rimarchevole…

meglio riassumere…

Archivio per gennaio, 2012

Giornata della MEMORIA

Di recente sempre più cronisti, quando parlano di “case”, centri, iniziative di una certa destra, si SCORDANO di aggiungere un importante aggettivo, che certo questi non smentiscono né con le parole (tante) né con i fatti (troppi):
NEOFASCISTA.
Come persone della comunità LGBT, come libertari/e che hanno sempre osteggiato ogni deriva autoritaria e demagogica, come anticonformiste/i, come persone in grado di capire quando si vogliono negare libertà e diritti nascosti DIETRO la retorica populista, giovanilista, e ora anche “territorialista”, dietro le maiuscole dei proclami e le recriminazioni (voi siete “comunisti”!) delle interviste, noi siamo e saremo sempre ANTIFASCISTE/I.

Megadebito e Megavideo


Credevate che il capitalismo occidentale in crisi si limitasse a succhiarvi anche gli ultimi spicci dalla borsa?
a chiedervi di asservirvi ancora più ai suoi ritmi di lavoro, in corsa d’imitazione del capitalismo emergente che muove masse di diseredati dalla campagna alla città, per una paga di 50 centesimi all’ora?
Credevamo che avrebbero lasciato correre però sulle piccole cose, gli “svaghi dei poveri”, la visione di contenuti per i quali altrimenti ti chiedono dai sette euro in sù alla volta… e sette euro all’ora certo molta gente non li guadagna nemmeno in un’ora di lavoro individuale… E INVECE NO!
per difendere gli interessi delle miliardarie case di produzione (e solo di quelle) di film, la polizia di stato Usa passa ai metodi forti e chiude Megavideo. Non sono più disposti a cedere su nulla: dopo aver ripianato i debiti di banche che hanno giocato con la bolla immobiliare sino a rovinare migliaia di cittadini rimasti in mezzo alla strada, il governo Obama attacca i contenuti scaricabili da internet.
E gli altri governi si apprestano a fare altrettanto. Il gioco si farà duro quando inizieranno a passare casa per casa per censire ciò che possediamo come software, e chiederci di pagare diritti costosi che non possiamo permetterci, e questo sarà presto un  modo in più per intimidire e bloccare coloro che altrimenti sono troppo liberi di far circolare notizie e contenuti in internet.
Aspettiamoci il peggio, e pensiamo:  per il canone Rai ci chiedono di pagare contenuti che non possiamo minimamente decidere, e non possiamo ribellarci se non rischiando che ci perseguano giungendo sino bloccarci l’auto o ipotecarci la casa… cosa possiamo fare per la libertà di circolazione dei contenuti sul web?
Il colpo che hanno inflitto al mercato “free” dello svago:
i siti alternativi a Megavideo e agli altri contenitori chiusi non sono certo funzionali come prima, e questo precedente apre una battaglia senza quartiere per chiudere tutto il possibile ogni volta che sia possibile.
Soluzioni “pirata”, come qualle di trasferire volta per volta i server in luoghi non raggiungibili per la legge, sono faticose e ormai quasi impossibili… la soluzione deve essere rivoluzionaria e non solo sporadica, la soluzione è quella di lottare per cambiare le leggi sul diritto d’autore, mettendo un limite alla possibilità di arricchirsi esponenzialmente con la vendita ripetuta e continua dello stesso prodotto alla massa dei consumatori, così come vanno drasticamente limitati i profitti dell’economia di scala capitalista e delle rendite finanziarie, per giungere alla fine del sistema capitalista che si basa sullo sfruttamento dei consumi delle masse, sia di pane che di fiction.

Immaginario lesbico: le mani stupite.

Come omaggio domenicale offriamo questa lirica portatrice di nuovi simbolismi gay locali (gay-local), che la nostra devota Dada Knorr, detta anche “La poetessa del Metauro”, ci offre provvida e casta.

Le mani stupite.

Ho le mie mani stupite, le sento
sprigionano luce dai palmi
fortuna le tengo in tasca e a voce saluto

Chissà se  le mani di Saffo chissà se emanavano raggi
quando ogni tanto a lei accanto …
simile alle madonne
sicure e pietose in tutti i santini
che un tempo mettevano  
tra le coperte ai bambini

donne con mani fornite di raggi extraterrestri
col loro piede calzato su falci di luna  
ed il serpente del disamore
domato con grazia

Così a me succede se per disgrazia ti sfioro
e scopro due soli raggianti
in mezzo alle  linee incise da sempre
due stimmate antiche che accecherebbero la chiromante

Che mi direbbe :”Mah, che strana amante!”

