rimarchevole…
meglio riassumere…Archivio per marche anticlericali
Dove andrà Zaffini?
Pensavamo che la destra locale si sarebbe interessata delle emergenze riguardanti i servizi sul territorio, visto che terra, radici, tuberi e sabbioni sono il loro cavallo di battaglia (e il cavallo ha sempre le zampe anteriori rampanti peggio di Furia).
Invece, dopo un iniziale attivismo orgoglioso in difesa degli interessi locali (ricordiamo gli interventi di An e Lega in difesa dell’ospedale Santa Croce e la manifestazione dell’aprile scorso) ora tutto tace. Non si sa più nulla.
Silenzio totale, come accade prima del taglio di grosse e impegnative torte.
Ma come? Lo stesso sindaco Aguzzi del resto, che si presentava alfiere delle comodità sanitarie locali, firma un pattino di tolla, un patto di stagno, dal valore zero, e si ritira… e i focosi Padani che fanno? Tacciono, non intervengono: il recente convegno di “quelli di sinistra” sull’ospedale unico ha visto una platea molto silenziosa (oltre che purtroppo l’assenza di rappresentanti della politica locale, amministratori, personale della sanità), e Zaffini? Taceva.
Eccolo invece riprendere la carica su questioni, diciamolo, di lana caprina come le ostilità alla proposta del presidente Napolitano di facilitare l’acquisizione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati qui. Si perché grazie alla legge numero 91 del 1992 ciò è possibile ma occorre una più chiara legislazione.
In tutta Italia si sono sentiti tuonare coloro che si dichiarano “Padani” e bruciano Costituzione e Bandiere ma poi parlano di “ius sanguinis” come se fossero dei dottor Azzeccagarbugli veri e propri, anche se al latino (Roma ladrona?) preferiscono la parlata del Trota.
Anche Zaffini sale sul carrozzone dei protestatari ed elenca i suoi motivi:
primo, non bisogna facilitare l’accesso alla cittadinanza perché “altrimenti le donne partorienti del Nord Africa verrebbero tutte qui”, agognando forse a guadagnare per i figli la preziosa cittadinanza… ma va là! Qui si coglie il tono antifemminista, misogino, del maschio che pensa veramente che le donne siano pronte a scodellare figli ovunque. Interessate a farsi mantenere dallo Stato italiano? Ma se non abbiamo neanche una legislazione decente per le spese di maternità e gli asili!
Il secondo motivo riguarda l’islamofobia: l’Europa secondo Zaffini è piena di arabi cattivi (tranne che a Oslo) che vogliono minare (coi mina…reti?) la nostra cultura. Ma come minano? Zaff cita l’Olanda come punta di iceberg della Eurabia.
Il caso che cita fa tendenza: a Rotterdam, nel Theatre Zuidplein “dove sono stati divisi i maschi dalle femmine”, scrive. Ma che dice? Se è lo stesso Teatro che ha chiarito che è stata semplicemente accolta la richiesta di riservare 5 file a uno spettacolo alle donne musulmane più osservanti, perché “I musulmani sono un gruppo difficile da far venire in teatro, per questo siamo pronti ad adattarci”.
Sarà che qui il Zaffini tende ad esasperare, alla ricerca di conferme per le sue idee? Certo, anche l’esempio della richiesta di alcuni portavoce della sparuta comunità musulmana svizzera (un 5% della popolazione di quel paese) di togliere la croce dalla bandiera, che pare abbastanza scaduto. E come ha rispose nel 2009 proprio un ministro della Lega, Castelli, a quella provocazione? Ma proponendo di inserire la croce… nella bandiera italiana! …ma non era quella che la Lega bruciava in piazza?
E persone laiche come noi, che criticano fortemente la pretesa del Vaticano di continuare a ingerire nelle scelte politiche sulla libertà femminile e che criticano la vecchia regola di affiggere migliaia di crocefissi di plastica in tutte le aule pubbliche , cosa siamo… “senza radici”? Il fatto è che anche in Italia c’è chi usa il tema delle “radici” cristiane per costruirsi un passato da baciapile che non ha. Si chiama anche “Sindrome della Sentinella”.
