rimarchevole…
meglio riassumere…Archivio per luglio, 2011
Sicurezza in città, le nuove disposizioni oltre alle pattuglie.

E’ con piacere che pubblichiamo il nuovo calendario di disposizioni transitorie per la sicurezza in città, emanate per porre fine al senso di smarrimento e paura, anche paranoica, che si infiltra tra la gente nella stagione estiva come sabbia tra le infradito. Ecco dunque l’elenco delle paure con contrapposto il rimedio proposto dalla nostra sagace Giunta la quale, spiritosamente, ha soprannominato questa lista di provvedimenti come Legge “Marziale”, in omaggio alla romanità della città.
-Stupro – Mutanda gladiatoria: in occasione di tutte le edizioni delle Fano dei Cesari le ancelle, schiave o vestali di passaggio a Fano indosseranno la “mutanda gladiatoria”confezionata in latta romana. Altresì per le Notti bianche verrà distribuita alle Vallette, Miss e Veline una confezione in cartapesta bianca con volants.
-Sindrome da aperitivo - Divieto assoluto durante gli After Hours e le serate alcoliche a base di grappa dei Cesari di usare bottiglie e bicchieri di vetro, ogni tipo di sedia dovrà inoltre essere fissata a terra e ogni suppellettile contundente munita di “laccio antibrillo” per evitarne l’uso nelle risse per la contesa delle fanciulle. Espulsi dai cocktail per motivi di igiene respiratoria i salatini rotondi, le olive ed pericolosi ed aguzzi (pardon) stuzzicadenti.
-Nemici dei bagnanti -Nonostante la moda che giunge da Forte dei Marmi, saranno vietati sulle battigie i salsicciotti salvagente, a causa del loro possibile uso come garrote. I sassi di Sassonia inoltre saranno uniti gli uni agli altri da speciale collante per evitare usi impropri. Vietati anche per dispetto i salvagenti a forma di coccodrillo.
- Auto di notte - Per battere la costa, l’esercito affiancherà di notte un uomo armato ad ogni conducente di passaggio lungo strade dove si ”batte”, ciò onde evitare l’illegalità e le aggressioni, i militari saranno presenti anche su auto di piccola cilindrata purché provviste di sedili reclinabili. Nessun pronunciamento sull’obbligo del profilattico.
Pedoni – Le strisce pedonali, in accordo con la visione liberal del traffico di questa Giunta, però estremamente attenta all’ordine e alla sicurezza, verranno chiodate. L’amministrazione non si prende comunque nessuna responsabilità nel caso di incidenti occorsi a pedoni sulle strisce, in quanto anche questi costituiscono obiettivamente un pericolo per il traffico automobilistico.
-Anziano assassino- a causa del ripetersi dell’inquietante fenomeno pomeridiano del tiro di bocce sui passanti, i circoli per anziani verranno chiusi alle 15. Per quelli giovanili nessun problema perché non esistono.
- L(M)adri di famiglia - a causa della crisi economica, sussiste il fondato sospetto che alcuni furti accaduti in città siano stati opera di una gang che usa carrozzine e passeggini per avvicinarsi alle vittime, invitiamo quindi i cittadini a guardare con sospetto questi veicoli, possibili ricettacoli di refurtiva.
-Storno omicida – come sottolineato dal consigliere regionale Carloni, questi uccelli costituiscono un grande pericolo per la produzione di frutta e ortaggi, anche se per fortuna, ha aggiunto, non per la porchetta. Ogni cittadino quindi sarà autorizzato ad appostarsi nei giardini pubblici per ucciderne a colpi di arma da fuoco sino a venti al giorno, e vista la scarsità di giardini pubblici, sparando anche da aiule spartitraffico, isola pedonale, tetti (padronali).
Parco - viene vietato nella maniera più assoluta il Parco, come potenziale luogo di vita notturna vietata dalla legge; i Passeggi, oltre al già presente reticolato, verranno resi impraticabili per evitare il passaggio di loschi figuri.
Frecce tricolori – in occasione della esibizione delle Frecce tricolori , domenica 31 luglio, gli spettatori verranno forniti di casco protettivo tricolore per evitare effetti Ramstein.
