rimarchevole…

meglio riassumere…

Archivio per marche animaliste

OCCUPYAMOCI DI NOI!


Occupyamoci di NOI! Apre a Fano l’Infoshop. Inaugurazione-aperitivo sabato 19 novembre dalle 19.30,
via G. da Serravalle 16.

Apre a Fano in Via Serravalle INFOSHOP, uno spazio dove far circolare libri, arte, cultura, proposte con cui costruire una società più  giusta, più libera, più solidale.

Il tam tam della stampa sulle recenti proteste globali di piazza ha sottolineato come Occupy Wall Street e gli altri appuntamenti nel mondo abbiano usato la pratica dell’assemblea generale come spazio in cui  discutere e decidere. L’assemblea è un laboratorio: una discussione di gruppo, nella quale le decisioni non sono prese da pochi leader né a maggioranza, ma si stabiliscono con il consenso di tutti . Ogni questione su cui non si riesce a prendere una decisione viene sottoposta a un gruppo di lavoro scelto dall’assemblea, ma alla fine tutti devono essere d’accordo.

Mai come in questo momento, in cui soggetti politici tradizionali e schemi sindacali  non rappresentano una risposta organica alla crisi, l’autorganizzazione e la difesa diretta di classe porta migliaia di persone a mettersi fisicamente in gioco nelle piazze, dimostrando che le uniche modalità di lotta che offrono  qualche speranza  sono quelle che partono dal basso:  le pratiche assembleari e non autoritarie, l’assenza di deleghe, la solidarietà. 

Pratiche che quando arriveranno a  confrontarsi con i bisogni materiali, potranno (ri)scoprire l’autogestione come stanno (ri)scoprendo la federabilità delle lotte. Queste pratiche  sono i nostri Eurobond, sulle nostre capacità di lotta dovremo misurare  il nostro Spread, in questo investiamo  e (ri)costruiamo giorno per giorno il nostro futuro.

Per rafforzare il ritorno alla pratica dell’ autogestione, apriamo una vetrina, che è anche un laboratorio di contenuti libertari, femministi e dei movimenti: per la gestione aperta e consapevole del territorio, degli spazi urbani, della cultura. Questo spazio ospiterà micro-mostre d’arte, mostre politiche e workshop, anarco-letture e performances, sarà un punto di diffusione della stampa di movimento, un luogo grazie al quale le nuove spinte dal basso troveranno ancor più visibilità

Infoshop è gestito da: Alternativa libertaria-FdCA, Campagna Palestina solidarietà, gruppo co-Housing, Femminismi, anarchici Valcesano, ‘Fano in transizione’-Transition network.

 

Per info su iniziative e mostre: dadaknorr(at)gmail.com

 La grafica del flyer, con il volto di V, è di Dada Knorr, l’immagine di sfondo, che sarà il logo dell’Infoshop, è disegnata per noi da Patrizia Diamante. Grazie Pralina!

 

…e buona caccia a tutti :-)

apertura della caccia italiana: da stamattina sembra un pochino di più di abitare al fronte grazie al calendario venatorio. un po’ di spari in lontananza (per fortuna) echeggiano nelle campagne, a volte sembra di udire un mitra, altre uno schioppo, oppure una bombarda…
quando l’anziana gatta domestica esce per fare un giretto tra le siepi non si è più tanto tranquille. ai bambini si raccomanda di non allontanarsi troppo di casa…
uno “sport” per il quale raccomandiamo ai più giovani di non avvicinare, a costo di doversi dedicare alle discoteche, certo il ballo è più sano ed aereobico e si rompono meno le balle al prossimo, ed alla natura in genere. Fantozzi docet.

