rimarchevole…

meglio riassumere…

Archivio per semiotica dei posteroni

Videoclip Regione Marche: L’InFINTito di Giacomo Leopardi

A nome di tutte le poete ed i poeti marchigiani esuli offriamo questa versione dell’Infinito, adattata allo spot video fatto girare dalla Regione Marche con tanto di Hoffman. Buon anno a tutte/i!!!

L’in-fintito

Sempre CARO mi fu questo spot folle,
E questo Promo, che di tante parti
Delle abitate Marche il guardo esclude.
Ma subendo e pagando, interminati
Costi deliberati, e sovrumane
Marchette, e profondissimi inciuci
Io nel pensier mi fingo; tanto di niente
Questo si spaura. E come il voto
Odo fuggir presto dall’urne, io quello
Infinito a questa faccia di bronzo
Vo comparando: e mi sovviene il falso
E le sue morte emozioni, e la presente
Bugia, e il suon di lei. Così tra tante
Vanità s’annega il videoclip:
e il suo zoommar m’è vano da guardare.

Dada Knorr.

Il video con l’intervento di Andrea Lodovichetti sulla vicenda:

http://www.youtube.com/watch?v=po9TKZy0kDM

Semiotica dei posteroni, NEW

Quando il politico è il Brand:
care compagne, cari compagni (usiamo questo termine per darci un tono rivoluzionario), non sentite anche voi ormai una nausea salire, quando, ad ogni angolo, faccioni con le gambe di metallo infisse in terra o guance di tre metri per sei issate lungo le curve vi sorridono promettenti?
ma se non vi è bastata la rassegna analitica della prima puntata,
http://rimarchevole.wordpress.com/2009/02/10/elezioni-semiotica-dei-posteroni
ecco a voi l’ultima, speriamo!…
tomato

1) il politico utile, maneggevole, che si conserva bene, e che è sempre utile in cucina. Perché tutti sono capaci di promettere qualche pista ciclabile ed una palestra, qualche soldo in più per una cosa o per un’altra, ma quello che conta è la data di scadenza! Il signor Falcioni, politico di vecchia data, lo sa e promette di esserci sempre, anche alle prossime elezioni,e ci offre subito il suo mento.
falcioni

2) sempre nella serie delle FACCE SOLITARIE, spicca un volto che si è voluto dare un tratto distintivo nella pettinatura, amiccando a qualcosa di più, ad una gelatinosa aura sexy da balera, ad un epigono di Toni Manero? Bah!
silvestri_21

ci siamo dette: perché non apprezzare la volontà di questo candidato di non inserirsi nel novero dei ben pettinati, dei tirati a lucido (lui sì, ma di brillantina), dei progettati a tavolino? questo Luca Carboni dei politici non merita forse apprezzamento? rimane però sempre nella serie dei faccioni… capace di prendere il volo per una carriera da solista professionista ma da alcuni scambiato per un solista del lissìo…
silvestri

3) del resto certe affermazioni, come “io ci sono”, fatte da certi candidati con facce decisamente inquietanti (a causa dei ritocchi fotografici?), crediamo, appaiono più come minacce che come promesse!

santorelli

4) c’è anche, in maniera più pratica, anziché il primo piano sceglie la figura intera, perdipiù sugli scogli (che non si sa se supererà però) e, oltre a fornire il suo numero di cellulare, indica con precisione in fondo al poster, come votare, forse mira ai votanti anziani o è consapevole dell’analfabetismo di ritorno dovuto alla tv?

terlizzi

5) nella galleria dei ritratti senza posa, si fa per dire, c’è chi ha optato per una politica più furbetta, facendo posare gli altri o anche gli altri. La serie di chi fa posare gli altri è aperta da Mirco Carloni, che ha appiccicato a vari volti un “valore” deciso dalla sua agenzia pubblicitaria per fondersi con il suo immaginario elettorato-popolo di consumatori dell’immagine
carloni_2
onestà, tradizione… la faccia della “disponibilità” ovviamente è quella di una donna…ma sono tutte in bianco e nero, solo quella del nostro candidato multi-valore, fiore dai mille petali, caleidoscopico, enorme, grandiosamente umano ecc ecc, capace come Silvio di interpretare tutti i personaggi, lui è uno di noi, ma è a COLORI
carloni1

