rimarchevole…

meglio riassumere…

Archivio per acqua bene comune

Sit-in per l’acqua pubblica


Venerdì 13 a Fano, in Piazza XX Settembre h.18, azione di pressione dal titolo “Giù le mani dai referendum“, in difesa dell’acqua bene comune, in difesa delle energie pulite per lo svolgimento dei referendum e della libertà dei cittadini di partecipare alla vita pubblica di questo paese. Diamo vita ad azioni di visibilità con le bandiere dell’acqua presso i monumenti storici della nostra città.

Decreto…sviluppo

Decreto Sviluppo e Testo Unico per l’Apprendistato. Due enormi spot elettorali a favore delle
imprese
1) Nel primo si proibisce la persecuzione degli ispettori e della guardia di Finanzia
nei confronti delle imprese e anzi si prospettano sanzioni per quei funzionari che ‘eccedono nel
loro ruolo’ e più i ‘comportamenti saranno gravi più gravi saranno le relative sanzioni nessuna esclusa’
con buona pace della lotta all’evasione fiscale!
In un paese in cui gli unici a pagare le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, in cui
l’evasione supera i 120 miliardi l’anno di gettito, a pagare non saranno gli speculatori e gli
evasori di ogni specie, ma i lavoratori del fisco.
2) Una vera e propria manna ricevono i padroni del mattone. Per costruire basterà il
silenzio assenso che scatta nelle grandi città dopo 150 giorni dalla domanda.
3) le concessioni balneari cedono il passo al diritto di superficie per 90 anni, con sgravi fiscali
per i distretti turistico/alberghieri e con libertà di ampliamento degli stabilimenti, di costruire e deturpare
le coste e gli arenili, con porticcioli, attracchi per yacht, ecc.
4) Non poteva mancare neppure l’ennesima trovata per cercare di depotenziare i
referendum per l’acqua pubblica: l’istituzione dell’Agenzia di vigilanza sulle risorse idriche,
un’authority per l’acqua, con cui il governo cerca di affossare i due quesiti. L’ennesima farsa, come
scrive il Comitato referendario, dato che non è chiaro cosa potrà regolare questa autorità visto che il
decreto Ronchi, oggetto del referendum, stabilisce che le società a capitale pubblico debbono cedere il
40% delle azioni entro il 31 dicembre di quest’anno ai privati che sempre per legge avranno il 7% di
profitti garantiti e che le gare d’appalto garantiranno a chi vince il monopolio sulla gestione del servizio
idrico per un lungo periodo.
Tutto ciò naturalmente verrà meno, come ci auguriamo, in caso di vittoria di Sì ai referendum il 12 e 13
Giugno prossimo.
5) Lo spottone poi trova il suo clou nell’annunciato piano triennale di assunzione
di precari della scuola; si parla di 67 mila precari tra insegnanti ed ATA, ma all’articolo nove del
Decreto Sviluppo non c’è traccia di numeri né di tempi certi, si rinvia ad un decreto del MIUR di
concerto con il Ministro dell’Economia e della P.A.
I numeri non vengono fuori perché non è chiaro quanti posti si renderanno vacanti nei prossimi tre
anni, visto l’aumento a 65 anni dell’età pensionabile anche per le insegnanti, in una categoria dove
l’80% è rappresentato dalle donne. Giova ricordare che i precari della scuola ammontano a 250.000 e
che i tagli effettuati dalla Gelmini nei due anni trascorsi assommano a 113.000.