Lo ha fece anche Gheddafi di recente, sì, proprio il dittatore che sino a poco tempo fa andava a braccetto col Berlusconi, felice del tanto denaro avuto per “bloccare i barconi” degli immigrati con i suoi metodi diciamo sbrigativi. Pure Gheddafi tuonò nel 2009 contro la decisione della Svizzera, optata per referendum, di sospendere la costruzione di minareti “Guerra santa contro la Svizzera!” tuonò, mettendosi in prima fila tra i santi difensori dell’Islam… eppure, proprio su Gheddafi Il nuovo mufti della Libia, lo sheykh al-Sadeq al-Gharyan, ha espresso una “fatwa” dichiarandolo… un miscredente!
Sempre a proposito di radici, vorremmo ricordare a Zaffini e a tutti gli zaffatori che di solito gli alberi hanno più radici, e non un unico fittone da carota, e che occorre saperle coltivare certe radici, capendo le situazioni personali e la cultura altrui, cercando di favorire le libere scelte e di tenere a freno l’ignoranza e la facile voglia di separazione propagandata dai galletti del proprio pollaio.
Per questo molti di noi si sono battuti contro l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, discrimine tra credenti e non, tra cattolici e non, optando invece perché la ralgiione venisse contenuta all’interno dei programmi di storia e filosofia, senza finanziamenti pubblici a docenti scelti dai vescovati!
A proposito di radici “cristiane” invece, ricordiamo che sino al 1965 è esistito in Italia il sant’Uffizio, poi riformato da Paolo VI e trasformato in Congregazione per la dottrina della fede, quell’ufficio, che si è macchiato nei secoli precedenti dei gravi delitti dell’inquisizione, fa parte della storia del nostro paese ma nessuno vorrebbe rivendicare in quello le proprie “radici”, anche perché non potrebbe leggere i libri messi all’indice da quegli inquisitori, tra i quali le opere di autori come Vittorio Alfieri, Cesare Beccaria, Giordano Bruno, Benedetto Croce, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Giacomo Leopardi, Niccolò Machiavelli, Ada Negri, Luigi Settembrini, Niccolò Tommaseo, Pietro Siciliani, Pietro Verri e Antonio Rosmini, Simone de Beauvoir, André Gide, Jean-Paul Sartre, Alberto Moravia, Aldo Capitini … tutta gente che non voleva i suoi ritratti appesi nelle aule pubbliche e che certo anche qualche musulmano integralista condannerebbe al silenzio.
Difficile dividere i buoni dai cattivi quindi, il grano dal loglio come direbbe il pio Zaffini, le partorienti africane e quelle italiane dagli amanti della retorica e delle guerre sante, le persone di buona volontà dagli strombettatori… e se dovessimo farne proprio due elenchi, cosa che detestiamo perché preferiamo analizzare e criticare senza liste, dove andrebbe Zaffini?
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OCCUPYAMOCI DI NOI!

Occupyamoci di NOI! Apre a Fano l’Infoshop. Inaugurazione-aperitivo sabato 19 novembre dalle 19.30,
via G. da Serravalle 16.
Apre a Fano in Via Serravalle INFOSHOP, uno spazio dove far circolare libri, arte, cultura, proposte con cui costruire una società più giusta, più libera, più solidale.
Il tam tam della stampa sulle recenti proteste globali di piazza ha sottolineato come Occupy Wall Street e gli altri appuntamenti nel mondo abbiano usato la pratica dell’assemblea generale come spazio in cui discutere e decidere. L’assemblea è un laboratorio: una discussione di gruppo, nella quale le decisioni non sono prese da pochi leader né a maggioranza, ma si stabiliscono con il consenso di tutti . Ogni questione su cui non si riesce a prendere una decisione viene sottoposta a un gruppo di lavoro scelto dall’assemblea, ma alla fine tutti devono essere d’accordo.
