rimarchevole…

meglio riassumere…

Archivio per gennaio, 2010

Lo spot Regione Marche… su Blob

Partita la campagna pubblicitaria in pompa magna di Regione Marche, della quale abbiamo già parlato nel nostro post “L’inFINTITO“, ecco il primo risultato: giovedì 28 gennaio la trasmissione che taglia e cuce il peggio della Tv italiana, Blob, ne ha scelto un lungo brano, a riprova che i soldi dei contribuenti marchigiani sono stati spesi bene… . Se non altro… siamo sulla tv nazionale anche …aggratis.

Fano: l’UdC re-inchioda Cristo al suo posto…


A seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal capogruppo dell’UdC fanese, Pierino Cecchi, circa il ricorso del Governo italiano contro la sentenza emessa dalla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza di del crocifisso in un’aula scolastica, vogliamo a specificare che:
1) l’informazione riportata dal capogruppo per costruire la sua mozione non è esatta, la Corte ha deciso infatti su un caso particolare, e quindi non ha intimato allo Stato italiano di rimuovere i crocefissi da tutte le aule. Essa ha emesso bensì una sentenza circostanziata su di un caso in cui, in tutta evidenza, il crocefisso era stato segnalato come fonte di imbarazzo per un genitore ateo che ne ha denunciato l’evidenza di simbolo religioso. Certo, sarebbe il caso che, per evitare altri casi, lo Stato italiano recepisse finalmente queste sollecitazioni.

2) che il crocefisso sia a tutti gli effetti un simbolo religioso e politico (schieramenti politici tutt’ora usano la croce nei loro loghi) e non certo un semplice simbolo etico e culturale, è stato riconosciuto dallo stesso Governo italiano, che ora vuole ricorrere contro la sentenza ma che rispetto alla stessa, testualmente, dichiarava che:

“bisogna comprendere che la Repubblica Italiana, benché laica, ha deciso liberamente di mantenere il crocefisso nelle aule scolastiche per diversi motivi, tra i quali la necessità di trovare un compromesso coi partiti d’ispirazione cristiana che rappresentano una parte importante della popolazione e coi sentimenti religiosi di questa”. (Sentenza Lautsi, nov.09).

Dunque, non essendo più quella cattolica religione di Stato dal 1984, è corretta la richiesta e la decisione di rimuovere da un’aula pubblica il simbolo religioso quando questo non è condiviso del pensiero e delle convinzioni religiose di chi quell’aula frequenta.
Troppo spesso, ormai, le maggioranze considerano loro diritto modificare anche lo status dei diritti umani, calpestando, come in passato, le esigenze e le sensibilità delle minoranze in nome del loro predominio e del senso comune che esse dicono di rappresentare.
Alle minoranze fanesi, uscite senza votare dalla tenzone consiliare, ed ai “laici devoti” del Pd diciamo: dire un chiaro NO ad una richiesta tanto plateale, come quella di ricorrere contro una sentenza della Corte Europea, vi costava troppo…? è evidente che la l’Europa, laica e interculturale, è ancora di là dalle Alpi anche per voi.
Non ci stupiamo delle astensioni del cattolico praticante Benini, antiabortista e partner di De Marchi nel loro Bene Comune e lista a “5 Stelle” (ma stelle di che?) , però da laici non di sacrestia potevamo aspettarci qualcosa di più.

Una proposta al consigliere Cecchi: se vuole imporre a tutti i cittadini, anche a non credenti, ai non praticanti, a coloro che pure cattolici non vogliono esporre crocefissi, ai credenti di altre religioni, la sua la sua sensibilità cattolica:
 invece di spingere da Fano il suo ricorso contro Strasburgo, faccia esporre obbligatoriamente qualcosa esteticamente più coinvolgente e che richiami meglio la funzione demagogica della “difesa del crocifisso”, ad esempio… la Salita al Calvario di Hieronymus Bosch.

Carnevale di Fano 2010: dolce e gayo!


