rimarchevole…
meglio riassumere…Archivio per diritti civili
17 maggio, IMMAGINA DI essere lesbica, PUOI:

Femminismi, donne di Fano-Pesaro-Urbino, aderisce con questo testo all’importante giornata di mobilitazione contro l’Omofobia e sarà presente al presidio di Pesaro, in Piazza del Popolo, nel pomeriggio di giovedì 17 maggio, unendosi ad Arcigay Agorà, Agedo, Cgil settore Nuovi diritti, associazione Gay and Proud.
Immagina di essere lesbica, puoi:
-pensare di essere una giovane ragazza lesbica, anche carina, sebbene i luoghi comuni dicano (sbagliandosi) che come lesbica dovresti essere bruttina e sgraziata, tu invece sei lesbica, elegante e piacente, sei costretta a rifiutare le attenzioni di un ragazzo il quale, per vendicarsi, inizia a dire in giro che “non sei normale”, che “sei malata”: questo è un comportamento vigliacco e si chiama Omofobia.
-pensare di essere una donna lesbica già affermata sul lavoro, che vive assieme alla sua compagna da anni ma, per il fatto che in Italia ancora ci sono molti pregiudizi sulle coppie omosessuali (e nessuna legge che ti tuteli), non hai mai risposto alla curiosità dei colleghi sulla tua vita privata, mascherandoti con varie scuse. Alle cene di lavoro alle quali i colleghi e le colleghe portano mogli, mariti o fidanzate/i, tu vai da sola, come se fossi single, perché temi che se ti sapessero lesbica potresti subire delle pressioni sfavorevoli e non fare più carriera: questa si chiama vivere in un Paese Omofobo.
-pensare di essere una giovane lesbica che non lo ha ancora detto ai suoi genitori, per paura di “deluderli” in quanto la vita di una persona eterosessuale, per la visibilità, per il mettere su famiglia, per i figli, sembra certo più semplice e temi che i tuoi genitori la prendano molto male. Ti senti in colpa: questo è per colpa dell’Omofobia.
-pensare di essere una donna divorziata con dei figli, che si è innamorata di una donna e che ha capito che la sua sessualità è cambiata, ha capito che ora è lesbica. Nascondi con molta sofferenza i tuoi sentimenti per paura che i tuoi figli non capiscano, o che il tuo ex sfrutti questa notizia facendoti apparire come una donna poco affidabile e non adatta a essere madre: questo perché c’è chi crede alle falsità dell’Omofobia.
-prova a immaginare come ti sentiresti se, donna, scoprissi di provare amore per una donna, e capissi che questa è la tua realtà, una realtà forte e comune a tante, anche se in questa società due donne che si amano e non hanno bisogno o desiderio di uomini sembra ad alcuni una cosa che non può esistere. Prova ad aiutarci a vivere in un Paese civile nel quale l’affetto, l’amore, la sessualità, la solidarietà, sono le cose più belle e importanti.
Essere lesbica non è che una caratteristica naturale dell’orientamento sessuale umano, anche se le persone di orientamento diverso (lesbico, gay, bisex o trans) sono una minoranza della popolazione (si stima dal 5 al 10 per cento) nessuno ha il diritto di diffondere pregiudizi e falsità sulla nostra realtà umana e morale, che è varia, diversa, come quella di tutti/e.
Diventare VISIBILI contribuisce a sfatare i luoghi comuni di chi vuole dipingerci stereotipate/i. Diventare VISIBILI è faticoso soprattutto per noi donne lesbiche, che viviamo in questo Paese dove è purtroppo ancora molto viva la mentalità che vede le donne come soprammobili a uso, consumo e giudizio dei maschi eterosessuali. Nel 2007 il Parlamento europeo ha legiferato condannando l’omofobia ed “ i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e la violenza”.
Aiutaci a combattere l’omofobia e a diventare persone e coppie diverse sì ma con gli stessi diritti delle altre.
Femminismi, donne di Fano, Pesaro, Urbino
in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. 17 maggio 2012
http://femminismi.wordpress.com
SIAE? Che Truffaut ci protegga!

Appello per la depenalizzazione delle letture pubbliche.
Vogliamo raccontarvi il gran rispetto e guadagno che abbiamo ottenuto dai pubblici ufficiali di questo Paese in occasione della Giornata internazionale della poesia.
21 marzo: giornata decretata da svolgersi in omaggio alla poesia, e noi lo facciamo, visto che qui non lo fa nessuno; evidentemente non ci sono poeti e poete in giro a presentare nulla per questo 21 marzo, beh, lo facciamo noi.
Dice un saggio “I ricchi hanno dio e la polizia, i poveri la poesia e le stelle”, così, per tirar su gli animi, annunciamo che leggeremo, in italiano e polacco, all’interno della Libreria Il Catalogo di Pesaro, il 21 marzo, a ingresso libero. Leggeremo Wisława Szymborska sulla base del volume recentemente edito da Adelphi che consta di 244 testi. Ne leggeremo 18, il 7%. Non ci sono fotocopie, chi vuole porta il libro o se lo acquista. Non si tratta di promozione del testo, la maggior parte delle persone che vengono lo hanno già e la libreria non dedica una esposizione di volumi dell’autrice in modi particolari o con fini promozionali.
Ma ecco la SIAE: loro arrivano prima della lettura, fotografano (sì, avete capito bene, anche se non siamo a CSI), guardano l’elenco delle 18 poesie coi loro titoli in lingua originale, e danno appuntamento ai librai il lunedì successivo per “monetizzare”. Ma come? Occorre chiedere il “permesso” agli editori anche per una lettura di pochi brani tratti da un libro? Sì, anche per maratone letterarie, e addirittura per “visite guidate” se durante queste si citano brani di opere letterarie! E nel regolamento Siae non è specificata la percentuale letta dell’opera. Trattandosi di poesia, la cosa appare ancora più grottesca.
E proprio di “permesso” si parla: possiamo comprare i libri ma non possiamo leggerli neppure in piccole parti in pubblico senza chiedere il permesso e pagare altre consistenti tariffe, siamo solo consumatori pressati tra mura domestiche (tassate pure quelle). Così, per questa serata che potremmo definire di volontariato, dobbiamo ringraziare Siae per la comoda cifra di euro 82 prevista per letture effettuate in biblioteche e librerie con meno di 100 posti. La conta degli orecchi infatti prescrive che la tariffa per il beneficio arrecato a più di cento persone tramite la lettura di opere … salga in proporzione. Ma non temiamo: il o la poeta per cui si raccoglie un euro ad ascoltatore non diverranno milionari … molte bocche ci sono prima da sfamare. E in casi di promozione di un libro chi ne detiene i diritti guadagna due volte, sia tramite la Siae che nella pubblicità indiretta.
