubblici.

• PROMUOVERE l’uso di programmi informatici e sistemi operativi  aperti e liberi, soprattutto nella pubblica amministrazione e negli istituti  scolastici, ottenendo così una notevole riduzione dei costi di gestione e  al tempo stesso favorendo la libera iniziativa degli enti coinvolti.

 

 

5 – Diritto al lavoro

 

per un lavoro meno precario, più sicuro e più remunerato, più armonizzato

con i tempi di vita.

 • STABILIZZAZIONE dei precari all’interno delle società a controllo  diretto e indiretto dei Comuni.

• INCENTIVAZIONE del part time e del telelavoro.

• CREAZIONE di nuovi posti lavoro e nuove figure professionali  attraverso la diffusione dei servizi pubblici e la riforma della gestione  dell’energia e dei rifiuti (ristrutturazione energetica degli edifici,  demolizione e ricostruzione di edifici dismessi secondo i principi della  bioclimatica, recupero aree industriali, erogazione di servizi energetici

alla cittadinanza; personale da impiegare nella gestione della raccolta  differenziata porta a porta).

•Controlli severi e continui sulla garanzia della sicurezza e dei diritti  nell’ambiente di lavoro.

 

 

6 – Diritti Civili e Sociali

 

la garanzia dei diritti civili è inseparabile dall’offerta di adeguati  servizi sociali.

 

• INTRODUZIONE del registro delle Unioni Civili, con equiparazione  amministrativa delle coppie di fatto (diritto alle case popolari, ecc.).

• REDDITO DI CITTADINANZA Misure possibili (da parte degli enti  locali) in direzione del grande obiettivo nazionale del Movimento  Radicalsocialista; inizialmente attraverso sussidi alle famiglie meno  abbienti, anche reintroducendo il vecchio, popolare Ente Comunale di  Assistenza. (ECA)

• GARANZIA per tutti gli immigrati residenti di una corretta ed esaustiva  informazione sui servizi a disposizione; diritto di voto agli immigrati  residenti nelle elezioni amministrative.

 

 

7 – Diritto alla Casa

 

garantire a tutti la possibilità di acquistare o prendere in affitto un  appartamento.

 

• EDILIZIA PUBBLICA POPOLARE

• FAVORIRE LA LOCAZIONE DEGLI ALLOGGI SFITTI.

• AUMENTARE l’ICI dalla seconda casa in poi, anche per favorire gli affitti ad un prezzo equo, anche tramite una

riduzione delle tasse locali.

• CREARE cooperative di autocostruzione in aree destinate a edilizia residenziale pubblica.

• RECUPERARE edifici pubblici degradati o in disuso per usi sociali culturali. Dotare di sedi appropriate le associazioni che ne facciano richiesta.

 

 

8 – Diritto al sapere

 

rendere accessibile a tutti l’informazione e la cultura.

 

• AMPLIARE i servizi a disposizione dei cittadini (libera fruizione di libri,  giornali, riviste, dischi, film, internet).

• AGEVOLARE le iniziative (conferenze, convegni, ecc.) promosse  dalle associazioni culturali e sociali. Connettività garantita con  estensione della copertura internet a banda larga a tutto il territorio.

• COLLABORARE attraverso iniziative specifiche con l’Università degli  Studi di Urbino e l’Università dei Saperi di Fano.

 

 

9 – Diritti della donna

 

• FAVORIRE la libertà, la salute e il benessere della donna e valorizzarne il ruolo sociale.

• GARANTIRE l’accesso libero e gratuito alla contraccezione e alle prerogative della legge 194.

• PROMUOVERE il dibattito sulla sessualità a partire dalle scuole.

•FINANZIARE consultori popolari per la salute delle donne, per diffondere capillarmente nel territorio una cultura della cura di sé e della prevenzione.

 

 

10 – Diritti dei malati e degli anziani

 

rispettarne al massimo la dignità e fare il possibile per ridurne i  disagi e quelli dei loro familiari.

 

• Le amministrazioni dovrebbero gestire meglio i fondi per la sanità,  prestare più interesse e sostegno alle attività di assistenza domestica e ospedaliera svolte da volontari, riducendo il bisogno di ricorrere a onerosi servizi a pagamento.

• Allestire mense sociali con alimenti biologici, in accordo con produttori locali, Gruppi di Acquisto Solidali, distributori dell’Equo e solidale, favorendo pasti salubri e vegetariani. Istituire numero verdi per

il supporto e l’ascolto.

• Servizio di teleassistenza per utenti bisognosi di aiuto.

• Servizi gratuiti di trasporto per i non autosufficienti.