Mai come in questo momento, in cui soggetti politici tradizionali e schemi sindacali non rappresentano una risposta organica alla crisi, l’autorganizzazione e la difesa diretta di classe porta migliaia di persone a mettersi fisicamente in gioco nelle piazze, dimostrando che le uniche modalità di lotta che offrono qualche speranza sono quelle che partono dal basso: le pratiche assembleari e non autoritarie, l’assenza di deleghe, la solidarietà.
Pratiche che quando arriveranno a confrontarsi con i bisogni materiali, potranno (ri)scoprire l’autogestione come stanno (ri)scoprendo la federabilità delle lotte. Queste pratiche sono i nostri Eurobond, sulle nostre capacità di lotta dovremo misurare il nostro Spread, in questo investiamo e (ri)costruiamo giorno per giorno il nostro futuro.
Per rafforzare il ritorno alla pratica dell’ autogestione, apriamo una vetrina, che è anche un laboratorio di contenuti libertari, femministi e dei movimenti: per la gestione aperta e consapevole del territorio, degli spazi urbani, della cultura. Questo spazio ospiterà micro-mostre d’arte, mostre politiche e workshop, anarco-letture e performances, sarà un punto di diffusione della stampa di movimento, un luogo grazie al quale le nuove spinte dal basso troveranno ancor più visibilità
Infoshop è gestito da: Alternativa libertaria-FdCA, Campagna Palestina solidarietà, gruppo co-Housing, Femminismi, anarchici Valcesano, ‘Fano in transizione’-Transition network.
Per info su iniziative e mostre: dadaknorr(at)gmail.com
La grafica del flyer, con il volto di V, è di Dada Knorr, l’immagine di sfondo, che sarà il logo dell’Infoshop, è disegnata per noi da Patrizia Diamante. Grazie Pralina!
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La Chiesa pietrificata

La Chiesa Pietrificata.
Il pontificato di Karol Wojtyla visto attraverso i meeting anticlericali.
Pesaro, Libreria Il Catalogo, via Castelfidardo,
giovedì 26 maggio, ore 18.45
presentazione de “Mini-storia dei meeting anticlericali, 1984-2003”- A rivista anarchica
con l’autrice Francesca Palazzi Arduini.
Presenta Donato Romito (Alternativa libertaria).
Segue aperitivo.
La chiesa pietrificata. Il pontificato di K.Wojtyla visto attraverso i meeting anticlericali.
Presentazione di “Ministoria dei meeting anticlericali 1984-2003” con l’autrice Francesca Palazzi Arduini (A rivista anarchica), presentazione di Donato Romito (Alternativa libertaria), PESARO, giovedì 26 maggio, ore 18.45 Libreria Il Catalogo, via Castelfidardo 60. Seguirà aperitivo.
Dopo la beatificazione in pompa magna di Karol Wojtyla, è d’obbligo per i laici, credenti e non, una riflessione sul ruolo politico della Chiesa cattolica nel mondo di oggi, e sul suo sensibile irrigidimento gerarchico voluto proprio dal papato di Wojtyla. Esiste la “papolatria”? Quali sono i “beati” e quali i “dannati” nella chiesa di oggi? Che valore ha l’anticlericalismo nella critica della religione come strumento di potere temporale e politico?
L’emanazione del nuovo Codice di diritto canonico (1983), l’imposizione del giuramento di fedeltà ai vescovi nel 1988, la redazione del Nuovo Catechismo (1992-97), l’Istruzione sulla vocazione del teologo nel 1990, che nega libertà di insegnamento, … Wojtyla ha attuato una strategia volta a uniformare e a compattare la Chiesa come un esercito sottomesso e omogeneo. Ha voluto anche emanare un’ enciclica, la Ut unum sint (1995) sull’unità delle chiese cristiane e le forme dello stesso papato, dimostrando una vocazione totale per la definizione dei ruoli gerarchici ma anche un abile ricorso alla retorica, presentando il papato come catalizzatore di una Chiesa unita in realtà grazie ad epurazioni e diktat contro i teologi non allineati, e con “il Vescovo di Roma perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità”.
