rimarchevole…
meglio riassumere…Giornata della MEMORIA
Di recente sempre più cronisti, quando parlano di “case”, centri, iniziative di una certa destra, si SCORDANO di aggiungere un importante aggettivo, che certo questi non smentiscono né con le parole (tante) né con i fatti (troppi):
NEOFASCISTA.
Come persone della comunità LGBT, come libertari/e che hanno sempre osteggiato ogni deriva autoritaria e demagogica, come anticonformiste/i, come persone in grado di capire quando si vogliono negare libertà e diritti nascosti DIETRO la retorica populista, giovanilista, e ora anche “territorialista”, dietro le maiuscole dei proclami e le recriminazioni (voi siete “comunisti”!) delle interviste, noi siamo e saremo sempre ANTIFASCISTE/I.
Megadebito e Megavideo

Credevate che il capitalismo occidentale in crisi si limitasse a succhiarvi anche gli ultimi spicci dalla borsa?
a chiedervi di asservirvi ancora più ai suoi ritmi di lavoro, in corsa d’imitazione del capitalismo emergente che muove masse di diseredati dalla campagna alla città, per una paga di 50 centesimi all’ora?
Credevamo che avrebbero lasciato correre però sulle piccole cose, gli “svaghi dei poveri”, la visione di contenuti per i quali altrimenti ti chiedono dai sette euro in sù alla volta… e sette euro all’ora certo molta gente non li guadagna nemmeno in un’ora di lavoro individuale… E INVECE NO!
per difendere gli interessi delle miliardarie case di produzione (e solo di quelle) di film, la polizia di stato Usa passa ai metodi forti e chiude Megavideo. Non sono più disposti a cedere su nulla: dopo aver ripianato i debiti di banche che hanno giocato con la bolla immobiliare sino a rovinare migliaia di cittadini rimasti in mezzo alla strada, il governo Obama attacca i contenuti scaricabili da internet.
E gli altri governi si apprestano a fare altrettanto. Il gioco si farà duro quando inizieranno a passare casa per casa per censire ciò che possediamo come software, e chiederci di pagare diritti costosi che non possiamo permetterci, e questo sarà presto un modo in più per intimidire e bloccare coloro che altrimenti sono troppo liberi di far circolare notizie e contenuti in internet.
Aspettiamoci il peggio, e pensiamo: per il canone Rai ci chiedono di pagare contenuti che non possiamo minimamente decidere, e non possiamo ribellarci se non rischiando che ci perseguano giungendo sino bloccarci l’auto o ipotecarci la casa… cosa possiamo fare per la libertà di circolazione dei contenuti sul web?
Il colpo che hanno inflitto al mercato “free” dello svago:
i siti alternativi a Megavideo e agli altri contenitori chiusi non sono certo funzionali come prima, e questo precedente apre una battaglia senza quartiere per chiudere tutto il possibile ogni volta che sia possibile.
Soluzioni “pirata”, come qualle di trasferire volta per volta i server in luoghi non raggiungibili per la legge, sono faticose e ormai quasi impossibili… la soluzione deve essere rivoluzionaria e non solo sporadica, la soluzione è quella di lottare per cambiare le leggi sul diritto d’autore, mettendo un limite alla possibilità di arricchirsi esponenzialmente con la vendita ripetuta e continua dello stesso prodotto alla massa dei consumatori, così come vanno drasticamente limitati i profitti dell’economia di scala capitalista e delle rendite finanziarie, per giungere alla fine del sistema capitalista che si basa sullo sfruttamento dei consumi delle masse, sia di pane che di fiction.
Immaginario lesbico: le mani stupite.
Come omaggio domenicale offriamo questa lirica portatrice di nuovi simbolismi gay locali (gay-local), che la nostra devota Dada Knorr, detta anche “La poetessa del Metauro”, ci offre provvida e casta.
Le mani stupite.
Ho le mie mani stupite, le sento
sprigionano luce dai palmi
fortuna le tengo in tasca e a voce saluto
Chissà se le mani di Saffo chissà se emanavano raggi
quando ogni tanto a lei accanto …
simile alle madonne
sicure e pietose in tutti i santini
che un tempo mettevano
tra le coperte ai bambini
donne con mani fornite di raggi extraterrestri
col loro piede calzato su falci di luna
ed il serpente del disamore
domato con grazia
Così a me succede se per disgrazia ti sfioro
e scopro due soli raggianti
in mezzo alle linee incise da sempre
due stimmate antiche che accecherebbero la chiromante
Che mi direbbe :”Mah, che strana amante!”
