rimarchevole…
meglio riassumere…Archivio per rassegna stampa
A piedi nudi sulla gomma…

Vi sono molte cose affascinanti della danza contemporanea, oltre al sottile rumore dei piedi nudi sulla gomma, che sussurra l’armonica fatica dei corpi in movimento, in caduta, in rallentamento.
Ci sono gli stilemi del teatro danza di Pina Bausch, che ha aperto un mondo di espressioni, di musica, di costumi ed atmosfere mitteleuropee al mondo, ci sono le nuove interpretazioni del corpo femminile pensate e agite da giovani donne, c’è l’ironia verso la contemporaneità del XXI ed i suoi ritmi.
Non vorremmo pubblicizzare più di tanto il bellissimo programma dell’Hangart Fest di Pesaro perché… ameremmo restasse una rassegna riservata a chi veramente ama la danza, a chi di quest’arte intuisce il significato profondo che assume in un mondo ove primeggia il corpo pornografico, il corpo fatto a pezzi, il corpo o/sceno.
La danza assume ai nostri giorni il ruolo di salvezza simbolica e riflessione sui corpi erotici, sempre pudichi anche nell’estremo comunicare, il ruolo di messaggera di un erotismo e di un movimento pensati, sentiti, veri.
Così abbiamo oltremodo apprezzato, oltre a tutto il programma e ad altre belle produzioni viste (tra le quali Lara Martelli e Stefano Questorio, Maria Francesca Guerra, Colaps, Lucia Zoli, Lara Russo e tante/i altri) , la presenza sulla scena di giovani danzatrici cosmopolite, il cui messaggio è stato quello di riflessione sul corpo femminile, sulla relazione tra mente e corpo, sul binomio femminile, sugli stereotipi.
La performance di ’7-8 chili’ (il peso medio di una testa) intitolata “Ossi di seppia”, dalle coreografie curate da Davide Calvaresi e con Maria Calvaresi,Giulia Capriotti, Valeria Colonnella, Ivana Pierantozzi, ci è sembrata ironica nella sua rappresentazione svagata del maschile e del femminile e tagliente nei suoi ritratti, a partire dal rapporto sessuale (sbadigliato) sulla sedia, passando per la stessa sedia che si trasforma in “tacco 38″ per la femmina alfa, poveretta. Questo tipo di ironia, finalmente leggera e veloce, segnala come un certo tipo di decostruzione degli stereotipi sulle donne sia finalmente diventato patrimonio delle giovani generazioni e goda di inedite versioni.
Così anche l’allacciarsi dei corpi di Elda Gallo e Masako Matsushita rivelano la maturità di una danza contemporanea che finalmente trova normale lavorare sulle relazioni tra donne invece di riservarsi al tradizionale duetto uomo-donna. Così anche l’emergere dell’inconscio viene messo in scena da una coppia femminile, quella di Erika Melli e Paola Casarini (Kandaer danza) in “Tanto” (con la o chiusa, è il nome del pugnale nell’Aikido). Il lavoro sfacciato e ritmico di Chiara Girolimini nel suo “(nicht)Anders” (ich kann (nicht) anders - non posso fare altro), matrioska statuaria e sfrontata che dà il via a un iper spogliarello esilarante, ci è parso il più bel regalo d’inizio serata del programma di sabato 17, se Massimo Recalcati scrive nel suo “L’uomo senza inconscio” che: “la stessa arte dell’abbigliarsi si basa tutta sulla differenza tra l’essere del soggetto e il suo sembiante sociale”…, l’espressione, i movimenti, le circonvoluzioni di Chiara Girolimini ce lo comunicano senza parole in modo effettivo (liberatoria e ritmata anche la sequenza di fotogrammi in bianco e nero e a colori)… liberandoci proprio dallo spettro del dover sembrare femminile.
I contenuti della crisi nella nostra attualità perdono quindi parole (tante, spesso troppe) ed acquistano consistenza nella danza.
Grazie a tutte/i gli artisti e alle organizzatrici! Ultime performances nel prossimo week end. Programma completo (anche videodanza e conferenze) sul sito dell’ Hangart.
Francesca Palazzi Arduini
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Decreto…sviluppo
Decreto Sviluppo e Testo Unico per l’Apprendistato. Due enormi spot elettorali a favore delle
imprese
1) Nel primo si proibisce la persecuzione degli ispettori e della guardia di Finanzia
nei confronti delle imprese e anzi si prospettano sanzioni per quei funzionari che ‘eccedono nel
loro ruolo’ e più i ‘comportamenti saranno gravi più gravi saranno le relative sanzioni nessuna esclusa’
con buona pace della lotta all’evasione fiscale!
In un paese in cui gli unici a pagare le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, in cui
l’evasione supera i 120 miliardi l’anno di gettito, a pagare non saranno gli speculatori e gli
evasori di ogni specie, ma i lavoratori del fisco.
2) Una vera e propria manna ricevono i padroni del mattone. Per costruire basterà il
silenzio assenso che scatta nelle grandi città dopo 150 giorni dalla domanda.
3) le concessioni balneari cedono il passo al diritto di superficie per 90 anni, con sgravi fiscali
per i distretti turistico/alberghieri e con libertà di ampliamento degli stabilimenti, di costruire e deturpare
le coste e gli arenili, con porticcioli, attracchi per yacht, ecc.
4) Non poteva mancare neppure l’ennesima trovata per cercare di depotenziare i
referendum per l’acqua pubblica: l’istituzione dell’Agenzia di vigilanza sulle risorse idriche,
un’authority per l’acqua, con cui il governo cerca di affossare i due quesiti. L’ennesima farsa, come
scrive il Comitato referendario, dato che non è chiaro cosa potrà regolare questa autorità visto che il
decreto Ronchi, oggetto del referendum, stabilisce che le società a capitale pubblico debbono cedere il
40% delle azioni entro il 31 dicembre di quest’anno ai privati che sempre per legge avranno il 7% di
profitti garantiti e che le gare d’appalto garantiranno a chi vince il monopolio sulla gestione del servizio
idrico per un lungo periodo.