Noi pensiamo che se in Italia esistesse un po’ di gratuità in più sarebbe molto meglio per tutti … perché Siae è messa in condizione di tassare anche i personaggi immaginari di Fahrenheit 451: del resto loro i libri li imparavano addirittura a memoria e li recitavano ove capitava!
Possiamo ipotizzare anche una serie di multe ai bambini che negli asili imparano a recitare Rodari a scuola, e il grottesco si ripropone.
Citando un altro regista, Jean Luc Godard, potremmo azzardare: “Gli autori non hanno diritti, solo doveri” ma questo è un argomento controverso, in un Paese dove Siae ha da poco chiuso il Fondo di solidarietà per gli autori di teatro,cinema, tv, radio.
Chiediamo solo agli editori di riflettere su questo e a tutti coloro che ci leggono di fare in modo che Siae “depenalizzi” totalmente le letture letterarie, le maratone letterarie, le citazioni pubbliche nei casi in cui queste non consistono nell’uso a fini di lucro ma in semplice promozione culturale. Così come già chiesto 3 anni fa dall’Associazione italiana biblioteche.
Francesca Palazzi Arduini, lettrice
Monia Andreani, Docente di Diritti Umani
Marlena Gutkowska, lettrice
Lia Didero, associazione Alternativa Libertaria
Donato Romito, associazione Nuovo Mondo
Giovanna Guidi
Elsa Tarsi, commessa
Daniela Pietta
Simone Brunetti, operatore teatrale
Augusto Celsi
Debora Martini, insegnante
Aderite commentando questo post! Specificate nome, cognome, eventuale qualifica, città di residenza, l’appello sarà inviato a stampa specializzata, radio, Siae, librerie e biblioteche.
Pesaro, 21 aprile 2012
Dove andrà Zaffini?
Pensavamo che la destra locale si sarebbe interessata delle emergenze riguardanti i servizi sul territorio, visto che terra, radici, tuberi e sabbioni sono il loro cavallo di battaglia (e il cavallo ha sempre le zampe anteriori rampanti peggio di Furia).
Invece, dopo un iniziale attivismo orgoglioso in difesa degli interessi locali (ricordiamo gli interventi di An e Lega in difesa dell’ospedale Santa Croce e la manifestazione dell’aprile scorso) ora tutto tace. Non si sa più nulla.
Silenzio totale, come accade prima del taglio di grosse e impegnative torte.
Ma come? Lo stesso sindaco Aguzzi del resto, che si presentava alfiere delle comodità sanitarie locali, firma un pattino di tolla, un patto di stagno, dal valore zero, e si ritira… e i focosi Padani che fanno? Tacciono, non intervengono: il recente convegno di “quelli di sinistra” sull’ospedale unico ha visto una platea molto silenziosa (oltre che purtroppo l’assenza di rappresentanti della politica locale, amministratori, personale della sanità), e Zaffini? Taceva.
Eccolo invece riprendere la carica su questioni, diciamolo, di lana caprina come le ostilità alla proposta del presidente Napolitano di facilitare l’acquisizione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati qui. Si perché grazie alla legge numero 91 del 1992 ciò è possibile ma occorre una più chiara legislazione.
In tutta Italia si sono sentiti tuonare coloro che si dichiarano “Padani” e bruciano Costituzione e Bandiere ma poi parlano di “ius sanguinis” come se fossero dei dottor Azzeccagarbugli veri e propri, anche se al latino (Roma ladrona?) preferiscono la parlata del Trota.
Anche Zaffini sale sul carrozzone dei protestatari ed elenca i suoi motivi:
primo, non bisogna facilitare l’accesso alla cittadinanza perché “altrimenti le donne partorienti del Nord Africa verrebbero tutte qui”, agognando forse a guadagnare per i figli la preziosa cittadinanza… ma va là! Qui si coglie il tono antifemminista, misogino, del maschio che pensa veramente che le donne siano pronte a scodellare figli ovunque. Interessate a farsi mantenere dallo Stato italiano? Ma se non abbiamo neanche una legislazione decente per le spese di maternità e gli asili!
Il secondo motivo riguarda l’islamofobia: l’Europa secondo Zaffini è piena di arabi cattivi (tranne che a Oslo) che vogliono minare (coi mina…reti?) la nostra cultura. Ma come minano? Zaff cita l’Olanda come punta di iceberg della Eurabia.
Il caso che cita fa tendenza: a Rotterdam, nel Theatre Zuidplein “dove sono stati divisi i maschi dalle femmine”, scrive. Ma che dice? Se è lo stesso Teatro che ha chiarito che è stata semplicemente accolta la richiesta di riservare 5 file a uno spettacolo alle donne musulmane più osservanti, perché “I musulmani sono un gruppo difficile da far venire in teatro, per questo siamo pronti ad adattarci”.
Sarà che qui il Zaffini tende ad esasperare, alla ricerca di conferme per le sue idee? Certo, anche l’esempio della richiesta di alcuni portavoce della sparuta comunità musulmana svizzera (un 5% della popolazione di quel paese) di togliere la croce dalla bandiera, che pare abbastanza scaduto. E come ha rispose nel 2009 proprio un ministro della Lega, Castelli, a quella provocazione? Ma proponendo di inserire la croce… nella bandiera italiana! …ma non era quella che la Lega bruciava in piazza?
E persone laiche come noi, che criticano fortemente la pretesa del Vaticano di continuare a ingerire nelle scelte politiche sulla libertà femminile e che criticano la vecchia regola di affiggere migliaia di crocefissi di plastica in tutte le aule pubbliche , cosa siamo… “senza radici”? Il fatto è che anche in Italia c’è chi usa il tema delle “radici” cristiane per costruirsi un passato da baciapile che non ha. Si chiama anche “Sindrome della Sentinella”.
Lo ha fece anche Gheddafi di recente, sì, proprio il dittatore che sino a poco tempo fa andava a braccetto col Berlusconi, felice del tanto denaro avuto per “bloccare i barconi” degli immigrati con i suoi metodi diciamo sbrigativi. Pure Gheddafi tuonò nel 2009 contro la decisione della Svizzera, optata per referendum, di sospendere la costruzione di minareti “Guerra santa contro la Svizzera!” tuonò, mettendosi in prima fila tra i santi difensori dell’Islam… eppure, proprio su Gheddafi Il nuovo mufti della Libia, lo sheykh al-Sadeq al-Gharyan, ha espresso una “fatwa” dichiarandolo… un miscredente!
