rimarchevole…

meglio riassumere…

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Coppie di fatto: Lettera alla signora Tartaglione


Cara signora Tartaglione,
ho letto su Il Resto del Carlino di lunedì 15 febbraio un suo duro attacco alla proposta di legittimare le unioni di fatto delle persone omosessuali con garanzie per la vita in comune riguardo la salute, la casa, i figli, le successioni. Lei parla di “deriva morale”, e se la prende pure con le coppie di fatto eterosessuali, perché a suo dire le donne che vivono con un compagno dovrebbero dichiarare anche il reddito di questo per la graduatoria agli asili, come se fossero sposate! Come se vivere, come a tanti succede, un periodo di transizione, fosse quasi una truffa!

Voglio risponderle non da socia Arcigay, ma da donna che è vicina non solo alle coppie di uomini e donne che scelgono di vivere assieme, ma anche alle coppie eterosessuali, conviventi anche dopo falliti matrimoni.

La invito innanzitutto a considerare che, certo non grazie a persone come lei, in Italia il divorzio è legale, ed anzi è stato pure vinto un referendum per dare alle persone la libertà di credere ai propri sentimenti. Le comunico quindi che il matrimonio “indissolubile”, l’esperienza unica della vita, il suo sogno di perfezione che vorrebbe cristallizzare in un’unica catena l’esperienza di vita e quella sentimentale di una persona, il sogno del clero cattolico che non si sposa ma vuole amministrare e giudicare la coppia, semplicemente non risponde alla realtà.
L’utopia alla quale lei vorrebbe chiamare masse di cattolici “nascosti” anche in altri partiti oltre al suo è un’utopia fallace, perché nega la realtà: cioè che le persone hanno scelto di rispettare ciò che sentono, di evolvere, anche a costo di sacrifici e di sofferenze, per non mentire sui propri sentimenti. Così, dopo aver provato terapie di coppia, compromessi, vie di mezzo, alle persone accade di separarsi, come anche di ricongiungersi. La sua idea di “matrimonio cattolico”, è sorpassata addirittura nel suo partito, il Pdl, patria non solo di separati e divorziati, ma nido, oltretutto, di scandali sessuali in parte documentati dalla cronaca nazionale.

Perché dunque vuole farsi paladina, a favore della facciata di alcuni maschi del suo partito, della “immoralità” delle coppie non sposate, o della negatività di quelle omosex?

In Italia perlomeno un 10 per cento della popolazione è omosessuale o bisessuale, pensa che queste persone le rubino qualcosa se, pagando le tasse come tutti, ottengono il diritto di costituire un nucleo familiare stabile come nei fatti sono? In Italia esistono migliaia di figli di donne lesbiche, e oltre due milioni di famiglie mono-genitoriali, con figli che vivono in un nucleo familiare stabile: pensa che questi bambini siano meno “morali” e felici dei suoi solo perché Ratzinger non li ha benedetti?

E sono forse le nostre famiglie, quelle omosessuali, la culla delle violenze alle donne ed ai minori? Non credo proprio: nemmeno nella più minima percentuale.

I diritti dei cittadini e delle cittadine omosessuali non ledono quelli delle famiglie eterosessuali, non tolgono nulla a queste… a meno che lei non pensi che ciò che noi possediamo e al quale abbiamo diritto (i nostri beni, la casa che ci siamo sudati/e che vorremmo lasciare di diritto al nostro compagno/a, la mutua assistenza sanitaria) le spetti.

E questo, mi spiace, somiglierebbe non tanto ad una “difesa della morale” e della famiglia, ma ad un teorema dell’espropriazione. E nella storia ne abbiamo viste purtroppo tante.

La “naturalezza” del matrimonio è stata stabilita da un lungo processo storico e sociale, non esisteva neppure in natura, vorrà convenirlo, cerchi tra i suoi appunti. E’ dunque normale che col tempo si presentino nuove forme di famiglia e di genitorialità. Una sola cosa nella natura umana di certo esisteva prima che il cattolicesimo ed il Pdl lo stabilissero: l’amore, l’affetto, il mutuo aiuto.

In nome di questo le chiedo di darsi da fare, invece di negare diritti alle persone diverse da lei, per far varare una legge da Berlusconi: quella per gli asili gratuiti, in modo da metterci finalmente al passo con tutta Europa e da dimostrare a tutti che la sua “morale” non produce solo anatemi.

Veda se ci riesce. Sono decenni che la aspettiamo.

Cordialmente sua

Francesca Palazzi Arduini.