Così in questi anni abbiamo visto la palese e al contempo misteriosa consistenza terrena della Chiesa baluginare nei suoi risvolti più oscuri: la morte di Calvi nel 1982 e gli irrisolti enigmi finanziari, le bombe della mafia nel 1993 contro le cattedrali romane, i ricatti della nuova nomenclatura pidiellina al clero, mentre nuove organizzazioni massoniche e nuove associazioni interpretano ognuna a suo modo la loro “missione” nel mondo, creando un “antistato” fiorente e diviso.
Presentando la “Ministoria dei meeting anticlericali 1984-2003” abbiamo l’occasione di riflettere su questi temi con un’ottica libertaria, al di fuori cioè dalle convenienze e da fallaci dogmatismi, a prescindere dalle fedi, semplicemente proponendo una analisi politica e un interrogativo sulla spiritualità.
L’anticlericalismo dei meeting fanesi, che ha occupato per anni le pagine della stampa nazionale e lanciato in Italia la pratica dello sbattezzo,è anche un interessante modello di attivismo sociale, il quale tappa dopo tappa ci ricorda come il controllo sui movimenti sociali e sulla possibilità di organizzare eventi pubblici “dal basso” si sia tragicamente esteso, in parallelo con la definitiva trasformazione della politica istituzionale in “impresa” ibrida tra pubblicità e lucro.
Per info: altlib@altraofficina.it
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Pedofilia: la Chiesa irlandese in cerca di cavilli
Nell’ottobre del 2010 il sito irlandese Count Me Out, che sino ad allora aveva distribuito il modulo per effettuare la Defezione formale dalla Chiesa cattolica (“actus formalis defectionis ab Ecclesia Catholica”), sospende la distribuzione dei moduli e la sua attività a causa di un comunicato della Chiesa cattolica irlandese sull’accoglimento delle richieste di defezione.
“CountMe Out” aveva ottenuto un grande seguito a causa dell’ indignazione suscitata dai casi di pedofilia (531mila email al sito e migliaia di moduli compilati) venuti all’attenzione pubblica dopo sconcertanti denunce, fino ad allora passate sotto silenzio dalla Chiesa irlandese e dalla Congregazione per la dottrina della Fede, .
L’atto di defezione, per voce della Chiesa cattolica stessa, è da intendersi come una rinuncia totale ai sacramenti e intende operare quella che viene definita la “rottura dei vincoli della comunione ecclesiastica”, esso è equiparabile allo Sbattezzo italiano (promosso prima dalla Associazione per lo sbattezzo e in seguito dalla Unione Atei, agnostici razionalisti, Uaar), non è quindi un mero “giustificare” il non pagamento di una tassa di religione ma un “atto di vera apostasia”, per il quale il codice canonico prevede dure conseguenze (inclusa la scomunica) e che, più concretamente, se esternato per iscritto e con chiarezza alle autorità ecclesiastiche, consente l’annotazione della defezione sul registro battesimale, così come prescritto dal Decreto Generale della Conferenza Episcopale Italiana del 30 ottobre 1999 recante “Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e alla riservatezza”. Questo Decreto ha riconosciuto per la prima volta il diritto d’ottenere la correzione dei dati sui registri battesimali, una sentenza del Tribunale di Padova del 2000 non ne autorizza invece la loro cancellazione. Inutile dire che questi pronunciamenti sono stati fortemente richiesti dalle attività per lo Sbattezzo e dal ricorso, fatto in Italia nel 1999 da un socio Uaar, al Garante per la privacy, istituto allora appena inaugurato.