Alle sfilate del Carnevale di Fano, che si svolgeranno col caratteristico lancio di dolciumi  il 7 e 14 e 21 febbraio, ci pare in arrivo un pò di dolcezza in più, con la distribuzione di un “raccogli dolci” in cartone colorato che eviti che le persone usino pericolosamente gli… ombrelli per raccogliere cioccolate e caramelle.
In più, dalle dichiarazioni per ora rilasciate alla stampa, non sembra riapparire la boicottata “Nestlè-Perugina” tra gli sponsor dell’Ente (ricordiamo che parte della cittadinanza aveva chiesto di non usare i prodotti di questa ditta a causa del suo coinvolgimento nello scandalo del latte in polvere smerciato nei paesi poveri).
INOLTRE, e non è cosa da poco in una città con un governo di centro-destra, ancora una volta sfilerà il carro della giovane maestra carrista Chiara Perugini sui DICO (il disegno di legge sul riconoscimento dei diritti dei conviventi, già frutto di una dolorosa mediazione con cattolici tipo Binetti, che considerano gli omosessuali come cittadini di serie B), carro sviluppato, da quello che ci pare di vedere, come un omaggio alla felicità delle unioni di qualsiasi tipo esse siano.
Certo, i Dico non hanno rappresentato una bella parentesi, come disegno di legge governativo (ma nella XVI Legislatura furono presentati ben 9 disegni alla Camera ed 11 al Senato sulla legittimazione delle unioni civili ANCHE  tra persone dello stesso sesso), non riuscendo a combinare nulla. Speriamo bene per il futuro e ricordiamo che con i DIRITTI non funziona come con certe coperte, non diminuiscono per qualcuno se si riconoscono anche ad altri: anzi, una società nella quale ci sono diritti per tutti coloro che ne necessitano è più serena e libera.
Altre informazioni sui carri in cartapesta su: cartapesta.it

Femminicidio: Barbara Spinelli ne parla a Pesaro


Bella conferenza della giurista Barbara Spinelli a Pesaro, organizzata dal Centro sociale Oltrefrontiera. “Femminicidio: dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale” è il titolo del suo recente libro edito da Franco Angeli.
Barbara si è soffermata sulla storia del concetto di “femminicidio” , neologismo conosciuto principalmente dai mass media per le storie di omicidi e violenze di e su donne denunciati dalle donne centroamericane, ma concetto che ha una lunga storia le cui radici sono nel femminismo americano (da Diana Russel a Mary Daly e Jane Caputi teoriche del “ginocidio”).
Il riconoscimento internazionale del “femminicidio” come crimine e violazione dei diritti umani è entrato a far parte dell’agenda politica degli Stati aderenti all’Onu con la creazione (nel 1979) e l’attività del CEDAW, la convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne.
Interessanti i casi particolari riportati da Barbara sulla situazione italiana: il patteggiamento nei processi per strupro, la essenziale funzione dei centri anti-violenza per la tutela legale corretta delle donne maltrattate, la indispensabile formazione degli operatori della sanità, la mancanza di studi di genere nelle facoltà di giurisprudenza italiani, l’inutilità delle scelte politiche “securitarie” dell’attuale Governo che mirano più al controllo poliziesco del territorio che alla rimozione delle cause della violenza.
Per “femminicidio” si intende qualsiasi forma di violenza, sia fisica che psicologica che economica che culturale, esercitata sulle donne in quanto tali per opprimerle, impedirne la libera scelta, la pari dignità, la libertà di movimento ecc.
Erano presenti al dibattito, tra gli altri, la studiosa di gender studies Monia Andreani e Simonetta Romagna, già assessora alle Pari Opportunità della provincia di Pesaro, che ha parlato del Centro antiviolenza di Pesaro.
Ha moderato il dibattito Giorgia Sestito.

Marche: la rivolta dei comitati.


Mentre Regione Marche si dà da fare per stravolgere le ZPS, zone a protezione speciale, e tiene in estremo conto i pareri di minoranze risibili come quelle della lobby dei cacciatori, i cittadini marchigiani si rivoltano contro un Piano energetico poco chiaro, i progetti di mega centrali nocive per ambiente e salute, la spartizione per lobby degli affari della viabilità, dell’energia, dell’urbanistica. E lo fanno con incontri, convegni, AZIONI LEGALI, manifestazioni. L’esempio più attivo e partecipato di questa nuova ondata di attivismo e di coordinamento è quello di Marche per rifiuti zero, facente parte di quel movimento nazionale “no inceneritori” estremamente composito che ha cretao in Italia un legame tra tutte le realtà territoriali che si battono per l’applicazione della teoria Zero Waste diffusa tra l’altro dal chimico statunitense Paul Connet (quello tra l’altro che per primo negli Usa ha denunciato i danni cerebrali provocati dall’uso del fluoro nell’acqua).
Da evidenziare nell’attività dei comitati locali l’importanza data non solo alle problematiche legate alla salute ed alla difesa dell’ambiente e del paesaggio, ma l’analisi e la denuncia dei meccanismi di profitto per pochi e di danno per molti che stanno dietro le scelte di politica energetica, industriale, urbanistica. Da evidenziare anche la trasversalità della presenza politica dei cittadini nei comitati locali, che ancora nessuno schieramento è riuscito ad accalappiare.

