
Le convenienze teatrali di Fano con Stefania Donzelli
E’ con stupore che leggo oggi la critica del Corriere Adriatico in merito alla Bohème del 15 luglio alla Corte Malatestiana, o meglio, sull’opera c’era poco da dire e anche il giornale ha convenuto che che non tutti l’hanno apprezzata (i motivi per cui non è piaciuta li ho già ampiamente illustrati anch’io) … Ma la singolarità della notizia sta tutta nell’episodio narrato dal giornale in cui emerge che la Soprano Stefania Donzelli seduta ad assistere all’opera insieme al Sovrintendente del Teatro della Fortuna Simone Brunetti, sia stata invitata al silenzio per “alcuni segni interpretati come plateale dissenso” dal Presidente dell’Orchestra Rossini, e che questo episodio ha fatto poi decidere alla medesima di lasciare la platea. Mi stupisco perché non mi sembra di aver mai sentito che una Soprano sia stata ripresa oppure sgridata ad uno spettacolo a cui stava assistendo, mi sembra un episodio surreale e degno della scuola di altri tempi e non di un teatro. E non mi riferisco tanto alla Soprano, che conosco come interprete di fama, che ha lavorato in Italia e all’estero con nomi quali T. Pinnock e che ha cantato nei teatri di tutto il mondo tra cui: il Comunale di Firenze, La Fenice di Venezia, il Comunale di Bologna, il Regio di Torino, il Regio di Parma, il S. Carlo di Napoli, il Festival della Valle d’Itria, eseguendo opere in prima esecuzione mondiale in epoca moderna, il Verdi di Trieste, l’Arena Sferisterio di Macerata, il Rossini di Pesaro, il Comunale di Cagliari, il Piccinni di Bari e le sale concertistiche di Hannover, Adelaide, Melbourne, Berna, Seoul, Parigi, Tokio (Suntory Hall), Amsterdam (Concertgebouw), Amburgo (Musikhalle) , Bruxelles (Palais des Beaux Arts)… Non credo infatti francamente che una professionista di questo calibro, che insegna Musica vocale da camera al Conservatorio di Foggia ed ha lavorato con l’Orchestra Rossini nell’edizione delle Convenienze e inconvenienze teatrali di Donizetti al Teatro della Fortuna nella passata stagione, sia caduta in atteggiamenti di “dissenso plateale” di fronte agli orchestrali suoi colleghi. Trovo che l’episodio sia molto spiacevole soprattutto per Fano e per la cultura musicale di questa città, infatti la presenza in sala di una cantante che ha interpretato anche la stessa Bohème (nel ruolo di Musetta), dovrebbe valorizzare un’iniziativa musicale e sarebbe già un peccato lasciare che se ne vada prima della fine dello spettacolo, incoraggiarla ad andarsene, poi, mi sembra proprio un autogol…
Monia Andreani

posso essere concorde sul fatto che le proprie opinioni debbano essere espresse liberamente e su molte rivolte all’opera concordo,ma il modo e la forma possono essere a volte fuori luogo..posso assicurare, dato li fatto che stavo lavorando anche io quella sera, che certi atteggiamenti erano fastidiosi e inaccettabili sopratutto da persone che lavorano nello stesso ambiente…il dissenso secondo me si manifesta fischiando o semplicemente alzandosi e lasciando la sala e non con risate, gesti plateali e smorfie di ogni genere a due passi dal direttore e dall’orchestra, cosa che disturba e infastidisce chi come me stava lavorando con tutto l’impegno senza essere colpevole di quello che accadeva sul palco..trovo che il richiamo al silenzio del presidente sia stato piu che giusto…