Ma la giornata di ieri ha visto anche il via libera al Testo Unico dell’Apprendistato presentato da Sacconi al
Consiglio dei Ministri. Dopo il Patto sull’Apprendistato, firmato lo scorso Ottobre con CGIL CISL UIL, con cui già
si concedeva al padronato di fatto il Contratto di Primo Impiego, il governo ha varato l’ennesima penalizzante
normativa che a suo dire dovrebbe aprire le porte all’occupazione giovanile. Si abbassa l’età minima per il
lavoro da 16 a 15 anni; potranno essere assunti in tutte i settori di attività i giovani che abbiano compiuto 15
anni e che potranno assolvere all’obbligo scolastico con un anno di lavoro. L’apprendistato potrà durare 3 anni
per questi giovanissimi e fino a sei anni per chi ha tra i 17 e i 29 anni; viene spacciato come un contratto di
lavoro a tempo indeterminato, ma in realtà alla fine di questo periodo si potrà essere licenziati senza troppe
giustificazioni.
L’apprendistato varrà anche per attività di ricerca e di alta formazione, o per il conseguimento del diploma di
scuola media superiore o universitario. Come dire forza lavoro specializzata a basso costo per le imprese.
Il Testo prevede l’apprendistato anche per la Pubblica Amministrazione e per l’assunzione di lavoratori in
mobilità ai fini di una loro qualificazione!Non va dimenticato che in forza del Decreto Legislativo 276/2003
applicativo della cosiddetta Legge Biagi, l’inquadramento degli apprendisti può essere di due livelli inferiore
all’inquadramento previsto per lavoratori normalmente assunti che svolgano le stesse mansioni e che molti
contratti prevedono che solo alla fine del periodo di apprendistato si possa arrivare allo stesso inquadramento.
In sostanza si tratta veramente di un altro bel regalo alle imprese, che potranno contare su migliaia di
lavoratori precari a basso costo, visto che la stessa ISFOL definisce la formazione nelle imprese alla
stregua di una cosmesi che solo nel 20% dei casi viene attuata una qualche sorta di formazione.
Un esercito di giovanissimi, giovani e meno giovani che potranno essere licenziati alla fine del contatto
sulla base di un giudizio del datore di lavoro e per questo soggetti a ricatti e sfruttamento.

USB Unione Sindacale di Base – Confederazione Nazionale Roma, viale Castro Pretorio 116 – Tel:
06.59640004 – Fax: 06.54070448 – usb@usb.it

Le nostre case…

 


Le nostre case sono scese tra siepi fratte e valloni come mongolfiere colorate palloni poggiati tra le foglie.
Le nostre case hanno rampicanti selvatici con grappoli di piccoli petali.

I nostri prati come i nostri saluti sono solo spontanei, giallo e viola bianco e verde, noi non possiamo sapere, solo le ricordiamo, le stagioni, due secondi dopo ch’esse varcano la soglia.

Davanti alle nostre case stanno due vasi o due bastoni quando le o gli amanti non vogliono avventori.
Dalle nostre case escono suoni teneri, a volte invocazioni, quando tutto non basta, quando il tempo scorre troppo in fretta.

Il sabato tagliamo l’erba con le forbici, il fieno con le falci. Ad ogni necessario più forte rumore del coltivare stendiamo la sera per compensare un silenzio attonito di grilli e nidi.

Nelle nostre valli scorre l’acqua che bagna per le nostre emozioni, gorgogliando, stagnando, lambendo e sgorgando ed è di tutti.
Salutiamo di solito il fiume maestoso quando lo valichiamo, per lui appendiamo festoni a primavera quando è calmo e pieno, su di lui piangiamo chiedendo a un dolore di scorrer via lontano e mutare, diventa, diventa mare ti prego.

Le nostre case hanno ventole e specchi che accendono luci ma le lanterne d’estate vanno a cera.
Le nostre api ci cercano, i nostri gatti ci guardano, i nostri istrici distratti attraversano mille viottoli senza temere.
Noi abbracciamo le nostre mucche. Con loro le nostre nonne contavano la sera le favole e sbucciavano le mandorle.

Le nostre strade sono bordate di biciclette e papaveri, di uva e fichi viola, cestini e panche. Le nostre strade portano sempre a un teatro e a una piazza dove un ragazzo suona le bottiglie e i burattini si giocano di noi ridendo e gracchiando.

Sulle nostre strade puoi perderti o svenire per il piacere di sentire mani che ti colgono, pelle che ti sfiora, porte che si aprono,voci che ti chiedono.

