Archivio per bene comune fano
gennaio 25, 2010 alle 6:46 pm · Archiviato in anticlericalismo, diritti civili ed etichettato con: bene comune fano, Benini Luciano, carlo de marchi, consiglio comunale Fano diritti dell'uomo, crocifisso aule pubbliche, crocifisso Fano consiglio comunale, lista 5 stelle Fano, mozione UdC Fano crocifisso, Pierino Cecchi

A seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal capogruppo dell’UdC fanese, Pierino Cecchi, circa il ricorso del Governo italiano contro la sentenza emessa dalla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza di del crocifisso in un’aula scolastica, vogliamo a specificare che:
1) l’informazione riportata dal capogruppo per costruire la sua mozione non è esatta, la Corte ha deciso infatti su un caso particolare, e quindi non ha intimato allo Stato italiano di rimuovere i crocefissi da tutte le aule. Essa ha emesso bensì una sentenza circostanziata su di un caso in cui, in tutta evidenza, il crocefisso era stato segnalato come fonte di imbarazzo per un genitore ateo che ne ha denunciato l’evidenza di simbolo religioso. Certo, sarebbe il caso che, per evitare altri casi, lo Stato italiano recepisse finalmente queste sollecitazioni.
2) che il crocefisso sia a tutti gli effetti un simbolo religioso e politico (schieramenti politici tutt’ora usano la croce nei loro loghi) e non certo un semplice simbolo etico e culturale, è stato riconosciuto dallo stesso Governo italiano, che ora vuole ricorrere contro la sentenza ma che rispetto alla stessa, testualmente, dichiarava che:
“bisogna comprendere che la Repubblica Italiana, benché laica, ha deciso liberamente di mantenere il crocefisso nelle aule scolastiche per diversi motivi, tra i quali la necessità di trovare un compromesso coi partiti d’ispirazione cristiana che rappresentano una parte importante della popolazione e coi sentimenti religiosi di questa”. (Sentenza Lautsi, nov.09).
Dunque, non essendo più quella cattolica religione di Stato dal 1984, è corretta la richiesta e la decisione di rimuovere da un’aula pubblica il simbolo religioso quando questo non è condiviso del pensiero e delle convinzioni religiose di chi quell’aula frequenta.
Troppo spesso, ormai, le maggioranze considerano loro diritto modificare anche lo status dei diritti umani, calpestando, come in passato, le esigenze e le sensibilità delle minoranze in nome del loro predominio e del senso comune che esse dicono di rappresentare.
Alle minoranze fanesi, uscite senza votare dalla tenzone consiliare, ed ai “laici devoti” del Pd diciamo: dire un chiaro NO ad una richiesta tanto plateale, come quella di ricorrere contro una sentenza della Corte Europea, vi costava troppo…? è evidente che la l’Europa, laica e interculturale, è ancora di là dalle Alpi anche per voi.
Non ci stupiamo delle astensioni del cattolico praticante Benini, antiabortista e partner di De Marchi nel loro Bene Comune e lista a “5 Stelle” (ma stelle di che?) , però da laici non di sacrestia potevamo aspettarci qualcosa di più.
Una proposta al consigliere Cecchi: se vuole imporre a tutti i cittadini, anche a non credenti, ai non praticanti, a coloro che pure cattolici non vogliono esporre crocefissi, ai credenti di altre religioni, la sua la sua sensibilità cattolica:
invece di spingere da Fano il suo ricorso contro Strasburgo, faccia esporre obbligatoriamente qualcosa esteticamente più coinvolgente e che richiami meglio la funzione demagogica della “difesa del crocifisso”, ad esempio… la Salita al Calvario di Hieronymus Bosch.
giugno 6, 2009 alle 4:08 pm · Archiviato in femminismo ed etichettato con: bene comune fano, consulta laicità provincia pesaro, femminismo, legge 194 fano

