rimarchevole…

meglio riassumere…

Archivio per novembre, 2011

L’incredibile e triste storia della matricola n° 82

15 novembre 2031
La matricola n° 82 rigirava tra le mani la lettera senza darsi pace…
Cosa avrebbe fatto ora? Come sarebbe cambiata la sua vita e quella di chi ancora sperava di poter contare su di lui?
La ditta di trasporti “M’AMI NON M’AMI” per cui lavorava da anni come controllore era fallita proprio ora, proprio pochi anni prima che lui potesse andare in pensione.
Un segretario (quello che non rispondeva mai al telefono quando gli utenti chiamavano) gliel’aveva consegnata a mano, senza pietà…del resto a lui toccava la stessa sorte della matricola n° 82!
La ditta le aveva provate tutte per non fallire.
Aveva iniziato facendo pagare il biglietto anche ai pensionati, alle donne incinte (soprattutto se straniere, perché secondo il loro modo razzista di pensare più “ricattabili”), ai disabili.
Poi aveva maggiorato i biglietti in tempo di crisi economica, infine aveva creato delle macchinette mangiasoldi che non davano resto…per il biglietto l’utenza doveva pagare 1€ e 5 c , 5 c che non si trovavano mai (forse perché era una moneta inesistente) e quindi chi saliva lasciava nella “mangiasoldi” sempre vari centesimi in più.
Ma nonostante tutte le strategie per strangolare l’utenza, i dirigenti (pagati e liquidati con fior di quattrini) erano riusciti a far fallire la S.p.a.

 16 novembre 2031
La matricola n° 82 pensò che ormai, l’unica cosa da fare era andare all’Inps e cercare di capire meglio quale fosse la sua situazione.
Un po’ perché abitava a circa un chilometro dagli uffici, un po’ perché il robusto corpo da controllore, tanto ostentato quando saliva sui mezzi per intimorire l’utenza, negli anni aveva lasciato il posto ad una notevole e flaccida pancia non facile da trasportare, un po’ per nostalgia, decise di salire per l’ultima volta su uno degli autobus della ditta a cui aveva regalato gli anni migliori della sua vita.
Salì sull’autobus, saluto e scambiò qualche parola con l’autista che conosceva da sempre…anche per lui quella era l’ultima corsa.
Si sedette.
Mentre l’autobus percorreva le strade di sempre, i pensieri continuavano ad affastellarsi nella sua mente…temeva per le sue sorti e quelle della famiglia…chi l’avrebbe assunto, in pieno periodo di crisi, a 62 anni suonati? Che ne sarebbe stato di loro?
“Biglietto, prego!”. La matricola n° 82 alzò lo sguardo, guardò il suo collega, gli sorrise bonariamente.
“Scusi, può farmi vedere il biglietto!”.
Capì che la matricola n° 45 faceva sul serio, ligio al dovere fino all’ultima corsa!!

Cercò di farfugliare qualcosa, che lui non credeva fosse necessario dopo una vita dedicata alla ditta…che aveva iniziato a parlare con l’autista e gli era passato di mente…che aveva tanti di quei pensieri e tra questi era sfuggito proprio quello di fare il biglietto…
“Sono 50 € di multa…nome e cognome, prego”.
Mentre la matricola n° 82 forniva le generalità all’integerrimo controllore i ricordi lo riportarono indietro nel tempo…ad un ormai lontano 16 novembre…

 16 novembre 2011
Era entrato nell’autobus con l’arroganza di chi ha sempre ragione e aveva iniziato a controllare con fare deciso e sicuro di sé i biglietti degli utenti che vedeva e trattava come gentaglia sempre pronta a fregare qualche centesimo alla sua ditta di trasporti.
Intanto il collega si era immediatamente diretto verso una donna araba incinta e poi verso un ragazzo straniero sicuro di beccarli in flagranza di reato!
La matricola n° 82 quando indossava la sua divisa si sentiva un marine in missione speciale: “Pietà per nessuno e comprensione zero” (NdR forse qualche problema di comprensione, a livello d’intelletto, il pover’uomo l’aveva davvero!).
“Biglietto, prego!”.
Un distinto signore di circa 70 anni gli spiegò che aveva già messo 2 € nella mangiasoldi ma nella parte sbagliata (dove si obliterano i biglietti) e che lo aveva riferito all’autista.
L’autista si affrettò a negare tutto, ma quando almeno 5 persone sostennero le affermazione del pensionato settantenne…ammise che era tutto vero!