Circo Errani: ma gli animali non sono oggetti


In seguito alle problematiche autorizzative lamentate dal circo Errani per la sua permanenza nell’area Auchan di Fano, abbiamo visto per curiosità il video dell’intervista fatta da Fano Tv a Gaetano Montico, rappresentante nazionale del sindacato categoria circense, che minacciava il Sindaco di Fano, se il circo non fosse stato autorizzato a lavorare, di “portare lungo le strade leoni, elefanti, cavalli…”. Poiché, purtroppo, spettacoli avvilenti di questo genere, animali portati in mezzo al traffico, sono già accaduti a Fano, chiediamo al Sindaco di applicare, se la cosa succedesse, la legge nazionale 189/2004, che prevede, per chi sottopone gli animali a lavori stressanti e a situazioni non adatte alla loro natura, pesanti sanzioni pecuniarie e a sino ad un anno di reclusione.
Qualche anni fa abbiamo assistito al penoso spettacolo di un dromedario, non ricordiamo di quale circo, fatto sfilare sulla statale, con la bava alla bocca, portato su una pedana con piccole ruote. Solo a pensarci ci viene male.
Che spettacoli di questo genere non accadano più. Minacciare di usare gli animali come strumento di pressione ci pare la conferma che non sono state prese le necessarie strade di cambiamento etico della mentalità di chi pratica l’arte circense. Ci sbagliamo?
L’associazione fanese Melampo ha duramente protestato per la presenza del circo in città relativamente a presunti maltrattamenti degli animali. L’amministrazione, che non si muove certo su sollecitazione di una singola associazione, ha dal canto suo notato una serie di problematiche legate alla sicurezza.
Noi ricordiamo che gli animali non sono oggetti da sballottare qua e là.

Cavalli e cavalieri: sul Palio pesarese

New 23 luglio: il Palio pesarese si farà senza cavalli, la ditta proponente ha ritirato l’impiego degli animali dopo la richiesta da parte delle istituzioni di adeguamento a standard di sicurezza. Ma pare che l’anno prossimo tornerà alla carica…

New: Ci segnaliano la pagina Facebook No al Palio a Rocca Costanza.

Un comunicato stampa sull’idea di organizzare l’ennesimo Palio  a Pesaro
Cultura italica: ogni domenica si apre con le campane, continua con la sagra,culmina nella sfilata di gente intabarrata da nobiluomini, con cavalli in corsa in luoghi demenziali (vedi anche la Fano dei Cesari a Fano, con la traformazione della statale in pista…), e finisce coi fuochi d’artificio.
Alternativa: corsa di motorette. Adesso che al “Benelli” è uscito fuori il disastro petrolifero forse va meno di moda il motore?

Poi si torna a casa, si accende la tv, e si vede il nuovo Vietnam… almeno avessimo Joan Baez!
Rimarchevole.