Sempre a proposito di radici, vorremmo ricordare a Zaffini e a tutti gli zaffatori che di solito gli alberi hanno più radici, e non un unico fittone da carota, e che occorre saperle coltivare certe radici, capendo le situazioni personali e la cultura altrui, cercando di favorire le libere scelte e di tenere a freno l’ignoranza e la facile voglia di separazione propagandata dai galletti del proprio pollaio.
Per questo molti di noi si sono battuti contro l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, discrimine tra credenti e non, tra cattolici e non, optando invece perché la ralgiione venisse contenuta all’interno dei programmi di storia e filosofia, senza finanziamenti pubblici a docenti scelti dai vescovati!
A proposito di radici “cristiane” invece, ricordiamo che sino al 1965 è esistito in Italia il sant’Uffizio, poi riformato da Paolo VI e trasformato in Congregazione per la dottrina della fede, quell’ufficio, che si è macchiato nei secoli precedenti dei gravi delitti dell’inquisizione, fa parte della storia del nostro paese ma nessuno vorrebbe rivendicare in quello le proprie “radici”, anche perché non potrebbe leggere i libri messi all’indice da quegli inquisitori, tra i quali le opere di autori come Vittorio Alfieri, Cesare Beccaria, Giordano Bruno, Benedetto Croce, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Giacomo Leopardi, Niccolò Machiavelli, Ada Negri, Luigi Settembrini, Niccolò Tommaseo, Pietro Siciliani, Pietro Verri e Antonio Rosmini, Simone de Beauvoir, André Gide, Jean-Paul Sartre, Alberto Moravia, Aldo Capitini … tutta gente che non voleva i suoi ritratti appesi nelle aule pubbliche e che certo anche qualche musulmano integralista condannerebbe al silenzio.
Difficile dividere i buoni dai cattivi quindi, il grano dal loglio come direbbe il pio Zaffini, le partorienti africane e quelle italiane dagli amanti della retorica e delle guerre sante, le persone di buona volontà dagli strombettatori… e se dovessimo farne proprio due elenchi, cosa che detestiamo perché preferiamo analizzare e criticare senza liste, dove andrebbe Zaffini?
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L’incredibile e triste storia della matricola n° 82
15 novembre 2031
La matricola n° 82 rigirava tra le mani la lettera senza darsi pace…
Cosa avrebbe fatto ora? Come sarebbe cambiata la sua vita e quella di chi ancora sperava di poter contare su di lui?
La ditta di trasporti “M’AMI NON M’AMI” per cui lavorava da anni come controllore era fallita proprio ora, proprio pochi anni prima che lui potesse andare in pensione.
Un segretario (quello che non rispondeva mai al telefono quando gli utenti chiamavano) gliel’aveva consegnata a mano, senza pietà…del resto a lui toccava la stessa sorte della matricola n° 82!
La ditta le aveva provate tutte per non fallire.
Aveva iniziato facendo pagare il biglietto anche ai pensionati, alle donne incinte (soprattutto se straniere, perché secondo il loro modo razzista di pensare più “ricattabili”), ai disabili.
Poi aveva maggiorato i biglietti in tempo di crisi economica, infine aveva creato delle macchinette mangiasoldi che non davano resto…per il biglietto l’utenza doveva pagare 1€ e 5 c , 5 c che non si trovavano mai (forse perché era una moneta inesistente) e quindi chi saliva lasciava nella “mangiasoldi” sempre vari centesimi in più.
Ma nonostante tutte le strategie per strangolare l’utenza, i dirigenti (pagati e liquidati con fior di quattrini) erano riusciti a far fallire la S.p.a.
16 novembre 2031
La matricola n° 82 pensò che ormai, l’unica cosa da fare era andare all’Inps e cercare di capire meglio quale fosse la sua situazione.
Un po’ perché abitava a circa un chilometro dagli uffici, un po’ perché il robusto corpo da controllore, tanto ostentato quando saliva sui mezzi per intimorire l’utenza, negli anni aveva lasciato il posto ad una notevole e flaccida pancia non facile da trasportare, un po’ per nostalgia, decise di salire per l’ultima volta su uno degli autobus della ditta a cui aveva regalato gli anni migliori della sua vita.
Salì sull’autobus, saluto e scambiò qualche parola con l’autista che conosceva da sempre…anche per lui quella era l’ultima corsa.
Si sedette.
Mentre l’autobus percorreva le strade di sempre, i pensieri continuavano ad affastellarsi nella sua mente…temeva per le sue sorti e quelle della famiglia…chi l’avrebbe assunto, in pieno periodo di crisi, a 62 anni suonati? Che ne sarebbe stato di loro?
“Biglietto, prego!”. La matricola n° 82 alzò lo sguardo, guardò il suo collega, gli sorrise bonariamente.
“Scusi, può farmi vedere il biglietto!”.
Capì che la matricola n° 45 faceva sul serio, ligio al dovere fino all’ultima corsa!!
Cercò di farfugliare qualcosa, che lui non credeva fosse necessario dopo una vita dedicata alla ditta…che aveva iniziato a parlare con l’autista e gli era passato di mente…che aveva tanti di quei pensieri e tra questi era sfuggito proprio quello di fare il biglietto…
“Sono 50 € di multa…nome e cognome, prego”.
Mentre la matricola n° 82 forniva le generalità all’integerrimo controllore i ricordi lo riportarono indietro nel tempo…ad un ormai lontano 16 novembre…
16 novembre 2011
Era entrato nell’autobus con l’arroganza di chi ha sempre ragione e aveva iniziato a controllare con fare deciso e sicuro di sé i biglietti degli utenti che vedeva e trattava come gentaglia sempre pronta a fregare qualche centesimo alla sua ditta di trasporti.
Intanto il collega si era immediatamente diretto verso una donna araba incinta e poi verso un ragazzo straniero sicuro di beccarli in flagranza di reato!
La matricola n° 82 quando indossava la sua divisa si sentiva un marine in missione speciale: “Pietà per nessuno e comprensione zero” (NdR forse qualche problema di comprensione, a livello d’intelletto, il pover’uomo l’aveva davvero!).
“Biglietto, prego!”.
Un distinto signore di circa 70 anni gli spiegò che aveva già messo 2 € nella mangiasoldi ma nella parte sbagliata (dove si obliterano i biglietti) e che lo aveva riferito all’autista.