FANO: Alla fine della campagna elettorale il candidato sindaco De Marchi fa sapere che il fine ultimo della lista Bene Comune sarà quello, vinca la destra o la sinistra, di allearsi per far entrare i volontari del “suo” consultorio privato “La Famiglia” nei consultori pubblici. Tutto in ciò in nome, si presume (vista la ideologia del gruppo, che confonde i termini “vita” e “persona”, osteggia i contraccettivi e vorrebbe l’abolizione della Legge 194), della dissuasione da operare nei confronti delle donne che contattano le strutture pubbliche per interrompere, nei tempi prescritti, una gravidanza, in base alla Legge 194. De Marchi cita ad “esempio” altre strutture pubbliche che hanno permesso ciò, violando in questo modo la privacy di noi donne e la stessa Legge 194, che prevede che in materia di contraccezione, gravidanza ed interruzione di gravidanza, siano le donne il soggetto che sceglie, semmai, a chi rivolgersi, senza subire interrogatori e pressioni!
Ricapitolando ci pare di capire che i cattolici di Bene comune e la Diocesi siano concordi nell’essere:
-contro la contraccezione che non sia fatta con “metodi naturali” (astensione dal sesso? fallaci metodi basati sulle temperature? preghiera?)
-contro la pillola del giorno dopo, strumento invece essenziale per evitare l’aborto (vedi a questo proposito il comunicato della consulta per la Laicità)
-contro la pillola RU486 che consente ad una donna, se necessario, di scegliere tra pratica chirurgica e farmacologica
-contro le “famiglie” non basate sul matrimonio, che avrebbero meno diritti delle altre, si desume dalle loro richieste di operare privilegi e bonus
…
ma siamo sicuri che, dentro l’ecologico e “partecipativo” alveare di questa lista elettorale non
ci sia una APE VEGINA di ovigini gevmaniche?
Per la libertà di scelta, l’autonomia e la dignità delle donne fanesi, pveghiamo: “pevké il Pene Comune non ci tvasfovmi di nuofo in donne-madvi soggiette a tuttela pveventiva di maviti, medici, politici. Ammen!”
aprile 15, 2009 alle 3:51 pm · Archiviato in politica locale, semiotica dei posteroni ed etichettato con: bene comune fano, boccali perugia, corrado perugia, davide del vecchio fano, lista casini fano, manifesti elettorali, mauro falcioni fano, mirco carloni fano, poster elettorali, santorelli fano, silvestri fano socialisti, terlizzi fano, valentini federico fano
Quando il politico è il Brand:
care compagne, cari compagni (usiamo questo termine per darci un tono rivoluzionario), non sentite anche voi ormai una nausea salire, quando, ad ogni angolo, faccioni con le gambe di metallo infisse in terra o guance di tre metri per sei issate lungo le curve vi sorridono promettenti?
ma se non vi è bastata la rassegna analitica della prima puntata,
http://rimarchevole.wordpress.com/2009/02/10/elezioni-semiotica-dei-posteroni
ecco a voi l’ultima, speriamo!…

1) il politico utile, maneggevole, che si conserva bene, e che è sempre utile in cucina. Perché tutti sono capaci di promettere qualche pista ciclabile ed una palestra, qualche soldo in più per una cosa o per un’altra, ma quello che conta è la data di scadenza! Il signor Falcioni, politico di vecchia data, lo sa e promette di esserci sempre, anche alle prossime elezioni,e ci offre subito il suo mento.

2) sempre nella serie delle FACCE SOLITARIE, spicca un volto che si è voluto dare un tratto distintivo nella pettinatura, amiccando a qualcosa di più, ad una gelatinosa aura sexy da balera, ad un epigono di Toni Manero? Bah!

ci siamo dette: perché non apprezzare la volontà di questo candidato di non inserirsi nel novero dei ben pettinati, dei tirati a lucido (lui sì, ma di brillantina), dei progettati a tavolino? questo Luca Carboni dei politici non merita forse apprezzamento? rimane però sempre nella serie dei faccioni… capace di prendere il volo per una carriera da solista professionista ma da alcuni scambiato per un solista del lissìo…

3) del resto certe affermazioni, come “io ci sono”, fatte da certi candidati con facce decisamente inquietanti (a causa dei ritocchi fotografici?), crediamo, appaiono più come minacce che come promesse!