Tutto ciò naturalmente verrà meno, come ci auguriamo, in caso di vittoria di Sì ai referendum il 12 e 13
Giugno prossimo.
5) Lo spottone poi trova il suo clou nell’annunciato piano triennale di assunzione
di precari della scuola; si parla di 67 mila precari tra insegnanti ed ATA, ma all’articolo nove del
Decreto Sviluppo non c’è traccia di numeri né di tempi certi, si rinvia ad un decreto del MIUR di
concerto con il Ministro dell’Economia e della P.A.
I numeri non vengono fuori perché non è chiaro quanti posti si renderanno vacanti nei prossimi tre
anni, visto l’aumento a 65 anni dell’età pensionabile anche per le insegnanti, in una categoria dove
l’80% è rappresentato dalle donne. Giova ricordare che i precari della scuola ammontano a 250.000 e
che i tagli effettuati dalla Gelmini nei due anni trascorsi assommano a 113.000.
Ma la giornata di ieri ha visto anche il via libera al Testo Unico dell’Apprendistato presentato da Sacconi al
Consiglio dei Ministri. Dopo il Patto sull’Apprendistato, firmato lo scorso Ottobre con CGIL CISL UIL, con cui già
si concedeva al padronato di fatto il Contratto di Primo Impiego, il governo ha varato l’ennesima penalizzante
normativa che a suo dire dovrebbe aprire le porte all’occupazione giovanile. Si abbassa l’età minima per il
lavoro da 16 a 15 anni; potranno essere assunti in tutte i settori di attività i giovani che abbiano compiuto 15
anni e che potranno assolvere all’obbligo scolastico con un anno di lavoro. L’apprendistato potrà durare 3 anni
per questi giovanissimi e fino a sei anni per chi ha tra i 17 e i 29 anni; viene spacciato come un contratto di
lavoro a tempo indeterminato, ma in realtà alla fine di questo periodo si potrà essere licenziati senza troppe
giustificazioni.
L’apprendistato varrà anche per attività di ricerca e di alta formazione, o per il conseguimento del diploma di
scuola media superiore o universitario. Come dire forza lavoro specializzata a basso costo per le imprese.
Il Testo prevede l’apprendistato anche per la Pubblica Amministrazione e per l’assunzione di lavoratori in
mobilità ai fini di una loro qualificazione!Non va dimenticato che in forza del Decreto Legislativo 276/2003
applicativo della cosiddetta Legge Biagi, l’inquadramento degli apprendisti può essere di due livelli inferiore
all’inquadramento previsto per lavoratori normalmente assunti che svolgano le stesse mansioni e che molti
contratti prevedono che solo alla fine del periodo di apprendistato si possa arrivare allo stesso inquadramento.
In sostanza si tratta veramente di un altro bel regalo alle imprese, che potranno contare su migliaia di
lavoratori precari a basso costo, visto che la stessa ISFOL definisce la formazione nelle imprese alla
stregua di una cosmesi che solo nel 20% dei casi viene attuata una qualche sorta di formazione.
Un esercito di giovanissimi, giovani e meno giovani che potranno essere licenziati alla fine del contatto
sulla base di un giudizio del datore di lavoro e per questo soggetti a ricatti e sfruttamento.
USB Unione Sindacale di Base – Confederazione Nazionale Roma, viale Castro Pretorio 116 – Tel:
06.59640004 – Fax: 06.54070448 – usb@usb.it
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12 marzo, Costituzione italiana esiste ancora

Siamo studenti e studentesse che vivono in un paese in cui le regole democratiche vengono continuamente messe in discussione proprio da chi invece dovrebbe difenderle.
Abbiamo difficoltà a riconoscere l’Italia che ogni giorno viene narrata dai tg come qualcosa che ci appartiene, sentiamo forte il peso di un Paese che non ci considera soggetti attivi e pensanti, che si prende beffa del nostro profondo disagio e della nostra condizione di precarietà.
Siamo studenti e studentesse che credono però che esista un paese migliore, che l’Italia non sia fatta soltanto da politici corrotti, imprenditori senza scrupoli, mafia e favoritismi. Ogni giorno ci impegniamo per cambiare questo Paese, partendo dalle scuole, dalle università e dai luoghi della formazione ed è per questo che per noi 150 anni di unità non sono una questione da poter liquidare con dibattiti sterili, sulla chiusura o apertura delle scuole e dei luoghi di lavoro il 17 marzo, su populiste questioni sulle differenze economiche e culturali tra Nord e Sud. Crediamo che 150 anni di unità vogliano dire 150 anni di diritti e di democrazia. Siamo quegli studenti che leggono, discutono e conoscono la Costituzione Italiana, che si emozionano quando sentono parlare i padri costituenti e i partigiani che hanno liberato e costruito un paese democratico.
Gli stessi studenti che rabbrividiscono quando la Costituzione viene vista dai partiti e dalle forze politiche come qualcosa da osannare o calpestare a seconda dello schieramento. Crediamo che la Costituzione sia ciò che dovrebbe garantire le nostre libertà, i nostri diritti, la nostra democrazia. (…)
Questa mattina, in occasione della giornata nazionale a difesa della costituzione, abbiamo distribuito nelle scuole di Fano e Urbino un migliaio di segnalibri con gli articoli della Costituzione che non vengono rispettati e oggi pomeriggio scenderemo in Piazza a Pesaro a sostegno della “marcia per la costituzione” promossa dal Collettivo Spazio Bianco. Vogliamo un’Italia che recuperi i valori della sua Costituzione, vogliamo che il nostro Paese riscopra i principi su cui è rinato che per noi studenti sono attuali più che mai.