L’autista si affrettò a negare tutto, ma quando almeno 5 persone sostennero le affermazione del pensionato settantenne…ammise che era tutto vero!
La matricola n° 82 nella sua divisa blu, inspirò profondamente per cercare di tirare indietro la pancia e portare il petto in fuori (l’operazione, a dire il vero, non riuscì molto bene…la panza c’era e si vedeva comunque) e disse, alzando il tono, al pensionato che avrebbe dovuto rifare il biglietto.
Una passeggera storica che era seduta in mezzo ai due si permise di dire la sua, facendo notare che metà autobus aveva visto il signore inserire i 2€ seppur nella parte sbagliata e in tono ironico chiese se la sera, aprendo la mangiasoldi e vedendo i 2€, avrebbero lo contattato per riconsegnarglieli……Non avrebbe mai dovuto farlo!!
“Un passeggero non può mai ed in nessun modo mettere in dubbio l’operato di un controllore, soprattutto in mezzo ad altri utenti della ditta!!” questo era scritto nel codice (im-)morale non scritto del controllore-marine.
Quanto la matricola n° 82 avrebbe desiderato che quella passeggera non avesse il biglietto!!
L’avrebbe umiliata, multata, fatta scendere immediatamente dall’autobus!!
E invece ce l’aveva e continuava a parlare!
Lei che negli anni (prendeva gli autobus di linea da quando aveva 12 anni e aveva sempre pagato il biglietto o l’abbonamento) aveva visto la trasformazione disumana dei controllori e non sopportava da tempo la loro boria e i loro cyber-auricolari, lo intuiva e lo guardava senza timore reverenziale e trattandolo “alla pari”, senza farsi intimorire dal suo tono di voce, dalla sua stazza, dal suo ruolo e dalla sua divisa blu.
A quel punto la matricola disse con tono più arrogante che sicuramente qualcuno (da dove?! da dentro la mangiasoldi sigillata?!) aveva preso i soldi e che quindi il signore doveva ripagare il biglietto alla sua ditta…il signore frastornato da tutta la vicenda aveva cercato nelle sue tasche e aveva trovato altri 2€.
Chiese alla matricola n° 82 se avesse da cambiare ma lui rispose che non era lì per cambiare soldi e gli consigliò caldamente d’inserire gli altri 2€…così il povero pensionato pagò il viaggio 4€!
La passeggera scese poco dopo continuando a dire che tutto ciò era un’ assurdità.
Tornata a casa decise che da quel giorno anche lei avrebbe avuto una sua missione-speciale: non avrebbe più fatto l’esoso abbonamento al figlio, avrebbe “passato” il proprio biglietto dalla durata (1 ora…chi gira per un’ora dentro un autobus?!) e dal prezzo assurdi a tutti coloro che incontrava alle fermate, dando priorità agli anziani, agli stranieri e ai ragazzi e avrebbe raccontato a più persone ed utenti della “M’AMI NON M’AMI” ciò che era accaduto.
16 novembre 2031
La matricola n° 82 guardò il controllore integerrimo scrivere gli ultimi dati sul suo taccuino…pensò a ciò che aveva fatto lui esattamente 20 anni prima e in tante altre occasioni per la sua ditta che ora lo licenziava senza pietà e con comprensione zero…e percepì chiaramente chi e cosa è stato per una vita intera: un povero e immenso idiota.
Personaggi, vicende e numeri di matricola non sono del tutto inventati…a voi decidere quali .
La passeggera storica, salva-dipendenti umani.
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Urbino: chi bussa alla mia porta?

Rispetto all’articolo de Il Resto del Carlino sulle “città sicure” e l’operazione notturna a Urbino pubblichiamo il comunicato stampa di alcune associazioni attive nel dialogo interculturale:
In un periodo di crisi come questo, in cui tutti i settori pubblici, compreso le forze dell’ordine, subiscono i tagli e lamentano scarse risorse, ci sembra che il bilancio della operazione condotta ad Urbino2 sia perlomeno scarsa. Un’operazione descritta dagli articoli dei giornali più come un’operazione di guerra in piena regola che come un normale controllo. Se è vero che lo scarso bottino potrebbe sembrare utile a tranquillizzare l’opinione pubblica italiana di sicuro l’irruzione in piena notte in centinaia di case, la criminalizzazione di una intera comunità non va certo in questa direzione. Tra le centinaia di persone controllate due sono state trovate senza permesso, e non è stato riscontrato alcun reato: questo conferma che gli abitanti di Urbin 2 soggiornano a pieno titolo in Italia, lavorano e pagano le tasse, (anche se magari l’affitto sono costretti a pagarlo in nero) e, per quanto di serie B, sono comunque cittadini di questo paese e come tali vanno trattati. Come associazioni che si occupano di immigrazione e di tutela dei diritti, come società civile, come uomini e donne di questo pianeta ci chiediamo quanto questa operazione favorisca l’integrazione e la pacifica coesistenza sul nostro territorio, quanto ci aiuti, tutti, a vivere meglio. E se non ci siano modi migliori di spendere i nostri soldi.
Primi firmatari: Nuovo Mondo, Nuovi Orizzonti, Alternativa Libertaria.
per adesioni nuovomondo(at)gmail.com
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Verso il 15 ottobre… e dopo
E’ indetta per MARTEDI’ 18 ottobre, alle ore 21.00 (dalle ore 20 con cena condivisa), presso il Centro Salomone a Fano in Piazza Capuana 4 (Fano2), la riunione per una rete di attivisti sindacali e sociali contro la crisi (provinciale ed interprovinciale).
Dopo 3 riunioni, di cui una preparatoria alla assemblea dell’Appello Dobbiamo Fermarli (Roma 1 ottobre), una di dibattito sulle questioni del debito ed una preparatoria alla manifestazione nazionale del 15 ottobre sempre a Roma, la prossima riunione intende fare una valutazione delle inziative di resistenza in corso ed esperire le possibilità per la costituzione di una rete provinciale (ed eventualmente interprovinciale) di attivisti sindacali e sociali, sulla base del no al pagamento del debito, del no alle spese militari, della difesa dei beni comuni, della giustizia e diritti per tutti nel mondo del lavoro, di una rivoluzione democratica e di una sperimentazione di forme sociali di eco-solidarietà sul territorio. Tutt* gli/le interessat* sono invitat*.