Mi  farai male? Esce calore da me, dalle mie braccia legate
di dietro al mio cuore
esce stupore per te che non mi vieto
e dalle mie mani che con  pudore ritraggo

Quanto mi fanno male, quanto mi fanno bene,
che bello essere antiche.

 

Golden Globe: la Curia di Fano (Italy) premiata come interprete drammatica


E’ incredibile: la sindrome Fornero, versione de-amicisiana del pianto berlusconiano (già restyling vanziniano delle lacrime di coccodrillo) contagia la Curia fanese e le consente di aggiudicarsi un Golden globe come interprete drammatica alle recenti premiazioni di Hollywood!
Un messaggio di congratulazione da parte di Cei (alle prese con un restyling più marcatamente pro-povero delle sue copiose finanze) e del Sommo Pontefice (alle prese con un nuoov corso per il suo guardaroba), sono già giunti al monsignore locale.
Il copione del film, “A Sense of Deprivation“, un senso di privazione, narra del senso di mancanza, di solitudine, della nostalgia per il possesso della vetusta Chiesa di san Domenico:… potranno gli 1,4 milioni di euro ricevuti in cambio consolare la Curia da questa saudade?  Oh! quanto quella vendita “ha lasciato un senso di privazione nella Chiesa locale, diffuso tra il clero e non solo”. Snifff, ora…ripensandoci… sarebbe stato meglio un leasing. Tanto i Comuni e gli Enti si sarebbero abituati a pagare un esoso affitto in più.
Ma ecco il copione: non bastano le rassicurazioni dell’allora  amministratore dei beni curiali, il signor Fabio tombari (per distinguerlo dal noto scrittore lo scriveremo con la “t” minuscola), il quale si troverà nella singolare situazione di essere al contempo l’astuto amministratore della fondazione cittadina che brama di possedere la curia, pardon, la chiesa. La Curia si concederà, tirando sul prezzo, chissà, ma non potrà per sempre che pensare con rimorso a quanto avrebbe potuto guadagnare condedendo il, pardon, la chiesa, con un’altra forma mercantile, che ne so, una convenzione, che certo l’avrebbe rattristata ma con maggiore rendita. Perché la love story tra curia e tombari è terminata, sì, in quanto ”volersi bene è capitalizzare, lo sai”, come dice Ornella Vanoni.
…Di questi tempi, tra abbandoni di governi in ramenga, abbandoni di navi in rada,  abbandoni di amministratori non abbastanza munifici, è stato difficile a Los Angeles decidere.

Microgallery (con la y fa più figo) all’Infoshop!

AAA Siamo aperti da poche settimane, ma già operativ* per ospitare mostre di artisti con cui possiamo creare un’intesa:
persone che amino l’informalità e il contatto con la città, che propongano temi stimolanti. Per il materiale offriamo uno spazio piccolo ma efficiente, con 8,5 metri lineari di binario in alluminio fornito di gancetti, luci fredde lungo tutte le pareti, soffitto che giunge a una altezza di 4 metri con ganci, vetrina a diretto contatto con la strada, nel centro della città, in via Da Serravalle 16.

Ci piace offrire il nostro spazio ad un prezzo ridotto agli artisti che non hanno molti mezzi economici ma molta voglia di esprimersi, in cambio chiediamo interesse e rispetto per le realtà che animano questo spazio. Il costo di una esposizione della durata di una settimana (da venerdì a sabato successivo) consiste nelle sole spese vive per l’apertura, commisurate col reddito e le possibilità di chi si propone.


Infoshop infatti vuole essere una Microgallery ma è durante l’anno un luogo di esposizione di libri, riviste, gadget, musica, mostre, luogo di mini iniziative delle realtà che lo gestiscono e che sono: Alternativa libertaria-Fdca, Femminismi, Gruppo cohousing, Fano in Transizione, Campagna Palestina solidarietà, Anarchici Valcesano.
Proponeteci il vostro lavoro e … sarete nostri ospiti! Scrivete a dadaknorr@gmail.com

 

Ospedale unico: dittatura biopolitica.