Mi farai male? Esce calore da me, dalle mie braccia legate
di dietro al mio cuore
esce stupore per te che non mi vieto
e dalle mie mani che con pudore ritraggo
Quanto mi fanno male, quanto mi fanno bene,
che bello essere antiche.
Microgallery (con la y fa più figo) all’Infoshop!
AAA Siamo aperti da poche settimane, ma già operativ* per ospitare mostre di artisti con cui possiamo creare un’intesa:
persone che amino l’informalità e il contatto con la città, che propongano temi stimolanti. Per il materiale offriamo uno spazio piccolo ma efficiente, con 8,5 metri lineari di binario in alluminio fornito di gancetti, luci fredde lungo tutte le pareti, soffitto che giunge a una altezza di 4 metri con ganci, vetrina a diretto contatto con la strada, nel centro della città, in via Da Serravalle 16.
Ci piace offrire il nostro spazio ad un prezzo ridotto agli artisti che non hanno molti mezzi economici ma molta voglia di esprimersi, in cambio chiediamo interesse e rispetto per le realtà che animano questo spazio. Il costo di una esposizione della durata di una settimana (da venerdì a sabato successivo) consiste nelle sole spese vive per l’apertura, commisurate col reddito e le possibilità di chi si propone.

Infoshop infatti vuole essere una Microgallery ma è durante l’anno un luogo di esposizione di libri, riviste, gadget, musica, mostre, luogo di mini iniziative delle realtà che lo gestiscono e che sono: Alternativa libertaria-Fdca, Femminismi, Gruppo cohousing, Fano in Transizione, Campagna Palestina solidarietà, Anarchici Valcesano.
Proponeteci il vostro lavoro e … sarete nostri ospiti! Scrivete a dadaknorr@gmail.com
Ospedale unico: dittatura biopolitica.

“Riqualificheremo gli ospedali minori interni sperando che il governo non ci imponga la chiusura di quelli con meno di 120 posti letto come anticipato dalla stampa nazionale”. Questo leggiamo sulla stampa di mercoledì 11 gennaio.
Quindi, vediamo di capire, l’assessore regionale Mezzolani ci presenta il progetto di Ospedale unico Fano-Pesaro come luogo che verrà attrezzato nella perfetta fruibilità dai cittadini di entrambe le città (e loro comprensori)… ma poi ci svela che l’opera sorgerà “sul lato pesarese di Fosso Sejore”.
Quindi la struttura non sarà affatto posizionata in equidistanza tra i due territori … inutile fare polemiche visto che comunque si sarebbe trattato di una moltiplicazione del tempo e dei chilometri che ora fanesi e pesaresi fanno per recarsi presso i loro ospedali. Alla faccia dell’accessibilità, e della integrazione tra strutture già esistenti, quello che si propone è un casermone ex novo equi-lontano e fagocitante tutte le esperienze sanitarie della provincia.
Ma non sono proprio gli esperti del settore a dire che quello che serve è l’integrazione, il miglioramento per settori, e non l’accentramento… e che ospedali di oltre 500 posti non sono NEMMENO economici?
L’Inrca anconetano, centro di eccellenza, ad esempio, ha 160 posti letto.
Sul progetto, che era stato presentato come necessario per seguire le indicazioni a livello nazionale circa i servizi ospedalieri … altra marcia indietro:
prima pareva che fosse assolutamente necessario progettarlo perché altrimenti il -Governo non avrebbe stanziato nulla per la sanità (i famosi 130 milioni dell’Accordo di programma), come dire, “o facciano così o non ci danno nulla, quindi …”, invece ora pare che occorrerà ricorrere ai privati perché i soldi non arriveranno.
Dunque: si fa un progetto per seguire un finanziamento ma poi se il finanziamento non è garantito si continua a progettare in quel modo, anzi, si preme sull’acceleratore della privatizzazione dei servizi.
E vengono già fuori i nomi dei proprietari dei terreni ove potrebbero essere localizzati vari servizi, sappiamo già inoltre che i grandi imprenditori si stanno muovendo, mentre ancora il progetto è un abbozzo mal spiegato a noi cittadini, per offrire i loro servigi … cosa dobbiamo pensare della attendibilità di una sanità che forma i suoi obiettivi strada facendo così?