4) c’è anche, in maniera più pratica, anziché il primo piano sceglie la figura intera, perdipiù sugli scogli (che non si sa se supererà però) e, oltre a fornire il suo numero di cellulare, indica con precisione in fondo al poster, come votare, forse mira ai votanti anziani o è consapevole dell’analfabetismo di ritorno dovuto alla tv?

5) nella galleria dei ritratti senza posa, si fa per dire, c’è chi ha optato per una politica più furbetta, facendo posare gli altri o anche gli altri. La serie di chi fa posare gli altri è aperta da Mirco Carloni, che ha appiccicato a vari volti un “valore” deciso dalla sua agenzia pubblicitaria per fondersi con il suo immaginario elettorato-popolo di consumatori dell’immagine

onestà, tradizione… la faccia della “disponibilità” ovviamente è quella di una donna…ma sono tutte in bianco e nero, solo quella del nostro candidato multi-valore, fiore dai mille petali, caleidoscopico, enorme, grandiosamente umano ecc ecc, capace come Silvio di interpretare tutti i personaggi, lui è uno di noi, ma è a COLORI

6) c’è chi invece, per distinguersi dai volti solisti, sceglie la formula così spesso vincente a Sanremo, e fa posare tutti, abbiamo reperito per voi due esempi antitetici della tipologia, nel primo, detto anche “politica dell’ospizio”, il gruppo è composto in prevalenza da maschi di una certa età, con al centro una donna più giovane

nel secondo detto “vai avanti tu…”, il gruppo è composto da maschi nelle retrovie con donne più giovani e candidati di sesso indefinito in primo piano, e il candidato sindaco, che potremmo definire misogino politico, cammuffato nel centro, come dire: arriviamo con le ragazze ma poi …vi beccate il ginecologo antiabortista.

7) c’è poi chi, tanto per investire qualche soldo in più, ha deciso di mostrare anche degli oggetti e dei simboli, dal bebè alla pale eoliche, e di puntare, oltre che sui valori tradizionali (mai quanto in questo periodo i single, separati, divorziati, nostri politici sparlano di Famiglia) anche sul nuovo cavallo Vidal, l’ambiente. Con che progetti concreti, che competenze? Boh!

una cosa è sicura: la città sarà verde e/o al verde, ed i nostri politici amano l’ambiente come non mai, …tutto sta a vedere cosa vogliono venderci oltre all’aiuola fiorita ed al parco urbano.

…intanto, notiamo con stupore che non ci è ancora pervenuto alcuna immagine di posteroni della destra estrema: ma come? non erano loro tra i primi ad avere il Ministro per la Propaganda?
Chiudiamo quindi con quello che è stato votato come miglior posterone della stagione, purtroppo di fuori regione:

molti di voi pensano che Corrado sia il nome? non siamo arrivati ancora a questo punto ma presto avremo anche candidati col solo pseudonimo, come i supereroi di Watchman. Ed ecco il pari-merito:

sappiamo che il candidato perugino si chiama Boccali, ma è sicuro che la signora ritratta non si chiama Europa!
Come vedete le strategie pubblicitarie di destra e sinistra (vedi Carloni ed i suoi volti-simbolo) non sono più tanto diverse…, le campagne elettorali, poiché mirano semplicemente a pensarci tutti come anonimi elettori qualunque, sono certo qualunquiste.
febbraio 9, 2009 alle 10:10 am · Archiviato in acidofile, femminismo, politica locale ed etichettato con: abusare la vita, bene comune fano, carlo de marchi, cattolici integralisti, mistificazioni, preti fascisti, samuele giombi
Leggo costernata una lettera pubblicata sul sito della formazione politica Bene comune di Fano, sulla vicenda di Eluana, nella quale si presenta la storia come un tentativo di “togliere la vita”. Vedo poi nella pagina dei “valori” propugnati da questa lista civica, il richiamo alla “difesa della vita sin dal concepimento” (leggi: vogliamo cambiare la legge 194 e togliere alle donne il diritto d’abortire legalmente, nascondendo ciò sotto la retorica dell’aiuto) e la difesa della famiglia come nucleo “fondato sul matrimonio”, con la contrarietà al riconoscimento delle famiglie di fatto.
Già conoscevo per fama uno degli animatori della lista, Samuele Giombi, che qualche anno fa aveva presentato a Fano il libro “Preti uccisi dai partigiani”, alla presenza di tutto lo stato maggiore del neofascismo nostrano, un libro che tende semplicemente a denunciare alcuni omicidi come fatto politico nel tentativo di screditare le formazioni partigiane comuniste. Lo stesso Giombi del resto dimostrava di avere già problemi con le preposizioni, essendo stato animatore di una iniziativa, la “Cattedra dei non credenti” (ora Cattedra del dialogo) che semmai dovrebbe essere chiamata “per” i non credenti, visto che presenta solo iniziative incentrate sul primato dell’etica religiosa.
Eppure, guardando il sito di “Bene comune” è tutto un florilegio di “etica”, di “solidarietà sociale”, di “un altro mondo è possibile”, di poster con la solita faccia formato piano-brufolo del candidato sindaco con la frase scimmiottata da Obama, come se questa lista proponesse valori nuovi e condivisibili. Si tratta invece della solita mistificazione di chi vuole negare la realtà che non gli appartiene, della retorica di chi sempre stato contro le lotte per i diritti delle donne a gestire la gravidanza, quella antiabortista di chi ritiene che una blastocisti abbia più diritti di una donna, quella di chi vuole mettere in un angolo le famiglie non tradizionali, quella di chi vuole impedire alle persone di morire dignitosamente perché abusa del concetto di “vita” anche a costo di andare contro il buon senso.
Cari signori di Bene comune, cambiate nome alla vostra lista! Siate sinceri perlomeno come lo è Ratzinger, non fate come Forza nuova, che presenta vecchi valori come nuovi. Riconoscete che la vostra lista è semplicemente una lista confessionale, varata in base a principi di etica cattolica conservatrice, se non reazionaria, e che un po’ di ambientalismo e di solidarietà sociale non maschererà la vostra visione del mondo, certamente non comune al 10% della popolazione gay e lesbica, alla maggioranza delle donne, ai tanti fanesi che ancora non vogliono sdoganare il fascismo ed i cappellani militari proDux col pretesto che anche i partigiani erano “cattivi”.
Dal sito di Bene Comune:
“Famiglia . Momento fondamentale dell’organizzazione e della articolazione della società civile, intesa come nucleo fondato sul matrimonio e non sull’individuo o su semplici aggregazioni di fatto di individui. “
“Vita . Sintesi suprema della persona umana, ha natura intangibile e va tutelata sempre e ad ogni costo, ma soprattutto nei momenti e nelle forme in cui si presenta più debole ed indifesa, più ingombrante e scomoda. Oltre a preservare e difendere la vita dal concepimento alla morte naturale”
“Da Lecco, esce una ambulanza muta, silenziosa che non lascia piu’ nemmeno riconoscere il dolore incapace di gridare. Non lascia udire il dolore non pubblicizzato di chi questi 17 anni ha accudito Eluana in silenzio, senza chiedere nulla in cambio perché comunque in quel corpo martoriato e apparentemente inespressivo c’è un mistero inviolabile.”
Se questi sono i valori di un sindaco che si presenta con lo slogan “un’altra politica è possibile”, chiediamoci:
madde ché aò?
Segnaliamo anche il post sulla laicità dal sito del Meet up Beppe Grillo di Fano, nel quale si cita un intervento del consigliere De Marchi contro la sperimentazione della pillola RU486
http://beppegrillo.meetup.com/189/it/boards/thread/6617851/
Francesca.