Riceviamo e pubblichiamo:
Cosa dire : grande, grande l’ultino fine settimana.  Ricapitoliamo :
Venerdi’ 15 : Loreto Palazzo dei Congressi. Piu’ di 700 persone presenti
all’incontro promosso dal Comitato Rigassificatore no-grazie con il prof. Gianni Tamino;
Sabato 16 : Jesi Palazzo Comunale. mattina e pomeriggio Forum tecnico
promosso dall’A.C. sulla questione Sadam. Punte di 400 presenti (l’incontro è durato 7 ore). Il dirigente Sadam è costretto ad ammettere : ” Non ho le competenze necessarie per rispondere a tutte le obiezioni poste (dal Comitato e da  trenta Associazioni cittadine e dai loro tecnici).
Sabato 16 Corinaldo : grande assemblea al dancing Lanterna Azzurra
(Madonna del Piano) sulla Turbogas di Corinaldo. Oltre 1.200 partecipanti. Stupenda e seguitissima la relazione del prof.  Tamino. Anche qui pessima figura di vari esponenti politici.
Domenica 17 : Risultati del Referendum di Urbania contro il progetto
del mega parco eolico voluto, fra gli altri dai Merloni.
1435 NO e 342 SI’.
Schiacciati.

I prossimi appuntamenti :
Venerdi’ 22 : ore 21- Calcinelli di Saltara- sala della delegazione Comunale Assemblea del Comitato di Schieppe per la vertenza
risarcitoria contro la Regione Marche.
Lunedi’ 25 : ore 21- Sassoferrato- Teatro Comunale : incontro con il
prof. Paul Connett sul movimento Rifiuti Zero.
Martedi’ 26 : ore 21- Civitanova Marche- Hotel Miramare : incontro con
il prof. Paul Connett
Sabato 30 o Domenica 31 : Jesi ( da decidere luogo ed ora) incontro organizzativo per la manifestazione del 20 febbraio ad Ancona, anticipata
dall’incontro del 9 gennaio e confermata dalle assemblee di Loreto e Corinaldo.

Andremo ad Ancona per portare la voce dei Marchigiani e per dare una voce unitaria alle vertenze dei vari Comitati.
CAMBIARE LA POLITICA. I CITTADINI AL PRIMO POSTO

per Marche per Rifiuti Zero
Adriano Mei
marche.per.rifiuti.zero@gmail.com

altri link:
Comitato Sassoferrato
Jesi
attiva
Valcesano sostenibile
Conero blog

Internet e censura: alcuni chiarimenti


Si è fatto un gran vociare di censura applicata a internet a causa dell’approvazione, all’interno del “pacchetto sicurezza” di un emendamento riguardante l’oscuramento (nell’emendamento viene chiamato -filtraggio-) di siti web ecc.
Occorre precisare alcune cose:

1) già dal 2003 è in vigore una legge che stabilisce responsabilità penali per i gestori di server che ospitano materiale denunciato, però, come vedrete nel testo più sotto, allora era semplicemente l’autorità giudiziaria a disporre del “sequestro virtuale” mentre con l’emendamento oggi si dà al ministro dell’interno questo potere, e si specifica solamente “in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria”. E’ da notare poi che l’emendamento non cita il reato di diffamazione ma tipologie molto più specifiche al confronto politico e istituzionale (istigazione a delinquere, apologia).
2) questo significa che anche a seguito di una semplice denuncia o inchiesta il ministro potrebbe discrezionalmente decidere di chiedere ai server l’oscuramento di questo o quel sito. si compie quindi un passo ulteriore verso la censura, un pò come se fosse possibile a seguito di una denuncia che, oltre accertare la consistenza del reato,a individuare il responsabile ecc,… il giudice ordinasse di sequestrare da tutte le edicole i giornali denunciati prima di iniziare qualsiasi confronto in tribunale. Questo in effetti è stato fatto in Italia in passato, più che altro nei confronti di riviste a fumetti e di satira (es: il giornale di satira Il Male ma anche il fumetto Diabolik!). Dobbiamo poi considerare che, se orientati politicamente, sono gli stessi giudici a decidere, evitando di chiedere il parere al ministro anche ove prescritto (ad es. reato d’oltraggio a capo di Stato estero).
3) ciò però non significa che in passato coloro che hanno server, blog o siti non fossero perseguibili per reati quali appunto la diffamazione, mentre ora sì. la pubblicazione di materiale sul web è infatti comunque oggetta alle leggi sulla stampa. Sussiste anzi da tempo una diatriba sull’interpretazione della legge 62/2001, che sembrerebbe richiedere a tutti i gestori di siti internet di informazione aggiornati periodicamente il possesso di un direttore responsabile (in realtà a questa legge si sono adeguati solo i siti che fanno richiesta dei contributi statali per l’editoria).
è ovvio in questa situazione che chi volesse scatenare una campagna di censura e denunce nei confronti di alcuni siti d’informazione, per farli chiudere, può provare ad usare vari mezzi, come cercare, o incitare, commenti offensivi su un blog e poi, prima che l’amministratore del blog stesso se ne accorga e/o decida di rimuoverli, denunciarlo; rispetto a questo però la giurisprudenza ha sempre dato ragione a coloro che hanno invocato la necessità di riconoscere agli amministratori dei siti dei margini di tempo per operare eventuali cancellazioni di testi offensivi, volgari, diffamatori segnalati e verificati come tali sui propri siti. per questo è consigliabile pubblicare in homepage un link con una nota di Policy sulla gestione dei contenuti e dei commenti, per alcuni versi simile alla declinazione standard di responsabilità presente sulla stampa periodica su carta (L’Editore non è responsabile… ecc.).
è possibile quindi che, anche per i forum, si verifichi credibilmente solo UN CASO di reale perseguibilità penale.
Nel caso ad esempio di forum in cui la moderazione di un forum è successiva, il moderatore può essere considerato responsabile negli stessi termini in cui risponde un provider per l’immissione in rete di contenuti illeciti, cioè si può configurare una responsabilità soggettiva:
per colpa, nel caso in cui non abbia accertato l’illiceità di contenuti trasmessi, nonostante fosse consapevole della presenza di materiale sospetto, e di conseguenza non lo abbia rimosso; per dolo, quando egli sia anche consapevole che la condotta dell’utente violi disposizioni di legge ed ometta di intervenire.

