rimarchevole…

meglio riassumere…

Archivio per precari scuola marche

Decreto…sviluppo

Decreto Sviluppo e Testo Unico per l’Apprendistato. Due enormi spot elettorali a favore delle
imprese
1) Nel primo si proibisce la persecuzione degli ispettori e della guardia di Finanzia
nei confronti delle imprese e anzi si prospettano sanzioni per quei funzionari che ‘eccedono nel
loro ruolo’ e più i ‘comportamenti saranno gravi più gravi saranno le relative sanzioni nessuna esclusa’
con buona pace della lotta all’evasione fiscale!
In un paese in cui gli unici a pagare le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, in cui
l’evasione supera i 120 miliardi l’anno di gettito, a pagare non saranno gli speculatori e gli
evasori di ogni specie, ma i lavoratori del fisco.
2) Una vera e propria manna ricevono i padroni del mattone. Per costruire basterà il
silenzio assenso che scatta nelle grandi città dopo 150 giorni dalla domanda.
3) le concessioni balneari cedono il passo al diritto di superficie per 90 anni, con sgravi fiscali
per i distretti turistico/alberghieri e con libertà di ampliamento degli stabilimenti, di costruire e deturpare
le coste e gli arenili, con porticcioli, attracchi per yacht, ecc.
4) Non poteva mancare neppure l’ennesima trovata per cercare di depotenziare i
referendum per l’acqua pubblica: l’istituzione dell’Agenzia di vigilanza sulle risorse idriche,
un’authority per l’acqua, con cui il governo cerca di affossare i due quesiti. L’ennesima farsa, come
scrive il Comitato referendario, dato che non è chiaro cosa potrà regolare questa autorità visto che il
decreto Ronchi, oggetto del referendum, stabilisce che le società a capitale pubblico debbono cedere il
40% delle azioni entro il 31 dicembre di quest’anno ai privati che sempre per legge avranno il 7% di
profitti garantiti e che le gare d’appalto garantiranno a chi vince il monopolio sulla gestione del servizio
idrico per un lungo periodo.
Tutto ciò naturalmente verrà meno, come ci auguriamo, in caso di vittoria di Sì ai referendum il 12 e 13
Giugno prossimo.
5) Lo spottone poi trova il suo clou nell’annunciato piano triennale di assunzione
di precari della scuola; si parla di 67 mila precari tra insegnanti ed ATA, ma all’articolo nove del
Decreto Sviluppo non c’è traccia di numeri né di tempi certi, si rinvia ad un decreto del MIUR di
concerto con il Ministro dell’Economia e della P.A.
I numeri non vengono fuori perché non è chiaro quanti posti si renderanno vacanti nei prossimi tre
anni, visto l’aumento a 65 anni dell’età pensionabile anche per le insegnanti, in una categoria dove
l’80% è rappresentato dalle donne. Giova ricordare che i precari della scuola ammontano a 250.000 e
che i tagli effettuati dalla Gelmini nei due anni trascorsi assommano a 113.000.

Ma la giornata di ieri ha visto anche il via libera al Testo Unico dell’Apprendistato presentato da Sacconi al
Consiglio dei Ministri. Dopo il Patto sull’Apprendistato, firmato lo scorso Ottobre con CGIL CISL UIL, con cui già
si concedeva al padronato di fatto il Contratto di Primo Impiego, il governo ha varato l’ennesima penalizzante
normativa che a suo dire dovrebbe aprire le porte all’occupazione giovanile. Si abbassa l’età minima per il
lavoro da 16 a 15 anni; potranno essere assunti in tutte i settori di attività i giovani che abbiano compiuto 15
anni e che potranno assolvere all’obbligo scolastico con un anno di lavoro. L’apprendistato potrà durare 3 anni
per questi giovanissimi e fino a sei anni per chi ha tra i 17 e i 29 anni; viene spacciato come un contratto di
lavoro a tempo indeterminato, ma in realtà alla fine di questo periodo si potrà essere licenziati senza troppe
giustificazioni.
L’apprendistato varrà anche per attività di ricerca e di alta formazione, o per il conseguimento del diploma di
scuola media superiore o universitario. Come dire forza lavoro specializzata a basso costo per le imprese.
Il Testo prevede l’apprendistato anche per la Pubblica Amministrazione e per l’assunzione di lavoratori in
mobilità ai fini di una loro qualificazione!Non va dimenticato che in forza del Decreto Legislativo 276/2003
applicativo della cosiddetta Legge Biagi, l’inquadramento degli apprendisti può essere di due livelli inferiore
all’inquadramento previsto per lavoratori normalmente assunti che svolgano le stesse mansioni e che molti
contratti prevedono che solo alla fine del periodo di apprendistato si possa arrivare allo stesso inquadramento.
In sostanza si tratta veramente di un altro bel regalo alle imprese, che potranno contare su migliaia di
lavoratori precari a basso costo, visto che la stessa ISFOL definisce la formazione nelle imprese alla
stregua di una cosmesi che solo nel 20% dei casi viene attuata una qualche sorta di formazione.
Un esercito di giovanissimi, giovani e meno giovani che potranno essere licenziati alla fine del contatto
sulla base di un giudizio del datore di lavoro e per questo soggetti a ricatti e sfruttamento.