6) c’è chi invece, per distinguersi dai volti solisti, sceglie la formula così spesso vincente a Sanremo, e fa posare tutti, abbiamo reperito per voi due esempi antitetici della tipologia, nel primo, detto anche “politica dell’ospizio”, il gruppo è composto in prevalenza da maschi di una certa età, con al centro una donna più giovane
casini

nel secondo detto “vai avanti tu…”, il gruppo è composto da maschi nelle retrovie con donne più giovani e candidati di sesso indefinito in primo piano, e il candidato sindaco, che potremmo definire  misogino politico, cammuffato nel centro, come dire: arriviamo con le ragazze ma poi …vi beccate il ginecologo antiabortista.
bene_comune

7) c’è poi chi, tanto per investire qualche soldo in più, ha deciso di mostrare anche degli oggetti e dei simboli, dal bebè alla pale eoliche, e di puntare, oltre che sui valori tradizionali (mai quanto in questo periodo i single, separati, divorziati, nostri politici sparlano di Famiglia) anche sul nuovo cavallo Vidal, l’ambiente. Con che progetti concreti, che competenze? Boh!
pd_eolico
una cosa è sicura: la città sarà verde e/o al verde, ed i nostri politici amano l’ambiente come non mai, …tutto sta a vedere cosa vogliono venderci oltre all’aiuola fiorita ed al parco urbano.
delvecchio_ambiente

…intanto, notiamo con stupore che non ci è ancora pervenuto alcuna immagine di posteroni della destra estrema: ma come? non erano loro tra i primi ad avere il Ministro per la Propaganda?
Chiudiamo quindi con quello che è stato votato come miglior posterone della stagione, purtroppo di fuori regione:
corrado
molti di voi pensano che Corrado sia il nome? non siamo arrivati ancora a questo punto ma presto avremo anche candidati col solo pseudonimo, come i supereroi di Watchman. Ed ecco il pari-merito:
europa
sappiamo che il candidato perugino si chiama Boccali, ma è sicuro che la signora ritratta non si chiama Europa!
Come vedete le strategie pubblicitarie di destra e sinistra (vedi Carloni ed i suoi volti-simbolo) non sono più tanto diverse…, le campagne elettorali, poiché mirano semplicemente a pensarci tutti come anonimi elettori qualunque, sono certo qualunquiste.

elezioni: semiotica dei posteroni

Iniziamo oggi a pubblicare recensioni critiche ed analisi del look fotografico dei candidati alle amministrative della provincia di pesaro e urbino, chi vuole contribuire si colleghi e ci posti i suoi contributi!

1) l’uomo di grano duro: da questa foto tratta dal profilo facebook di stefano aguzzi abbiamo capito perché i fanesi e le fanesi votano per lui: egli ricorda loro le radici campagnole, ed è in atto il riscatto di coloro che, una volta inurbati, ricordano ancora con tristezza i tempi in cui i fanesi ricchi e borghesi si divertivano a tirar loro le cioccolate dall’alto dei carri direttamente dentro le merde dei buoi che trainavano gli stessi carri di carnevale.
aguzzi_sul_trattore

2) del resto, la nostra ipotesi è confermata dall’immagine dell’altro candidato, federico valentini, che ricorda nella sua biografia le sue origini fanesi altolocate (“mia madre è stata la prima miss fano”) :-) e si presenta nei posteroni come uomo estremamente ben pettinato ed estraneo ai rudi campi arati, anzi, abbastanza affaticato si poggia ad una tavola di buon design, confortato da un bicchier d’acqua lì posato. la sua appartenenza ad un ceto differente è palese anche nello show di presentazione della candidatura, che si svolge al teatro politeama anziché in luoghi più rudi… nella consapevolezza che la politica è teatro.

show1

3) comunque, aguzzi può contare sui suoi avambracci, i quali, scamiciati, potrebbero risultare anche minacciosi (è noto che l’avambraccio scamiciato è tipico del soggetto litigioso) soprattutto se allineati con il pensiero old style di alcune delle liste che lo reggono, purtroppo ancora legate a culti del superuomo. la sua tecnica pubblicitaria è quella appunto di mostrarsi al lavoro. per fortuna che non ha scritto “lasciatemi lavorare” ma, richiamandosi ai bisogni psichici più attuali, un “ti puoi fidare”…
ti_puoi_fidare

4) potremmo concentrarci sulle biografie romanzate dei candidati, sui viaggi “epici” sul territorio del candidato matteo ricci alla provincia (comunque sappiamo già che “è nato in un quartiere popolare di pesaro). preferiamo nel frattempo terminare la breve analisi semiotica dell’altro candidato fanese, carlo de marchi.
demarchi
in questo caso è facile riconoscere, nelle guance pittate da santino e nello sguardo ispirato da valori religiosi, il candidato adatto ad un utenza irrazionalista, emotiva e legata alle tradizioni delle feste celebrate nelle ricorrenze, del panino (ora biologico o adirittura equo e solidale), della semplicità  dei criteri dei buoni patriarchi. non si capisce però il ricorso a tutto quel “è possibile”, lo sappiamo benissimo che un mondo tutto casa e chiesa è possibile, è proprio quello che vige da secoli e che ha generato altri fenomeni “possibili”, sebbene meno euforici di questo candidato, quali l’omofobia e l’ipocrisia. Mah! tant’è…
si vede bene che le api del logo migrano da sinistra verso destra.