Rete degli Studenti Medi Coordinamento provinciale di Pesaro Urbino
circoloallendefano@gmail.com
nella foto il presidio al Campus Falcone-Borsellino di Fano
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Mercoledì 9 febbraio: di nuovo un attacco ad Eluana Englaro

Si dice: non cè più rispetto neanche per i morti, ma la dimostrazione più scioccante di questo non viene solo dal caso “Mike” ma anche da strategie più raffinate. Il 9 febbraio è stato decretato da questo Governo “Giornata nazionale della vita vegetativa”, in omaggio alle intenzioni dei cattolici integralisti di attaccare chi in Italia di batte affinché sia possibile evitare lo stazionamento dei corpi in condizioni di vita mantenuta artificialmente, una volta degenerate le funzioni cerebrali. Si chiama Dichiarazione Anticipata di Trattamento sanitario (Dat) quella che è stata proposta come semplice autocertificazione che rende possibile ai medici, ed anche ai parenti, come si intende morire una volta che le capacità senzienti fossero irrecuperabili o fortemente compromesse. Contro questo gesto di libertà e dignità una parte del mondo cattolico, coadiuvata anche da quella destra che in Italia, visti gli avvenimenti, è molto bisognosa di rifarsi una reputazione, combatte con tutti i mezzi, anche quelli spregevoli. Il ministero della Salute, che ha indetto la Giornata, dichiara:
“Questa data ricorda a tutti noi l’anniversario della morte di Eluana Englaro, una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura.” Ora, definire “disabilità grave” la compromissione totale delle funzioni cerebrali ci pare un ardito eufemismo, ma si sa che viviamo in un Paese in cui nessuno ci impiega molto a farti credere che Cristo è morto dal freddo… ma dire che Eluana ha cessato di vivere per “decisione della magistratura” e non perché così era la sua volontà riferita dai familiari ci pare una vera carognata!
Sulle Dat si è discusso molto anche a Fano, con la presa di posizione dell’assessore Silvestri che ha deliberato l’apertura presso gli uffici comunali del Registro Dat, del quale però non si sa ora nulla.
Nel frattempo è sceso in campo il Pdl, nella persona del signor Montalbini del Circolo Nuova Fano, il quale facendo un bel calderone dichiara: “Come ho fatto notare nel mio intervento, stiamo assistendo all’affermarsi di una cultura radicale che come una forbice tenta di tagliare la vita nelle sue fasi più deboli e vulnerabili: l’inizio vita con le pratiche abortive ed il fine vita con il testamento biologico ed una latente volontà eutanasica.”, ma come? come si può paragonare l’aborto, che si svolge in una fase in cui IN NESSUN MODO le cellule abortite sono paragonabili ad una persona, se non nelle fantasie video-televisive del Movimento per la vita, con la fine della vita? E cosa c’entra l’eutanasia, che è un processo che si svolge quando il paziente stesso, cosciente, lo chiede?
Basta con questa retorica! Basta con le generalizzazioni! Basta con le sparate antiscientifiche di persone che, in questo Paese, sorreggono il teorema del “si fa ma non si dice”, così una volta con gli aborti fatti privatamente dai ginecologi cattolici, così ora con i malati terminali cui non si vuole accordare il DIRITTO di scegliere, se non con la raccomandazione ad un medico compiacente.
L’appello di FPCgil “Io non costringo, curo“.
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Il Capodanno sarà cinese… responsi e previsioni

a) l’Italia, dopo gli ultimi regali di Natale, si classifica come il Paese con il più alto tasso di smartphone pro-capite e contemporaneamente con il maggior numero di email su viagra e cialis.
b) Oggi il punto di riferimento informativo medio, il TG1, ha prodotto un servizio su come amplificare il merdoso sound mp3 degli iPhone PRIMA del classico e sempiterno servizio sui presepi. … la vendetta dei laici è amara.
c) da una ricerca effettuata sull’ultima annata di bacheche Facebook, scienziati comportamentisti hanno svelato: chi cita autori sconosciuti ai suoi amici, o conosciuti solo per dire, è un/una cafone/a.
d) un’altra ricerca ha cercato di paragonare FB a un oggetto di utilità comune, il risultato è stato “il cesso”, poiché la maggior parte delle cose che ci si buttano non viene guardata con attenzione da nessuno, feticisti e mamme coi bambini esclusi.
e) la Cina sarà ancora più vicina negli anni a venire: la Prc ha deciso infatti di replicare il Papato costruendo una Città del Vaticano nelle vicinanze di Pechino ed insediandovi un Papa (per ora Benedetto Secinesimo I) che attuerà la stessa politica del Papa romano ma con un occhio di riguardo per il partito unico. D’Alema e Berlusconi interessati all’esperimento.
f) Leghismo: decisa per i prossimi mesi, se la crisi economica dovesse peggiorare, la più severa austerità autarchica dai paladini del Do It Yourself, si mangerà Trota. La moltiplicazione dei padri e dei pesci garantirà cibo per tutti gli elettori padani.
g) Anarchici: dopo i recenti exploit di un fantomatico gruppo bombarolo sedicente anarchico (?!) che chiude cariche esplosive dentro videocassette e le spedisce a ignari impiegati abbiamo deciso, erano addirittura più rivoluzionari i Blues Brothers.
h) Diritto alla salute: nuova trovata dell’assessore marchigiano alla Sanità Almerino Mezzolani il quale, dopo aver fatto saltare “temporaneamente” e per “rodaggio” tutto il sistema di prenotazioni Cup di una intera regione ha deciso che il “diritto alla salute” va garantito attivamente. Perciò da oggi i marchigiani dovranno dichiarare il quantitativo di Ciauscolo e di Vino di visciole ingeriti. Dichiarateli sul portale www.bbregiso.regione.marche.it
i) Aereoporto di Fano, titolano le civette dei quotidiani locali “apprendisti piloti volo subsonico si eserciteranno a Fano”, il sindaco ha garantito una distribuzione di Corna rosse in simil corallo agli abitanti del quartiere interessato.
l) Nestlè ha firmato un altro contratto, oltre a quello per Baci e Banane multinazionali al Carnevale di Fano: provvederà ad aprire uno stabilimento di lavorazione della cioccolata nei pressi di Bellocchi. In produzione il prossimo Sindaco tutto in cioccolato belga, sempre a un euro al chilo, in omaggio alle richieste di abbassamento dei costi della politica.
m) Dolce e Gabbana, delusi, speravano di poter vestire loro il candidato, e già si parlava di canottiere stile gangsta.
n) il capodanno 2011 sarà comunque cinese, poiché nell’anno a venire si rivelerà con ancora più forza ciò che già abili fumettisti avevano predetto: non funzionerà più un accidente, la maggior parte dei congegni meccanici ed elettronici si rompono ancor prima di essere spacchettati, ormai più che di regali sotto l’albero si potrà parlare di regali sotto garanzia.