Si promette poi ai sindaci che i presidi ospedalieri locali verranno mantenuti e anzi resi più funzionali. Tutti capiscono che si tratta di balle: con 550 posti letto nel nuovo progettato ospedale non ne rimarrebbe neanche uno da gestire in più, poiché le linee guida stabiliscono per i prossimi anni un massimo di 3 per mille posti letto per ricoveri in acuzie e la lungodegenza.
Si dice : “la Regione avrà tutte le carte in regola per accedere ai finanziamenti statali” con un progetto di eccellenza a livello nazionale: ma chi decide cosa e quale è un progetto di “eccellenza”? Si giudica il lavoro di una equipe sanitaria oppure si dà un voto a dei pezzi di carta? A noi pare che qui si facciano veramente i conti senza l’oste. E senza i cittadini. Siamo in piena dittatura biopolitica. Alziamo la voce.
La mia Befana è lesbica.

La mia Befana è lesbica.
di Dada Knorr.
Vorrei portarti del carbone
invece lascio miele, preso da me
nel lontano ’63 dall’incavo di un albero
con un bicchiere
nuda fino al gomito.
nessuna mi punse.
ho poggiato il mio dono questa notte
nascosto dentro un tuo calzino
volando poi via dal terrazzino,
che bella luna nel suo freddo alone,
come svolazza la mia lunga sottana,
lo so, l’aspetto parla chiaro: sono befana.
t’ho guardata solo un attimo dormire
e poi via sul mare rischiarato, fuggo
manco avessi rubato,
se tu sapessi quanto altro ho da dare
seppur con braccia e gambe di pinocchia
vorresti salire su questa specie di canocchia
dalla marmitta di fuochi artificiali
che senza far rumore ci spinge in volo sopra
una strana città, diversa dal reale:
ci sono ragazzi in bici con custodie di violini;
fuochi accesi nella notte e bambini senza tv,
tirano tardi aspettando chi vien giù
potresti stringermi per favore un po’?
sai, a volte sono strane
le curve a gomito
del volo da befane.
Aperitivo Transitivo domenica 1 gennaio
Domani, 1° gennaio, all’ Infoshop, in Via da Serravalle (Fano) dalle ore 18.00
“Aperitivo Transitivo”
stuzzichini bio, a km 0, vegetariani e non, vino e musica…
per brindare insieme al nuovo anno!
Vi aspettiamo!!
Resistenza locale contro la crisi globale!
Noi non siamo in debito!
Partono questa settimana le iniziative sulla crisi organizzate a Fano dal 15 al 22 dicembre dalle realtà che animano l’Infoshop di via da Serravalle 16 a Fano, in collaborazione con la rete di attivisti sindacali “Rete 99%” (che prende nome dal fatto che l’1% della popolazione mondiale detiene il 40% delle ricchezze del pianeta):
- mostra “Ma che cos’è questa crisi?” (allestita dal 15 al 22 dicembre presso l’InfoShop, con materiali che illustrano le origini della crisi economica in atto, dati e interpretazioni)
- incontro sullo SCEC – la moneta della solidarietà con Andrea Gianni (giovedì 15, ore 21, presso la sede dell’Ass. Argonauta)
- incontro su comunità, cibo locale ed alternative alla grande distribuzione con Francesco Piobbichi e Paolo Carnaroli (venerdì 16, ore 21, presso la sede dell’Ass. Argonauta)
“Cambiare tutto per non cambiare niente” questa frase del Gattopardo ci sembra quella che più sintetizza la fase politica che stiamo attraversando. Da mesi a questa parte ormai siamo sottoposti ad un bombardamento mediatico senza precedenti, volto ad un solo ed unico obiettivo: far percepire la macelleria sociale già in atto, che aumenterà nei prossimi mesi, come unica via di uscita dalla crisi e come unico modo per rimanere aggrappati all’Europa dei “grandi”.
L’uscita di scena (o presunta tale) di Berlusconi si sta rivelando per quello che è veramente: la necessità dei potentati economici e finanziari di accelerare l’applicazione dei dettami della BCE e delle banche. Operazione conclusasi con l’ insediamento del governo Monti, diretta emanazione dei poteri forti e dell’1% della popolazione, che detiene potere e ricchezza, come dimostra la composizione di questo esecutivo: personaggi di spicco della finanza, rettori di università private, grandi affaristi.