Da noi tutti hanno una casa e anche i malvagi un campo da zappare, in questi amabilmente lasciamo che Umberto strappi le sue erbacce bofonchiando e Silvio rubi le sue fragole mentendo, in questi Fedele abbiamo seppellito sotto scuri massi e presto Giuliano bruceremo su fascine di gelso spiritualmente pregando che il suo grasso non sofistichi le zolle ma nutra la gramigna.

Le nostre fabbriche non esistono, i bambini non si tappano le orecchie entrandovi.
Le nostre case hanno ognuna sette ragni e una biscia che fa la guardia all’orto, alcuni lì hanno cristo, altri il tramonto, tutti il diritto a crescere gli ulivi.

Le nostre case, solitarie o condivise, sono abitate a volte dalla poesia, di questa Saffo la molto attenta tiene l’ordito:

“Esse scendono la collina correndo, la maggior parte di loro porta tra le braccia una piccola scimmia femmina bianca con grandi occhi grigi con gli orecchi ben formati. Qualcuna ce l’ha appese al collo con le code rizzate. Fanno delle grida forti passando sotto i meli carichi di frutti rossi …” (Monique Wittig).

dada knorr

(primo passo: uccidere il Priapo e liberare l’O(r)lgettina, secondo passo: le nostre case).

Salvare l’acqua:

Presentazione del libro “SALVARE L’ACQUA – Contro la privatizzazione dell’acqua in Italia”, di Emilio Molinari e Claudio Jampaglia (Feltrinelli Edizioni, 2010).

Sabato 12 Marzo 2011 ore 18,00                                                                        

Sala Rossa delegazione comunale di Calcinelli di Saltara,

Domenica 13 Marzo 2011 ore 17,30
Libreria Zazie, via del Teatro 4 – Fano

In questo delicatissimo momento di difesa dei nostri diritti costituzionali, gli autori ci raccontano la lotta per i beni comuni dall’interno di quella grande esperienza che è il movimento dell’acqua, cercando di riprenderne il senso politico e di raccontarne alcuni luoghi, snodi, vittorie e sfide future.

In entrambi gli eventi saranno presenti banchetti informativi per diffondere materiale sui 2 referendum Acqua e 1 Nucleare, sono aperte le Adesioni al Comitato Referendario 2Sì per l’Acqua Bene Comune”

raccolta fondi per sostenere il primo referendum della Storia d’Italia lanciato dalla società civile e non da schieramenti di partito.


per l’accorpamento del voto elettorale delle amministrative ai referendum
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=171

Ad Ancona il 4 dicembre per l’acqua pubblica


Mobilitazione regionale ad Ancona il 4 dicembre, alle ore 16, di fronte al Teatro delle Muse, per la richiesta della moratoria immediata sulle disposizioni che consentono la privatizzazione del servizio idrico pubblico, in attesa del Referendum promosso con grande successo dal Forum nazionale per l’acqua.
Si organizzano autobus (anche da Urbino a cura dell’Assemblea permanente studentesca) e Auto.

acquabenecomune.org

Acqua: firmiamo anche nei piccoli comuni!


Il Referendum sull’acqua pubblica indetto dal Forum nazionale sta raccogliendo firme per l’indizione anche nella nostra provincia: per sapere quando e dove firmare, collegati al sito del Forum.
Importante: tanto per confermare la vocazione all’arrampicamento sulla groppa dei movimenti popolari propria dei partiti, Italia dei Valori, invece di aderire al forum nazionale composto da una miriade di associazioni, ha deciso di indire per proprio conto una raccolta di firme per l’indizione di tre referendum decisi dal partito e tra i quali ce n’è uno sull’acqua. Evitiamo di firmare per i referendum indetti da IdV per dare così un segnale chiaro:

-Le battaglie comuni si fanno assieme
-Chi ignora gli attori sociali delle battaglie e dei movimenti e cerca di cavalcare gli argomenti senza coinvolgere le parti in causa non è corretto.
-I partiti rampanti danneggiano i novimenti, che sono l’unica possibilità di fare opinione dal basso in questo Paese di Grandi Fratelli.

Notizie sulla possibilità di votare anche nei piccoli comuni sul sito del coordinamento dei comitati della valli del Metauro, Cesano e Candigliano.

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