Buon 2011! Rimarchevole.
Un Natale grigio grigio…

… e così sta arrivando il Natale. Chissà stavolta quale partito politico o sua emanazione (Circolo, club, associazioni dai nomi fantasiosi) rivendicherà la tutela del vero significato (“tradizionale” s’intende) del Natale, sfoderando pantaloni mimetici bordati di pelliccia e abeti di Karinzia. Nel frattempo qui in Provincia tutto tace, come già coperto da uno spesso strato di grigiastra neve di città.
Tace l’assessore alla cultura del comune di Fano, Mancinelli, forse ben contento che, invece di picconare lui (ed il suo grigiore), il sindaco abbia, da vero Capo, dato la spallata finale alla Fondazione Teatro della Fortuna, rea di aver vissuto per anni grazie all’entusiastico sacrifico personale del sovrintendente, Simone Brunetti, colpevole di aver portato a Fano per due soldi spettacolo magnifici e personalità di prim’ordine… sacrificando la sua carriera artistica (e la sua serenità, vista la pochezza dei “mecenati” locali) in nome dell’amore per il Teatro.
Tace mentre dovrebbe dire alla cittadinanza, cosa ha intenzione di fare dopo che la sua “bella trovata” della tessera a pagamento per la biblioteca comunale è stata demolita da un coro di critiche.
Tace l’intera giunta comunale fanese la quale, dopo aver apprestato un incontro a porte chiuse (videoripresa ma senza contradittorio con un portavoce di pari spessore della campagna contro la Nestlè) con la portavoce della Nestlè per giustificare la reintroduzione del contratto con questa multinazionale per il lancio di dolciumi al Carnevale, contenta delle spiegazioni ricevute, non risponde alle critiche.
Tace il presidente della Provincia Ricci il quale, contento di essersi autopromosso a Bob Kennedy locale coi suoi discorsi sulla felicità pesarese, si prepara alla promozione estiva di se stesso, sperando che nel frattempo i buoni Marcegaglia and company non giochino qualche altro brutto tiro ai lavoratori della provincia pesarese, coi loro 10,7 milioni di ore di cassa integrazione in più.
Tace l’UdC locale, che certo non può spiegarci perché la Regione ha regalato in tre anni ben un milione350 mila euro agli oratori parrocchiali mentre il diritto allo studio va allo sfascio e i centri d’aggregazione giovanile chiudono.
E’ silenzio in casa Mezzolani, si vede che dopo il flop del Centro unico di prenotazione marchigiano, il cui appalto è stato vinto da una cooperativa da sempre in quota Pd, il suo “diritto alla salute” non è diventato neppure il “diritto alla linea telefonica”.
Tacciono glu utopisti dell’ospedale-fabbrica, il famoso ma ora improvvisamente sparito dalle cronache, “ospedale unico Fano-Pesaro”, che avrebbe raccolto una quantità chimerica di milioni di euro per garantirci il diritto a stare male e essere curati (si suppone) in un punto “zero” equidistante da tutti i luoghi delle città e perciò lontanto da tutti.
Non vola una mosca ancora dalle Curie locali che, sappiamo bene, dopo che il Governo ha cancellato il 5 x mille alle associazioni di volontariato, saranno ben contente di cullarsi, oltre al loro miliardo di euro Irpef anche i fantastici altri contributi che il Cavaliere, ora innamorato del’UdC, starà certo promettendo, chissà, magari anche qualche chiesa ad Antigua. E sicuramente, per Natale, un bel sermone atto a redimerci dal consumismo sfrenato.
I Fuochi della Madonna… senza i fumi della retorica

I “fuochi della Venuta”… senza i fumi della retorica.
di Francesca Palazzi Arduini.
Sul comunicato del circolo Nuova Italia Fano che annuncia l’accensione del fuoco da parte di G. D’Anna (Pdl).
Isthar, Iside, Demetra, Artemide, Cibele, Core, Diana, questi erano i nomi della divinità femminile, regolatrice della fertilità della terra, che veniva salutata o la sera dell’8 o quella del 9 dicembre in tante civiltà pre-cristiane prive ancora del nostro calendario.
Con la definizione in Italia del cattolicesimo, la tradizione di accendere fuochi, già conosciuti nelle campagne come “Faoni” o “Faugni”, viene recuperata come “Fuochi della venuta”, celebrativi del passaggio della Casa di Nazareth dal territorio minacciato della Palestina, teatro di sanguinose guerre di religione e del colonialismo Crociato, verso Loreto.
I fuochi, ridenominati volgarmente nel 14esimo secolo “Fuochi della Madonna” sono quindi la versione “cattolicizzata” dei fuochi pagani di saluto alla fertile terra che proprio nei primi giorni di dicembre vede le prime gelate; il silenzioso letargo dell’inverno veniva così salutato con l’augurio del ritorno del caldo e la speranza di raccolti abbondanti espressa nel momento della preparazione finale dei terreni.
Fa senso che su questa tradizione si esprima ora il tentativo demagogico di formazioni politiche di destra, alla ricerca di una propria identità, che vogliono vedere dei fuochi solo il lato tradizionalista cattolico.
Ancora più senso fa vedere Giancarlo d’Anna, del Pdl, ed un sacerdote, accendere e benedire il loro Fuoco impregnato di ideologia:
due uomini che si eleggono celebratori di una tradizione in realtà da tempo immemore espressione di spontaneità popolare e della cultura contadina di ogni Paese, sfuggente a interpretazioni troppo rigide, come del resto il Natale.
E lo fanno in un contesto ex-rurale italiano dove proprio la politica Pidiellina sta cementificando anche gli ultimi spazi di campagna ai margini della città, gli “orti”.