-ciò accade già, spesso senza che ci sia l’intervento della magistratura anche per i server internet, che preferiscono sospendere il servizio ad alcuni siti se vengono diffidati a farlo, senza verificare se la segnalazione sia credibile. la censura è quindi già in atto tramite questi strumenti, e si differenzia da quella operata sulla carta stampata, che ora subisce più che altro denunce con richieste di risarcimento pecuniario più che subire, come nel caso di internet, facili sequestri “virtuali”.

Francesca Palazzi Arduini
htpp://rimarchevole.wordpress.com

I TESTI A CONFRONTO:

Comma 1 dell’Emendamento D’Alia, nel testo approvato al Senato:

Art. 50-bis.
(Repressione di attivita` di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet)

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attivita` di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attivita` indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di
utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

Articolo 14, comma 3, Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70

Art. 14 (Responsabilita’ nell’attivita’ di semplice trasporto – Mere conduit-)

1. Nella prestazione di un servizio della societa’ dell’informazione consistente nel trasmettere, su una rete
di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, o nel fornire un accesso alla rete di
comunicazione, il prestatore non e’ responsabile delle informazioni trasmesse a condizione che: a) non dia origine alla trasmissione; b) non selezioni il destinatario della trasmissione; c) non selezioni ne’ modifichi le informazioni trasmesse.
2. Le attivita’ di trasmissione e di fornitura di accesso di cui al comma 1 includono la memorizzazione automatica, intermedia e transitoria delle informazioni trasmesse, a condizione che questa serva solo alla trasmissione sulla rete di comunicazione e che la sua durata non ecceda il tempo ragionevolmente necessario a tale scopo.
3. L’autorita’ giudiziaria o quella amministrativa, avente funzioni di vigilanza, puo’ esigere, anche in via d’urgenza, che il prestatore, nell’esercizio delle attivita’ di cui al comma 2, impedisca o ponga fine alle violazioni commesse.

Rosarno: incontro a Pesaro.

Vista la gravità della situazione, pubblichiamo questa notizia qui nvece che alla pagina degli eventi.
Mercoledì ore 21, Pesaro, presso il Centro sociale autogestito oltrefrontiera, incontro con frati comboniani per discussione e aggiornamento sui fatti di Rosarno e questioni inerenti l’immigrazione. info: daniele 349.6902253.

Kyoto scaccia Kyoto?


Dopo il fallimento del vertice di Copenhagen mi sembra utile ricordare la situazione della produzione di anidride carbonica in Italia.

“Cinquecentocinquanta milioni di euro, solo per il 2009, che potrebbero diventare 840 entro il 2012. È il conto, salato, che l’Italia rischia di pagare se vuole rispettare il tetto imposto alle emissioni di CO2”.
Così sul sole 24 Ore del 13 agosto scorso si descriveva il problema delle “quote CO2” italiane, un meccanismo da pagare, sborsando gli euro necessari a tamponare l’eccedenza di emissioni, comprando “permessi di emissione” da quei paesi europei più previdenti del nostro, che hanno fatto in modo di diminuire le emissioni e soprattutto… di negoziare con l’UE un tetto emissioni più realistico per la propria condizione.