La matricola n° 82 nella sua divisa blu, inspirò profondamente per cercare di tirare indietro la pancia e portare il petto in fuori (l’operazione, a dire il vero, non riuscì molto bene…la panza c’era e si vedeva comunque) e disse, alzando il tono, al pensionato che avrebbe dovuto rifare il biglietto.
Una passeggera storica che era seduta in mezzo ai due si permise di dire la sua, facendo notare che metà autobus aveva visto il signore inserire i 2€ seppur nella parte sbagliata e in tono ironico chiese se la sera, aprendo la mangiasoldi e vedendo i 2€, avrebbero lo contattato per riconsegnarglieli……Non avrebbe mai dovuto farlo!!
“Un passeggero non può mai ed in nessun modo mettere in dubbio l’operato di un controllore, soprattutto in mezzo ad altri utenti della ditta!!” questo era scritto nel codice (im-)morale non scritto del controllore-marine.
Quanto la matricola n° 82 avrebbe desiderato che quella passeggera non avesse il biglietto!!
L’avrebbe umiliata, multata, fatta scendere immediatamente dall’autobus!!

E invece ce l’aveva e continuava a parlare!
Lei che negli anni (prendeva gli autobus di linea da quando aveva 12 anni e aveva sempre pagato il biglietto o l’abbonamento) aveva visto la trasformazione disumana dei controllori e non sopportava da tempo la loro boria e i loro cyber-auricolari, lo intuiva e lo guardava senza timore reverenziale e trattandolo “alla pari”, senza farsi intimorire dal suo tono di voce, dalla sua stazza, dal suo ruolo e dalla sua divisa blu.

A quel punto la matricola disse con tono più arrogante che sicuramente qualcuno (da dove?! da dentro la mangiasoldi sigillata?!) aveva preso i soldi e che quindi il signore doveva ripagare il biglietto alla sua ditta…il signore frastornato da tutta la vicenda aveva cercato nelle sue tasche e aveva trovato altri 2€.
Chiese alla matricola n° 82 se avesse da cambiare ma lui rispose che non era lì per cambiare soldi e gli consigliò caldamente d’inserire gli altri 2€…così il povero pensionato pagò il viaggio 4€!
La passeggera scese poco dopo continuando a dire che tutto ciò era un’ assurdità.

Tornata a casa decise che da quel giorno anche lei avrebbe avuto una sua missione-speciale: non avrebbe più fatto l’esoso abbonamento al figlio, avrebbe “passato” il proprio biglietto dalla durata (1 ora…chi gira per un’ora dentro un autobus?!) e dal prezzo assurdi a tutti coloro che incontrava alle fermate, dando priorità agli anziani, agli stranieri e ai ragazzi e avrebbe raccontato a più persone ed utenti della “M’AMI NON M’AMI” ciò che era accaduto.

16 novembre 2031
La matricola n° 82 guardò il controllore integerrimo scrivere gli ultimi dati sul suo taccuino…pensò a ciò che aveva fatto lui esattamente 20 anni prima e in tante altre occasioni per la sua ditta che ora lo licenziava senza pietà e con comprensione zero…e percepì chiaramente chi e cosa è stato per una vita intera: un povero e immenso idiota.

 Personaggi, vicende e numeri di matricola non sono del tutto inventati…a voi decidere quali .

La passeggera storica, salva-dipendenti umani.

 

 

 

OCCUPYAMOCI DI NOI!


Occupyamoci di NOI! Apre a Fano l’Infoshop. Inaugurazione-aperitivo sabato 19 novembre dalle 19.30,
via G. da Serravalle 16.

Apre a Fano in Via Serravalle INFOSHOP, uno spazio dove far circolare libri, arte, cultura, proposte con cui costruire una società più  giusta, più libera, più solidale.