La tradizione dei fuochi, che spontaneamente vedeva noi donne quali protagoniste, è stravolta.
Il culto della Madonna Nera di Loreto ne è un esempio: anche qui è scesa la scure ideologica che vuole manipolare e separare le tradizioni popolari l’una dall’altra stendendovi sopra il velo dogmatico cattolico.
La Chiesa ha sempre infatti affermato che il volto della Madonna di Loreto sarebbe nero perché “affumicato dalle candele dei devoti”, in realtà la Madonna è nera perché simbolo della Dea madre, nera di pelle per una questione non solo simbolica (il nero come colore dell’infinito generatore) ma anche storica. Altroché candele!
Del resto in una Paese come l’Italia, con un presidente del consiglio che dice che Obama è “abbronzato” e con politici come lo stesso d’Anna, che hanno spesso fatto della battaglia contro la presenza di una sparuta e povera minoranza Rom il loro armamento caricato a salve di pregiudizi e non certo “cristiane”… non c’è da stupirsi che anche i fuochi del 9 dicembre diventino triste occasione retorica.
Un’occasione che, a detta degli autorganizzatori autoproclamatisi custodi della “tradizione” si chiude a salsiccia e vino … quando in alcune culture contadine del mezzogiorno proprio in questa occasione si mangiava durante il giorno solo pane… forse erano senza la tessera di Silvio.
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Perugina-Nestlè a Fano: il comunicato di Mondo solidale
(ovvero quando il “boicottaggio” che la maggioranza al governo della città vorrebbe stigmatizzare è in realtà un invito al consumo critico e responsabile… ti invitiamo a leggere anche i post recenti. Rimarchevole.)
Interveniamo solo ora nel dibattito nato dalla vicenda Carnevale di Fano-Nestlè, e ci troviamo quasi costretti a farlo, perché il Commercio Equo e Solidale è stato in questi giorni citato, a volte in maniera appropriata e a volte in maniera inopportuna. Visto, quindi, il rischio di essere male interpretati, abbiamo deciso di puntualizzare alcune cose che ci stanno a cuore.
Non si tratta di una contrapposizione Commercio Equo – Nestlè, né tantomeno di una battaglia commerciale. Pensare ad una battaglia commerciale tra queste due realtà fa anche sorridere, sarebbe come se la formica volesse prendere a pugni l’elefante, e non sarebbe comunque nel nostro stile.
D’altro canto non possiamo negare che, seppur passati diversi anni da quella decisione del consiglio comunale fanese – decisione di “boicottare” Nestlè – la situazione non è cambiata di molto: Nestlè continua ad essere oggetto di severe critiche da più parti e con documentazioni difficilmente contestabili.
Si parte dalla più nota vicenda delle violazioni legate al “Codice internazionale per la promozione dei sostituti del latte” dell’OMS, si arriva alle filiere del caffè o del cacao e al metodo Nestlè che prevede “lotta dura” alle iniziative sindacali e condizioni di lavoro inumane, approccio commerciale duro sino alla scorrettezza e all’attenzione ambientale inesistente.
Si potrebbe ripartire dalla presenza al fianco di regimi oppressivi in varie parti del mondo, e passando per le sue politiche commerciali, che l’hanno vista anche in Italia incorrere più volte nelle sanzioni dell’Antitrust, arrivare alla sua attività di lobby, anche nei paesi industrializzati, per fare in modo che le leggi si ricordino delle sue “esigenze”.
Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti, e questo, a nostro modo di vedere, non può essere cancellato in nome di nulla, siamo anche noi felici che il nostro carnevale sia “bello da vedere” e “buono da gustare”, vorremmo solo che fosse anche “giusto da vivere”.
La Cooperativa Mondo Solidale si occupa dal 1993 di Commercio Equo e Solidale, e lo fa vendendo prodotti, ma soprattutto promuovendo i criteri e i principi di un commercio davvero più giusto e a misura di uomo.
In questa fase ribadiamo, quindi, che non saremmo comunque interessati ad effettuare forniture di nessun tipo, confermiamo invece la disponibilità ad una “consulenza tecnica” nel caso il buon senso portasse a ricercare strade diverse da quelle ipotizzate.
Così come, tenendo fede al nostro impegno principale, cercheremo nei prossimi mesi di organizzare momenti informativi e formativi pubblici e far conoscere ancora meglio il commercio equo ed in particolare le filiere del cacao e dei loro protagonisti. Insomma, siamo tutti liberi di scegliere ma almeno facciamolo con consapevolezza.
Il presidente
Massimo Mogiatti
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Saltara Thriller: educazione scolastica e mummie

Saltara, gli alunni delle scuole vengono portati a visitare “il corpo di papa Celestino V”, curiosità storica e scientifica nel paese che ospita il Museo della scienza? elementi di papadermia? certo, però la visita scolastica (scuole statali, s’intende), funzioni religiose comprese, assume un sapore inquietante nell’anno in cui la questura di Roma vieta ai laici romani la presenza di fronte a Porta Pia il 20 settembre, per far spazio invece a Militia Christi, e in cui mancano gli insegnanti nelle scuole pubbliche tanto che a Fano i bambini in una scuola vengono fatti uscire due ore prima, nell’anno in cui a Pesaro si sancisce definitivamente, con a paventata ‘alleanza comunale con la scuola privata cattolica “La nuova scuola” per una donazione da un milione di euro, la dipendenza dal potere temporale dei religiosi.
” 18/09/10 Saltara (Pesaro Urbino)- Con le lodi mattutine e con la visita al corpo di papa Celestino V dei ragazzi delle scuole di Saltara, guidata dallo storico, Filippo Pece, si è aperto, venerdì 17 settembre, l’ ultimo giorno della Settimana Giubilare Celestiniana. Nel pomeriggio i fedeli hanno continuato a rendere omaggio alle sacre spoglie nella chiesa a lui intitolata.