Ma perché questa improvvisa decisione della Chiesa cattolica irlandese di sottrarsi, forse temporaneamente, alle dichiarazioni di defezione? Nel 2010 entra in vigore il già emanato Motu proprio “Omnium in mentem” (26 ottobre 2009, traducibile con un “All’attenzione di tutti”), da tempo allo studio dei giuristi canonici vaticani, che reca modifiche a tre articoli del Codice di Diritto Canonico riguardanti la possibilità di defezionare dalla Chiesa, i tre articoli però, riguardano solamente il matrimonio. I riferimenti alla defezione formale vengono lì soppressi dopo lunghe consultazioni per: “la convenienza di non avere in questi casi un trattamento diverso da quello dato alle unioni civili dei battezzati che non fanno alcun atto formale di abbandono; la necessità di mostrare con coerenza l’identità “matrimonio-sacramento”; il rischio di favorire matrimoni clandestini; le ulteriori ripercussioni nei paesi dove il Matrimonio canonico possiede effetti civili, e così via” (Pontificio consiglio per i Testi Legislativi, 15 dicembre 2009).
Il Pontificio consiglio spiega inoltre che la modifica riguarda “l’ambito matrimoniale” circa gli obblighi dei battezzati di non sposare non-battezzati o non cattolici, e cita a conferma l’iter delle consultazioni durante le quali, anzi, si ritenne necessaria l’emanazione di una Lettera che invece chiarisse la modalità della defezione, riconosciuta la mole delle richieste poiché “Nel frattempo, la soppressione di questo inciso riguardante la disciplina canonica del Matrimonio è stata messa in collegamento con una questione del tutto diversa, che richiedeva però opportuno chiarimento, e riguardava esclusivamente alcuni Paesi centro-europei: si trattava dell’efficacia ecclesiale dell’eventuale dichiarazione fatta da un cattolico davanti al funzionario civile delle tasse di non appartenere alla Chiesa cattolica e, in conseguenza, di non essere tenuto a versare la cosiddetta tassa per il culto”. Di qui l’emanazione della Lettera che il Ponticio consiglio cita: “A questo concreto proposito e, quindi, in ambito diverso da quello strettamente matrimoniale al quale faceva riferimento il summenzionato inciso nei tre canoni del Codice, venne avviato uno studio da parte del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi in collaborazione con la Congregazione per la Dottrina della Fede per precisare quali siano i requisiti essenziali della manifestazione di volontà di defezione dalla Chiesa cattolica. Tali condizioni di efficacia sono state indicate nella Lettera Circolare ai Presidenti delle Conferenze Episcopali” che il Pontificio consiglio inviò il 13 marzo 2006 e che quindi non c’è ragione di ritenere non più valida poiché scritta durante lo stesso iter della Omnium in Mentem e contemplante la possibilità di defezionare e il riconoscimento dell’apostasia, storicamente ormai avvalorate.
La Chiesa cattolica irlandese ha invece dichiarato e tutt’oggi non integrato che: “… Non sarà più possibile la defezione formale dalla Chiesa Cattolica. Ciò non toglie che molte persone possano defezionare da essa, e possano continuare a farlo, però non tramite un procedimento formale. Questo cambiamento riguarderà la Chiesa in tutto il mondo. L’Arcidiocesi di Dublino conta di mantenere un registro di nota di chi esprime il desiderio di distaccarsi dalla Chiesa. I dettagli verranno comunicati a coloro che sono coinvolti nel procedimento quando essi saranno definiti.” (RTE). Pare più che altro che sia in atto il tentativo di temporeggiare sulle dichiarazioni di defectio (non per fini matrimoniali ma di coscienza) che continuavano a pervenire, non tenendo conto delle delucidazioni del Pontificio consiglio di cui sopra, da tempo pubblicamente consultabili sul sito del Vaticano, e causando perplessità e frustrazione nei ricorrenti.
Altri silenzi, altre nebbie si stendono sull’Irlanda? E’ d’obbligo che la Chiesa cattolica smentisca l’uso strumentale della Omnium in mentem a scopo … riparativo delle fughe di fedeli.
Francesca Palazzi Arduini.
http://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_per_lo_Sbattezzo
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/356/dossier_anticlericale.htm
Regione Marche e Stato Pontificio: da esattori …a donatori

Tutti conosciamo l’infausta nomea degli esattori pontifici marchigiani di oltre 150 anni fa.
