rimarchevole…
meglio riassumere…Archivio per arcigay pesaro
Pesaro non è più un’isola felice… aggressione omofoba

Riceviamo da Arcigay Agorà Pesaro:
Nella notte tra il 27 e il 28 Luglio a Pesaro presso il Macaco Beach di viale Trieste, F.C., 31 anni e K.R., 21 anni, in vacanza presso la nostra località balneare, sono stati brutalmente aggrediti e ingiuriati da una ragazza e due ragazzi mentre si scambiavano un bacio fuori dal suddetto locale.
Aizzati dalla ragazza che ha improvvisamente gridato: “Questa checca di merda mi ha toccato la figa”, rompendo una bottiglia con la quale ha colpito K., gli altri due ragazzi che stavano con lei hanno spintonato F.C. facendolo rovinare a terra e poi preso K.R. per il collo al fine di immobilizzarlo e quindi di colpirlo con pugni in testa al grido di “Finocchio di merda!” e “Gay di merda!”. Sono stati prontamente allertati i soccorsi e le forze dell’ordine. K.R. ne avrà almeno per 20 giorni.
Le vittime si sono rivolte a noi e sporgeranno querela contro ignoti assistiti dall’Avv. Maria Gabriella Caliandro del Foro di Fermo e della Rete Lenford. La Rete Lenford riunisce un pool di avvocati di tutta Italia che si occupano particolarmente di casi di discriminazione basati sull’orientamento sessuale e di genere.
“Tanto tuonò che alla fine piovve”: Pesaro, per triste ironia della sorte, ha visto moltiplicarsi nell’ultimo mese episodi di dichiarata omofobia. Siamo partiti con la nota vicenda del coro Komos, escluso dalla Curia con il beneplacito del Comune perché formato da omosessuali dichiarati; abbiamo proseguito con la squallida vicenda politica del rigetto della mozione per introdurre il Registro delle Unioni di Fatto in Comune; ora siamo davvero alla frutta con questo gravissimo atto di violenza. A due passi da noi, il Sindaco di Fano, Aguzzi, ha recentemente bocciato la proposta di istituire un osservatorio sull’omofobia motivandolo con la sua inutilità! Dobbiamo aspettare il morto per comprendere quanto razzismo omofobico si sia diffuso all’interno della nostra società?
Per sollecitare la solidale collaborazione civica dei testimoni dell’evento, per illustrare i particolari e le azioni che intenderanno seguire i ragazzi e l’Arcigay, per sollecitare una netta presa di posizione delle forze politiche locali e regionali e per rispondere a tutte le domande che la Stampa intenderà porci, indiremo una Conferenza Stampa con l’Avv.Caliandro per GIOVEDI’ 5 AGOSTO alle ore 11.00 presso la Casa delle Associazioni FERRHOTEL dietro la Stazione di Pesaro.
Siete invitati a partecipare numerosi.
Valerio Mezzolani, Presidente , Luca Perilli, Vicepresidente arcigayluca@yahoo.it
Pesaro, 2.8.2010
Coppie di fatto: Lettera alla signora Tartaglione