La messa di commiato, alla presenza ancora una volta di una grande folla è stata officiata dal vescovo di Fano Armando Trasarti, che nella sua omelia ha parlato di autorità, nel senso dell’ autorevolezza che si ottiene con l’umiltà e la semplicità, ma soprattutto con l’amore, tutti aspetti che San Celestino ha testimoniato fino alla morte, anche sacrificandosi all’ accettazione dell’ inaspettata elezione papale, pur nella consapevolezza della sua probabile inadeguatezza, essendo monaco eremita e non uomo di curia.Al termine della messa la solenne benedizione, l’ ultimo omaggio dei presenti al corpo di San Pietro Celestino e la sottoscrizione del documento di riconsegna dell’urna da parte del vescovo di Fano e del parroco di Saltara, al canonico della cattedrale de “L’Aquila”.Infine il trasferimento del corpo del Santo sull’ automezzo bianco che 7 giorni or sono lo aveva accompagnato a Saltara.Alle 22, al suono festante delle campane, con la folla che davanti la chiesa attribuisce l’ ultimo saluto al grande personaggio la cui conoscenza e devozione in questa settimana ha avuto occasione di essere enormemente accresciuta, scortato dalle forze dell’ ordine, papa Celestino sul carro bianco ha lasciato Saltara.” (comunicato stampa curiale).
Sassonia sud: chi sono gli abusivi?

Anche quest’anno diversi articoli di quotidiani locali sottolineano le campagne di “lotta all’abusivismo” dei venditori extracomunitari, ma leggendo le parole di chi vive la spiaggia libera salta all’occhio che gli “abusivismi” e lo scandalo per il degrado non sono tutti uguali…
In un articolo de Il Messaggero del 15 agosto gli assessori fanesi Paolini e Lomartire rispondono alle domande ed alle critiche rivoltegli rispetto alla situazione di degrado in spiaggia libera (assenza di un servizio di bagno pubblico perché quello “comunale” sta al perimetro del “parcheggio camper”, parcheggio che sembra essere diventato un vero e proprio camping con camper che vi stazionano per settimane senza servizi adeguati, degrado urbanistico…, acque grigie in mare ogni volta che piove…) dicendo che per i camper non è possibile controllare il periodo di stazionamento…
ma come? non è questa Giunta quella dal pugno di ferro contro i “nomadi” a causa del degrado?
scoperta! gli abusivi non sono tutti uguali!
Giardini, confini e fagioli magici nella grigia città.
(Un omaggio scritto in stile Libro Cuore ai fautori del Guerilla Gardening, segnalato anche a Fano ma spesso vittima di un “romanticismo di riporto” di chi vi assiste che cela la cattiva coscienza. L’immagine del Foro Boario, oggi trafficato parcheggio di auto, è tratta dall’archivio del sito La valle del Metauro)

Passando lungo ogni strada, da quelle più riservate e strette ai trafficati raccordi, non c’è casa che non mostri nei suoi spazi esterni la sua cornice di verde. Può essere angusta, e polverosa, riservata a striminzite e secche falde di cactus, oppure, egualmente, riservarsi a palle di spine che sembrano essere state poste a guardia su finestre troppo esposte al condominio. Oppure può essere pazza, singolare teoria di verdi esotici e misti, dagli alberelli contorti che ricordano pagode alle siepi scure che si staccano con incredibili fioriture di piume rosse. Altri, più pratici, hanno deciso di avere ulivi di fronte a casa, alcuni, ignobili e spropositati, enormi tronchi contorti che nel viaggio dalla loro terra al marciapiede avranno subito troppe potature, al mite ulivello, sorretto da opportuna spalliera, che cresce speranzoso accanto al portone, fornendo già il primo secchiello di olive che poi, nere e guarnite di scorza d’arancio, faranno bella nostra nei vasetti esposti al fresco autunnale sulla finestra. Lo spazio spesso è poco, e proprio dove è poco assistiamo alle fantasie più audaci ed agli accostamenti più raffinati, rivelanti come l’Arcimboldo manie e sogni degli abitanti.
I pochi fortunati possessori di grandi giardini e di parchi hanno gioco facile, generazioni di giardinieri a disposizione, oppure architetti che suggeriscono mute e signorili oasi di betulle, altri, meno altolocati, ricorrono alle disposizioni industriali dei supermarket del verde, e piantano anche tutto ciò che, secondo le ricorrenze e le stagioni, gli capita in casa,giungendo a far conoscere tra loro piante di ogni origine in un multietnico universo verde; osceni cestelli di piantine carnivore pendono dai terrazzini e lungo i vialetti. Anche le piante viaggiano, lavorano, sono consumate.
La pazienza di un signore che ha creato per sé, in pieno centro, come veranda una spalliera di actinidie dalle larghe foglie esotiche. La meticolosa signora che, giorno dopo giorno, non solo spazza la strada pubblica di fronte a casa, ma colleziona una fila di gerani di tanti colori da distrarre ogni passante-farfalla. L’occhio si perde, si riposa,su questi cuscini colorati a volte esposti sfacciatamente, efficienti con la loro irrigazione e concimazione, altre celati in minuscoli giardini che si nascondono agli occhi stranieri. “Hortus conclusus”, sono questi i fazzoletti verdi più difficili da scorgere, da noi trascinati dal traffico, sono esperimenti personali di estetica e vitalità fatti come esercizio e rito da chi non potrebbe rinunciare al verde, al vedere crescere, al veder rinsecchire e cambiare con le stagioni, alla soddisfazione di vedere le sue creazioni cambiare. E’ il giardino fintamente incolto quello più bello, che riserva ogni genere di sorpresa, a volte il capo di una piccola tartaruga di terra che all’improvviso fa capolino da una selva di edere, o fontane di erba che, da un prato orgoglioso e leopardato dall’estate, si alzano rigogliose coi loro pennacchi.
E’ così che il verde cittadino viene coltivato in proprio, e sopperisce al verde pubblico arido e proporzionalmente inesistente. Mentre i grandi alberi spariscono dai viali pubblici ed i parchi e giardini comunali sono decimati, mentre i kaki su via Garibaldi sono solo un fantastico ricordo, e le grandi pioppe di viale Battisti ,con le loro nevicate di soffici semi, sono state sostituite da cùltivar che producono solo secche obbedienti palline color vomito, un esercito di ulivi e magnolie guarda fiducioso il confine e spera nuovi orizzonti.