Attraverso la retorica della responsabilità nazionale le forze politiche di centro-destra e centro-sinistra (seppur con calcoli e tatticismi diversi) perseguono insieme un obiettivo comune, che da sole non riuscirebbero a perseguire: far pagare i costi della crisi al 99% della popolazione, per garantire all’ 1% di conservare gli enormi profitti accumulati a nostre spese; ma soprattutto conservare un sistema socio-economico fondato sulla logica del profitto e dello sfruttamento, un sistema che è l’unico vero responsabile di questa crisi.”
Vi aspettiamo!
Alternativa Libertaria/FdCA, Fano in Transizione, Femminismi, Gruppo Cohousing, con la collaborazione di Rete 99%
MOSTRA: dopo il 22 dicembre su questo blog i testi ed i grafici della mostra anche in versione pdf.
Lettura poetica ad estrazione:venerdì 9 dicembre
OraCola, lettura poetica ad estrazione. Venerdì 9 dicembre 2011, dalle ore 18.30 estrazioni, dalle 19.30 lettura.
Infoshop, Fano (Pu), via da Serravalle 16.
Accoglie: Alessandra Ortolani. Legge: Francesca Palazzi Arduini. Organizza: Femminismi.
Posti limitati: prenotate la vostra oracola su http://femminismi.wordpress.com o commentando questo post.
Dopo le esperienze di “S’io fossi donna”, spettacolo che andò in giro per la provincia facendo conoscere la poesia scritta da donne sulla tematica della libertà femminile, ottenendo il plauso di Patrizia Cavalli, e la lettura multilingue “Poesie di donne non famose, tranne una”, esperienza originale perché lo spettacolo venne autoprodotto da donne di madrelingua abitanti qui, torna la poesia femminista.
E torna con una esperienza unica, basata sul concetto di intuizione, che fa della poesia, come di recente ha dichiarato la stessa Cavalli, uno strumento che “sa già tutto”. Perché questa provocatoria affermazione? Cosa sa già di noi e del mondo la poesia che non può essere saputo dalle scienze o dalla riflessione filosofica?
Probabilmente non è il contenuto che è qui in discussione, ma l’atteggiamento e la pratica: la poesia non sa tutto lo scibile, essa è un MODO di aprirsi alla visione del mondo ed alla percezione. Il modo poetico ed il suo linguaggio sono aperti, percettivi, spesso istantanei, e paiono non complessi anche se magari, in un attimo, sono la comunicazione di anni di riflessione, indagine su di sé, raccoglimento delle emozioni. Per questo la poesia “sa già tutto”, perché nella sua semplicità, o nel suo voluto artificio, esprime con poco ciò che può essere indagato prima, e poi, per anni.
L’umanità del mondo poetico è quindi quella dell’incontro (“la prima impressione”), della caparbietà del volere l’impossibile (“tutto e subito”), della rivelazione di sé e del proprio limite; non per niente tanti artisti (perché la poesia può essere intesa anche come cifra che imbeve tutte le arti, anche la canzone pop o il rap) si dicono anarchici, libertari, ribelli, portatori di una follia creatrice di nuove possibilità, di nuovi modi di vedere, di visioni.
“Cosa accadrà, cosa faremo?” In una società attanagliata dai numeri, dalle scadenze, dalle definizioni, dai marchi, dal voyerismo, in un mondo della comunicazione complesso in cui gli opposti ormai si toccano da troppo tempo …la poesia sa già tutto.
Nel senso che per lei, e vedete perché fa bene ad occuparsene Femminismi, in quanto soggetto femminile, la ricerca della verità non è gioco di egoismi e ideologia, ma è nella visione, soggettiva e consapevole di ciò, della realtà, visione che parte da sé ma spesso il sé discioglie.
OraCola ironizza sui giochi che si basano sulle probabilità, permettendo ad ogni partecipante di estrarre una “sua” poesia, che verrà letta poi ai presenti … Carl Gustav Jung diceva che esiste una sincronia tra nessi anche privi di causa tra loro, una sincronia che lega cose e persone, … staremo a sentire!
L’incredibile e triste storia della matricola n° 82
15 novembre 2031
La matricola n° 82 rigirava tra le mani la lettera senza darsi pace…
Cosa avrebbe fatto ora? Come sarebbe cambiata la sua vita e quella di chi ancora sperava di poter contare su di lui?