Ma con la Giunta di monsignor Spacca, e l’avvento del “pentecostale” assessore Luca Marconi, la spesa regionale per le attività del clero cattolico trova la conferma dell’avanti tutta, nonostante la recessione ed i tagli alle spese sociali, e questa Giunta può esser pienamente definita Donatrice pontificia.
Nei fatti, mentre i centri di aggregazione ed i centri sociali (laici) languono in miseria e vengono ridotti di numero, in nome dell’austerity, gli oratori parrocchiali si vedono confermare cospicui finanziamenti:
grazie alla legge regionale n.31-2008 infatti, che sanciva “l’importanza sociale” di queste strutture, e incurante del fatto che la Chiesa cattolica pubblicizza l’uso di un discreto tesoretto, quello raccolto con l’otto per mille Irpef (quasi un miliardo di euro all’anno), per gestire queste attività… la Regione Marche aveva dedicato un totale di 900mila euro al finanziamento degli oratori tra 2008 e 2009, ed ora, come annunciato da Marconi, ne devolve per il 2010 altri 450mila, per un totale in tre anni di ben un milione e 350mila euro.
Senza escludere, ovviamente, i contributi all’edilizia del clero che fanno capitolo a parte, ed altri ingenti finanziamenti che il ramo sociale della Chiesa cattolica riceve tramite i fondi per l’associazionismo (quote del resto anche dell’otto per mille scelto per lo Stato vengono devolute a associazioni confessionali).
Per fare un confronto: dal bilancio 2009 la Regione ha tratto circa due milioni di euro che dovrebbero servire, per destinazione dei fondi Fas 2007/2013, alla riqualificazione degli oltre 250 centri di aggregazione giovanile esistenti in Regione… in questo ambito pare quindi che la Regione abbia una spesa religiosa pari al 68 per cento di quella civile e laica!
Non solo, l’assessore Marconi dichiara che quest’anno l’ammontare della somma, non toccata da inflazione e crisi, servirà al “funzionamento degli oratori già esistenti”, sottolineando quindi come la Regione ecclesiastica marchigiana (Res), che deve concertare con la Regione i progetti che finanzierà, possa stare tranquilla: non serve fare nulla di nuovo o spremersi le meningi … tanto i soldi ci sono già e vanno spesi nelle strutture esistenti, utilizzando magari il lavoro gratuito dei fedeli.
Del resto, negli oratori non c’è nulla da aggiornare: gli insegnamenti pontifici ai giovani sono sempre gli stessi da un bel po’ e non è servita la recente finta apertura di Ratzinger sull’uso del profilattico a rinnovare la dottrina sociale in merito di educazione sessuale!
Piovono soldi dal cielo: ci piacerebbe che succedesse anche a tutti i ragazzi che sono invece stati privati del loro centro sociale, o del loro assegno per il diritto allo studio, con grave degrado della loro condizione.
Ma forse, per far piovere quattrini, occorre avere Marconi in paradiso, ai “pellegrini laici”, come i ragazzi dell’Assemblea permanente dell’Università di Urbino giunti ad Ancona a piedi, la Regione risponderà “meglio un oratorio in Chiesa che uno studente al suo posto”.
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Scovati per voi in anteprima i vincenti del concorso: “Cristo oggi”!

La prima mostra-concorso di arte sacra “Cristo oggi” promossa dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano… la Carifano Spa, la Curia Vescovile e Gastone Mariani, direttore dell’Accademia “Brera” di Milano si è conclusa ma ancora i fanesi non hanno avuto il privilegio di ammirare le sacre opere premiate, la prima delle quali si vocifera sia guarda caso proprio di un’allieva dell’Accademia di Brera, quella diretta da un giurato, sarà vero?
Le opere premiate saranno esposte nel costituendo Museo di Arte Sacra a cura della Curia Vescovile, quale esempio di laicità per l’Assessorato fanese! In attesa di sapere quali altri entusiasmanti, innovative e pie iniziative ci riserva questa fucina di ideee, abbiamo in anteprima le prime tre opere classificate (la redazione non si assume alcuna responsabilità sulla veridicità delle immagini giunte a noi da anonimo collaboratore).