USB Unione Sindacale di Base – Confederazione Nazionale Roma, viale Castro Pretorio 116 – Tel:
06.59640004 – Fax: 06.54070448 – usb@usb.it

12 marzo, Costituzione italiana esiste ancora


Siamo studenti e studentesse che vivono in un paese in cui le regole democratiche vengono continuamente messe in discussione proprio da chi invece dovrebbe difenderle.
Abbiamo difficoltà a riconoscere l’Italia che ogni giorno viene narrata dai tg come qualcosa che ci appartiene, sentiamo forte il peso di un Paese che non ci considera soggetti attivi e pensanti, che si prende beffa del nostro profondo disagio e della nostra condizione di precarietà.
Siamo studenti e studentesse che credono però che esista un paese migliore, che l’Italia non sia fatta soltanto da politici corrotti, imprenditori senza scrupoli, mafia e favoritismi. Ogni giorno ci impegniamo per cambiare questo Paese, partendo dalle scuole, dalle università e dai luoghi della formazione ed è per questo che per noi 150 anni di unità non sono una questione da poter liquidare con dibattiti sterili, sulla chiusura o apertura delle scuole e dei luoghi di lavoro il 17 marzo, su populiste questioni sulle differenze economiche e culturali tra Nord e Sud. Crediamo che 150 anni di unità vogliano dire 150 anni di diritti e di democrazia. Siamo quegli studenti che leggono, discutono e conoscono la Costituzione Italiana, che si emozionano quando sentono parlare i padri costituenti e i partigiani che hanno liberato e costruito un paese democratico.
Gli stessi studenti che rabbrividiscono quando la Costituzione viene vista dai partiti e dalle forze politiche come qualcosa da osannare o calpestare a seconda dello schieramento. Crediamo che la Costituzione sia ciò che dovrebbe garantire le nostre libertà, i nostri diritti, la nostra democrazia. (…)
Questa mattina, in occasione della giornata nazionale a difesa della costituzione, abbiamo distribuito nelle scuole di Fano e Urbino un migliaio di segnalibri con gli articoli della Costituzione che non vengono rispettati e oggi pomeriggio scenderemo in Piazza a Pesaro a sostegno della “marcia per la costituzione” promossa dal Collettivo Spazio Bianco. Vogliamo un’Italia che recuperi i valori della sua Costituzione, vogliamo che il nostro Paese riscopra i principi su cui è rinato che per noi studenti sono attuali più che mai.

Rete degli Studenti Medi Coordinamento provinciale di Pesaro Urbino
circoloallendefano@gmail.com

nella foto il presidio al Campus Falcone-Borsellino di Fano

L’assemblea permanente arriva a Fano


Arrivati! Accolti presso la sede di Alternativa libertaria con aperitivo e lasagne al forno, presente una delegazione di Unicobas, compagne e compagni che hanno poi accompagnato la intrepida carovana a piedi verso il meritato riposo notturno…

Si è parlato di condizione dell’università, di Urbino, di musica, di orgoglio del camminatore, di politica locale, di occupazione. Un aperitivo interessante e vivace, tanti auguri di buona marcia all’Assemblea.


news: la carovana degli studenti in marcia, a piedi, verso Ancona, fa tappa oggi, sabato 13 novembre a Fano, alle 17.30, presso la sede di Alternativa libertaria in via da Serravalle 16 per un aperitivo e buffet solidale, la domenica mattina, sempre a Fano, alle 9.30 incontro in piazza XX settembre con la rete dei precari dela scuola e quella degli studenti medi, poi proseguimento del cammino di protesta.