La ditta di trasporti “M’AMI NON M’AMI” per cui lavorava da anni come controllore era fallita proprio ora, proprio pochi anni prima che lui potesse andare in pensione.
Un segretario (quello che non rispondeva mai al telefono quando gli utenti chiamavano) gliel’aveva consegnata a mano, senza pietà…del resto a lui toccava la stessa sorte della matricola n° 82!
La ditta le aveva provate tutte per non fallire.
Aveva iniziato facendo pagare il biglietto anche ai pensionati, alle donne incinte (soprattutto se straniere, perché secondo il loro modo razzista di pensare più “ricattabili”), ai disabili.
Poi aveva maggiorato i biglietti in tempo di crisi economica, infine aveva creato delle macchinette mangiasoldi che non davano resto…per il biglietto l’utenza doveva pagare 1€ e 5 c , 5 c che non si trovavano mai (forse perché era una moneta inesistente) e quindi chi saliva lasciava nella “mangiasoldi” sempre vari centesimi in più.
Ma nonostante tutte le strategie per strangolare l’utenza, i dirigenti (pagati e liquidati con fior di quattrini) erano riusciti a far fallire la S.p.a.
16 novembre 2031
La matricola n° 82 pensò che ormai, l’unica cosa da fare era andare all’Inps e cercare di capire meglio quale fosse la sua situazione.
Un po’ perché abitava a circa un chilometro dagli uffici, un po’ perché il robusto corpo da controllore, tanto ostentato quando saliva sui mezzi per intimorire l’utenza, negli anni aveva lasciato il posto ad una notevole e flaccida pancia non facile da trasportare, un po’ per nostalgia, decise di salire per l’ultima volta su uno degli autobus della ditta a cui aveva regalato gli anni migliori della sua vita.
Salì sull’autobus, saluto e scambiò qualche parola con l’autista che conosceva da sempre…anche per lui quella era l’ultima corsa.
Si sedette.
Mentre l’autobus percorreva le strade di sempre, i pensieri continuavano ad affastellarsi nella sua mente…temeva per le sue sorti e quelle della famiglia…chi l’avrebbe assunto, in pieno periodo di crisi, a 62 anni suonati? Che ne sarebbe stato di loro?
“Biglietto, prego!”. La matricola n° 82 alzò lo sguardo, guardò il suo collega, gli sorrise bonariamente.
“Scusi, può farmi vedere il biglietto!”.
Capì che la matricola n° 45 faceva sul serio, ligio al dovere fino all’ultima corsa!!
Cercò di farfugliare qualcosa, che lui non credeva fosse necessario dopo una vita dedicata alla ditta…che aveva iniziato a parlare con l’autista e gli era passato di mente…che aveva tanti di quei pensieri e tra questi era sfuggito proprio quello di fare il biglietto…
“Sono 50 € di multa…nome e cognome, prego”.
Mentre la matricola n° 82 forniva le generalità all’integerrimo controllore i ricordi lo riportarono indietro nel tempo…ad un ormai lontano 16 novembre…
16 novembre 2011
Era entrato nell’autobus con l’arroganza di chi ha sempre ragione e aveva iniziato a controllare con fare deciso e sicuro di sé i biglietti degli utenti che vedeva e trattava come gentaglia sempre pronta a fregare qualche centesimo alla sua ditta di trasporti.
Intanto il collega si era immediatamente diretto verso una donna araba incinta e poi verso un ragazzo straniero sicuro di beccarli in flagranza di reato!
La matricola n° 82 quando indossava la sua divisa si sentiva un marine in missione speciale: “Pietà per nessuno e comprensione zero” (NdR forse qualche problema di comprensione, a livello d’intelletto, il pover’uomo l’aveva davvero!).
“Biglietto, prego!”.
Un distinto signore di circa 70 anni gli spiegò che aveva già messo 2 € nella mangiasoldi ma nella parte sbagliata (dove si obliterano i biglietti) e che lo aveva riferito all’autista.
L’autista si affrettò a negare tutto, ma quando almeno 5 persone sostennero le affermazione del pensionato settantenne…ammise che era tutto vero!
La matricola n° 82 nella sua divisa blu, inspirò profondamente per cercare di tirare indietro la pancia e portare il petto in fuori (l’operazione, a dire il vero, non riuscì molto bene…la panza c’era e si vedeva comunque) e disse, alzando il tono, al pensionato che avrebbe dovuto rifare il biglietto.