Qualche mano pietosa, intanto, fa uscire alla chetichella le berberis e le primule dai loro nascondigli e le sistema negli spartitraffico. Riecheggia il sogno selvaggio dei Pitura Freska che vive in tutte le province: la città “sarìa più sana, coltivata a pomodori e marijuana”.
L’invocazione di Patrizia Cavalli “Perdo il respiro,/ Dio, fatti valere, distruggi i giardinetti/ curati e fioritissimi. Vieni, foresta!” Pare dedicata solo a coloro per i quali l’erba del vicino è sempre più verde, ma, diciamolo, sono pochi ormai quelli che vogliono far crescere il verde solo nei loro limiti: la fame di fogliame è evidente, la sete di colori, la rabbiosa ostinazione della massaia e del suo finocchio strabordante, la pignola dedizione dell’impiegato pensionato, diventato orticultore al chiuso dei miseri recinti concessi dalle amministrazioni… Il verde impolverato scalpita. Il ciglio del canale, disboscato dai canneti e dagli orti cresciuti selvaggi da omini indomiti, si ribellerà, zappatori e piantatori folli usciranno allo scoperto, alla conquista di nuovi territori, requisendo pianure instoppite e sottraendo cigli all’asfalto. E’ il momento dei fagioli magici. Chi li ha li semini!
Francesca Palazzi Arduini
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Accenti diversi, il programma:

ACCENTI DIVERSI
1° Rassegna letteraria interculturale
della Città di Fano
nell’ambito del progetto “Io racconto, tu racconti…noi ascoltiamo”
Domenica 4 Luglio, ore 21 – “Terrazza” Lungo Mare Sassonia
Hu Lanbo, La strada per Roma LaCa Editore, 2009 (la presentazione si svolgerà all’interno di uno spettacolo teatrale cinese)
La storia della propria vita – la partenza dalla Cina e l’arrivo in Francia e poi in Italia – e la ricerca di un legame tra diverse culture.
Hu Lanbo è nata ad Harbin, nel nord della Cina. Ha studiato a Parigi e nel 1989 si è trasferita a Roma sposando un italiano. Corrispondente per il China Fascio Weekly di Pechino e direttrice del rotocalco cinese La nuova Cina, nel 2001 crea a Roma il mensile bilingue italo-cinese Cina in Italia, con l’obiettivo di favorire la reciproca conoscenza delle due culture e l’integrazione tra i due popoli.
Venerdì 9 Luglio, ore 18,30 – Spiaggia dei Talenti- Arzilla
Rodolfo Tonelli, I percorsi della memoria Tipografia Stibu
a seguire APERITIVO
Episodica rassegna di fatti e di esperienze caratterizzata da ricchezza di sentimenti e di idee, calde intuizioni, oggettive analisi. Un immersione nel passato, con felici arguzie che danno vita a un vivace patchwork di racconti che animano gli ambienti della Provincia di Pesaro.
Rodolfo Tonelli è nato e vive ad Orciano, è stato maestro, professore e preside, pubblicando racconti ed articoli di natura narrativo-pedagogica su riviste di ambito locale e nazionale.
Giovedì 15 Luglio, ore 21 – “Terrazza” Lungo Mare Sassonia
Tahar Lamri, I sessanta nomi dell’amore Fara Editore, 2006 (la presentazione si svolgerà all’interno di uno spettacolo teatrale algerino)
Un volume che raccoglie i tanti scritti di Lamri collegati tra loro dal filo conduttore di uno scambio di mail tra due scrittori, un autore straniero e una narratrice italiana, tra i quali il rapporto di scambio, ben presto, passa dal piano più professionale a quello personale.
Tahar Lamri si è trasferito in Italia dopo aver vissuto in Francia e in molti altri paesi europei. Ha lasciato l’Algeria nel 1979 iniziando un periodo di viaggi e lavorando come traduttore e interprete. Oggi vive a Ravenna e partecipa a numerosi incontri, seminari, conferenze e attività culturali riguardanti la letteratura straniera e la letteratura d’immigrazione.
Sabato 17 Luglio, ore 18,30 – Spiaggia dei Talenti, Arzilla
Giusi Marchetta, Napoli ore 11 Terre di mezzo Editore, 2010
a seguire APERITIVO
Dalle lussuose case al Vomero con vista sul Vesuvio ai bassi Quartieri spagnoli, storie di piccole guerre quotidiane, di verità taciute, di parenti in galera e nessun futuro davanti: una raccolta di racconti che scavano nel ventre di Napoli
Giusi Marchetta, classe 1982, casertana, dopo aver vissuto e lavorato a Napoli è di recente approdata a Torino. Finalista al Premio Campiello Giovani e al Premio Loria, nel 2007 ha vinto il Premio Calvino con Dai un bacio a chi vuoi tu
Domenica 18 Luglio, ore 21 – “Terrazza” Lungo Mare Sassonia
Pap Khouma, Nonno Dio e gli spiriti danzanti Baldini Castoldi Dalai, 2005
Un giovane uomo torna nella sua Africa a Taagh dopo sette anni di assenza. Ritrova una moglie dimenticata, un figlio mai conosciuto, una madre amatissima, i ricordi dell’infanzia. Ma anche un mondo di cui non conosce più i meccanismi.
Pap Khouma, di origine senegalese, vive a Milano, dove si è sempre occupato di cultura e di letteratura svolgendo interventi nelle scuole, corsi di formazione per insegnanti e conferenze in Italia e all’estero
Domenica 25 Luglio, ore 18,30 – Spiaggia dei Talenti, Arzilla
Marina Sorina, Voglio un marito italiano Edizioni il Punto d’incontro, 2006
a seguire APERITIVO
Non è un manuale su come sposare un uomo italiano. Al contrario, è un romanzo contro gli stereotipi: raccontando la storia di un amore, si sfata il luogo comune delle donne dell’Est scaltre e spregiudicate, pronte a tutto pur di accaparrarsi un marito italiano, prendere la cittadinanza e poi fare i propri comodi.