Ci sembra evidente che  nessuna persona di buon senso può condividere 
l’idea del “Palio” a Rocca Costanza come era stata inizialmente 
presentata alla stampa.
  Una decina di Associazioni Animaliste e Ambientaliste ha diffuso un 
documento – già pubblicato dalla stampa – che espone i motivi della loro 
contrarietà . Lo stesso Assessore al Turismo è succesivamente 
intervenuto per chiarire che la proposta, avanzata da privati, sarà 
attentamente vagliata dal Comune, anche con il coinvolgimento delle 
Associazioni; a questo propoposito,  si è effettivamente tenuto un primo 
incontro, che, benchè interlocutorio, si può giudicare positivamente.
   Noi crediamo che, se una manifestazione a Rocca Costanza si deve 
fare, questa, oltre ad evitare ogni pericolo per gli animali, debba 
essere il più possibile all’altezza dell’importanza storico-artistica 
del monumento e debba essere per la Città un’occasione di crescita 
culturale.  Non una carnevalata costruita a tavolino, dunque, ma un 
evento radicato nella storia della Rocca e della Città.
   Certamente molti sono gli spunti che si potrebbero trarre dalla 
storia della Rocca per una manifestazione di questo tipo.  Vorremmo qui 
illustrare brevemente una delle ipotesi possibili, che ci sembra di 
particolare rilievo nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario del 
passaggio della Città dallo Stato Pontificio al nascente Regno d’Italia 
(1860).
     L’ultima resistenza dei pontifici del  Legato mons. Bellà avvenne 
appunto a Rocca Costanza,  dove si chiusero i “barbachèn” (così i 
pesaresi chiamavano i soldati papalini), bombardati dall’attuale p.le  
Matteotti dall’ artiglieria del generale  Cialdini.  I fatti sono 
rievocati con la consueta verve dal nostro grande Pasqualòn, in una 
lunga poesia scritta per il 50° anniversario (1910).  La poesia racconta 
fra l’altro il “gran sbombardament”, e poi l’uscita dalla Rocca di Mons 
Bellà con la bandiera bianca “par tratè sal generèl,/ ch’lera fora 
d’porta Fèn, / e Cialdini, a m’arcord ben,/ ch’lera lò quell ch’el 
cmandeva,/ pasegiand el s’la fumeva (….)/  Clò i rispond: “Ma che 
trattar!,/ Mi coi preti non parlar/ venga sì anch’un caporal/ sul mio 
onor da general/ son pront mi a capitolar/ ma con ti non ragionar;/ va 
baloss, torna in fortessa/ voglio farti altra caressa/ con le ball dei 
miei cannon,/ va, marmotta d’un ciulòn!”(….)”E de dentra i carcered 
(…) mentre fora s’bombardeva/ tutti in cor questi i canteva: / Tre 
colori tre colori/ l’italian cantando va (….)”.  E avanti così, con la 
liberazione dei carcerati e il loro incontro coi familiari accorsi alla 
Rocca, l’apertura del ghetto degli Ebrei, e infine alcune amare 
considerazioni sulla situazione sociale in quel 50° anno dalla 
liberazione: “Sta tutt ben: la schiavitù/ oramei l’an regna più./ Mo 
anca sta gran libertà/ a dì propi cum la stà/ s’a la mtem in tel calder/ 
la fa sempre el brod più chier (…..)”. 
    Non sta certo a noi indicare come questa rievocazione possa 
trasformarsi in uno spettacolo capace di attirare l’interesse di 
cittadini e turisti.  Tuttavia, potremmo ipotizzare che uno dei bravi 
attori pesaresi in circolazione – alcuni di altissimo livello e di 
notorietà nazionale – possa essere utilizzato per declamare i gustosi 
versi di Pasqualòn, con uno sfondo di figuranti nei costumi dell’epoca, 
a rappresentare i vari protagonisti della vicenda storica: piemontesi, 
papalini, carcerati, popolani e così via.  Lasciando in pace i cavalli 
ed evitando anche eccessi di rumorosità: il “sbombardament” si può 
rendere altrettanto bene facendo uscire dai cannoni fiammate e fumo.
Circolo Rosso&Verde, circolorossoverde@gmail.com

La caccia non è uno sport…


“La caccia non è sport, non è cultura, è massacro”.
Per quanti/e di noi si trovano a dover vivere in un territorio militarizzato, nel quale di rischia di essere sparati da questi signori che girano nei nostri campi in mimetica e fucili automiatici… il manifesto fatto affiggere a Fano dall’associazione Lupus in fabula è una triste verità.

UMBERTIDE (8 dicembre) – Un cacciatore di 69 anni è morto stamani dopo essere stato colpito da un colpo di fucile durante una battuta di caccia a Pierantonio, nei pressi di Umbertide. Secondo al ricostruzione dei fatti da parte dei carabinieri, l’uomo, un pensionato del posto, è stato accidentalmente raggiunto al torace da un colpo esploso da un altro cacciatore, di 58 anni, un infermiere della provincia di Ancona.
L’incidente è avvenuto intorno alle 10.30, nel corso di una battuta di caccia al cinghiale. Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Umbertide e personale del 118, ma all’arrivo dei soccorsi il cacciatore era già morto. Il fucile da caccia da cui è partito il colpo, legalmente detenuto, è stato sequestrato.

(Corriere Adriatico).