Per contatti 3296180304
Si è tenuta il 5 ottobre nella sede del Centro Salomone a Fano, la seconda riunione degli attivisti sindacali e sociali scaturita dai firmatari dell’appello “Dobbiamo Fermarli”. Erano presenti esponenti della CGIL che Vogliamo, dell’Unicobas, del Collettivo Femminismi, di Alternativa Libertaria/FdCA, più individualità fanesi, anconetane ed ospiti riminesi (in particolare, il prof. Savino Frigiola), invitati su iniziativa dei delegati andati a Roma.
La riunione si è articolata in
a) resoconto dell’assemblea dell’1 ottobre a Roma dell’appello “Dobbiamo Fermarli”, con lettura dei 5 punti contenuti nel documento finale
E’ stata nuovamente stigmatizzato il punto che prevede la “nazionalizzazione delle banche”
b) dibattito sul punto 1 del documento finale di Roma, per quanto riguarda il non pagamento del debito
Il dibattito ha visto emergere posizioni (Frigiola) che puntano soprattutto alla responsabilità delle banche e quindi ad una battaglia per il ritorno ad uno Stato che batte moneta propria e dall’altra posizioni che allargano invece al sistema capitalistico globale ed al ruolo degli Stati le responsabilità della crisi in atto.
c) manifestazione nazionale del 15 ottobre a Roma
si comunica che ci sono pullman per Roma organizzati dalla FIOM di Ancona e Urbino.
d) costruzione di una rete territoriale rivendicativa, vertenziale e per la sperimentazione di nuove forme di eco-solidarietà
la prossima riunione è convocata a tutti gli interessati per MARTEDI’ 11 ottobre alle ore 21.00, presso il Cento Salomone di Fano.
per contatti 3296180304
In coda alla riunione è giunta la notizia della costituzione di un Comitato per la difesa delle scuole di Fano, contro le ipotesi di riorganizzazione e smantellamento dei plessi scolastici in città
…
Giovedì 30 settembre nella sede del “Centro Franco Salomone” a Fano (Piazza Capuana, Fano2), su iniziativa dei firmatari dell’Appello nazionale Dobbiamo Fermarli, si sono incontrati una ventina di attivisti sindacali e sociali di varie realtà locali: CGIL che Vogliamo, Unicobas, Collettivo Femminismi, Transition Town, Campagna Palestina Solidarietà, Coordinamento Precari della Scuola delle Marche, FdCA, individualità fanesi ed anconetane per discutere di
1. contenuti e partecipazione all’assemblea dei firmatari dell’Appello Dobbiamo Fermarli dell’1 ottobre a Roma (a cui sono resi disponibili a partecipare tre delegati)
2. percorso verso la manifestazione nazionale ed europea del 15 ottobre
3. possibilità della costruzione di una rete provinciale di mobilitazione e di creazione di alternative sostenibili contro la crisi.
Dopo un dibattito ampio ed animato che ha toccato alcuni temi della crisi a livello nazionale/europeo ed a livello locale, l’assemblea si è riconvocata per mercoledì 5 ottobre sempre presso la sede del Centro Salomone, alle ore 21.00.
L’assemblea è aperta a tutt* coloro che sono interessat*.
per contatti 3296180304
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Rebuild Gaza… Urbino 22 giugno
La “C1 autogestita” di Urbino conclude quest’intenso anno accademico invitandovi alla festa di chiusura delle attività prima della pausa estiva.
Per l’occasione… GRANDE EVENTO!
Straordinariamente ad Urbino, direttamente da Gaza nel loro primo tour italiano
“DARG TEAM” IN CONCERTO
…Hip Hop from Gaza (Palestina)
“STAY HUMAN” Restiamo Umani
DA GAZA IN ITALIA NEL NOME DI VITTORIO ARRIGONI
Nei loro testi raccontano la Palestina e la loro vita nella Striscia sotto assedio.
Si esibiscono nel nome del loro amico e compagno assassinato, Vittorio Arrigoni.
Si chiamano Darg Team come Da Arabian Revolution Guys, fanno un hip-hop «all’ottanta per cento politico» e
sono una faccia della nuova rivoluzione palestinese.
I Darg dopo Genova, Torino, poi Milano, Bologna e Firenze, saranno ad Urbino poi proseguiranno per Roma e Trento. Il 20 luglio contano di essere a piazza Alimonda, dieci anni dopo la morte di Carlo Giuliani.
MERCOLEDI 22 GIUGNO
Prato del Colle (collegi universitari di Urbino)
ore 19 aperi-cena con grigliata e dj set
ore 20.30 incontro sulla situazione palestinese raccontata dai musicisti
ore 22 DARG TEAM in concerto
a seguire dj -set con Workingclassreject Appleton (hip hop-ska-reagge) from Fossombronx.
L’evento è organizzato in collaborazione con “Campagna Palestina Solidarietà – Marche” e “C.S.A. Oltrefrontiera” di Pesaro.
PER LA PALESTINA
PER VITTORIO ARRIGONI
CONTRO TUTTE LE OPPRESSIONI
In caso di pioggia l’evento si svolgerà presso le aule esterne del Collegio Tridente.
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Spegnere il falò delle cazzate

17 maggio 2011
giornata internazionale contro l’omofobia e per i diritti civili delle persone Lesbian, Gay, Bisexual, Trans
spegniamo ogni giorno, con fermezza e dalla radice, il falò di cazzate omofobe rinfocolato dai comportamenti nevrotici, violenti, insinuosi o viscidi di chi odia le persone diverse da sé: non restiamo soli/e, non stiamo zitti/e, difendiamo così una delle poche cose per le quali vale la pena di vivere cent’anni, la forma dell’amore, quella dell’eros, quella della propria semplice individualità.
le pacche sulle spalle non ci bastano più: difendiamo la nostra dignità e chiediamo anche per l’Italia la legge piena per il riconoscimento ai fini civili delle famiglie non etero e per l’adozione e l’affidamento dei minori da parte di single e coppie non etero, riprendendo anche il concetto dei Patti civili di solidarietà, affinché siano concesse garanzie flessibili anche a famiglie eterogenee non solo gay, nell’ottica del riconoscimento della realtà di fatto anche italiane del cambiamento sociale e di costume nei rapporti affettivi e familiari.
martedì 17 maggio, presso Argonauta a Fano, ore 21, proiezione gratuita del film Milk, di Gus Van Sant, sulla storia di Harvey Milk, organizzata da Arcigay Agorà.
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Decreto…sviluppo
Decreto Sviluppo e Testo Unico per l’Apprendistato. Due enormi spot elettorali a favore delle
imprese
1) Nel primo si proibisce la persecuzione degli ispettori e della guardia di Finanzia
nei confronti delle imprese e anzi si prospettano sanzioni per quei funzionari che ‘eccedono nel
loro ruolo’ e più i ‘comportamenti saranno gravi più gravi saranno le relative sanzioni nessuna esclusa’
con buona pace della lotta all’evasione fiscale!