Ma non si tratta, nel nostro caso di incolpare della situazione il ministro Pecoraro Scanio, che nel febbraio del 2008 negoziò un tetto di 201 milioni di tonnellate di CO2 da liberare tra 2009 e 2012. Il problema è causato dalla politica industriale nazionale, che, anzi, ha investito in questi anni in nuove centrali a carbone, fregandosene delle emissioni,… ed anche del fatto che altrove questo tipo di tecnologia invece è sospesa.

Così dovremo acquistare sui mercati internazionali dell’anidride carbonica quei “diritti di emissioni” che costano in media sui 12-15 euro la tonnellata. “La stima di spesa per il sistema Italia per rientrare nei parametri è così nell’ordine degli 840 milioni. I tempi sono stretti. Nel solo 2009 si stimano 37 milioni di tonnellate di anidride carbonica di troppo, pari appunto a un costo di 550 milioni.” Così di nuovo recita il Sole 24 Ore:
“L’unica risposta per proteggere la competitività delle imprese italiane fu l’impegno del governo – in caso di deficit di quote – a comprare con soldi pubblici i diritti e a donarli a tutti i nuovi impianti industriali che sarebbero entrati in servizio a partire dal 2008. In altre parole, è stato scaricato sul pubblico il costo di una distorsione ideologica a danno dell’economia italiana”. Quote che quindi dovrebbero pagare le imprese, come sottolineato dalla Commissione europea, e che invece pagherà tutto il Paese.
E c’è di più, sono gli stessi cittadini a denunciarlo (e non il giornale di Confindustria), come Vanni Destro, di “Cittadini per la partecipazione” di Rovigo, non solo gli impianti mega produttori di CO2 vengono finanziati e costruiti, ma “Si ipotizza anche di farli funzionare in barba agli accordi, ma si chiarisce subito che le sanzioni, cento euro a tonnellata di CO2 in più emessa, che l’UE comminerebbe al nostro Paese, sempre pagate quindi dai cittadini italiani, ammonterebbero a 5,6 miliardi di euro!”, sì, perché l’eccedenza di quote purtroppo è questa: 60 milioni di tonnellate di emissioni richieste dal settore termoelettrico per il 2009-2012, 12 milioni di tonnellate di quote richieste da settori diversi, per un totale di 72 milioni, meno la riserva che era stata prevista dal tetto, di 16 milioni di tonnellate, in totale un disavanzo di 56 milioni di tonnellate di CO2 da pagare.

Il quadro della situazione è chiaro: costi industriali (ed inquinamento) voluto da holdings che lucrano senza spesso far ricadere alcun beneficio, nemmeno in forza lavoro, e certo minimamente paragonabile ai danni causati, … e disavanzi che i cittadini pagheranno direttamente con aumento della tassazione. Era inoltre già chiaro da tempo che la favola degli impianti “a emissioni in pareggio”, come quelli a biomasse che si dichiarano tali perché brucerebbero materiale vegetale “a credito” di CO2 era una gigantesca balla: non esistono emissioni in pareggio, occorre anzi  limitare nel tempo il più possibile sia il dispendio e lo spreco di energia termica che l’incenerimento.

 Francesca Palazzi Arduini

per info sulla situazione locale: http://www.comitatinrete.it

Videoclip Regione Marche: L’InFINTito di Giacomo Leopardi

A nome di tutte le poete ed i poeti marchigiani esuli offriamo questa versione dell’Infinito, adattata allo spot video fatto girare dalla Regione Marche con tanto di Hoffman. Buon anno a tutte/i!!!

L’in-fintito

Sempre CARO mi fu questo spot folle,
E questo Promo, che di tante parti
Delle abitate Marche il guardo esclude.
Ma subendo e pagando, interminati
Costi deliberati, e sovrumane
Marchette, e profondissimi inciuci
Io nel pensier mi fingo; tanto di niente
Questo si spaura. E come il voto
Odo fuggir presto dall’urne, io quello
Infinito a questa faccia di bronzo
Vo comparando: e mi sovviene il falso
E le sue morte emozioni, e la presente
Bugia, e il suon di lei. Così tra tante
Vanità s’annega il videoclip:
e il suo zoommar m’è vano da guardare.

Dada Knorr.

Il video con l’intervento di Andrea Lodovichetti sulla vicenda:

http://www.youtube.com/watch?v=po9TKZy0kDM

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