Il tam tam della stampa sulle recenti proteste globali di piazza ha sottolineato come Occupy Wall Street e gli altri appuntamenti nel mondo abbiano usato la pratica dell’assemblea generale come spazio in cui  discutere e decidere. L’assemblea è un laboratorio: una discussione di gruppo, nella quale le decisioni non sono prese da pochi leader né a maggioranza, ma si stabiliscono con il consenso di tutti . Ogni questione su cui non si riesce a prendere una decisione viene sottoposta a un gruppo di lavoro scelto dall’assemblea, ma alla fine tutti devono essere d’accordo.

Mai come in questo momento, in cui soggetti politici tradizionali e schemi sindacali  non rappresentano una risposta organica alla crisi, l’autorganizzazione e la difesa diretta di classe porta migliaia di persone a mettersi fisicamente in gioco nelle piazze, dimostrando che le uniche modalità di lotta che offrono  qualche speranza  sono quelle che partono dal basso:  le pratiche assembleari e non autoritarie, l’assenza di deleghe, la solidarietà. 

Pratiche che quando arriveranno a  confrontarsi con i bisogni materiali, potranno (ri)scoprire l’autogestione come stanno (ri)scoprendo la federabilità delle lotte. Queste pratiche  sono i nostri Eurobond, sulle nostre capacità di lotta dovremo misurare  il nostro Spread, in questo investiamo  e (ri)costruiamo giorno per giorno il nostro futuro.

Per rafforzare il ritorno alla pratica dell’ autogestione, apriamo una vetrina, che è anche un laboratorio di contenuti libertari, femministi e dei movimenti: per la gestione aperta e consapevole del territorio, degli spazi urbani, della cultura. Questo spazio ospiterà micro-mostre d’arte, mostre politiche e workshop, anarco-letture e performances, sarà un punto di diffusione della stampa di movimento, un luogo grazie al quale le nuove spinte dal basso troveranno ancor più visibilità

Infoshop è gestito da: Alternativa libertaria-FdCA, Campagna Palestina solidarietà, gruppo co-Housing, Femminismi, anarchici Valcesano, ‘Fano in transizione’-Transition network.

 

Per info su iniziative e mostre: dadaknorr(at)gmail.com

 La grafica del flyer, con il volto di V, è di Dada Knorr, l’immagine di sfondo, che sarà il logo dell’Infoshop, è disegnata per noi da Patrizia Diamante. Grazie Pralina!

 

Urbino: chi bussa alla mia porta?


Rispetto all’articolo de Il Resto del Carlino sulle “città sicure” e l’operazione notturna a Urbino pubblichiamo il comunicato stampa di alcune associazioni attive nel dialogo interculturale:

In un periodo di crisi come questo, in cui tutti i settori pubblici, compreso le forze dell’ordine, subiscono i tagli e lamentano scarse risorse, ci sembra che il bilancio della operazione condotta ad Urbino2 sia  perlomeno scarsa. Un’operazione descritta dagli articoli dei giornali più come un’operazione di guerra in piena regola che come un normale controllo. Se è vero che lo scarso bottino potrebbe sembrare utile  a tranquillizzare l’opinione pubblica italiana  di sicuro l’irruzione in piena notte in centinaia di case, la criminalizzazione di una intera comunità non va certo in questa direzione. Tra le centinaia di persone controllate due sono  state trovate senza permesso, e non è stato riscontrato alcun reato: questo conferma che gli abitanti di Urbin 2  soggiornano a pieno titolo in Italia, lavorano e pagano le tasse, (anche se magari l’affitto sono costretti a pagarlo in nero) e, per quanto di serie B, sono comunque cittadini di questo paese e come tali vanno trattati. Come associazioni che si occupano di immigrazione e di tutela dei diritti, come società civile, come uomini e donne di questo pianeta ci chiediamo quanto questa operazione favorisca l’integrazione e la pacifica coesistenza sul nostro territorio, quanto ci aiuti, tutti, a vivere meglio. E se non ci siano modi migliori di spendere i nostri soldi.

Primi firmatari: Nuovo Mondo, Nuovi Orizzonti, Alternativa Libertaria.

per adesioni  nuovomondo(at)gmail.com

Riserva del Furlo? …Riservata!