Cara signora Tartaglione,
ho letto su Il Resto del Carlino di lunedì 15 febbraio un suo duro attacco alla proposta di legittimare le unioni di fatto delle persone omosessuali con garanzie per la vita in comune riguardo la salute, la casa, i figli, le successioni. Lei parla di “deriva morale”, e se la prende pure con le coppie di fatto eterosessuali, perché a suo dire le donne che vivono con un compagno dovrebbero dichiarare anche il reddito di questo per la graduatoria agli asili, come se fossero sposate! Come se vivere, come a tanti succede, un periodo di transizione, fosse quasi una truffa!
Voglio risponderle non da socia Arcigay, ma da donna che è vicina non solo alle coppie di uomini e donne che scelgono di vivere assieme, ma anche alle coppie eterosessuali, conviventi anche dopo falliti matrimoni.
La invito innanzitutto a considerare che, certo non grazie a persone come lei, in Italia il divorzio è legale, ed anzi è stato pure vinto un referendum per dare alle persone la libertà di credere ai propri sentimenti. Le comunico quindi che il matrimonio “indissolubile”, l’esperienza unica della vita, il suo sogno di perfezione che vorrebbe cristallizzare in un’unica catena l’esperienza di vita e quella sentimentale di una persona, il sogno del clero cattolico che non si sposa ma vuole amministrare e giudicare la coppia, semplicemente non risponde alla realtà.
L’utopia alla quale lei vorrebbe chiamare masse di cattolici “nascosti” anche in altri partiti oltre al suo è un’utopia fallace, perché nega la realtà: cioè che le persone hanno scelto di rispettare ciò che sentono, di evolvere, anche a costo di sacrifici e di sofferenze, per non mentire sui propri sentimenti. Così, dopo aver provato terapie di coppia, compromessi, vie di mezzo, alle persone accade di separarsi, come anche di ricongiungersi. La sua idea di “matrimonio cattolico”, è sorpassata addirittura nel suo partito, il Pdl, patria non solo di separati e divorziati, ma nido, oltretutto, di scandali sessuali in parte documentati dalla cronaca nazionale.
Perché dunque vuole farsi paladina, a favore della facciata di alcuni maschi del suo partito, della “immoralità” delle coppie non sposate, o della negatività di quelle omosex?
In Italia perlomeno un 10 per cento della popolazione è omosessuale o bisessuale, pensa che queste persone le rubino qualcosa se, pagando le tasse come tutti, ottengono il diritto di costituire un nucleo familiare stabile come nei fatti sono? In Italia esistono migliaia di figli di donne lesbiche, e oltre due milioni di famiglie mono-genitoriali, con figli che vivono in un nucleo familiare stabile: pensa che questi bambini siano meno “morali” e felici dei suoi solo perché Ratzinger non li ha benedetti?
E sono forse le nostre famiglie, quelle omosessuali, la culla delle violenze alle donne ed ai minori? Non credo proprio: nemmeno nella più minima percentuale.
I diritti dei cittadini e delle cittadine omosessuali non ledono quelli delle famiglie eterosessuali, non tolgono nulla a queste… a meno che lei non pensi che ciò che noi possediamo e al quale abbiamo diritto (i nostri beni, la casa che ci siamo sudati/e che vorremmo lasciare di diritto al nostro compagno/a, la mutua assistenza sanitaria) le spetti.
E questo, mi spiace, somiglierebbe non tanto ad una “difesa della morale” e della famiglia, ma ad un teorema dell’espropriazione. E nella storia ne abbiamo viste purtroppo tante.
La “naturalezza” del matrimonio è stata stabilita da un lungo processo storico e sociale, non esisteva neppure in natura, vorrà convenirlo, cerchi tra i suoi appunti. E’ dunque normale che col tempo si presentino nuove forme di famiglia e di genitorialità. Una sola cosa nella natura umana di certo esisteva prima che il cattolicesimo ed il Pdl lo stabilissero: l’amore, l’affetto, il mutuo aiuto.
In nome di questo le chiedo di darsi da fare, invece di negare diritti alle persone diverse da lei, per far varare una legge da Berlusconi: quella per gli asili gratuiti, in modo da metterci finalmente al passo con tutta Europa e da dimostrare a tutti che la sua “morale” non produce solo anatemi.
Veda se ci riesce. Sono decenni che la aspettiamo.
Cordialmente sua
Francesca Palazzi Arduini.
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Il godimento dell’altro…

Il 27 giugno è stato il giorno del Gay pride nazionale a Genova, data importante per tutti coloro che hanno a cuore i diritti civili in Italia.
Per una cronaca delle attività gay e lesbiche in provincia potete linkarvi a:
http://www.arcigayagora.it
C’è una definizione in psicoanalisi che rivela la “paura del godimento dell’altro”, una paura legata a doppio filo a tutte quelle forme di razzismo, Xenofobia, cioè avversione a ciò che è diverso, intolleranza che purtroppo ancora vegetano nella società italiana. Si tratta di paure che non dobbiamo definire “immotivate” perché, oltre che nell’avidità e nell’egoismo, sono radicate appunto profondamente nel nostro inconscio e ci fanno reagire irrazionalmenente a problemi anche reali, come ad esempio quello della violenza sulle donne e sui “diversi”, cercando dei capri espiatori più che delle soluzioni valide. I deputati Concia e Touadì si sono prestati a dare la loro immagine, di lesbica e di nero, a questo manifesto dell’Arci nazionale il cui testo potete trovare su http://www.arci.it
Un’altra iniziativa da segnalare che va contro il conformismo e la superficialità è quella di Lorella Zanardo e del suo video sulla omologazione dell’immagine femminile sui media italiani, il video dura 25 minuti, è densamente collegabile all’articolo “Eyes wide che trovate qui sotto” e lo potete vedere su:
http://www.ilcorpodelledonne.it
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