Nella sola Urbino a 751 studenti è stata “rubata” la borsa di studio (45% di borse di studio in meno!), molti di questi studenti non possono più  permettersi di continuare gli studi.
Già a partire da questi giorni, molti ragazzi e ragazze stanno rinunciando alle loro stanze nei collegi universitari, da oggi, per loro, ufficialmente a pagamento così come la mensa, tornando nelle rispettive città di provenienza.  Si tratta di studenti IDONEI (cioè che hanno tutti i requisiti per accedere al bando per le borse di studio) ma che per “mancanza di fondi”(o tagli indiscriminati!) non otterranno la borsa. Di questi 751 idonei ma non borsisti, 365 sono studenti che si sono iscritti al primo anno e che probabilmente ora dovranno decidere diversamente per il loro futuro.

 La Regione Marche, a cui spetta la gestione del diritto allo studio, tentenna dando la colpa solo al governo(anch’esso responsabile) e trattando il tema del diritto allo studio come una qualsiasi altra voce di bilancio, dimenticando che è il diritto delle nuove generazioni ad avere un futuro. Per questo andiamo ad Ancona con la convinzione di riprenderci le borse di studio che,a più livelli istituzionali, ci hanno sottratto.

 Proprio in preparazione alla manifestazione ad Ancona del 17 novembre a cui parteciperanno tutti gli studenti marchigiani, mondo della formazione ,sindacati, lavoratori e rappresentanti di vari partiti politici, gli studenti che costituiscono l’Assemblea Permanente di Urbino annunciano, alla stampa e all’opinione pubblica tutta, che :

Venerdì 12 novembre alle ore 11 ,una loro rappresentanza,  partirà A PIEDI alla volta di Ancona.

L’iniziativa che avrà titolo “ IL CAMMINO DEI DIRITTI (STUDENTI… SENZA MEZZI!)”vuole essere un atto estremo di sensibilizzazione su un tema, la dismissione e l’abolizione progressiva del diritto allo studio, che rischia di passare inosservato lasciando, di fatto, la possibilità di studiare solo a chi potrà permetterselo economicamente, relegando il paese alla più becera disuguaglianza sociale.

 La comitiva, che partirà da piazza della Repubblica di Urbino, si dirigerà in direzione di Pesaro per proseguire poi per Fano , Senigallia , Falconara e poi Ancona. Durante il percorso gli studenti incontreranno delegazioni e rappresentanti di varie realtà in crisi, sociale ed economica, che si trovano lunga la strada. Il percorso , anche abbastanza impegnativo con le attuali condizioni meteo, sarà distribuito in 5 giorni simboleggiando i 5 anni di studi (3+2) diventati negli ultimi anni un complicatissimo percorso ad ostacoli. Arriveremo fino ad Ancona per chiedere le nostre BORSE di studio , degli ALLOGGI universitari sicuri e vivibili, una effettiva PARTECIPAZIONE alle scelte decisionali dell’ Ente per il diritto allo studio regionale(ERSU). Per una formazione completamente pubblica e accessibile a tutte/i.  

 Per i dettagli del percorso, le tappe, gli incontri che avranno luogo lungo il CAMMINO DEI DIRITTI. (STUDENTI… SENZA MEZZI!) si rimanda alla conferenza stampa che avrà luogo VENERDI 12 alle ore 10, sempre in piazza della Repubblica ad Urbino, immediatamente prima della partenza.

Invitiamo, per quella data, tutti i giornali e le tv, locali e nazionali, a partecipare e a prendere atto della situazione di indigenza in cui versa la formazione in Italia.