Una passeggera storica che era seduta in mezzo ai due si permise di dire la sua, facendo notare che metà autobus aveva visto il signore inserire i 2€ seppur nella parte sbagliata e in tono ironico chiese se la sera, aprendo la mangiasoldi e vedendo i 2€, avrebbero lo contattato per riconsegnarglieli……Non avrebbe mai dovuto farlo!!
“Un passeggero non può mai ed in nessun modo mettere in dubbio l’operato di un controllore, soprattutto in mezzo ad altri utenti della ditta!!” questo era scritto nel codice (im-)morale non scritto del controllore-marine.
Quanto la matricola n° 82 avrebbe desiderato che quella passeggera non avesse il biglietto!!
L’avrebbe umiliata, multata, fatta scendere immediatamente dall’autobus!!
E invece ce l’aveva e continuava a parlare!
Lei che negli anni (prendeva gli autobus di linea da quando aveva 12 anni e aveva sempre pagato il biglietto o l’abbonamento) aveva visto la trasformazione disumana dei controllori e non sopportava da tempo la loro boria e i loro cyber-auricolari, lo intuiva e lo guardava senza timore reverenziale e trattandolo “alla pari”, senza farsi intimorire dal suo tono di voce, dalla sua stazza, dal suo ruolo e dalla sua divisa blu.
A quel punto la matricola disse con tono più arrogante che sicuramente qualcuno (da dove?! da dentro la mangiasoldi sigillata?!) aveva preso i soldi e che quindi il signore doveva ripagare il biglietto alla sua ditta…il signore frastornato da tutta la vicenda aveva cercato nelle sue tasche e aveva trovato altri 2€.
Chiese alla matricola n° 82 se avesse da cambiare ma lui rispose che non era lì per cambiare soldi e gli consigliò caldamente d’inserire gli altri 2€…così il povero pensionato pagò il viaggio 4€!
La passeggera scese poco dopo continuando a dire che tutto ciò era un’ assurdità.
Tornata a casa decise che da quel giorno anche lei avrebbe avuto una sua missione-speciale: non avrebbe più fatto l’esoso abbonamento al figlio, avrebbe “passato” il proprio biglietto dalla durata (1 ora…chi gira per un’ora dentro un autobus?!) e dal prezzo assurdi a tutti coloro che incontrava alle fermate, dando priorità agli anziani, agli stranieri e ai ragazzi e avrebbe raccontato a più persone ed utenti della “M’AMI NON M’AMI” ciò che era accaduto.
16 novembre 2031
La matricola n° 82 guardò il controllore integerrimo scrivere gli ultimi dati sul suo taccuino…pensò a ciò che aveva fatto lui esattamente 20 anni prima e in tante altre occasioni per la sua ditta che ora lo licenziava senza pietà e con comprensione zero…e percepì chiaramente chi e cosa è stato per una vita intera: un povero e immenso idiota.
Personaggi, vicende e numeri di matricola non sono del tutto inventati…a voi decidere quali .
La passeggera storica, salva-dipendenti umani.
OCCUPYAMOCI DI NOI!

Occupyamoci di NOI! Apre a Fano l’Infoshop. Inaugurazione-aperitivo sabato 19 novembre dalle 19.30,
via G. da Serravalle 16.
Apre a Fano in Via Serravalle INFOSHOP, uno spazio dove far circolare libri, arte, cultura, proposte con cui costruire una società più giusta, più libera, più solidale.
Il tam tam della stampa sulle recenti proteste globali di piazza ha sottolineato come Occupy Wall Street e gli altri appuntamenti nel mondo abbiano usato la pratica dell’assemblea generale come spazio in cui discutere e decidere. L’assemblea è un laboratorio: una discussione di gruppo, nella quale le decisioni non sono prese da pochi leader né a maggioranza, ma si stabiliscono con il consenso di tutti . Ogni questione su cui non si riesce a prendere una decisione viene sottoposta a un gruppo di lavoro scelto dall’assemblea, ma alla fine tutti devono essere d’accordo.