Una news: pare che a Fano nel 2011 non ci sarà l’ormai ritrita Fano romana ma che in aprile il noto regista italiano Ammazzacurati giungerà per proporre, in collaborazione con il Comune e l’Assessorato, una “Passione” animata da personaggi locali in vesti nazarethiane, con un corteo che sfilerà dal CUP dell’ospedale Santa Croce alle Terme di Carignano, sulle cui colline verrà innalzato il Golgota. Il discorso dell’ultima cena sarà interpretato dai componenti della Fondazione Carifano nel caveau della banca cittadina. Sono aperte le iscrizioni per il ruolo di flagellatore romano, centurione con frusta, e, ovviamente, Cristo.
L’ OPERA seconda premiata è qui riprodotta in testa all’articolo: La passione di Rat, di Raz Degas (ps: la passione è quella di dirigere le anime)
OPERA seconda premiata: Pio Io di Patrizia D’ Adda, dipinto iper realista
che mette in luce le capacità facciali del nuovo pastore e martire, qui sotto:

e, infine, la TERZA OPERA che tra molti tormenti e corone di spine i giurati hanno scelto, Il Profilo di Giuda, che stava per essere scartato in quanto un componente della giuria affermava gli somigliasse (accapigliamenti rappacificatisi alla cena offerta dall’Assessorato)

sarà vero? Mah!
La Redazione perplessa.
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Saltara Thriller: educazione scolastica e mummie

Saltara, gli alunni delle scuole vengono portati a visitare “il corpo di papa Celestino V”, curiosità storica e scientifica nel paese che ospita il Museo della scienza? elementi di papadermia? certo, però la visita scolastica (scuole statali, s’intende), funzioni religiose comprese, assume un sapore inquietante nell’anno in cui la questura di Roma vieta ai laici romani la presenza di fronte a Porta Pia il 20 settembre, per far spazio invece a Militia Christi, e in cui mancano gli insegnanti nelle scuole pubbliche tanto che a Fano i bambini in una scuola vengono fatti uscire due ore prima, nell’anno in cui a Pesaro si sancisce definitivamente, con a paventata ‘alleanza comunale con la scuola privata cattolica “La nuova scuola” per una donazione da un milione di euro, la dipendenza dal potere temporale dei religiosi.
” 18/09/10 Saltara (Pesaro Urbino)- Con le lodi mattutine e con la visita al corpo di papa Celestino V dei ragazzi delle scuole di Saltara, guidata dallo storico, Filippo Pece, si è aperto, venerdì 17 settembre, l’ ultimo giorno della Settimana Giubilare Celestiniana. Nel pomeriggio i fedeli hanno continuato a rendere omaggio alle sacre spoglie nella chiesa a lui intitolata.
La messa di commiato, alla presenza ancora una volta di una grande folla è stata officiata dal vescovo di Fano Armando Trasarti, che nella sua omelia ha parlato di autorità, nel senso dell’ autorevolezza che si ottiene con l’umiltà e la semplicità, ma soprattutto con l’amore, tutti aspetti che San Celestino ha testimoniato fino alla morte, anche sacrificandosi all’ accettazione dell’ inaspettata elezione papale, pur nella consapevolezza della sua probabile inadeguatezza, essendo monaco eremita e non uomo di curia.Al termine della messa la solenne benedizione, l’ ultimo omaggio dei presenti al corpo di San Pietro Celestino e la sottoscrizione del documento di riconsegna dell’urna da parte del vescovo di Fano e del parroco di Saltara, al canonico della cattedrale de “L’Aquila”.Infine il trasferimento del corpo del Santo sull’ automezzo bianco che 7 giorni or sono lo aveva accompagnato a Saltara.Alle 22, al suono festante delle campane, con la folla che davanti la chiesa attribuisce l’ ultimo saluto al grande personaggio la cui conoscenza e devozione in questa settimana ha avuto occasione di essere enormemente accresciuta, scortato dalle forze dell’ ordine, papa Celestino sul carro bianco ha lasciato Saltara.” (comunicato stampa curiale).