In un paese in cui gli unici a pagare le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, in cui
l’evasione supera i 120 miliardi l’anno di gettito, a pagare non saranno gli speculatori e gli
evasori di ogni specie, ma i lavoratori del fisco.
2) Una vera e propria manna ricevono i padroni del mattone. Per costruire basterà il
silenzio assenso che scatta nelle grandi città dopo 150 giorni dalla domanda.
3) le concessioni balneari cedono il passo al diritto di superficie per 90 anni, con sgravi fiscali
per i distretti turistico/alberghieri e con libertà di ampliamento degli stabilimenti, di costruire e deturpare
le coste e gli arenili, con porticcioli, attracchi per yacht, ecc.
4) Non poteva mancare neppure l’ennesima trovata per cercare di depotenziare i
referendum per l’acqua pubblica: l’istituzione dell’Agenzia di vigilanza sulle risorse idriche,
un’authority per l’acqua, con cui il governo cerca di affossare i due quesiti. L’ennesima farsa, come
scrive il Comitato referendario, dato che non è chiaro cosa potrà regolare questa autorità visto che il
decreto Ronchi, oggetto del referendum, stabilisce che le società a capitale pubblico debbono cedere il
40% delle azioni entro il 31 dicembre di quest’anno ai privati che sempre per legge avranno il 7% di
profitti garantiti e che le gare d’appalto garantiranno a chi vince il monopolio sulla gestione del servizio
idrico per un lungo periodo.
Tutto ciò naturalmente verrà meno, come ci auguriamo, in caso di vittoria di Sì ai referendum il 12 e 13
Giugno prossimo.
5) Lo spottone poi trova il suo clou nell’annunciato piano triennale di assunzione
di precari della scuola; si parla di 67 mila precari tra insegnanti ed ATA, ma all’articolo nove del
Decreto Sviluppo non c’è traccia di numeri né di tempi certi, si rinvia ad un decreto del MIUR di
concerto con il Ministro dell’Economia e della P.A.
I numeri non vengono fuori perché non è chiaro quanti posti si renderanno vacanti nei prossimi tre
anni, visto l’aumento a 65 anni dell’età pensionabile anche per le insegnanti, in una categoria dove
l’80% è rappresentato dalle donne. Giova ricordare che i precari della scuola ammontano a 250.000 e
che i tagli effettuati dalla Gelmini nei due anni trascorsi assommano a 113.000.
Ma la giornata di ieri ha visto anche il via libera al Testo Unico dell’Apprendistato presentato da Sacconi al
Consiglio dei Ministri. Dopo il Patto sull’Apprendistato, firmato lo scorso Ottobre con CGIL CISL UIL, con cui già
si concedeva al padronato di fatto il Contratto di Primo Impiego, il governo ha varato l’ennesima penalizzante
normativa che a suo dire dovrebbe aprire le porte all’occupazione giovanile. Si abbassa l’età minima per il
lavoro da 16 a 15 anni; potranno essere assunti in tutte i settori di attività i giovani che abbiano compiuto 15
anni e che potranno assolvere all’obbligo scolastico con un anno di lavoro. L’apprendistato potrà durare 3 anni
per questi giovanissimi e fino a sei anni per chi ha tra i 17 e i 29 anni; viene spacciato come un contratto di
lavoro a tempo indeterminato, ma in realtà alla fine di questo periodo si potrà essere licenziati senza troppe
giustificazioni.
L’apprendistato varrà anche per attività di ricerca e di alta formazione, o per il conseguimento del diploma di
scuola media superiore o universitario. Come dire forza lavoro specializzata a basso costo per le imprese.
Il Testo prevede l’apprendistato anche per la Pubblica Amministrazione e per l’assunzione di lavoratori in
mobilità ai fini di una loro qualificazione!Non va dimenticato che in forza del Decreto Legislativo 276/2003
applicativo della cosiddetta Legge Biagi, l’inquadramento degli apprendisti può essere di due livelli inferiore
all’inquadramento previsto per lavoratori normalmente assunti che svolgano le stesse mansioni e che molti
contratti prevedono che solo alla fine del periodo di apprendistato si possa arrivare allo stesso inquadramento.
In sostanza si tratta veramente di un altro bel regalo alle imprese, che potranno contare su migliaia di
lavoratori precari a basso costo, visto che la stessa ISFOL definisce la formazione nelle imprese alla
stregua di una cosmesi che solo nel 20% dei casi viene attuata una qualche sorta di formazione.
Un esercito di giovanissimi, giovani e meno giovani che potranno essere licenziati alla fine del contatto
sulla base di un giudizio del datore di lavoro e per questo soggetti a ricatti e sfruttamento.
USB Unione Sindacale di Base – Confederazione Nazionale Roma, viale Castro Pretorio 116 – Tel:
06.59640004 – Fax: 06.54070448 – usb@usb.it
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Testamento biologico: una vertenza legale contro la giunta Aguzzi.
Testamento biologico: una vertenza legale contro la giunta Aguzzi.
Ci risiamo, la giunta Aguzzi, esteriormente paladina dei diritti dei cittadini ma a bene vedere succube della volontà del Pdl nazionale, fa marcia indietro sui diritti dei cittadini.
Come ha giustamente fatto notare il consigliere Mascarin, sono passati nove mesi da quando a larga maggioranza è stata approvata a Fano l’istituzione del registro Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario), su proposta dell’assessore Silvestri, eppure non è servita neanche la presa di posizione dell’associazione nazionale dei comuni (Anci) che ne ha sancito la legittimità, a rendere effettivo presso l’ufficio anagrafe il servizio.
Paurosa di disobbedire, la giunta si uniforma quindi ai pietosi tentativi della maggioranza in Parlamento di imporre con la forza dei seggi (anche di quelli comprati) una legge nazionale che impedisca alla gente di far rispettare le proprie volontà di andarsene serenamente.
Una grande protesta civile, che unisce sinistra e destra, è in atto nel nostro Paese per chiedere solo una cosa: che sul proprio corpo e, per chi ci crede, la propria anima, siano i pazienti a decidere, opponendosi semmai all’imposizione, ideologica o superficiale che sia, di cure inutili e al prolungamento artificiale della vita oltre i limiti di dignità scelti dal paziente. Non si tratta di dibattito sulla eutanasia ma semplicemente di far rispettare la parole dell’articolo 32 della Costituzione: …”Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Come esseri umani è nostro dovere resistere a leggi incivili, seppure in futuro dovessimo sopportare quella proposta dal Disegno di Legge Calabrò, che prevede l’obbligo del sondino gastrico anche a pazienti ormai cerebralmente inattivi, “… l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento.”