Martedì 1 novembre 2011, una giornata tranquilla sebbene un po’ uggiosa, ideale per spostarsi nell’entroterra a passeggiare, anche lungo i bei sentieri della riserva statale del Furlo.
Ma … la tranquilla giornata subisce un improvviso cambiamento di tono per quattro escursioniste, nel momento in cui queste decidono di sostare per un breve caffè caldo del loro thermos nell’area, che appare aperta, non custodita, e disponibile, del Parco Le Querce, a pochi passi dalla bella abbazia di San Vincenzo.
 

Il cartello d'ingresso al Parco: area attrezzata (?) a pagamento.

Quella è l’unica area che gli sembra poter contenere, forse, uno spazio adatto a sedersi e fare due chiacchiere, senza dover entrare in un bar o un ristorante. Appena individuato a fatica un tavolo( fradicio) e qualche vecchio ceppo di legno per sedersi, le 4 (stimate professioniste e ambientaliste e non persone dedite a insozzare Parchi), con in mano il caffè fumante, vengono avvicinate da un figuro il quale, senza qualificarsi, le aggredisce a male parole dicendo che, lui, si è “rotto i c.” di dover sopportare gente che entra senza pagare a fare i propri porci comodi!
La situazione è sgradevole anche perché, dopo avergli fatto notare che non risultava divieto d’accesso ai pedoni e non era pensabile che dei pedoni dovessero pagare per sedersi in un Parco, costui continua la sequela di insulti, dicendo che l’area è per tutti a pagamento e che le “stronze” dovevano sloggiare.
“Sloggiando”, costernate, le 4 escursioniste cercano indicazioni sulla realtà della cosa e scoprono un minuscolo cartello qualche metro dopo l’ingresso, che fa notare come l’area è a pagamento “anche a piedi”!!!

Finalmente trovato l'ospitale cartello che indica che anche i pedoni devono pagare! 2 euro a persona e 6 euro per l'uso di un tavolo, scopriamo poi da un sito web.

Cercano allora uno spazio pubblico ospitale ma trovano solo transenne, cartelli indicanti proprietà privata, aree riservate. Insomma, il Furlo è disponibile sì, ma solo per chi è di passaggio tra alberi (ancora pubblici) e sentieri (impervi e quindi ancora non concessi per chioschi) ; la morale: se vuoi sederti devi consumare.

Ennesima area privata proprio a fanco dell'abbazia di San Vincenzo.

Non è contemplata la possibilità di sedersi a leggere un libro senza il consumo di una piadina o di un piatto di tagliatelle al tartufo, senza dover ingerire un caffè o un ghiacciolo.

Cartelli turistici e....cartelli di divieto: o mangi o stai in piedi!

E’ questa  la triste realtà del connubio tra economia e bellezze naturali nella nostra provincia? La Sagra del Tartufo e l’apoteosi della salsiccia grigliata gestiscono ogni più piccolo angolo ex-pubblico?

Tutte le aree che bordano il lungofiume sono riservate a clienti di esercizi commerciali!

Con che criterio il pubblico  viene  dato in gestione a cooperative (come il Parco Le Querce, che è ora serve al  parcheggio di camper), o si pensa la sosta nel  Parco La Golena, che contiene in tutto ben due panchine e due bagni pubblici ?

Il Parco La Golena dispone... di due servizi e due panchine

L’abbazia di San Vincenzo, luogo di grande spiritualità e fascino, è circondata da cartelli di divieto e transenne sin sull’ingresso,
 

Altre transenne all'abbazia di San Vincenzo.

i parcheggi presenti sulla strada Flaminia, anche quelli più panoramici, sono tutti aree riservate “ai clienti”.
 

Un'altra area di sosta panoramica destinata a esclusivo uso di un esercizio commerciale

A prescindere dal profilo penale, e in-civile, del comportamento dell’ignoto custode del Parco, che forse farebbe miglior figura in un girone dantesco (infernale) che come addetto di una cooperativa … e dal fatto che nessuno vuole criticare l’utilità degli esercizi commerciali e la bontà della gastronomia locale, però ci chiediamo: il “turismo colto, consapevole e sostenibile” di cui ha parlato di recente Matteo “Obama”  Ricci a proposito della riserva del Furlo non dovrebbe avere libertà di scelta?
Commentate, contribuite, protestate.

Francesca Palazzi Arduini

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.