5) non abbiamo ancora nuove immagini di candidati di forza nuova da commentare, rimandiamo perciò ad una prossima puntata l’analisi dei poster di matteo ricci (“niente paura“) e di altri futuri politici locali…
paura

Seconda puntata: che il leaderismo di cui soffre la politica nostrana costringa a non sempre efficaci cure del look i candidati, quindi, è assodato, e lo provano del resto i capelli riportati di berlusconi, l’abbronzatura di fini, gli occhiali tondi di follini e le camicie operaie di bertinotti.
6) Nel mondo del marketing, puoi sconfiggere l’avversario se sei più in forma col fitness e se sei nella discoteca giusta al momento giusto, e nel nostro paese c’è una spiccata tendenza da sempre a fidarsi più delle parole che dei fatti. non è un caso che gli esponenti più giovanili della giunta comunale fanese si presentino alla kermesse estiva “Fano dei Cesari” con baldanzosa fisicità… pensate se invece avessero ritratto come centurione mirco carloni!
caligola
sappiamo bene quanto ha goduto Wojtyla da papa-verouomo nell’impressionare le folle, e Obama nel confrontarsi col decrepito Bush. senza dilungarci quindi in impietose critiche all’aspetto dei due “antichi romani”, vorremmo solo ricordare che la Fano dei Cesari dell’estate scorsa è stata dichiarata dagli stessi come ispirata a …Caligola. E’ proprio vero che in nome della fitness romana si passa sopra a tutto!

7) ed ecco spuntare da ogni muro il poster di matteo ricci, giovane dinamico e in camicia, che ci dice “niente paura”, senza specificare se la paura ci è venuta prima o durante la visione dei suoi poster.
perché i candidati si ostinano a tirarci verso la tentazione di esaminare lombrosianamente le grandezze dei crani e e forme dei nasi?
ricci

c’è un sms che circola tra i militanti del pd: “matteo ricci è il mio pastore, non manco di nulla, egli col suo bastone mi conduce…”, per sottolineare ironicamente la nuova linea democratica basata sulla fiducia nel candidato predestinato. noi vorremmo solo mostrarvi un altro poster, quello più realistico e sempre basato sulla immagine del politico, in questo caso il sindaco Borri, che ci proviene da Pergola:
borri

… se è lecito ai candidati invitarci, non si bene su quali basi, a non avere paura, non è forse lecito a noi cittadini far sapere di cosa abbiamo veramente paura? :-)

8 -  “Dio, Patria e Famiglia”, con opportuni aggiornamenti, diventa “I valori che contano: Famiglia, Nazione, Vita” nel poster di Davide del Vecchio, del
quale ci aspetteremmo un ritratto stile vecchio patriarca contrario a tutto ciò che toglie dalla via maestra della società stile Biblico.
del_vecchio
invece appare un giovanotto dai lineamenti gentili ma…forse sarebbe stato meglio scegliere “valori” meno vaghi e retrò, ad esempio “Alma Juventus, Fano, stipendio”, valori più concreti, come la squadra locale, la cittadina e la panza, così per stare più coi piedi per terra.
Anche perché altrimenti si rischia di confondersi con quegli uomini politici nazionali e quei religiosi che predicano i sani valori del tempo che fu, ma solo per gli altri. Vedi ad esempio i politici cattolici savonarola, però divorziati e con varie amanti, o gli ideologi del primato della “nazione” che però fanno affari alle Cayman!

NEWS! è apparso in tutti i cinema della provincia il cartone animato elettorale del “prossimamente in provincia” candidato Pd, Matteo Ricci, già anche definito “il più giovane presidente di provincia”, uno spot totalmente privo di significato politico, intitolato “un viaggio straordinario” rispetto al quale soprattutto ci chiediamo:
ma se, essendo privo di candidati avversari credibili, è già sicuro di vincere, cosa li fa a fare i cartoni animati? e perché scegliere il tema wojtyliano del viaggio? non era meglio la videoconferenza? tanto… pare che i candidati amino molto solo gli incontri facili facili…
http://www.youtube.com/watch?v=rftncJKm3Po

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