 Le studentesse e gli studenti dell’Assemblea Permanente -Urbino

8 ottobre: per la scuola pubblica


Anche a Pesaro come in altre 90 città italiane oggi si è svolta una
manifestazione studentesca contro i tagli alla scuola pubblica. E’
stata la più grande manifestazione studentesca dell’era Gelmini con un
migliaio di studenti degli istituti superiori di Pesaro e Fano che
sono partiti dal Campus e hanno sfilato per il centro cittadino
scandendo slogan non ideologici, ma incentrati sui problemi concreti
che vengono acuiti dai provvedimenti del governo: le classi
sovraffollate, le strutture scolastiche fatiscenti, il taglio di
materie e di laboratori che impoverisce l’offerta formativa,
l’introduzione di corsi paramilitari e di simboli di partito nelle
scuole, l’emarginazione degli studenti in difficoltà.
In Piazza Lazzarini una trentina di docenti, precari e non, e alcuni
genitori hanno partecipato al banchetto organizzato dal Coordinamento
provinciale per la difesa dell’istruzione pubblica di Pesaro e Urbino
distribuendo ai passanti volantini e materiale informativo.
Lo sciopero della scuola per l’intera giornata, indetto da Unicobas e
Usi Ait contro il licenziamento di decine di migliaia di precari, ha
permesso ai docenti in sciopero di incontrare la manifestazione degli
studenti e di condividere un importante momento di mobilitazione.
Dopo la mossa “furba” della Gelmini la quale, con il rinvio di un anno
della “riforma” delle superiori, aveva diviso l’onda studentesca dai
comitati genitori-insegnanti per la difesa della scuola pubblica, oggi
i tre soggetti che protestano contro la politica dei tagli e dello
sfascio si sono finalmente rincontrati e iniziano un percorso comune
che continuerà fino al ritiro dei decreti sulla scuola da parte del
governo.

UNICOBAS scuola
Federazione Provinciale di Pesaro e Urbino

Il comunicato del coordinamento:
Il Coordinamento provinciale dei Comitati per la difesa dell’istruzione pubblica di Pesaro e Urbino è nato nel mese di lugliodell’anno 2010 e si propone di coordinare le attività dei tre comitati esistenti nel territorio provinciale per la difesa della scuola pubblica (Comitato genitori insegnanti per la difesa della scuola pubblica di Pesaro, Comitato genitori insegnanti per la difesa della scuola pubblica di Fano e Comitato genitori insegnanti per la difesa dell’Istruzione pubblica di Urbino), del Coordinamento Precari Scuola di Pesaro e Urbino  e di altri comitati che verranno a costituirsi per integrare le attività già esistenti. Il coordinamento è sorto con l’intento di dare voce univoca alla pluralità di cittadini che si stanno battendo in vari distretti del nostro territorio per gli stessi obiettivi di contrasto delle politiche di tagli e di smantellamento del sistema dell’Istruzione pubblica italiana, di difesa della centralità dell’Istruzione pubblica e costruzione di un sistema dell’Istruzione pubblica, aperto, plurale, democratico, laico e accessibile alle fasce più deboli.

Questi obiettivi generali dovranno trovare attuazione in proposte e stimoli da rivolgere al territorio provinciale di Pesaro-Urbino che almeno da tre anni a questa parte ha visto il sistema dell’istruzione pubblica fortemente colpito. Infatti:

Ø       la regione Marche è la terza in Italia per numero di alunni per classe e, fra le province marchigiane, quella di Pesaro e Urbino è la prima per numero di alunni per classe. Questa situazione mette in molti casi a rischio gli studenti che sono stipati in ambienti non sempre idonei ad accoglierli.

Ø       Gli insegnanti di sostegno sono scesi da 525 a 493, a fronte di 1.155 alunni diversamente abili nella provincia di Pesaro e Urbino.

Ø       A fronte di un aumento degli studenti, il numero degli insegnanti è calato, quest’anno, di 200 unità  nella provincia di Pesaro e di 700 unità nelle Marche. Lo scorso anno si sono tagliati 1.333 fra docenti e personale ATA. Ciò significa che in soli due anni si sono persi nelle Marche più di 2.000 posti di lavoro nella scuola

Venerdì 8 Ottobre 

organizzeremo una serie di iniziative su territorio provinciale in occasione dell’iniziativa di mobilitazione in difesa della scuola e dell’istruzione pubblica promossa da CGIL e Unicobas e a sostegno della manifestazione promossa nello stesso giorno dagli studenti medi a Pesaro, dell’assemblea permanente degli studenti universitari di Urbino e della protesta dei ricercatori universitari di Urbino

Le iniziative sono le seguenti:

 FANO Banchetto informativo presso il centro commerciale del quartiere S. Orso dalle 15.00 alle 17.00.Banchetto informativo presso la Coop Adriatica, dalle 17.00 alle 19.00
PESARO Banchetto informativo a Piazzale Lazzarini dalle 9.00 alle 12.00, dove confluirà la manifestazione degli studenti medi.
URBINO Banchetto informativo a Piazza della Repubblica dalle 9.00 alle 12.30 insieme ai ricercatori dell’Università e agli studenti medi e universitari.

Per contatti:

Comitato di Urbino: Pierpaolo Pacifici (380-5219269),
Comitato di Pesaro: Mauro Marinucci (333-2203926),
Comitato di Fano: Melanie Segal (328-3860342).

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