E’ giusto opporsi anche ad azioni formalmente antidemocratiche, come quella di un Sindaco che sconfessa la volontà stessa di un intero consiglio comunale. Occorre farlo, assieme agli operatori sanitari consapevoli del problema ed ai cattolici sensibili, assieme alla società laica, in memoria di tutti coloro che sono stati costretti ad andarsene tra inutili sofferenze e per difendere la nostra dignità nostra. Per questo invitiamo tutti a organizzare assieme una protesta civile ed una immediata diffida, seguita da vertenza legale per ottenere l’applicazione della Delibera consiliare.
Vogliamo il registro Dat, e lo avremo.
Rimarchevole, redazione.
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Il mondo arabo in fiamme: incontri il 7/12/13 febbraio
Il mondo arabo in fiamme, dibattiti, proiezioni e riflessioni
sull’attualità nordafricana e mediorientale
Tunisia: la fine di una dittatura
7 febbraio 2011 – ore 17.00
Urbino – Aula C1 autogestita – Nuovo Magistero – via Saffi, 15
Egitto: rivolta in corso
12 febbraio 2011 – ore 17.00
Pesaro – Biblioteca Bobbato – Galleria dei Fonditori, 64
(c/o Centro Commerciale Miralfiore – Ipercoop, 1° piano)
Un ‘68 arabo? Rabbia, paure e speranze
13 febbraio 2011 - ore 16.00
Fano – Centro di Documentazione Franco Salomone
Piazza Capuana, 4
Organizza l’associazione NuovoMondo in collaborazione con: Assemblea studentesca permanente Urbino, Alternativa libertaria, Millevoci, Biblioteca Bobbato, Comunità palestinese nelle Marche.
info: associazione@pesaronuovomondo.it
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Il Testamento biologico…tra Don Abbondio e Elio Sgreccia

Testamento biologico: tra don Abbondio ed Elio Sgreccia il “non possumus”, anzi il “non potete” del Ministero.
Incredibile, pur in attesa da anni, anzi da decenni, di una legge statale che sancisca il diritto per ogni cittadino di decidere sulle cure di fine vita e quindi sulla su stessa vita, legge sempre sabotata da questo Governo, il Ministero per il lavoro e le politiche sociali, accodati il ministro Maroni e il ministro Fazio, dichiara in una nota che i Comuni non avrebbero il diritto di fornire un servizio di raccolta delle dichiarazioni di volontà dei cittadini. Perché? Gli argomenti portati a giustificazione di questa circolare tutta ideologica sono fallaci, soprattutto per chi predica il federalismo. Il ministro afferma che i Comuni possono fare solo attività di tipo anagrafico… e cita articoli di legge che semmai lo smentiscono, come l’art. 117 della Costituzione, che riconosce ai Comuni la legittimità di assolvere a funzioni fondamentali di governo del territorio e per i cittadini. La solfa è sempre la stessa: noi non facciamo la legge per assicurare la libertà individuale ai cittadini, e voi non dovete fare nulla prima che noi la si faccia.
Fanno bene invece i Comuni a garantire un servizio di raccolta delle dichiarazioni, da considerarsi come mero servizio sociale poiché l’amministrazione comunale, senza spese suppletive ma servendosi dei già esistenti servizi anagrafici, evita ai cittadini il ricorso oneroso ad un notaio e si limita a raccogliere e vidimare una dichiarazione. Non è vero, come afferma subdolamente il Ministro, che si faccia altro se non semplicemente questo.
Stupisce invece che amministratori come il fanese Del Vecchio, che di politiche sociali dovrebbe occuparsi, accecati dalla propria avversione ideologica alla libertà di cura individuale, colgano al volo la palla ministeriale per attaccare la decisione dell’amministrazione fanese che li aveva visti minoranza prospettando questo utile servizio.
Non c’è da stupirsi, certo, della profonda mancanza di laicità del nostro Paese, nel momento in cui, ad esempio, nell’occasione della nomina del Cardinale Elio Sgreccia, arceviese e non fanese, solo in passato rettore del locale Seminario vescovile, viene data notizia della presenza del vicesindaco di Fano, non sappiamo bene se in veste ufficiale e a spese di chi, alla cerimonia romana.
Presenza invece mai rilevata in occasione di ben più significativi avvenimenti culturali e politici della società civile.
Francesca Palazzi Arduini
La nota del Ministero: 19_11_2010circregistriraccoltadichiarazanticipateditrattamento
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Conferenza famiglia: decisione shock!
Ci giunge in tempo reale un dispaccio Ansia del quale non possiamo garantire la veridicità, si tratta di una grande notizia.
Conferenza sulla famiglia, il sottosegretario e il ministro sono d’accordo: sì al matrimonio per le coppie gay e lesbiche, sì all’adozione.
Milano, 11 novembre 2010, a conclusione della conferenza gli ideologi della “macchina famiglia” (la macchina l’abbiamo costruita, ora ci serve la benzina, ha dichiarato Giovanardi) hanno presentato questi punti da aggiungere al Piano nazionale per la famiglia:
- sì al matrimonio tra coppie dello stesso sesso, a condizione che esso venga anche celebrato in Chiesa, tramite convenzione con il Vaticano e pagamento del Tour operator ciellino che curerà l’arrivo delle coppie a Roma, la celebrazione (don Georg Gaenswein), il lancio dei bouquet (rosa bavarese), il pranzo presso la mensa sociale delle Suore della santissima Misericordia.
- un’altra condizione per il riconoscimento del legame sarà che le coppie accettino il pagamento della Tassa sulla Famiglia Innaturale, che decurterà dall’ammontare del reddito dei/delle coniugi il 10 per cento a favore delle famiglie eterosessuali più numerose
- altra condizione sarà l’adozione da parte delle coppie di bambini e adolescenti problematici, a tempo pieno e con stanzetta decorata da calcomanie di Beagles curate dalla signora Brambilla. Coppie problematiche per bambini problematici: in questo modo si solleverà lo Stato e si alleggeriranno i Servizi sociali cittadini dell’onere della cura di ragazzi che tanto, ha dichiarato il ministro, meglio di così non finiscono. Ammesse anche le adozioni da parte di omo-single “vip” del mondo della politica, della cultura, dello spettacolo, per i quali vi sia garanzia scritta da parte del ministero
- non saranno ammessi riti di nozze tra persone che non siano geneticamente italiane dal 1700.