Marina Sorina è nata nel 1973 a Charkov, in Ucraina. Ha studiato a Charkov e a Gerusalemme. Vive in Italia dal 1995 e in questi anni ha pubblicato articoli e racconti su varie riviste letterarie
Giovedì 29 Luglio, ore 18,30 – Club Anziani Lungo Mare Sassonia
Hamid Barole Abdu, Il volo di Mohammed LibertàEdizioni, 2010
a seguire APERITIVO
Un libro fatto di poesie.
Hamid Barole Abdu è nato ad Asmara e dal 1974 vive in Italia. Mai stato un clandestino, mai stato un burattino, mai stato badante o colf, mai stato scimmia verde. Eppure è così che spesso si sente e di questo scrive.
Domenica 1 Agosto, ore 18,30 – Spiaggia dei Talenti, Arzilla
Asmae Dachan, Dal Quaderno Blu LibertàEdizioni, 2009
a seguire APERITIVO
La storia avvincente di tre donne che sembrano non avere niente in comune, mentre progressivamente capiscono che le loro vite sono strettamente collegate.
Asmae Dachan è nata in una città di Levante, Ancona, ma le sue origini si perdono ancora più a Est, nella millenaria città di Aleppo, in Siria. Essere figlia di due culture le ha permesso di ampliare i suoi orizzonti ed aprire il cuore alle diversità
Martedì 3 Agosto, ore 21 – “Terrazza” Lungo Mare Sassonia
Maurizio Maggiani, Meccanica celeste Feltrinelli, 2010
Il racconto di una storia, di tante storie, ambientate in un’area geografica compresa fra il mare della Versilia, il profilo aguzzo delle Alpi Apuane e la severa sequenza di cime e valloni dell’Appennino tosco-emiliano.
La vita di Maurizio Maggiani è stata abbastanza «movimentata», come lui stesso la definisce. In ordine sparso, ha fatto l’impiegato comunale, il maestro carcerario e di bambini ciechi, l’operatore cinematografico, il pubblicitario, il costruttore di pompe idrauliche. Poi si è scoperto scrittore di successo e, nel 2005, ha vinto il Premio Strega con Il Viaggiatore notturno.
Mercoledì 11 Agosto, ore 21 – “Terrazza” Lungo Mare Sassonia
Antonio De Signoribus, Favole e leggende delle Marche Newton Compton Editori, 2009
Un libro alla scoperta di un mondo misterioso e sommerso dove passato e presente si fondono fino a diventare una cosa sola: le otto sezioni (Astuzia e stupidità; Casi comici; Re, figli di re e dintorni; I patti; Casi difficili ed eroici; Gli aiutanti; Casi misteriosi; Tesori nascosti) danno vita a un corpus vivace in grado di testimoniare la profondità e l’esemplarità della narrativa popolare marchigiana.
Antonio De Signoribus è nato e vive a Cupra Marittima, nelle Marche. E’giornalista, scrittore e antropologo. E’studioso in special modo della fiaba popolare, anche in chiave psicanalitica e filosofica. Con risultati davvero interessanti.
Le presentazioni saranno accompagnate dalle chitarre di Alessandro Buccioletti e Gilberto Fattori e dal violino di Lolo Cuni e dallo djambè di Papy
Tavolo Cultura e Immigrazione del Csv
Ilirianet, l’Africa Chiama, Millevoci, Accademia dei Tenebrosi, Nuovo Mondo, Alternativa Libertaria, Associazione Cittadini Senegalesi, Banca del Gratuito, MIR, Amici del Quilombo, Centro Scuola Don Paolo Tonucci – Apito, Associazione Bohh Jeff Senegal ACLI provinciali, Caritas Diocesana – Sala della Pace, Laboratorio Città dei Bambini, CREMI, Ambito Territoriale Sociale VI di Fano
Con il patrocinio di
Provincia di Pesaro – Assessorato alla Cultura
Comune di Fano – Assessorato alla Cultura
Consulta delle Associazioni culturali di Fano
Con il contributo di
Centro Servizi Volontariato
Laboratorio Città dei Bambini
CREMI
Ambito Territoriale Sociale VI di Fano
Consulta delle Associazioni culturali di Fano
Libreria Zazie
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I Mondiali e l’Aids…

I mondiali di calcio stanno arrivando al loro clou, ma una notizia è passata inosservata, tra le vetrine di celebrità presenti alla manifestazione e la retorica sul paese, perfetto esempio di integrazione tra miseria e business: la diffusione dell’Hiv. Un esercito di prostitute si è riversato nelle località coinvolte dai Mondiali ma già qualche settimana fa il quotidiano inglese The Guardian dava notizia che la Fifa aveva vietato alle Ong impegnate in Sudafrica nel lavoro di prevenzione dell’Hiv, la distribuzione negli stadi e alle feste connesse di materiale informativo e profilattici:
vai su Femminismi per l’intero articolo.
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Chi ha incendiato il Pesce Azzurro?

Non è il titolo di un gastro-giallo, ma purtroppo una domanda da farsi. Stanotte hanno incendiato il Ristorante self service Il Pesce Azzurro, nato nel 1979 su iniziativa della Cooperativa Coomarpesca, e sviluppatosi sino ad avere nei mesi d’apertura una media di 900 pasti giornalieri.
La tanica di benzina lasciata in bella vista, l’intenzione palese di bruciare tutto, fa pensare che si tratti di una vendetta sviluppatasi all’interno di giri malavitosi, altro sospetto è che ci sia l’atto feroce di qualche concorrente… senza scrupoli (forse una pista sbagliata perché difficilmente un commerciante, pure se fuori di testa, non pensa alle possibili conseguenze anche economiche di un gesto simile). Ma non scordiamo anche che la cooperativa, coi suoi prezzi popolari e l’appartenenza all’area della sinistra fanese e a Legacoop, potrebbe essere stata presa di mira anche da personaggi ostili alla sua appartenenza politica. In attesa i sapere,
esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori del “il Pesce”. non mollate!
Rimarchevole