Biciclette - la Giunta ha inoltre confermato il divieto per le biciclette di circolare in strade di larghezza inferiore a metri 5, recando disturbo con la cosiddetta “insidia del pedale”, il divieto è corredato dai commi che avevamo già illustrato in passato.
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NO alla Fano gladiatoria, un intervento…anzi due (nel commento)

Fano dei Cesari 2010, avevo scritto questo pensiero lo scorso anno ma mi pare ancora attuale …
Sono Carla Luzi e abito vicinissima all’anello del Pincio dove si volge la Fano dei Cesari (atto finale e molte altre iniziative). So che questa manifestazione è molto amata dai cittadini fanesi, ma il Mio Pensiero dissente totalmente da questo tipo di eventi che esaltano la forza e la schiavitù, la potenza e il dominio…eventi tutti in cui la Donna è schiava, o umile ancella, o vestale…
La donna in tutto questo esalta esclusivamente la virilità del gladiatore (mi piacerebbe su questo una riflessione da parte delle ragazze e delle donne che partecipano alla manifestazione).
Che dire poi di quanto vino passa, quanto Denaro viene speso, quanto inquinamento acustico ed ambientale….ed il peggio arriva con il fiore all’occhiello della manifestazione: la corsa delle bighe. Chi vive li vicino si sente agli arresti domiciliari per circa quindici giorni, in mezzo ad una grande confusione. Le nostre vie sono chiuse, la raccolta dei rifiuti viene fatta con grande difficoltà.
Molto spesso tutte le attività di preparazione vengono svolte quando ancora non si è fatta l’alba e quindi chiasso, urla, polvere.
In questo ultimo anno ci sono state anche tante prove pure nel giorno della finale dei mondiali di calcio, impossibile sentire qualcosa che non fosse “Delirio di Onnipotenza”.
Finita la festa ( se così la si può chiamare) è possibile notare il grande senso di degrado della città.
Noi che abitiamo lì, per altri giorni dobbiamo sopportare tutto il circo che si smonta… Mi piacerebbe tanto che gli enti preposti invitassero i cittadini ad una profonda riflessione su tutto ciò e su come trovare insieme altri modi di condivisione, di festa, di gioia…
C’è un comune vicino a noi che ha fatto ben altre scelte, è Senigallia. In questa città c’è una visione di festa, di divertimento, di coinvolgimento molto spesso rivolto ad un Progetto di Pace e di Condivisione. La nostra città non deve essere copia di quella citata, ma sarebbe bene che iniziasse un vero cammino verso altri progetti e Pensieri. Questa è la mia “Risperanza” (Erri De Luca).
Carla Luzi
Dal 2012 la Fano dei Cesari si trasforma!
gentili Lettrici e gentili Lettori, è con piacere che offriamo, trasgressivamente, questa trascrizione di un colloquio tenutosi ieri tra i Pezzi grossi del Municipio circa una trasformazione radicale della Fano dei Cesari 2012, il dialogo è stato carpito grazie a un registratore Geloso nascosto nella Bibbia di Ciarlantini.
A: (tamburellando sul tavolo della Giunta sul quale figura un PRG con sopra vari soldatini e camioncini betoniera della Lego)… e allora, ne vogliamo parlare? guarda che io ci sono stato alla Rocca con l’Elisabetta, era un mortorio!
abbiamo dovuto fare le facce sorridenti e alla Eli per poco non gli viene una paresi, già che è rigidina di suo, …non si può continuare tutti gli anni con Ricchetto vestito che sembra il robot del mago di Oz, e con quella calzamaglia! e il duello tra i gladiatori sembrava la corrida di Corrado!
S: ma… abbiamo fatto fare anche la ceretta a Giorgio, perché l’anno scorso una signora a vederlo s’era sentita male… e un vecchietto era svenuto per i fumi della cera ma quest’anno, quest’anno c’erano meno torce accese…
M: ma veramente sembrava… è che dovremmo metterci i cristiani, gli ideali, io come insegnante mi sento di dire, e anche il Sert mi darà ragione, che occorre dare uno scopo a questi Cesari…
A: (si alza in piedi) e no!!! ci mancano anche i cristiani nella fossa! allora si che quel patatone di T. ci fa un c… così, già che per le notti bianche, con tutti quei ragazzi che usciti dall’oratorio andavano a fare gli scoletti c’è indispettito…
S: però, scusa Stefano, ma ci siamo dati da fare quest’anno. innanzitutto per i calli da sandalo di cuoio abbiamo speso 30mila euro di dottor Scholl, e poi è vero, le scopette degli elmi erano sempre sintetiche e non di crine VERO, però le ricicliamo tutte per pulire i marciapiedi, e quindi risparmiamo. Anch’io ho fatto la tunica azzurrina di cotonina, … certo di fodera costava meno. ..però anche tu per la tua gonna quanto hai speso!