Al termine della presentazione di questi innovativi punti il sottosegretario ha dichiarato che “gli aborti in Italia stanno diminuendo” ma nessuno ha capito cosa c’entrasse. L’onorevole Fini si è dichiarato da sempre a favore di questi decisivi passi avanti.
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Scrivi qualcosa a Berlusconi…
Affollato sit-in di Arcigay Agorà “Meglio gay che Berlusconi” a Pesaro Sabato 6 novembre, sia al mattino che durante il pomeriggio in via Branca, come in tante altre città l’associazione è scesa in campo assieme ad Agedo per sensibilizzare i passanti sul tema dei diritti civili Lgbt e per protestare contro le battute omofobe del Presidente del consiglio. A questo proposito, dobbiamo rilevare un intenso uso da parte dei passanti del quadernetto “Scrivi qualcosa a Berlusconi” che è stato lasciato a disposizione di chiunque volesse comunicare agli altri la sua opinione sulle recenti battute del “Cavaliere”. Riportiamo qui di seguito la trascrizione INTEGRALE di alcune pagine. Avvisiamo quindi coloro che potessere ritenere offensive alcune affermazioni (quasi tutte peraltro firmate!) di non continuare nella lettura.
Presenti al banchetto persone del mondo politico e dell’associazionismo pesarese e fanese, oltre che vario materiale Cgil con la comunicazione della prossima manifestazione del 27 novembre, e dello spettacolo fanese di Vladimir Luxuria.

- Berlusconi an sara fnocch pro l’è stuppid un gran bel po’. L’animo di Pasqualon. (firma)
- Più bello che intelligente! (nome e cognome)
- Non sono gay e non sono Berlusconi… cosa devo fare per conformarmi? Chiamare una escort! (nome)
- Vai a casa!
- Pensasse più al problemi del italia che a discriminare o offende noi gay
- Che Dio ti perdoni tutto il male che fai…
- Non credo che vai con quella lì. …se ci vai rimani nella botta. T’el dig me!!!
- L’impacco di pelliccia di diciottenne ormai… non fai più. Giusto intorno al cappotto…
- Lei, signor Berlusconi, dovrebbe darsi una regolata!
- Ormai è tutto così fuori di testa che ogni commento è come mettersi sullo stesso piano di Berlusconi. Vergogna!
- Essere pedofili è un crimine, una barbaria, l’essere omosessuali è una virtù. Vergogna!
- Va a casa.
- Meglio gay che Berlusconi!
- Prego per te… ne hai bisogno!
- Va beh…
- Roba da matti.
- Pesaro 06 novembre 2010, a Berlusconi: hai fatto soldi RUBANDO (seguono 3 firme, Novilara)
- -Novilara ladrona, Ancona non perdona (un anonimo)
- -Sei un farabutto! (nome cognome, Fano)
- -…stupid
- -Non ho la forza di scrivere niente, perché non c’è speranza di miglioramento (nome)
- -sei un pezzo di merda (nome)
- -Caro silvio mi fai schifo (nome)
- -Ma nessuna dice di aver fatto sesso con te. Che ti piaccia guardare? (nome)
- -sei ridicolo, vattene! (nome)
- -Essere gay è da persona intelligente e Berlusconi essendo solo furbo non può permetterselo (firma)
- -Caro Silvio che tristezza invecchiare così come fai tu (nome)
- -Più gay, meno preti, e meno bonghi bonghi! Silvio torna a casa! (nome e cognome)
- -L’osteria le starebbe più “a pennello” (nome, cognome, Pesaro)
- -Silvio ti voglio bene!
- -se lei può permettersi di parlare come vuole “mi consenta” lo facico anche io: sei spregevole. Con un minimo di buon senso anche lei può arrivare a capire che deve fuggire dalla nostra italia e lasciarci a ricostruire le macerie che ha “costruito”. Grazie.
- -sig. Berlusconi, smetta di fare il ragazzo e se ne vada in pensione!
- -Caro Silvietto
io non capisco perché in questo Paese esistano due pesi e due misure… ci sono persone che si amano, nonostante le difficoltà, e vorrebbero vivere il loro amore alla luce del sole e solo perché gay, devono stare attenti, si devono vergognare, è meglio quasi che si nascondano.
E poi ci sono altri, magari potenti e con i soldi che oltre a portare avanti uno stile di vita dissoluto, squallido e di mercificazione, lo possono ostentare e se ne sentono orgogliosi.
Baciare un uomo in strada è un problema ma andare con una minorenne ad Arcore è legittimo. Un giorno sarà diverso ci voglio credere. (nome)
- -Sr. Presidente, e hora que voce vai para casa para fazer o PAI e o AVO’. A Italia precisa algo e algueèn de mehor… (due firme)
- -un uomo squallido, ignorante davvero inqualificabile… nel 2010 ancora queste frasi da bar…vergogna! (firma)
- -ma perché dobbiamo farci rappresentare da un nano megalomane che non si vuole arrendere all’età e va anche con le minorenni? Non sa in che casa andare perché ne ha 20? Tagliamolo in 20 pezzi e ne mettiamo uno per casa! (nome)
- -che il fango ti sia lieve!
- -i veri uomini, quelli che lo sono nell’animo non hanno bisogno di urlare il loro finto machismo. Berlusconi curati!
- -Silvio, grazie a te siamo diventati lo zimbello d’europa e del mondo!!! Anche grazie alle tue assurde affermazioni cadiamo sempre più in basso! Ci vergogniamo di te e della tua zozza politica razzista, sessista, fascista ecc ecc !! con poca stima (seguono due firme)
- -Silvio, vai in galera, ma non in visita!!! (nome)
- -caro Presidente del consiglio, cos’hai contro i gay? Io non ho niente contro gli Etero. RISPETTO! (e togli u po’ di barzellette e pensa a lavorare…)
- -costruiamo insieme una speranza (firma)
- -non ho parole… ti si può solo sputare in un occhio…
- -caro Silvio guarda dall’alto, come fai di solito, guardati dall’alto. Guarda la tua Arroganza, la tua Povertà, la tua Solitudine. Con sincera compassione ad una vita quasi persa (firma)
- -caro Presidente, si ricordi che non esiste civiltà né democrazia se non c’è il rispetto per la persona (firma)
- -Silvio cambia paese (due firme)