“Riqualificheremo gli ospedali minori interni sperando che il governo non ci imponga la chiusura di quelli con meno di 120 posti letto come anticipato dalla stampa nazionale”. Questo leggiamo sulla stampa di mercoledì 11 gennaio.

Quindi, vediamo di capire, l’assessore regionale Mezzolani ci presenta il progetto di Ospedale unico Fano-Pesaro come luogo che verrà attrezzato nella perfetta fruibilità dai cittadini di entrambe le città (e loro comprensori)… ma poi ci svela che l’opera sorgerà “sul lato pesarese di Fosso Sejore”.
Quindi la struttura non sarà affatto posizionata in equidistanza tra i due territori … inutile fare polemiche visto che comunque si sarebbe trattato di una moltiplicazione del tempo e dei chilometri che ora fanesi e pesaresi fanno per recarsi presso i loro ospedali. Alla faccia dell’accessibilità, e della integrazione tra strutture già esistenti, quello che si propone è un casermone ex novo equi-lontano e fagocitante tutte le esperienze sanitarie della provincia.
Ma non sono proprio gli esperti del settore a dire che quello che serve è l’integrazione, il miglioramento per settori, e non l’accentramento… e che ospedali di oltre 500 posti non sono NEMMENO economici?
L’Inrca anconetano, centro di eccellenza, ad esempio, ha 160 posti letto.
Sul progetto, che era stato presentato come necessario per seguire le indicazioni a livello nazionale circa i servizi ospedalieri … altra marcia indietro:
prima pareva che fosse assolutamente necessario progettarlo perché altrimenti il -Governo non avrebbe stanziato nulla per la sanità (i famosi 130 milioni dell’Accordo di programma), come dire, “o facciano così o non ci danno nulla, quindi …”, invece ora pare che occorrerà ricorrere ai privati perché i soldi non arriveranno.
Dunque: si fa un progetto per seguire un finanziamento ma poi se il finanziamento non è garantito si continua a progettare in quel modo, anzi, si preme sull’acceleratore della privatizzazione dei servizi.
E vengono già fuori i nomi dei proprietari dei terreni ove potrebbero essere localizzati vari servizi, sappiamo già inoltre che i grandi imprenditori si stanno muovendo, mentre ancora il progetto è un abbozzo mal spiegato a noi cittadini, per offrire i loro servigi … cosa dobbiamo pensare della attendibilità di una sanità che forma i suoi obiettivi strada facendo così?
Si promette poi ai sindaci che i presidi ospedalieri locali verranno mantenuti e anzi resi più funzionali. Tutti capiscono che si tratta di balle: con 550 posti letto nel nuovo progettato ospedale non ne rimarrebbe neanche uno da gestire in più, poiché le linee guida stabiliscono per i prossimi anni un massimo di 3 per mille posti letto per ricoveri in acuzie e la lungodegenza.
Si dice : “la Regione avrà tutte le carte in regola per accedere ai finanziamenti statali” con un progetto di eccellenza a livello nazionale: ma chi decide cosa e quale è un progetto di “eccellenza”? Si giudica il lavoro di una equipe sanitaria oppure si dà un voto a dei pezzi di carta? A noi pare che qui si facciano veramente i conti senza l’oste. E senza i cittadini. Siamo in piena dittatura biopolitica. Alziamo la voce.

La mia Befana è lesbica.


La mia Befana è lesbica.
di Dada Knorr.

Vorrei portarti del carbone
invece lascio miele, preso da me
nel lontano ’63 dall’incavo di un albero
con un bicchiere
nuda fino al gomito.
nessuna mi punse.

ho poggiato il mio dono questa notte
nascosto dentro un tuo calzino
volando poi via dal terrazzino,
che bella luna nel suo freddo alone,
come svolazza la mia lunga sottana,
lo so, l’aspetto parla chiaro: sono befana.

t’ho guardata solo un attimo dormire
e poi via sul mare rischiarato, fuggo
manco avessi rubato,

se tu sapessi quanto altro ho da dare
seppur con braccia e gambe di pinocchia
vorresti salire su questa specie di canocchia
dalla marmitta di fuochi artificiali
che senza far rumore ci spinge in volo sopra
una strana città, diversa dal reale:

ci sono ragazzi in bici con custodie di violini;
fuochi accesi nella notte e bambini senza tv,
tirano tardi aspettando chi vien giù

potresti stringermi per favore un po’?
sai, a volte sono strane
le curve a gomito
del volo da befane.

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