A: sì, snello, sembravi Saturno con dietro i suoi satelliti devoti… e la vecchietta che è svenuta per la botta col maglio di quel coniatore di monete! roba che ci fa causa!
S: ma l’anno scorso abbiamo avuto quel problema del soffocamento da fumi di braciere romano…ma poi con la porchetta il signore è rinvenuto, era di Ariccia
M: il signore?
S: no la porchetta… l’avevano fatta arrivare a Mirko quelli del partito
A: e la merda di cavallo l’aveta almeno messa nelle aiuole? comunque qui ci vuole qualcosa di nuovo…
S: potremo fare meno cose di guerra, meno omini armati, e più cene… quella dei Cesaroni…una cena riservata agli anziani “Metti il Gladio nell’armadio”, così tanto per spezzare…le lance
A: (improvvisamente con una botta di fronte spaziosa) ALT! l’hai detto! la gente vuole cose nuove, rilassanti, è stufa di girare vestita nei lenzuoli… che s’impigliano nei raggi delle biciclette, oltretutto, (pensoso)…facciamo una cosa m-o-d-e-r-n-a
M: moderna?!?
S: figurati! come quelli di sinistra che facevano i moderni con Dario Fo, che c’ha cent’anni!
A: moderna no… mh, ODIERNA|
(tutti si guardano ad occhi sgranati come se avessero appena scoperto il modo di moltiplicare gli oneri di urbanizzazione…)
S: la Fano dei Cesari Odierni? sì!!! facciamo tutta una kermesse di Roma d’oggi, gemelliamoci con Roma di oggi!
M: io faccio l’assessore alla cultura?
A: sè, così chiudono la Biblioteca nazionale…
S: io voglio far fare un poster della sora Lella e sotto tavoli con gastronomia romana, carciofi alla giudia, abbacchio, e spritz per tutti! e l’Osteria La parolaccia tutta in fanese, la facciamo al Porto!
A: in effetti si potrebbero anche leggere stornelli… qualcosa anche di culturale?
S: le Osterie! facciamo un concorso di Osterie! la là la (ricomincia a saltare come i pinco panco in Alice nel paese delle meraviglie di Disney…) osteria numero uno, come Aguzzi n’c'è nessuno, e se poi il PD lo vole jelo demo colle sòle, dammela a me biondina, dammela a me…
A: UFFA! potremmo fare invece della rievocazione delle bighe una gara di Smart nel raccordo anulare del Pincio
S: le Smart ce le trova un amico del partito! e poi Pippo Franco e la Ferilli, così siamo bipartisan!!!
M: scusate ma io che faccio? organizzo sta’ lettura di stornelli, pardon, sonetti?
A: sei matto? se leggiamo il Belli allora veramente T. ci fa il c.! (voce fuori campo: “Iddio nun vô cch’er Papa pijji mojje/pe nnun mette/ a sto monno antri papetti:/sinnò a li Cardinali, poverelli,/je resterebbe un cazzo da riccojje).
S: io organizzo Miss Deputata
A: basta che non fai cazzate se rievochi Montecitorio, ricordati di servire alla buvette gli alcolici solo fino alle tre perché se no son casini!
S: no, il Circeo no!e poi quelli non erano briachi
A: veramente neanche questi altri…
S: per far tornare i briachi organizziamo Er Motorino de Mariaccio, …quanto sarà contento Mirko!
M: io propongo la rievocazione anche di Pompei al Bastione… con le statue di cera!
A: tutto tranne i Lupanari però…
M: e facciamo che vestito da Cicerone declamo La bellezza salverà il mondo!
S: ma poi scusa, non dovevamo fare la Roma odierna?