Caccia: si torna a sparacchiare

caccia
Il 2 settembre, per l’ennesima volta ai cacciatori viene curiosamente regalata la preapertura della stagione venatoria. C’è una legge nazionale (n.157/92) che dice inequivocabilmente (art. 18) che la caccia ha inizio la terza domenica di settembre e che deroghe a questo assunto si possono verificare solo in presenza di un Piano Faunistico che dimostri, dopo accurati studi, che vi sono animali che è necessario uccidere prima del previsto (…).
Del Piano Faunistico Regionale però non si ha notizia e tanto meno di quello provinciale. Fatto sta che storno, merlo, tortora, colombaccio, gazza, ghiandaia, cornacchia grigia e alcuni tipi di anatra, non si sa bene perché, da domani si possono uccidere.
La preapertura non ha nulla di scientifico, è solo un regalo spassionato dei politici alla lobby venatoria; un regalo come tanti altri. In realtà gli spari in questa provincia sono iniziati già da quasi tre settimane visto che il Presidente Matteo Ricci, dimostrando di essere, malgrado l’età, il solito amministratore che fa la vecchia politica e che si adegua al suo predessore (Ucchielli), pur andando contro il parere della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica. Contro il parere e i diritti di una larga parte della popolazione: diritti intesi come sicurezza nel vivere o nel frequentare aree di campagna e montagna; diritti intesi come volontà di investire sull’economia turistico-naturalistica, che dalla caccia viene presa letteralmente a fucilate. Già dal 15 agosto vengono ammazzati migliaia di animali selvatici in questa provincia perchè da allora ha aperto la caccia al daino e al capriolo. Vivendo in queste terre sembra che ci si debba rassegnare: in provincia di Pesaro e Urbino si spara e si uccide la fauna come in pochi altri posti in Italia, e allora non c’è da stupirsi se l’anno scorso è stato registrato anche il primato dei morti umani (ben 4).
A far ammazzare innocui erbivori e a consentire la preapertura Matteo Ricci ci ha impiegato pochissimo, mentre invece da 4 mesi le associazioni ambientaliste chiedono invano di incontrarlo: era meglio invece avesse preso atto dello stato in cui versa la gestione faunistica da queste parti, con un bracconaggio diffusissimo, casi inquietanti di addetti ai lavori immischiati loro stessi in casi di bracconaggio e corruzzione, vigilanza intangibile, esami di rinnovo e attribuzione delle licenze che sono una farsa, spese pazze e scelte ambigue degli ATC, segnaletica inesistente nelle aree di divieto di caccia, segnaletica colpevolmente mancante nelle aree percorse dal fuoco gli anni scorsi, Oasi di Protezione coincidente con aree in cui già vige il divieto di caccia, aree demaniali prive di riferimenti, appostamenti fissi che spuntano ovunque, lacci e tagliole, gestori di strutture ricettive, canili e gattili esasperati dalla vicinanza dei cacciatori e situazioni di grande disagio delle popolazioni residenti (Mondolfo, San Costanzo, Vergineto, Piobbico, Gradara, Borgo Pace) lasciate inspiegabilmente inascoltate.
Domani la preapertura non può avvenire nelle aree della Rete Natura 2000 (Sic e Zps) ma c’è da chiedersi quanti cacciatori lo sanno, chi controllerà e soprattutto come è possibile individuare queste aree visto che si é deciso di non tabellarle. Un pasticcio che il 98% della popolazione dovrà sopportare a suon di colpi di fucile, pallini di piombo, carabine, pallettoni (che possono uccidere una persona a 2 km di distanza) e cani abbaianti.

Associazione naturalistica La lupus in fabula

E’ lui! Il caccia-elettore…

Il grande impegno degli italiani per l’Europa, voilà:
cercavamo foto del candidato alle Europee della lista pensionati che ha affisso enormi manifesti che lo ritraggono in tenuta da cacciatore con 3 cani-europei. Eccolo: si chiama Traccheggiani e, se la capacità di affiggere manifesti è pari a quella di sparacchiare, meglio tenersi alla larga!
Il fatto che un “pensionato” si dedichi a questi passatempi ci fa pensare, contrariamente alle nostre convinzioni, che sia meglio protrarre il periodo lavorativo sino ai 105 anni… .
traccheggiani

