rimarchevole…

meglio riassumere…

Archivio per alternativa libertaria

Il mondo arabo in fiamme: incontri il 7/12/13 febbraio

Il mondo arabo in fiamme, dibattiti, proiezioni e riflessioni
sull’attualità nordafricana e mediorientale

 Tunisia: la fine di una dittatura

7 febbraio 2011 – ore 17.00

Urbino – Aula C1 autogestita – Nuovo Magistero – via Saffi, 15

 Egitto: rivolta in corso

12 febbraio 2011 – ore 17.00

PesaroBiblioteca Bobbato – Galleria dei Fonditori, 64

(c/o Centro Commerciale Miralfiore – Ipercoop, 1° piano)

 Un ‘68 arabo? Rabbia, paure e speranze

13 febbraio 2011 - ore 16.00

FanoCentro di Documentazione Franco Salomone

Piazza Capuana, 4

 Organizza l’associazione NuovoMondo in collaborazione con: Assemblea studentesca permanente Urbino, Alternativa libertaria, Millevoci, Biblioteca Bobbato, Comunità palestinese nelle Marche.
info: associazione@pesaronuovomondo.it

Allegri al Carnevale… con una proposta in +

vignetta di mauro chiappa

Allegri al Carnevale, con la coscienza a posto… e una proposta in più.

Dopo la discesa in campo dell’abile ufficio stampa della Nestlè, abbiamo finalmente un chiaro quadro della frettolosa scelta dei consiglieri fanesi di maggioranza, della loro decisione di riprendere accordi commerciali con Nestlè per il lancio di dolciumi al Carnevale di Fano:
scelta ideologica e poco ponderata, sconfessata dai fatti:

-la “Perugina”, la fabbrica “della tradizione”, si rivela infatti per quella che è, cioè una multinazionale, la Nestlè, non la fabbrica dei sogni a stelline blu che profuma di buono ma un complesso industriale con sede in Belgio. Questa è la “tradizione” per la quale i consiglieri vorrebbero svendere la saggia scelta di affidarsi invece a produttori italiani (e con sistemi di certificazione dell’eticità del prodotto) di cioccolata.

-l’eticità del Carnevale non è una questione ideologica o di partito: anche le forze politiche sono volute scendere in campo ma noi crediamo che il sapere che quello che si mangia e si consuma non costa sofferenza ad altri va al di là dei colori di appartenenza.

-proprio per questo siamo delusi dall’atteggiamento dei portavoce Nestlè, che celano dietro le belle parole uno stile aggressivo e offensivo, definendo chi li critica persone non informate o informate “col copia e incolla”. Emula del resto la signora Campanella (ex Carnevalesca), che attacca il comitato per il Carnevale etico con affermazioni da codice penale (“diffamatori”, “oltranzisti” ecc.).

-La multinazionale Nestlè sta tentando da anni di rimediare con campagne mediatiche alla “brutta figura” internazionale fatta col commercio di latte in polvere, e tuttora è denunciata da importanti fonti di stampa, tra l’altro, come implicata nello sfruttamento del lavoro minorile per la raccolta del cacao. Non siamo noi a inventarlo ma la stampa internazionale a dirlo. E non bastano i “mea culpa” e le nuove strategie di marketing per riabilitarsi. Che anche altre multinazionali siano coinvolte in simili affari è una ragione in più per sostenere invece il commercio equo e solidale.

Per questo diciamo:
-sì al confronto pubblico ma aperto a tutti i cittadini, con la garanzia di parola, e col chiaro patto che se gli argomenti del comitato per un Carnevale etico verranno giudicati credibili e attuali, i consiglieri di maggioranza ritireranno definitivamente la loro decisione

-sì al Carnevale etico, auguriamo che anzi l’amministrazione promuova la solidarietà ai bambini di Haiti decimati dal colera. Con un euro di contributo volontario per ogni presenza alle sfilate Fano si possono salvare dall’epidemia migliaia di bambini. E la solidarietà può diventare appuntamento fisso delle sfilate.

Perché per essere allegri e sereni, anche al Carnevale, bisogna avere coscienza, a posto. E siamo sicuri che tutti, ad iniziare dal nostro Sindaco, possano essere d’accordo su ciò.

Alternativa Libertaria, associazione culturale, piazza Capuana 4, Fano.
altlib@altraofficina.it

Rimarchevole, blog multiautore, Fano-Pesaro
http://rimarchevole.wordpress.com

Parate militari: E mò basta!

 


Si è svolto anche a Fano il 31 maggio il presidio di informazione e protesta contro l’attacco militare israeliano alla Freedom Flotilla, aderenti: Sala della Pace-Caritas Fano, Donne in Nero Fano, MIR – Movimento internazionale della riconciliazione, Alternativa Libertaria, Mezza Luna Rossa, Comunità Palestinese Provincia di Pesaro.
“Nelle prime ore di oggi, la marina di guerra israeliana ha attaccato la Freedom Flotilla, salpata da Cipro nei giorni scorsi per compiere una missione di pace. Con poche eccezioni, i governi del mondo sono complici di questi assassini, di questo atto di pirateria per le tante volte che hanno chiuso gli occhi agli atti illegali dei governi israeliani durante i 42 anni dell’occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Il governo di Israele crede nella sua impunità – e i nostri governi gli danno ragione. Protestiamo contro l’attaccco illegale che la marina israeliana ha compiuto in acque internazionali contro le 6 navi della Freedom Flotilla che portavano materiale necessario ed indispensabile alla sopravvivenza della popolazione di Gaza stremata dall’assedio che Israele,m col supporto della comunità internazionale, ha imposto da più di tre anni, mentre con l’operazione piombo fuso ha ucciso oltre 1400 persone di cui 400 bambini. Ribadiamo che le barche che componevano Flottiglia erano in tutto e per tutto pacifiche, legali, umanitarie…” “Dal 30 marzo, a Fano-. Spiega Carla Panajoli dell’associazione fanese “Donne in nero” anche a Fano è partita la campagna di boicottaggio, promossa da associazioni pacifiche israeliane, recentemente sottoscritta anche da Coop, sui prodotti della multinazionale Agrexco, che coltiva il 60-70% dei suoi prodotti nei territori palestinesi occupati con grande impiego di acqua. I prodotti della Agrexco- conclude Panajoli- hanno il marchio “Made in Israel ma in realtà provengono dai territori occupati e questo è molto grave”. A questo proposito, rileviamo che sul sito di informazione locale Fanoinforma, sotto la notizia, si apriva un’animazione pubblicizzante le vacanze in … Israele.

 “Sospendere la parata militare del 2 giugno e destinare i fondi risparmiati a coprire l’indennità di disoccupazione a 32.200 precari che hanno perso il lavoro”.
E’ quanto chiedono Giulio Marcon e Massimo Paolicelli della Campagna Sbilanciamoci!. “Troviamo fuoriluogo – proseguono Marcon e Paolicelli – che mentre si sta per varare una manovra economica che chiede pesanti sacrifici al Paese si gettino in una anacronistica parata militare diversi milioni di euro, costo che di fronte alla solita inesistente trasparenza della Difesa noi abbiamo calcolato in circa 10 milioni di euro. Solo per le impalcature della parata si spendono 700 mila euro. E’ bene ricordare che la Repubblica Italiana  – come recita l’art. 1 – si fonda sul lavoro e mai come in questo momento la festa della Repubblica va dedicata non allo sfoggio di carri armati e cacciabombardieri, ma al lavoro, a chi lo perde e a chi è costretto a far fronte alla grande emergenza sociale causata dalla crisi.

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