M: e allora possiamo fare solo una cosa, invitare Scilipoti no? L’ambiguezza salverà il mondo
S: oppure? se invitassimo B.? anche se è di Milano…o qualcuno che ci fa l’imitazione del Marchese del Grillo
M: ma quello è vecchia Roma
A: no no, “io sò io e voi non siete un cazzo” è molto ATTUALE, facciamo un dibattito sulla Roma attuale… magari Veltroni, scusate, ma per me B. ora è fuori posto, non è più attuale, anche se ha ragione sulla sciatteria delle donne di sinistra
M: parli te che c’andavi a braccetto, eh? non erano sciatte quella volta?
A: guarda per gli inviti tanto bisogna sentire il partito, e poi che volete da me, decidete voi, io sono fuori, una cosa sola: modernità, modernità, modernità, pure sotto falsi nomi ma una parvenza di modernità, e per finire una partita in piazza a SPQR…
“an vedi, là c’è Marinooo” (soneria di cellulare)
S: allora c’aggiornammo, ciao nì! A: ciao! M: ce se vede!
Le favole dell’assessore Grigio

c’era una volta,
in una ridente cittadina di mare col complesso di inferiorità verso due altre cittadine di mare più carine di lei, e più smaglianti nel mondo, un assessore grigio.
cioè, veramente lui credeva di essere brillante e sagace e che grigi fossero gli altri… ma in realtà era lui ad essere grigio.
e non solo perché aveva i capelli grigi, la faccia grigia e i baffetti grigi, e vestiva di solito di grigio…
ma perché trattava la cultura come un territorio nel quale fare sermoni, omelie, distribuire insegnamenti morali, predicare su frasi tratte da testi vetusti ma sempre attuali, insomma, una barba.
il meglio che potesse organizzare erano mostre d’arte sponsorizzate per sacerdoti, sui volti di cristo, oppure letture di libri di autori maledetti e suicidi dai quali trarre… spunti per il futuro.
ogni tanto coglieva al volo qualche opportunità tipo pacchetti smart-box, e allora presenziava a dibattiti con nomi illustri su argomenti generali e fumosi, un po’ grigi, dando la parola il più spesso possibile a preti e predicatori.
nel frattempo languiva la cittadina nella noia e nell’abbattimento morale, e neppure la sfilata di parrucche anni ’60 e minigonne scomode (i plasticosi anni della sua giovinezza, durante i quali lui era comunque grigio) riusciva a risollevare l’animo dei cittadini.
luoghi pubblici chiusi, tagli al bilancio di tutto ciò che riguardasse i giovani, persino le colorate bacheche all’ingresso del municipio fatte togliere per lasciare il posto a muri grigi, miss “cittadina ridente” si aggiravano depresse come le “donnine allegre” di totò… l’amministrazione era allo sbando in un florilegio di cemento (grigio) e di nottatucole bianche (diventate grigie)…
un giorno, mentre, col solito contorno di salatini e spumantini, tv locali e sponsor, l’assessore presentava un dibattito sulla droga indicando erroneamente come ”i drogati”, un esponente dell’ex partito repubblicano e un gruppo di collegiali presenti in platea, una bambino, portato a sue spese dalla mamma alla conferenza con il miraggio di scroccare un vol au vent, ad un certo punto sgambettò e strillò “ma che PALLE!!!”.
non l’avesse mai fatto! l’assessore si rivolse obliquo verso il pubblico col suo mento sempre un po’ altezzoso, e da sotto i baffi grigi sibilò, come aveva fatto tante altre volte rivolgendosi (ma in privato, ricevendoli superbamente nel suo grigio gabinetto di lavoro) ad artisti, intellettuali, cittadini che presentavano idee originali, colte, spiritose: “e ma mé cu me frega!”.
l’assessore era nudo, nel suo grigiore di interprete dei gusti comuni, nelle sue funzioni di pedagogo fallimentare, maneggiatore inesperto di luoghi comuni (Social network? Pacifismo? Dialogo?) e parole con l’iniziale maiuscola (Responsabilità, Giovani, Bellezza), dopo aver sibilato crollò a terra in un rantolo grigio.