Diverse normalità: 27 marzo

Ecco una iniziativa basata sui fatti e non sulle parole.
Bella riuscita della prima iniziativa, dopo tanto tanto tempo, sui diritti delle persone omosessuali a Fano. Circa cento persone, molti giovanissimi, hanno seguito la proiezione del documentario “Due volte genitori”, nel quale genitori e figli raccontano della loro esperienza di comunicazione. Pregiudizi infranti, umanità e ironia, hanno preparato il terreno a oltre un’ora di nutrito dibattito, nel quale hanno spiccato gli interventi di un ragazzo gay di Azione cattolica e di altri testimoni della volontà anche da parte del mondo cattolico di uscire dal pregiudizio e di aprirsi alla laicità, nonostante il lavorìo clericale e partitico contro i pari diritti delle coppie di fatto rispetto a quelle unite in matrimonio.
Emblematico, però, l’intervento del candidato sindaco di Bene Comune, Carlo de Marchi, il quale, dopo aver accusato amabilmente la moderatrice di “andare di fretta” nel reclamare diritti -si vede che la società non è ancora matura :-) -, ha comunque palesato il suo interesse per la tematica… una domanda ci sorge spontanea: che il periodo elettorale sia propizio al cambiamento di mentalità?
Per ora, ricordiamo cosa scrive in merito ai “valori” la lista civica di questo candidato, molto noto a Fano come ginecologo antiabortista:
Famiglia . Momento fondamentale dell’organizzazione e della articolazione della società civile, intesa come nucleo fondato sul matrimonio e non sull’individuo o su semplici aggregazioni di fatto di individui. “
Gli “aggregati” si compiacciono comunque per la buona volontà del candidato…
Molto interessante è stata anche la cronaca fatta da Rita De Santis, presidente di Agedo, l’Associazione dei genitori di figli di omosessuali, sui legami tra gerarchia cattolica e mas media, rispetto alla presentazione della canzone di Povia a Sanremo: “Hanno voluto distruggere in un giorno il lavoro di Agedo”.
Ma pare che non ci siano riusciti!

“Diverse normalità: famiglie, unioni, affetti, diritti nell’Italia di oggi”.
Fano, venerdì 27 marzo 2009, ore 20.45 
Sala S.Maria nuova, via da Serravalle 5.
Proiezione del film documentario “2 volte genitori” di Claudio Cipelletti, ’08. Dibattito con Rita De Santis, presidente di AGEDO, associazione di genitori e amici di omosessuali.
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FAMIGLIE: al plurale, perché la realtà italiana smentisce coi fatti la retorica  tradizionalista che vuole presentare un modello unico e immutabile di  famiglia,  proprio come nel 1974, quando si opponeva al divorzio. In realtà i  modelli familiari  sono tanti, ognuno con le sue motivazioni ed esigenze (famiglie  tradizionali, monoparentali, ricomposte, omosessuali ecc.) 
UNIONI: perché sono oltre mezzo milione in Italia le coppie non  coniugate, o perché  vorrebbero un isituto più elastico del matrimonio, di tipo  contrattuale, o perché dello stesso sesso e quindi prive di ogni tipo di rcionoscimento civile. 
AFFETTI: perché al mancato riconoscimento dei diritti (successori,  patrimoniali, fiscali, sanitari)  delle coppie di fatto si unisce in Italia una abominevole campagna che  presenta le  meno tutelate tra queste unioni, quelle omosessuali, come un  “pericolo” usando  i vecchi sistemi del pregiudizio, cercando di colpire al cuore. Ciò  per impedire l’evoluzione del discorso  sui diritti civili e chiedendo di mantenere il vecchio sistema del  “si fa ma non si dice”. 
DIRITTI: perché nel nostro Paese né i governi di sinistra né quello  attuale, prima coi  Pacs (Patti civili di solidarietà), poi coi Dico (Diritti e doveri  delle persone  stabilmente conviventi) e con i Didorè (Diritti e doveri di  reciprocità dei conviventi)  sono stati capaci di affrontare con spirito laico un tema che  altrimenti resta solo ostaggio  di vecchi ostracismi e poltrone di talk show. 
DIVERSITA’: perché con questo primo appuntamento vogliamo proporre un  approccio diverso  a questa realtà, iniziando col raccontare storie di famiglie normali,  comuni nella loro diversità.  Perché conoscersi è capire, capire è rispettare e la diversità è una  ricchezza per la nostra società.  

Promuove: Arcigay Agorà, Pesaro, con: Associazione Alternativa libertaria, Associazione Omnibus,  Associazione Res publica, Bottega di Resistenza globale-Fossombrone,  Centro sociale autogestito  Oltrefrontiera-Pesaro, Circolo libertario Luciano Polverari,  Cooperativa Labirinto, Circolo A.Labriola,  Circolo S.Allende, Movimento radicalsocialista-Fano.

altre info sul tema: http://rimarchevole.wordpress.com/cocktail-damore

info: Arcigay Agorà 389.9725980. 

spazio radiofonico: grazie a Radio Fano 101, giovedì 26 marzo, ore  9.30. 

http://www.agedo.org
http://www.duevoltegenitori.com
http://www.linfa.tv

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