Mai come in questo momento, in cui soggetti politici tradizionali e schemi sindacali non rappresentano una risposta organica alla crisi, l’autorganizzazione e la difesa diretta di classe porta migliaia di persone a mettersi fisicamente in gioco nelle piazze, dimostrando che le uniche modalità di lotta che offrono qualche speranza sono quelle che partono dal basso: le pratiche assembleari e non autoritarie, l’assenza di deleghe, la solidarietà.
Pratiche che quando arriveranno a confrontarsi con i bisogni materiali, potranno (ri)scoprire l’autogestione come stanno (ri)scoprendo la federabilità delle lotte. Queste pratiche sono i nostri Eurobond, sulle nostre capacità di lotta dovremo misurare il nostro Spread, in questo investiamo e (ri)costruiamo giorno per giorno il nostro futuro.
Per rafforzare il ritorno alla pratica dell’ autogestione, apriamo una vetrina, che è anche un laboratorio di contenuti libertari, femministi e dei movimenti: per la gestione aperta e consapevole del territorio, degli spazi urbani, della cultura. Questo spazio ospiterà micro-mostre d’arte, mostre politiche e workshop, anarco-letture e performances, sarà un punto di diffusione della stampa di movimento, un luogo grazie al quale le nuove spinte dal basso troveranno ancor più visibilità
Infoshop è gestito da: Alternativa libertaria-FdCA, Campagna Palestina solidarietà, gruppo co-Housing, Femminismi, anarchici Valcesano, ‘Fano in transizione’-Transition network.
Per info su iniziative e mostre: dadaknorr(at)gmail.com
La grafica del flyer, con il volto di V, è di Dada Knorr, l’immagine di sfondo, che sarà il logo dell’Infoshop, è disegnata per noi da Patrizia Diamante. Grazie Pralina!
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Urbino: chi bussa alla mia porta?

Rispetto all’articolo de Il Resto del Carlino sulle “città sicure” e l’operazione notturna a Urbino pubblichiamo il comunicato stampa di alcune associazioni attive nel dialogo interculturale:
In un periodo di crisi come questo, in cui tutti i settori pubblici, compreso le forze dell’ordine, subiscono i tagli e lamentano scarse risorse, ci sembra che il bilancio della operazione condotta ad Urbino2 sia perlomeno scarsa. Un’operazione descritta dagli articoli dei giornali più come un’operazione di guerra in piena regola che come un normale controllo. Se è vero che lo scarso bottino potrebbe sembrare utile a tranquillizzare l’opinione pubblica italiana di sicuro l’irruzione in piena notte in centinaia di case, la criminalizzazione di una intera comunità non va certo in questa direzione. Tra le centinaia di persone controllate due sono state trovate senza permesso, e non è stato riscontrato alcun reato: questo conferma che gli abitanti di Urbin 2 soggiornano a pieno titolo in Italia, lavorano e pagano le tasse, (anche se magari l’affitto sono costretti a pagarlo in nero) e, per quanto di serie B, sono comunque cittadini di questo paese e come tali vanno trattati. Come associazioni che si occupano di immigrazione e di tutela dei diritti, come società civile, come uomini e donne di questo pianeta ci chiediamo quanto questa operazione favorisca l’integrazione e la pacifica coesistenza sul nostro territorio, quanto ci aiuti, tutti, a vivere meglio. E se non ci siano modi migliori di spendere i nostri soldi.
Primi firmatari: Nuovo Mondo, Nuovi Orizzonti, Alternativa Libertaria.
per adesioni nuovomondo(at)gmail.com
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Berlusconi presto cinese
Yuan man.
Berlusconi pechinese
è la novità del mese:
dopo cammelli e attendate libagioni
cerimoniose sveltine tra sbruffoni ecco
ora ci attendono gli eserciti di argilla col cavaliere
col suo cavallo che ci mostra il sedere,
ecco che all’indice Hang Seng svelto s’appende
promettendo ripresa mentre smonta le tende,
o lui o altri, era destino!
E del resto Silvio parla di sicuro il mandarino,
“Il sol levante e il sollevante”
scherzerà sul viagra
ai prossimi meeting il paparino
vestirà di seta sgattaiolando
nel giorno
di piazza Tien An Men
preferirà
visitare fabbriche
raccontare barzellette ai già ridenti dirigenti
del resto già lo sapevamo
che la Cortina di Seta era più flessibile
del muro Berlino e niente come la produzione
e l’acquisto di interi paesi avrebbe
affascinato gli accorti, imperiali, fratelli cinesi.
Dada Knorr.
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