Dalla platea la figliola si eresse di scatto, e, con un gesto pietoso ed altruistico, cercò di rianimarlo declamando una tantum un verso non suo, che nessun effetto produsse. Ma il maturo padre non poteva stavolta né ascoltarla né sostenerne le doti, “si era truccato a prete della cultura, ma era grigio alla vita”, essa sentenziò. Uno a uno gli avventori si defilarono, sindaco compreso, egli già meditava di affidare stavolta l’incarico a un bravo e ben imbazzato ragioniere, che avrebbe sì fatto cantare e presentare amici suoi, ma perlomeno avrebbe lasciato un bilancio dell’assessorato ineccepibile, evitando di far pagare ai cittadini anche la magra nuova, grigia, biblioteca pubblica, la SmontaNasi.
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L’assessore alla cultura… anni ’60

La strana notte di Mancinelli: dichiara di aver notato esposti, al Moonlight Festival dello scorso anno, dei libri di “ex tossicodipendenti” (quali? mah!) e che per questo, suffragato da opinioni varie (cita anche il Sert ma vorremmo proprio sapere quale operatore sottoscrive una cosa del genere…) decise di ritirare i fondi al Festival, perché è pericoloso che i giovani sappiano che si può uscire dalla droga !!! UN INTRICATO DISCORSO CHE FA SOLO VERGOGNA.
Ma cerchiamo di capire:
1) Significa che raccontare di essere usciti da una esperienza di droga è dannoso per chi legge? Quindi l’esperienza della droga dovrebbe essere celata, nascosta ai giovani, considerati incapaci di capire quali sono i rischi? Dei minorati mentali privi di personalità che il Gran ciambellano Mancinelli deve proteggere?
2) Quale il titolo e quali gli autori? Una affermazione del genere sarebbe degna di querela, perlomeno che l’assessore dica i titoli o taccia per sempre…
3) il Moonlight, un festival di grande successo internazionale, cacciato da Fano perché c’era lì (dove? a uno stand? per terra? spuntato dal nulla?) un libro scritto da un “ex”? ma via! diciamo che all’assessore servivano soldi per le sue celebrazioni (della sua giovinezza) e che gli è parso facile, mentre tagliava le gambe a iniziative dei giovani, versare poi il maltolto nel suo paesano rinfresco sui “Meravigliosi anni ’60″… ci provi il contrario!
4) a leggere il programma dell’iniziativa, annacquata e priva di spunti originali, sugli anni ’60 c’è da ridere: Mancinelli parla degli anni ’60 citando Roth, come se in quegli anni la situazione europea e quella americana fossero la stessa cosa (“la guerra fu un fatale discrimine di cui poteva rendersi conto fino in fondo solo chi l’aveva vissuta e poteva rivoltarsi contro i padri -incolpevoli- protagonisti della grande rinascita). Quando poi passa alla omelia sulla “fiducia nella fantasia”, a vedere il programma culturale del comune di Fano viene proprio da chiedersi se non sarebbe meglio, invece di chiaccherare, guardasse ai fatti. Una città nella quale ormai sono le “letture di libri” (scelti da lui) la “proposta culturale”, una città dalla quale le persone di calibro realmente valido dal punto di vista culturale e artistico sono state ESILIATE. Una città con un Teatro il cui Sovrintendente è il…. dirigente maximo del Municipio. Vergogna!
5) e poi la balla che i centri d’aggregazione giovanili a Fano vengono chiusi perché altrimenti i giovani vanno lì a fumare “spinelli”? la vogliamo raccontare? E la storia della tessera obbligatoria a pagamento di 5 euro per l’uso delle biblioteche pubbliche, anch’esse sguarnite e semivuote?
6) questo tipo di scuse è RIDICOLO, sarebbe come se qualcuno dicesse che l’assessore istiga al suicidio perché va in giro a leggere frasi di Vladimir Majakovskji!
Il fatto è che Fano è un paese per vecchi, e gli amministratori usano i soldi dei contribuenti, anche di quelli più giovani, per cantarsela e ballarsela. Salvo poi finanziare kermesse infinite di allegre bevute notturne e scaricare il barile col solito “noi non c’entriamo” quando la gente protesta per le risse, i coma etilici, e adesso pure lo stupro!
I programmi culturali invece andrebbero fatti insieme a chi, nella città, ha veramente cultura, conoscenza, contatti e pubblico!
Mancinelli, per lei e per le persone piene di sé come lei una sola parola: DIMISSIONI.
Dada Knorr