Alla provincia di Pesaro il record degli incidenti di caccia

Una sparuta minoranza di sedicenti “sportivi” che tiene in ostaggio, da settembre a gennaio, e per volere della Giunta regionale ora anche tutto l’anno con la caccia di selezione al cinghiale, tutta la Regione.
Un disegno di legge, il famigerato disegno Orsi, dal nome del senatore proponente, che vorrebbe fare carta straccia anche di quei pochi limiti e vincoli che sono tuttora abbondantemente infranti,  anche a causa della scaristà dei controlli e di un regime ispettivo applicato “in proprio” da guardacaccia che sono anche cacciatori… il risultato è quello che, mentre le associazioni dei cacciatori si presentano come “paladini della vita”, e chissà perché ci vien da pensare ad altri che si sporcano la bocca con questa parola, la lista delle morti e degli incidenti è lunga. E purtroppo non può comprendere le migliaia di animali, anche protetti, feriti e uccisi per “sport”.
Invitiamo a visitare, per seguire le manovre del DDL Orsi e per documentarsi, oltre che il sito della Lega per l’abolizione della caccia,
anche quello della Associazione vittime della caccia e quello della Associazione per lo studio delle tradizioni violente.
Altre notizie anche alla nostra pagina http://rimarchevole.worpress.com/campagne-nazionali
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.vittimedellacaccia.org
sul cui sito potete trovare un interessante appello a non abbassare la guardia sugli altri disegni di legge pro-caccia oltre al Ddl Orsi,
http://www.tradizioniviolente.org

caccia_campagna
In particolare i cacciatori morti negli ultimi cinque mesi sono 24, mentre i feriti ammontano a 62. Ma si contano parecchie vittime anche tra innocenti passanti: per precisione 17 morti e 23 feriti. Daniela Casprini, presidente dell’Associazione, precisa che si tratta di “vittime per armi da caccia dal primo settembre 2008 al 31 gennaio 2009. Quanto alle munizioni, i pallini hanno provocato 44 vittime tra morti e feriti (sono molto pericolosi perché usati vicino ai centri abitati), mentre la palla unica (che serve a uccidere cinghiali e altri ungulati), ha causato 36 vittime.
Ancora: sono rimasti coinvolti 12 minorenni, mentre per 24 volte è intervenuto l’elicottero per prestare soccorsi. Il  poco invidiabile primato della regione più ‘pericolosa’ per incidenti di caccia spetta alla Toscana (17), seguita dalla Sardegna (12) e dal  Veneto (10). Tra le province il triste primato spetta a Pesaro-Urbino (7), seguita da Cagliari (5) e Treviso (5). Infine, il mese con più vittime è stato ottobre (35)

ROMA, 9 febbraio 2009 -Sembra davvero un bollettino di guerra, il bilancio di cinque mesi di stagione venatoria. Le vittime ‘umane’ della caccia sono infatti ben 126: 41 morti e 85 feriti. Il dato è reso noto dall’Associazione delle vittime della caccia, che si riferisce ai 117 episodi di cronaca conteggiati.

FATTI E MISFATTI PER ARMI DA CACCIA
DAL 1 SETTEMBRE 2008 AL 31 GENNAIO 2009
(Periodo corrispondente alla stagione venatoria)
I DATI DELLE VITTIME

Integrazione rispetto ai dati diramati il 3 febbraio
alla luce di riscontri incrociati.

EPISODI DI CRONACA OSSERVATI: 127, da cui rilevate 136 vittime (tra morti e feriti)
TOT FERITI 94
TOT MORTI 42
FERITI CACCIATORI 67 – FERITI GENTE COMUNE 27
MORTI CACCIATORI 25 – MORTI GENTE COMUNE 17

TOT VITTIME (morti e feriti) tra I CACCIATORI: 92

TOT VITTIME (morti e feriti) tra la GENTE COMUNE: 44

- TOTALI VITTIME AMBITO VENATORIO 103
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 13 – Morti 3 ) TOT 16
VITTIME CACCIATORI (Feriti 65 – Morti 22 ) TOT 87

- TOTALI VITTIME ARMI DA CACCIA IN AMBITO EXTRA-VENATORIO 33
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 14 – Morti 14 ) TOT 28
VITTIME CACCIATORI (Feriti 2 – Morti 3 ) TOT 5

(Laddove è stato possibile rilevare, in quanto citato nell’articolo stampa):
VITTIME PER MUNIZIONE SPEZZATA: 42
VITTIME PER MUNIZIONI A PALLA UNICA: 37
ELISOCCORSI INTERVENUTI 25

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